Villafranca di Verona

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Villafranca di Verona
comune
Villafranca di Verona – Stemma Villafranca di Verona – Bandiera
Villafranca di Verona – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Mario Faccioli (Centrodestra-Lega Nord) dal 15-4-2008
Territorio
Coordinate 45°21′N 10°51′E / 45.35°N 10.85°E45.35; 10.85 (Villafranca di Verona)Coordinate: 45°21′N 10°51′E / 45.35°N 10.85°E45.35; 10.85 (Villafranca di Verona)
Altitudine 54 m s.l.m.
Superficie 57,34 km²
Abitanti 33 114[2] (31-5-2016)
Densità 577,5 ab./km²
Frazioni Alpo, Caluri, Dossobuono, Pizzoletta, Quaderni, Rizza, Rosegaferro[1]
Comuni confinanti Castel d'Azzano, Mozzecane, Povegliano Veronese, Sommacampagna, Valeggio sul Mincio, Verona, Vigasio
Altre informazioni
Cod. postale 37069
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023096
Cod. catastale L949
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti villafranchesi
Patrono Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villafranca di Verona
Villafranca di Verona
Posizione del comune di Villafranca di Verona all'interno della provincia di Verona
Posizione del comune di Villafranca di Verona all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Villafranca di Verona (Vilafrànca in veneto[3]) è un comune italiano di 33 114 abitanti[2] della provincia di Verona in Veneto. È attualmente il primo comune per numero di abitanti della provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Villafranca è a 12 chilometri a sud ovest da Verona. È in posizione intermedia fra il suo capoluogo di provincia e la città di Mantova. Nella sua parte sud ovest è attraversata dal fiume Tione dei Monti, che poi confluisce nel Tartaro nel territorio del comune di Povegliano Veronese.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Appartiene all'alta pianura veronese, la quale rappresenta quanto rimane della conoide dell'Adige[4]. Su buona parte della conoide si depositarono le morene glaciali[5]. Nella zona villafranchese la pianura si presenta con pendenza pressoché uniforme da nord a sud e da ovest ad est[6]. Si tratta di una pianura ghiaioso-sabbiosa molto permeabile ma con una falda acquifera abbondante tutto l'anno[7]. Considerate le caratteristiche del suolo è possibile ipotizzare che nel medioevo le acque tendessero ad affiorare, da cui la necessità dello scavo di fossati e interventi di regolazione dell'alveo del Tione dei Monti[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

La posizione sull'antica via Postumia e la struttura viaria ad intersezioni perpendicolari testimoniano l'origine probabilmente di accampamento romano.

Storia medievale[modifica | modifica wikitesto]

Nel medioevo, in occasione della fondazione da parte del Consiglio dei Rettori di Verona il 9 marzo 1185, assunse le caratteristiche di borgo di confine affrancato dagli oneri fiscali, da cui derivò il nome Burgus Liber, poi Villa libera quindi villa franca[9]. Lo scopo principale della fondazione era la difesa dei confini veronesi; dopo la battaglia di Ponte dei Molini presso Mantova (1199) fu completato il castello (1202)[10]. Assedi e distruzioni accompagnarono l'epoca di Ezzelino da Romano e parallelamente si assistette al rinforzo delle fortificazioni e dei fossati di confine[11]. Con l'ascesa della Signoria Scaligera anche Villafranca e il suo castello entrarono nell'orbita della dinastia veronese; nel 1285 Alberto della Scala rinnovò l'atto di fondazione di Villafranca, confermando i diritti formalizzati un secolo prima[12]. Nel XV secolo gli Scaligeri ampliarono il castello ed eressero la lunga cinta muraria detta Serraglio che arrivava fino a Borghetto sul fiume Mincio.

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 novembre 1796, durante la campagna d'Italia, Napoleone trasferì a Villafranca il quartier generale e soggiornò nel palazzo Comini (ora caffè Fantoni). Fu la notte che precedette la battaglia di Arcole[13].

Nel periodo del Risorgimento Villafranca è stata coinvolta in quasi tutte le fasi salienti dell'epoca; sia per la posizione vicino al Mincio che per la strada postale tra Mantova e Verona (due città del Quadrilatero) che la attraversava. Nel 1848 (I Guerra d'Indipendenza) fu sede del quartier generale piemontese (presso l'albergo "Il Sole") e da palazzo Gandini Morelli Bugna poi Bottagisio il generale toscano Cesare de Laugier osservava il volgersi in sconfitta della battaglia di Custoza. Nel 1859 fu sede del quartier generale austriaco (ospitando anche l'imperatore Francesco Giuseppe) e l'11 luglio dello stesso anno ospitò (presso il palazzo Bottagisio, oggi in via Pace) l'incontro tra Francesco Giuseppe e Napoleone III ricordato come "Pace di Villafranca" che concluse la II Guerra d'Indipendenza. Nel 1866 fu coinvolta nella III Guerra d'Indipendenza, in particolare il 24 giugno 1866 uno scontro si svolse (ai margini della città, in direzione di Verona, nei pressi dell'attuale via Quadrato) tra la 16ª divisione di fanteria comandata dal principe Umberto di Savoia e la cavalleria austriaca; la fanteria italiana si dispose a "quadrato" respingendo gli assalti del nemico[14].

Nel 1918 (il 1º agosto) si tenne in località Ganfardine (zona del neonato campo di volo, nucleo del moderno aeroporto) un incontro tra Vittorio Emanuele III e il vescovo di Verona mons. Bacilieri; l'occasione fu lo schieramento del 332º fanteria dello stato dell'Ohio[15].

Il Fascismo fu accolto tutto sommato senza ostilità a Villafranca[16], alcuni villafranchesi parteciparono alla marcia su Roma. Una delle poche impronte visibili lasciate da questo periodo è il Monumento ai Caduti della Prima guerra mondiale del 1929. L'impatto sull'assetto urbanistico fu di continuità con l'esistente, fu aperta una nuova via parallela (ad est) al corso Vittorio Emauele II, chiamata via dell'Impero (oggi via Marconi)[17]. Sempre del 1929 è l'inaugurazione dell'acquedotto[18]. Nel 1930 venne girato nel capoluogo un film a titolo "Villafranca" del regista G.Forzano che si snoda attorno alle vicende della II Guerra d'Indipendenza e del trattato; al momento non esistono copie di questa pellicola, soltanto alcune scatti fotografici del set[19].

La Seconda guerra mondiale arrivò a Villafranca anche con attacchi aerei alleati. Si ricordano come particolarmente devastanti quelli del 28 agosto 1944 e del 18 novembre 1944[20]. Il motivo principale degli attacchi era la presenza dell'aeroporto, utilizzato dopo il 1943 dai tedeschi; approntato dopo Caporetto, negli anni '40 si trovava più ad ovest rispetto all'attuale, con una conformazione a triangolo la cui punta arrivava a Villafranca (è ancora visibile all'imbocco di via Quadrato, nei pressi dell'Obelisco, un edificio appartenente alle caserme del campo di volo). L'area è stata poi occupata da una zona artigianale e in parte residenziale (tra cui una indicazione toponomastica come "via ex-campi di aviazione") che ingloba ancora oggi in costruzioni come stalle, capannoni e abitazioni alcune parti (pilastri in cemento armato) delle vecchie strutture degli hangar[21].

Negli anni '60 del XX secolo Villafranca partecipò al boom economico del resto della penisola. L'11 luglio 1961 fu aperto l'aeroporto civile[22] (il cui nome attuale "Valerio Catullo" è stato scelto e assegnato solo nel 1987), il 3 agosto 1964 è stato inaugurato l'ospedale "Magalini"[23], costruito a sud del fiume Tione nei pressi del Castello (distrutto da un incendio nel 2003[24] e sostanzialmente ricostruito ed ampliato nel 2011). Il fervore di rinnovamento anche edilizio ha portato anche alcuni eccessi come l'abbattimento dell'ottocentesco Teatro Comunale (costruito sulla antica chiesa parrocchiale) nel 1963-66 e di altri edifici del centro storico sostituiti da edifici più moderni (la stessa situazione verificatasi in altri centri limitrofi, non senza discussioni, come a Povegliano Veronese e a Castel d'Azzano sempre per la demolizione di vecchi edifici di culto).

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriva dalla sua caratteristica fondativa di affrancamento dagli oneri fiscali da cui Burgus Liber, poi Villa libera quindi Villafranca[9]. Il postfisso "di Verona" è stato aggiunto successivamente all'accorpamento al Regno d'Italia (precisamente con decreto legge dell'11 agosto 1867) per distinguerla da altre cittadine omonime[25].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio del Cristo

Oratorio del Cristo[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta della più antica chiesa esistente su territorio villafranchese: ha seguito le vicende del maniero nel corso dei secoli. Di recente è stata sottoposta a un restauro conservativo. Le tre pale esistente all'interno della piccola chiesa sono attualmente conservate all'interno del palazzo municipale (delle copie sono presenti nell'oratorio).

Chiesa della Disciplina

Chiesa della Disciplina o della Visitazione[modifica | modifica wikitesto]

Donato dal conte Giorgio Maffei nel 1499 alla Confraternita dei Disciplinati, l'Oratorio Della Disciplina o della Visitazione, con facciata barocca con bassorilievo sopra il portale, custodisce al suo interno il prezioso "Mortorio" del XV secolo, recentemente restaurato, con nove statue lignee del XVI secolo, raffiguranti Cristo Morto, San Giovanni, Nicodemo, Giuseppe D'Arimatea, la Madonna, Maria di Cleofa, Maria Betania, Maria Maddalena e il donatore della Chiesa conte Giorgio Maffei, e quattro sagome settecentesche. Di notevole rilievo la "Via Crucis", della seconda metà del Settecento, e la grande pala di Orazio Farinati del 1607 con la "Visitazione della Madonna a Santa Elisabetta e i SS. Giuseppe e Zaccaria".

La chiesa di San Rocco

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Ex voto per la superata pestilenza del 1478-80 e dedicata a San Rocco, fu decorata esternamente con affreschi da artisti della scuola di Domenico Morone e internamente da un notevole ciclo di affreschi, "L'Annunciazione", "Fuga in Egitto", "San Rocco" e la "Madonna in trono", realizzati da una bottega veronese all'inizio del XVI secolo. All'interno sono conservati un ovale-lobato con la "Madonna con Bambino e San Filippo Neri" (XVIII sec.) della scuola del Balestra, la "Madonna in trono con bambino" statua lignea del XV sec. (tra le più importanti del periodo nel veronese[26]) e sull'altare una pala seicentesca con "San Rocco, San Gerolamo e San Sebastiano". Dopo sei anni di lavori, nel 2004 è terminato l'importante ciclo di restauri che ha riguardato l'edificio, le opere pittoriche, gli affreschi e le statue.[27][28]

Duomo

Duomo[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo di SS. Pietro e Paolo (XVIII/XIX secolo), iniziato nel 1786 e concluso nel 1882[29], si trova giusto in mezzo al corso Vittorio Emanuele II e costituisce, dopo il castello, il più importante monumento del paese. L'edificio è pressoché identico alla Chiesa del Redentore di Venezia. L'interno conserva una "Sacra Famiglia con San Giovannino" del pittore veronese Domenico Brusasorzi (secolo XVI), una pala d'altare con "Sant'Antonio Abate tra Ss. Bovo e Martino da Tours" di Felice Brusasorzi (secolo XVI), un coro ligneo intagliato (1736)[30].

S. Giovanni della Paglia

San Giovanni della Paglia[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata nel XV secolo per opera dei Cavalieri Templari, oggi di proprietà privata. Si tratta più propriamente di un oratorio in cui il riferimento alla paglia è probabilmente da ricondurre alla consuetudine di offire cibo e un giaciglio alle persone di passaggio (si trova ancora oggi all'inizio del centro abitato, dove la via Postumia si biforca, come già in una mappa del Perini del 1723[31]). All'interno conserva la pala d'altare di "San Giovanni Battista" attribuita ad Antonio Balestra (1666 - 1740). L'edificio è stato restaurato nel 1970, opera durante la quale sono andate purtroppo perdute le pitture parietali e della volta.[32]

Altre chiese

Tra le altre chiese, in ambito cristiano, i Bambini di Dio (conosciuti oggi come la "Famiglia Internazionale") in Italia hanno la loro sede principale a Villafranca di Verona.

Chiese non più esistenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesetta di Sant'Andrea (IX secolo ?[33]), si trovava lungo la fossa di Sant'Andrea, nella zona sud-est di Villafranca, in direzione Povegliano. La zona in cui era presente l'edificio è ben riconoscibile dall'ansa fatta seguire alla fossa[33], ora in quel luogo è presente solo una colonna sormontata da una statua del santo, la cui sede è stata sistemata nel 1986. La chiesetta si suppone sia rimasta in piedi fino al secolo XVII, è comunque ben segnalata su alcune mappe dell'epoca e dei secoli precedenti (la mappa del Bertoldi del 1480 ca., quella del Bertoni del 1683 e quella del Negri del 1713[5]).
  • Vecchia chiesa parrocchiale, si trovava adiacente al Duomo ma a differenza di questo non in asse con la sede stradale, la facciata posta in diagonale si affacciava direttamente sul centro dell'incrocio che funge da "centro" geografico di Villafranca[34]. Fu adattata nel XIX secolo per ospitare il Teatro Comunale (poi abbattuto nel 1963 durante il rifacimento di piazza Giovanni XXIII).

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Bottagisio, la casa del Trattato di Pace[modifica | modifica wikitesto]

Sala dove è stato firmato il trattato di pace di Villafranca.

Il palazzo Gandini - Bugna, luogo in cui fu stipulato l'armistizio del 1859 da Francesco Giuseppe Imperatore d'Austria e Napoleone III Imperatore di Francia, risale all'epoca austriaca.

Caffè Fantoni[modifica | modifica wikitesto]

Il celebre caffè di Villafranca fu fondato nel 1842 da Giovanni Fantoni, che fu anche il creatore della ricetta e della forma delle celebri sfogliatine di Villafranca. A Giovanni succedette il nipote, il cavalier Marcello Fantoni, che aveva ereditato dal nonno l'arte pasticciera quando ancora la città del Quadrato era austriaca. Marcello, con la sua grande fantasia, era riuscito in quegli anni a far filtrare la storia attraverso i dolci peccati di gola. Infatti, mentre attorno a Villafranca ruotava il Risorgimento, Fantoni sfornava la " Torta della pace" ed i " Biscotti Umberto", in onore del principe che si batté sul Quadrato. Per d'Annunzio e i suoi legionari, distillò " l'Acqua di Fiume", " limpida e leggera come quella che dal Carso scende ad alleviare l'ardore della città Olocausta", come scrisse lo stesso poeta al cavalier Marcello nel 1921.

Altri edifici[modifica | modifica wikitesto]

  • L'edificio della stazione ferroviaria di Villafranca sulla Ferrovia Verona-Mantova-Modena fu costruito (assieme al tronco della linea) nel 1851 (inaugurata il 5 aprile) dagli austriaci del Regno Lombardo-Veneto[35]. All'epoca in posizione esterna alla cittadina, segna ancora oggi il confine ad est dello sviluppo abitativo. L'edificio si presenta sostanzialmente immutato nelle sue linee fondamentali.
  • L'edificio che ospita attualmente la scuola elementare "G.Bellotti", situato vicino al Duomo in corso Vittorio Emanuele II, fu edificato nel 1891 su disegno di P.E.Zuccalmaglio. La struttura (all'epoca "scuole comunali") nell'ambito dei comuni rurali era da ritenersi all'avanguardia[36].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello scaligero[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello scaligero (XIII secolo) si trova a sud dell'abitato, posizionato subito a nord del fiume Tione.

Serraglio[modifica | modifica wikitesto]

Il Serraglio (o Serraglio scaligero o Serraglio veronese) (XIV secolo) era una muraglia difensiva costruita dagli Scaligeri per proteggere il lato sud occidentale del territorio.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

L'Obelisco del Quadrato[modifica | modifica wikitesto]

Obelisco del Quadrato

Eretto nel 1880 (ma abbattuto da un fulmine nel 1888 fu ricostruito (con dimensioni maggiori[37]) su disegno di P.E.Zuccalmalio e inaugurato il 28 aprile 1895[38]) in memoria delle gesta eroiche dei militi del 49º reggimento di fanteria che il 24 giugno 1866, durante la III guerra d'indipendenza, fecero quadrato intorno al principe ereditario Umberto di Savoia difendendolo dagli attacchi delle truppe austriache. Alto 17 metri si erge nel luogo dove si presume sia effettivamente avvenuto lo scontro con le truppe austriache. Sul basamento si legge “Qui nel mattino del 24 giugno 1866 il 49º reggimento fanteria disposto in quadrato per improvviso assalto degli austriaci salvò Umberto di Savoia”. Il basamento quadrangolare è sostegno per un piano d'appoggio sostenuto da quattro zampe leonine e dal quale si erge un obelisco quadrangolare e affusolato verso la cima, sormontata da una stella di bronzo. Un episodio coinvolse dopo la battaglia il principe Umberto allorché una contadina di un casolare delle vicinanze (certa Pasquali) gli offrì dell'acqua da bere da un secchio (l'episodio è stato illustrato da Walter Molino sul numero della Domenica del Corriere del 19 giugno 1966)[39].

Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurato nel 1929 il Monumento ai caduti della Prima guerra mondiale si deve all'architetto Ettore Fagioli e allo scultore Egidio Girelli. Posizionato dopo molte discussioni (si ipotizzò anche di erigerlo all'interno del castello) nell'attuale Piazza Giovanni XXIII, vicino al Duomo, si compone di una colonna di marmo sormontata da una statua bronzea[40].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo del Risorgimento[modifica | modifica wikitesto]

Il museo del Risorgimento nacque nel 1959 dall'idea di rendere permanente una mostra allestita in occasione del centenario della Pace di Villafranca. Realizzato in alcuni locali adiacenti la "casa del Trattato" (palazzo Bottagisio) vi rimase fino al 1981 quando il materiale fu imballato e immagazzinato in attesa di altra sede che arrivò nel 1989, il museò riaprì infatti il 19 novembre di quell'anno presso la restaurata cantoria della chiesetta del Cristo. Nel 2009 il museo è tornato nella sua sede naturale, al piano terra della "casa del Trattato". Il museo ospita armi, cimeli e stampe di entrambi gli eserciti che combatterono nel periodo del Risorgimento. Ben conservata è una camicia rossa con berretto di un volontario garibaldino del 1866[41].

Museo Nicolis[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo Nicolis.

Appena fuori dal centro storico si eleva un moderno edificio di valore architettonico, in vetro e acciaio, che ospita al suo interno un ampio museo di auto d'epoca (oltre 200, molte delle quali iscritte all'Archivio Storico Italiano), di moto, di biciclette, di organetti meccanici, di macchine fotografiche, da scrivere e di altre memorabilia (ad esempio: i volanti ufficiali di Formula 1 autografati dai piloti), il tutto proveniente dalla collezione privata del Cav. Luciano Nicolis (noto imprenditore di Villafranca nel campo del riciclo della carta), precursore della raccolta e del restauro dei veicoli d'epoca. Il cav. Nicolis ha dato così corpo al suo sogno di poter esporre e rendere visibile la maggior parte della sua collezione di auto e veicoli antichi e rari (tra cui il primo motore a scoppio, sviluppato da Enrico Bernardi, ed una splendida Isotta Fraschini completa di accessori e magistralmente restaurata). Il museo ha ormai raggiunto una notorietà internazionale, tanto da essere meta di appassionati da tutto il mondo e sede di importanti manifestazioni del settore, oltre ad ospitare autorevoli convegni e mostre tematiche periodiche e ad essere contattato per produzioni cinematografiche e trasmissioni televisive. Un esempio su tutti: l'area dedicata alle biciclette è stata protagonista di una puntata della passata edizione della trasmissione Superquark, condotta da Piero Angela. La famiglia Nicolis partecipa da svariate edizioni alla celeberrima Mille Miglia con una rara Lancia Astura esposta all'interno del museo, inizialmente condotta dallo stesso cav. Luciano e recentemente dai figli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Alla data del 1º gennaio 2012 la popolazione si presentava così dislocata: 17 805 abitanti nel capoluogo (dei quali 5 714 in centro storico), 6 399 a Dossobuono, 2 496 ad Alpo, 1 349 a Rizza, 609 a Caluri, 1 313 a Pizzoletta, 1 792 a Quaderni, 1 487 a Rosegaferro.

Abitanti censiti[42]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Antica fiera dei Santi Pietro e Paolo (le cui origini risalgono almeno al 1714[43])
  • Raduno internazionale delle Villafranche d'Europa
  • Sagra di San Rocco (in agosto nel rione omonimo)
  • Sagra della parrocchia della Madonna del Popolo (in occasione dell'8 settembre, Natività di Maria)
  • Mercato dell'antiquariato (ogni seconda domenica del mese, escluso agosto in Corso Vittorio Emanuele II)
  • Il castello di Villafranca richiama molti visitatori, soprattutto dalle zone limitrofe, poiché al suo interno vengono promosse manifestazioni quali la Sagra dei Santi Pietro e Paolo, la Giornata dell'Arte Studentesca, cinema all'aperto, concerti promossi dalla provincia di Verona e la manifestazione chiamata "Farsatirando", con spettacoli teatrali.

Persone legate a Villafranca di Verona[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Caluri.

A Villafranca sono presenti le seguenti località:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Hangar dell'aeroporto di Villafranca di Verona

La vocazione di Villafranca è sempre stata quella del commercio (il tradizionale mercato settimanale del mercoledì è stato istituito nel 1592[43]). Il settore agricolo per secoli non è mai stato particolarmente florido, anche a causa delle caratteristiche di questa zona dell'Agro Veronese (la "Campagna"), poco feconda e afflitta dalla siccità; il terreno si presenta con un sottile strato di terra che lascia spesso trasparire i ciottoli e i sassi di cui abbonda. Solo la costruzione del Canale Alto Agro nel 1886 ha sovvertito questo stato di cose, in pochi decenni le colture hanno potuto trovare la necessaria irrigazione e progredire[44].

Tradizione commerciale: il mercoledì mattina è dedicato al mercato, di rilevanza provinciale, che occupa la piazza principale e le vie centrali del paese. L'agricoltura è specializzata nella frutticoltura. Villafranca è sede di un importante mercato per il conferimento e la commercializzazione delle pesche. Dal punto di vista gastronomico sono degni di nota il piatto tipico delle taiadele coi fegadini (tagliatelle in brodo coi fegatini di pollo) e le sfogliatine, ciambelle di pasta sfoglia che ogni pasticcere interpreta secondo una propria ricetta segreta. Sul territorio del comune di Villafranca, e precisamente nella frazione di Dossobuono, è situato l'aeroporto di Verona-Villafranca "Valerio Catullo" che, insieme all'aeroporto di Brescia-Montichiari "Gabriele D'Annunzio", costituisce il "Sistema Aeroportuale del Garda". La città è servita dalle stazioni di Stazione di Villafranca di Verona e di Dossobuono sulla linea Verona-Mantova-Modena.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
luglio 1985 luglio 1990 Graziano Tovo Democrazia Cristiana Sindaco [45]
luglio 1990 settembre 1993 Ermenegildo Pellegrini Democrazia Cristiana Sindaco Dimissioni del Sindaco[46]
settembre 1993 maggio 1995 Carlo Arduini Democrazia Cristiana Sindaco [47]
maggio 1995 giugno 1999 Maurizio Facincani Centro-destra Sindaco [48]
giugno 1999 giugno 2004 Maurizio Facincani Centro-destra Sindaco [49]
giugno 2004 settembre 2007 Luciano Zanolli Centro-sinistra Sindaco [50]
settembre 2007 aprile 2008 Elio Faillaci Commissario Prefettizio [51]
aprile 2008 maggio 2013 Mario Faccioli Centro-destra Sindaco [52]
maggio 2013 in carica Mario Faccioli Centro-destra Sindaco [53]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Strutture sportive[modifica | modifica wikitesto]

A Villafranca sono presenti:

  • stadio di calcio con annessa pista di atletica;
  • piscina olimpionica all'aperto e piscina vasca corta al coperto;
  • impianti di tennis al coperto e all'aperto;
  • campo di hockey prato;
  • campo di tamburello.

Al momento il capoluogo comunale non è munito di un palazzetto dello sport comunale. Le società sportive sono pertanto costretto ad utilizzare le palestre delle strutture scolastiche presenti o i palazzetti delle frazioni. Sono infatti presenti palazzetti comunali a Dossobuono, ad Alpo e a Quaderni. È prevista la realizzazione di un palazzetto dello sport all'interno del progetto della nuova struttura di allenamento del Chievo Verona che sorgerà a Villafranca.

Associazioni sportive del capoluogo[modifica | modifica wikitesto]

Hockey su prato[modifica | modifica wikitesto]

A Villafranca gioca l'Hockey Villafranca, società di Hockey su prato maschile. La società ha vinto 5 scudetti nel Campionato italiano di hockey su prato indoor.

Inoltre a Villafranca gioca l'Hockey Femminile Mori Villafranca, società di Hockey su prato femminile. La società ha vinto 4 scudetti nel Campionato italiano di hockey su prato indoor femminile (di cui uno sotto il nome di U.F.I. Villafranca), 3 scudetti nel Campionato italiano di hockey su prato femminile e 2 Coppe Italia.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Casa

La prima società calcistica maschile di Villafranca di Verona è l'A.S. Villafranca, che gioca allo Stadio Comunale. Fondata nel 1920, ha come colori sociali il blu e il granata.

Dopo aver lasciato il campionato di Promozione nel 1994 vi è ritornato dal 1997 al 2008 anno in cui ha vinto i playoff del proprio girone (dopo aver perso contro Sona e Sommacampagna nelle due stagioni precedenti) venendo promosso così in Eccellenza. Nel 2009, al primo anno, vincendo il girone davanti a Legnago e Monselice conquista la storica promozione in Serie D. La prima stagione (2009-10) nei dilettanti nazionali, si conclude con un decimo posto nel Girone C. Attualmente milita nel Girone D.

La seconda squadra cittadina maschile è la P.S.G. Calcio Villafranca. Ha come colori sociali il giallo e il verde. Attualmente milita in 3ª Categoria.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

A Villafranca gioca la P.S.G. Basket Villafranca, squadra maschile che milita nel campionato di Serie B Dilettanti (ex B2).

Tamburello[modifica | modifica wikitesto]

A Villafranca giocano l'A.D.T. Città di Villafranca e l'A.T.D. Capitel Caluri. Quest'ultima rappresentante dell'omonima frazione villafranchese.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

A Villafranca giocano le squadre maschile e femminile della P.S.G. Volley Villafranca La squadra femminile milita nel campionato di Serie C mentre la squadra maschile in 3ª Divisione.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

A Villafranca si allenano le formazioni del West Verona Rugby. Squadra di rugby maschile con sede a Sona, nata dalla fusione delle squadre di rugby di Lugagnano, Sommacampagna e Villafranca.

Associazioni sportive delle frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Dossobuono[modifica | modifica wikitesto]

A Dossobuono sono presenti: la Pallamano Olimpica Dossobuono società di pallamano femminile che ha raccolto l'eredità della Pallamano Dossobuono, società che ha vinto 1 scudetto nel Campionato italiano di pallamano femminile e 1 Coppa Italia femminile. Attualmente la prima squadra milita in A2 (girone A); la Pallamano Dossobuono società di pallamano maschile rifondata nel 2010 che milita in B1.

Alpo[modifica | modifica wikitesto]

All'Alpo è presente l'Alpo Basket '99 società di basket femminile che milita in Serie B d'Eccellenza femminile (ex B1).

Quaderni[modifica | modifica wikitesto]

A Quaderni la Polisportiva Quaderni conta sia su una squadra di pallavolo maschile che su una femminile. La squadra maschile ha ottenuto la promozione in B1 nel 2006 mentre la squadra femminile nello stesso periodo militava in 3ª Divisione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Villafranca di Verona - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2016.
  3. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  4. ^ Filippi 1985, p. 93.
  5. ^ a b Filippi 1985, p. 94.
  6. ^ Filippi 1985, p. 95.
  7. ^ Filippi 1985, p. 97.
  8. ^ Filippi 1985, p. 98.
  9. ^ a b Filippi 1985, p. 99.
  10. ^ Franzosi 1989, p. 7.
  11. ^ Franzosi 1989, p. 8.
  12. ^ Franzosi 1989, p. 9.
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