Lavagno

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Lavagno
comune
Lavagno – Stemma Lavagno – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Simone Albi (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°26′00″N 11°08′00″E / 45.433333°N 11.133333°E45.433333; 11.133333 (Lavagno)Coordinate: 45°26′00″N 11°08′00″E / 45.433333°N 11.133333°E45.433333; 11.133333 (Lavagno)
Altitudine 67 m s.l.m.
Superficie 14,64 km²
Abitanti 8 216[1] (01-10-2011)
Densità 561,2 ab./km²
Frazioni San Briccio, San Pietro (sede comunale), Vago
Comuni confinanti Caldiero, Colognola ai Colli, Illasi, Mezzane di Sotto, San Martino Buon Albergo
Altre informazioni
Cod. postale 37030
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023042
Cod. catastale E489
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti lavagnesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lavagno
Posizione del comune di Lavagno all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Lavagno all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Lavagno (Lavàgno in veneto[2]) è un comune italiano di circa 8.100 della provincia di Verona, in Veneto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Lavagno è un comune sparso distante 16 chilometri da Verona. È ad est del capoluogo all'imbocco della valle di Mezzane. È attraversato dal progno di Mezzane. Il comune di Lavagno comprende tre frazioni principali: Vago, San Pietro e San Briccio. Vago si sviluppa lungo la strada Verona-Vicenza, San Pietro lungo la strada che va nella vallata di Mezzane, San Briccio su una collina più a nord.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le ipotesi sul nome sono concentrate su un termine retico: Lavaniu.

Sono numerose le tracce archeologiche. Gli insediamenti più antichi sono paleoveneti. Del periodo fra il VII e VI secolo a.C. si ipotizza un villaggio vicino all'attuale San Briccio, su un colle ed un castelliere a Lepia dell'età del Bronzo.

In epoca romana aumentò la presenza umana, anche in presenza del passaggio della via Postumia, che favorì la nascita di due centri: Lavaneus ad Montem e Lavaneus ad Planum.

Nel medioevo si rafforzò il centro a nord da cui nacque il paese di San Briccio.

Lavagno riprende importanza nell'XI secolo: dapprima con una storia locale ed in seguito seguendo Verona. Lavagno venne attribuita da Corrado II al Vescovo di Verona. Dopo due secoli passò al Comune di Verona e poi agli Scaligeri, ai Visconti ed infine a Venezia, quando la Serenissima estese i suoi domini sul veronese.

Dal Medioevo numerose famiglie patrizie acquisirono terre nella zona, alcune legando il proprio nome a ville che costruirono.

La presenza monastica ed ecclesiastica fu notevole, specialmente nei due secoli passati sotto il vescovo di Verona. A San Giuliano di Lepia il monastero risale al XII secolo ed ospitò il Papa Lucio III; San Giacomo di Grigliano è del XIV secolo. La leggenda dice che nel luogo furono rinvenuti i resti mortali dell'apostolo Giacomo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Lavagno presenta sul proprio territorio alcune belle realtà di architettura sia religiosa che civile.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le Chiese[modifica | modifica wikitesto]

È un gioiello d'architettura sacra. La chiesa, gotica fu eretta dai veronesi alla fine del XIV secolo. Richiama nello stile le chiese coeve della città. Vi sono affreschi di Martino da Verona. Dal piazzale si gode di uno stupendo panorama.

Coeva della precedente, contiene opere antiche provenienti da chiese di Verona.

Chiesa parrocchiale di San Pietro di Lavagno.

Capitelli votivi[modifica | modifica wikitesto]

Realtà spesso dimenticata, perché considerata arte povera, i capitelli fanno parte della cultura e della storia paesana, nel territorio si contano ben 11 croci, 28 capitelli alla Madonna e 10 dedicati ai santi. Alcuni risalenti al XVII secolo[3].
Ci sono ancora capitelli risalenti al 1600 carattere propiziatorio, mentre quelle del XIX secolo e XX secolo si identificano come ex voto.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Le ville[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuta anche con il nome di Villa del Boschetto, edificata per Girolamo Verità da Domenico Curtoni (allievo del Sammicheli), la Villa presenta un pronao concluso da un timpano ornato di statue; all'esterno si notano i giardini pensili, le fontane e la peschiera, all'interno sono conservati affreschi di Filippino Maccari e Giorgio Anselmi.

Il palazzo è un notevole edificio di origine settecentesche. Si presenta armonioso nelle sue linee composte e si spiega in un lungo corpo orizzontale corretto nella parte centrale, prominente e frontonata. Le parti laterali sono adibite ad abitazione del personale dipendente e a rustici. L'architettura è elegante soprattutto nella parte inferiore, dove si snoda a leggero bugnato liscio, con il bel portone incorniciato. Notevoli la balaustra delle finistre, la porta finestra del piano nobile, le chiavi che ingentiliscono i rettangoli delle finestre del piano terreno, le cornici nonché le pigne di pietra che rifiniscono il frontone. Nel centro del timpano terminale, decorato da acroteri, fa spicco lo stemma araldico della famiglia Da Porto, sostituita nella proprietà della villa nei due secoli dagli Alberti e dagli Zannini. Splendido il parco, ampio e lambito dal torrente Mezzane. Esso conserva le spartiture settecentesche degli alberi, delle numerose aiuole, delle siepi e dei prati. Conserva anche un'antichissima ghiacciaia. Le lodi di questa villa sono cantate in un poemetto Anonimo, ma è nota alla letteratura storica per l'eseguitovi arresto del patriota e poeta Carlo Montanari la sera dell'8 luglio 1852, dove seguì poi la condanna a morte.

  • Villa Castagna - XII secolo, la villa è un ex monastero successivamente abbattuto dai bombardamenti delle guerre. Dell'antico splendore si possono ancora ammirare: le scale a chiocciola e l'attuale cantina, ex sotterraneo del monastero. La villa si trova tra i confini di S. Pietro la val di mezzane ed illasi.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Forte di San Briccio è una fortificazione eretta alla fine del XIX secolo dal Genio militare italiano: l'esproprio dei terreni per il forte iniziò nel 1882 e la costruzione prese avvio l'anno seguente. Fu costruito su una chiesa del XV secolo. Il progetto si rifà a quelli studiati da Andreas Tunkler, ufficiale del Genio austriaco. Anni or sono ospitava il Museo della Cultura Contadina e la Mostra della Preistoria; offriva inoltre ampi spazi utilizzati per mostre temporanee, rappresentazioni teatrali e riunioni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Lavagno[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Francesco d’Assisi in Vago.
  • S. Briccio

A settembre, l'ormai famoso evento enogastronomico "Vino in Corte"

  • Carneval de Lavagno

Il sabato dopo "Venerdì gnocolar"

  • Sagra di paese S. Pietro

A giugno Festa patronale SS. Pietro e Paolo

  • Sagra di paese a Vago

Ad ottobre Festa patronale S. Francesco d'Assisi

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Lavagno nel passato fu esclusivamente agricolo. Oggi sono importanti le coltivazioni di cereali ed uva e la produzione di vino (Arcole DOC); L'attuale posizione strategica ha portato allo sviluppo di imprese artigianali, industriali e commerciali e di attività legate all'edilizia. È zona di produzione del vino Valpolicella DOC, dell'Amarone della Valpolicella e del Recioto DOC

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
agosto 1985 giugno 1990 Dario Molinaroli Democrazia Cristiana Sindaco [5]
luglio 1990 aprile 1995 Dario Molinaroli Democrazia Cristiana Sindaco [6]
aprile 1995 novembre 1996 Celso Da Campo Lista Civica Sindaco Dimissioni[7]
novembre 1996 dicembre 1996 Marco Padovani Lista Civica Vicesindaco Revoca[8]
dicembre 1996 marzo 1997 Giampaolo Bettelli Vicesindaco non di origine elettiva Dimissioni del consiglio[9]
marzo 1997 aprile 1997 Paolo Crispino Commissario Prefettizio [10]
aprile 1997 maggio 2001 Giannino Corradini Centro Sinistra - Liste Civiche Sindaco [11]
maggio 2001 maggio 2003 Dario Molinaroli Centro Destra - Liste Civiche Sindaco Scioglimento del consiglio[12]
dicembre 2001 marzo 2002 Arnaldo Anselmi Commissario Prefettizio [13]
luglio 2002 luglio 2002 Gerardino Mattia Commissario Prefettizio [14]
maggio 2003 giugno 2004 Gerardino Mattia Commissario Prefettizio [15]
giugno 2004 giugno 2009 Dario Molinaroli Centro Destra - Liste Civiche Sindaco [16]
giugno 2009 in carica Simone Albi Lista Civica Sindaco [17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 settembre 2011.
  2. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  3. ^ I capitelli votivi raccontano la storia del paese..., Comune di Lavagno, 27 ottobre 2004. URL consultato il 12 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2007).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ amministratori.interno.it - 1985. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  6. ^ amministratori.interno.it - 1990. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  7. ^ amministratori.interno.it - 1995. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  8. ^ amministratori.interno.it - 1996. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  9. ^ amministratori.interno.it - 1996. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  10. ^ amministratori.interno.it - 1997. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  11. ^ amministratori.interno.it - 1997. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  12. ^ amministratori.interno.it - 2001. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  13. ^ amministratori.interno.it - 2001 prefettizio. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  14. ^ amministratori.interno.it - 2002 straordinario. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  15. ^ amministratori.interno.it - 2003 straoridnario. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  16. ^ amministratori.interno.it - 2004. URL consultato il 12 ottobre 2013.
  17. ^ amministratori.interno.it - 2009. URL consultato il 12 ottobre 2013.

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