Ferrara di Monte Baldo

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Ferrara di Monte Baldo
comune
Ferrara di Monte Baldo – Stemma Ferrara di Monte Baldo – Bandiera
Ferrara di Monte Baldo – Veduta
Santuario Madonna della Corona
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
SindacoSerena Cubico (lista civica) dal 27-05-2019
Territorio
Coordinate45°40′25″N 10°51′39″E / 45.673611°N 10.860833°E45.673611; 10.860833 (Ferrara di Monte Baldo)
Altitudine856 m s.l.m.
Superficie26,89 km²
Abitanti252[1] (31-12-2020)
Densità9,37 ab./km²
FrazioniNovezza, Novezzina
Comuni confinantiAvio (TN), Brentino Belluno, Brenzone sul Garda, Caprino Veronese, Malcesine, San Zeno di Montagna
Altre informazioni
Cod. postale37020
Prefisso045
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT023034
Cod. catastaleD549
TargaVR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona F, 3 684 GG[3]
Nome abitantiferraresi
Patronosanta Caterina d'Alessandria
Giorno festivo25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ferrara di Monte Baldo
Ferrara di Monte Baldo
Ferrara di Monte Baldo – Mappa
Posizione del comune di Ferrara di Monte Baldo all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Ferrara di Monte Baldo (Feràra de Monte Baldo in veneto[4]) è un comune italiano di 253[5] abitanti della provincia di Verona in Veneto. ll santo patrono del comune è Santa Caterina.[5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Ferrara di Monte Baldo è il comune della provincia di Verona con meno abitanti e il quarto comune meno popolato del Veneto[6]. Il suo territorio copre la parte centrale della Valle dell'Orsa, situata sul Monte Baldo. Dista circa 40 chilometri a nord di Verona.

Veduta di Ferrara di Monte Baldo

Il comune si trova ad un’altitudine di 856 m s.l.m ed è situato in posizione panoramica sul versante orientale del Baldo, in una conca sospesa tra la valle dell’Adige a oriente e le cime del Baldo a occidente e a settentrione.[7]

Ferrara di Monte Baldo confina con i comuni veneti di Brentino Belluno, Brenzone sul Garda, Caprino Veronese, San Zeno di Montagna, Malcesine e col comune trentino di Avio.[5]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

A Novezzina, frazione del comune, è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Circolo Astrofili Veronesi.[8]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Ferrara, secondo l'ipotesi più accreditata, trae origine dai giacimenti di ferro che i Romani sfruttavano nella valle. Il toponimo ferrara si trova però soprattutto in pianura, dove a causa dell'assenza di montagne è preclusa l'attività mineraria, e potrebbe perciò derivare da un qualche termine legato all'acqua e alle canalizzazioni fatte dall'uomo in siti di ambiente umido, acquitrinosi o nei pressi di una palude. Le frazioni, il cui prefisso del nome nove deriva da "campi nuovi", cioè di campi da poco roncati (disboscati) e liberati da sterpi e radici, quindi resi arabili e seminabili, sarebbe un'ulteriore conferma di questa etimologia.

I toponimi possono rivelare anche altre importanti informazioni: tra quelli di Ferrara di Monte Baldo si segnala in particolare castelcucco, che indica un castello posto su un “cucco” ovvero un’altura tondeggiante. Altri toponimi, per esempio castello e castelletti, possono suggerire la presenza di fortificazioni in epoca medievale.[9]

Lo stemma comunale presenta uno scudo con all’interno un’incudine e un martello, richiamando chiaramente l’attività principale della città: l’estrazione e la lavorazione del ferro.[10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime attestazioni certe di frequentazione umana risalgono al Paleolitico Medio[7], mentre ancora dubbia è una precedente fase di frequentazione già nel Paleolitico Inferiore.

Sono ampiamente attestate anche frequentazioni del territorio nel Mesolitico da gruppi di cacciatori-raccoglitori, nell’età del Rame e nell’età del Ferro, in cui la presenza umana è testimoniata da resti di castellieri retici.

Tra il 1976 e il 1978 si è tenuta una campagna di scavo nel sito Castelnoviano di Fontana de La Teia, e i numerosi manufatti litici rinvenuti hanno permesso di confermare una frequentazione umana nel Mesolitico. La stratigrafia non ha restituito evidenze di strutture artigianali di abitato (focolari, buche di palo, pozzetti,…), ma i numerosi resti di scarti di lavorazione hanno fatto invece pensare che il sito avesse il ruolo di officina litica, avvalendosi della pietra locale.[11]

Nell’89 a.C., dopo le invasioni dei Galli Cenomani e Boi, il territorio viene conquistato dai romani, che lo sottomettono definitivamente solo nel 16 a.C.[10]

Tra IV e VI secolo il territorio del Baldo, in particolare in suo versante orientale, viene cristianizzato.[10]

Nel VI secolo il territorio del Baldo passò sotto il dominio longobardo e nel secolo successivo dei Franchi. La zona faceva parte fin dall'epoca longobarda della corte del Monastero di San Colombano, del Priorato di Bardolino, dipendente dall'Abbazia di San Colombano di Bobbio.[12] Sempre durante il periodo longobardo, vengono costruiti numerosi presidi militari.[10]

Tra VII e IX Sec. si hanno anche i primi eremitaggi a Santa Maria “de monte bloto”, dove successivamente sorgerà il Santuario della Madonna della Corona.[10]

Nel 1193 divenne comune con sede in Saugolo, poi in Campedello e quindi dove si trova attualmente.

Le prime testimonianze scritte dell’esistenza di Ferrara di Monte Baldo risalgono ad una bolla papale di Onorio III, del 1218, dove viene elencate le cappelle che facevano riferimento alla pieve di Caprino, tra cui anche quella di Ferrara.[10]

Con l’avvento degli Scaligeri nel 1277, il territorio di Ferrara entrò a far parte della “fattoria scaligera” proprio grazie alla caratteristica attività di produzione e lavorazione del ferro, e questo le permise di essere esente dalle imposte e dai dazi imposti da Verona. Nel censimento dei territori scaligeri, Ferrara appare però solo nel 1355, denominata come “villa di Feraria (o Feratie) Montisbaldi”.[10]

Nel 1405 passa sotto il controllo della Serenissima diventando giurisdizione prima dei Dal Verme e poi del Comune di Verona ma, come punizione per un tentativo di indipendenza, nel 1442 il territorio di Ferrara viene aggregato al vicariato del Garda, andando così a fare parte della “Gardesana della terra”.[10] In questo periodo nasce a Ferrara di Monte Baldo Giulio Cesare Bordone (1484-1558), il quale fu uno scrittore rinascimentale erudito e acuto, praticò anche la professione medica e approfondì le scienze naturali.[10]

Nel XVI Sec. Ferrara viene citata negli scritti naturalistici di Calzolari e Pona, botanici e farmacisti veronesi che per primi approfondirono e divulgarono le qualità officinali della flora del Baldo.[10]

Nel 1630 gli abitanti di Ferrara vennero dimezzati dalla peste, e la popolazione che contava 313 individui passò a soli 133, cominciando poi una lenta ripresa demografica.[10]

La valle di Ferrara fu testimone di fatti d'arme sia durante le campagne di Napoleone in Italia, sia nel corso delle guerre del Risorgimento. Le truppe di Napoleone arrivarono nella primavera del 1796, costruendo numerose fortificazioni, e il 23 giugno occuparono Ferrara. Nel 1802 Ferrara entra a far parte del comune di Brentino-Belluno e nel 1814 entra a far parte del regno d’Austria. In questo periodo viene anche istituita la prima scuola elementare.[10]

Altro personaggio degno di nota è Luca Ermenegildo Lorenzi (1849-1923), il quale fu a lungo benemerito segretario di Ferrara di Monte Baldo, diede un contributo fondamentale alla riforestazione, allo sviluppo della frequentazione escursionistica e al miglioramento delle malghe. Fu insignito del titolo di “cavaliere” dal CAI.[10]

Nel 1866, con la Terza Guerra d’Indipendenza, entrò a far parte del Regno d’Italia.[7]

La zona del Baldo fu centrale durante la Prima Guerra Mondiale; in particolare, il fronte passava proprio nel territorio di Ferrara di Monte Baldo: numerose sono le trincee e le fortificazioni ancora visibili che lo testimoniano. Nel corso del Secondo Conflitto Mondiale il suo territorio fu teatro di scontri tra le truppe nazifasciste e i partigiani, che potevano trovare rifugio nei boschi e nelle grotte del territorio.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Caterina
  • Chiesa di Santa Caterina - XIX secolo Situata nel centro di Ferrara di Monte Baldo, la chiesa è dedicata a Santa Caterina d’Alessandria. Questa dedicazione è motivata dalla presenza di acque e torrenti a Ferrara di Monte Baldo e di conseguenza dalla presenza di numerosi mulini, legati dunque alla figura della santa martirizzata sulla ruota. La chiesa, con il suo aspetto attuale, si può datare tra il 1870-1888, ristrutturata su un progetto di Don Angelo Gottardi, ma ci sono tracce di una chiesa pre-esistente già dal 1218 quando viene citata in una bolla papale come cappella legata alla pieve del paese di Caprino. Nel 1388 divenne parrocchia a tutti gli effetti e nel 1620 venne ampliata. La chiesa, prima dei lavori fatti nel XIX secolo, aveva un orientamento Est-Ovest e misurava 15x8m. Attualmente della chiesetta originale rimane solo l’abside, che oggi è diventata la cappella del Paradiso; la chiesa nuova infatti ha un orientamento Nord-Sud, lunga 29 metri e larga 9. La facciata è neogotica, il portone centrale presenta un timpano con una lunetta affrescata raffigurante Santa Caterina; subito sopra, la facciata presenta una bifora centrale. Da ammirare sulla facciata è un bassorilievo della Madonna addolorata di Ugo Zannoni del 1954. Internamente ha un’unica navata con il presbiterio quadrangolare rialzato di cinque gradini, che si conclude con un’abside pentagonale. Nel presbiterio si trova l’altare maggiore in marmo in stile barocco. Accanto alla chiesa sul fianco orientale è situato il campanile, non completato secondo il progetto originario.[10]
  • Santuario della Madonna della Corona - XVI secolo Situato al confine con la frazione di Spiazzi, incastonato nella roccia a strapiombo sulla Val d’Adige. Si hanno notizie del luogo di culto già dal XI secolo come romitorio, successivamente fu eretta una cappella votiva. La chiesetta vera e propria fu costruita nel 1522 e successivamente l’edificio divenne Santuario nel 1625, quando fu ampliato.[13] Il Santuario si trova, secondo la leggenda, nel luogo in cui fu rinvenuta misteriosamente una statuetta in pietra raffigurante la Pietà, la quale sarebbe dovuta essere custodita a Rodi.[14] Più verosimilmente la statua in questione fu scolpita da Lodovico Castelbarco e donata nel 1432.[15] Il Santuario divenne una popolare meta di pellegrinaggio, infatti già nel corso del XVI secolo furono costruiti sentieri e scalinate nella roccia, in modo da rendere il luogo più accessibile.[10] L’edificio fu nuovamente ampliato al 1899, fu rifatta la facciata in stile neogotico e decorata con marmi. Ancora oggi il santuario è meta per pellegrini ed escursionisti.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Dagli esempi dell’architettura popolare vanno menzionati:

  • Il complesso a corte di Villa Candelpergher, costruito a Ferrara Bassa nella prima metà del ‘700. Il complesso contiene il palazzo padronale, le cui sale al piano terra hanno i soffitti a volta, ed un porticato a barchessa all’esterno.[10]
  • La corte restaurata del complesso ex-Tonini e gli edifici intorno. Oggi adibiti a Municipio, Biblioteca e Uffici pubblici.[10]
  • Gli edifici a schiera del centro storico di Ferrara e le sue contrade (Campedello, Cambrigar, Meneghei, Fraine, Castelletti, Mezzavilla,[10] Valdefort). Il piano terra, con portici a volta, era riservato alle stalle e ai covili. Il primo piano era destinato alle abitazioni; il secondo piano ai granai, raggiungibili attraverso una scala esterna in pietra.[10]
  • L’insediamento medievale di Campedello lungo la strada Cavallara, dove ci sono abitazioni e stalle risalenti al ‘700 e ‘800.[10]
  • Le varie fontane-lavatoi, costruiti spesso con lastre in rosso ammonitico.[10]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Memoriali[modifica | modifica wikitesto]

  • Il sacrario del Monte Baldo: situato a circa 1000 metri di altezza, fu realizzato nel 1982 dall'ANCR di Verona (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Verona) per ricordare i caduti di tutte le guerre avvenute nei 98 comuni di Verona. In questo sacrario, che si trova in un giardino ad anfiteatro a Peagne, non sono presenti le salme, ma invece 98 cippi in pietra bianca con i nomi di tutti i comuni veronesi, intorno ad un altare con alzabandiera.[10] Il 21 Giugno 2015 il sacrario è stato il luogo della celebrazione della cerimonia commemorativa per il centenario della Grande Guerra.[16]
  • Buse dei morti: a partire dal Sacrario si può individuare una strada che conduce alle buse dei morti, che si tratta di un piccolo cimitero di guerra risalente al 1848, anno della prima guerra di indipendenza. Questo cimitero ospita le spoglie di otto soldati dell'epoca, di cui cinque piemontesi dell’esercito di Carlo Alberto e tre austriaci, morti il 22 Luglio 1848, e si situa nelle vicinanze della malga Basiana, luogo significativo poiché fu quello in cui i piemontesi resistettero contro le truppe austriache prima di ritirarsi a Rivoli.[17]

Opere militari[modifica | modifica wikitesto]

A Ferrara di Monte Baldo sono presenti varie testimonianze delle guerre risorgimentali e della Grande Guerra, delle quali però è stato recuperato ed è visitabile solo qualche piccolo tratto. Tra le testimonianze importanti ci sono: le trincee ottocentesche di Valfredda-Stuzzen, il fortino di Basiana, ma anche le postazioni e le trincee della Grande Guerra lungo il confine con il Trentino, alla Cima Valdritta, a Caval di Novezza, a Punta delle Redutte sul Monte delle Erbe dove ci sono gallerie e fortificazioni, al Cerbiolo, ed in seconda e terza linea a Gambone e sul Monte Castelcucco.[10]

Luoghi di interesse naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Una porta a Ferrara di Monte Baldo con l'architrave risalente al Seicento
  • Vajo dell'Orsa: è una valle lunga che comincia da Ferrara (858m s.l.m) e scende a Brentino (180m s.l.m), ha origine tettonica e la sua conformazione deriva dalle erosioni subite nel corso delle ultime due glaciazioni.[10] La valle, attrezzata grazie al lavoro del gruppo speleologico del CAI di Verona[10], è ad oggi uno dei siti più importanti in Europa per le attività di canyoning.[18]

Malghe[modifica | modifica wikitesto]

Le malghe sono un elemento caratteristico del territorio di Ferrara e del Monte Baldo in generale; corrispondono infatti al 52% del territorio baldense[19] e sono collocate nella fascia montana compresa tra i 1000 e i 1500-1600 m. di altezza.[10]

Tradizionalmente le malghe sono composte da un baito, una struttura in muratura che fungeva da abitazione per i malgari e da luogo per la preparazione del formaggio; al di sotto del baito vi erano le stalle e affianco vi erano pozzi per la captazione dell’acqua e luoghi denominati marès per la mungitura. L’intero perimetro dei pascoli veniva delimitato da muretti a secco.[10]

Particolare e di notevole importanza è la stalla ottagonale (l’Ottagono) di Albarè, costruita nel 1909 dal comune e oggi utilizzata come forestiera dall’Istituto Gresner, con ampie arcate e un giardino al centro.[10]

Le prime attestazioni di baiti risalgono al XVI-XVIII secolo, erano edifici semplici con un ovile sormontato da uno o più locali. Dalla fine del XVII secolo vengono ampliati per diventare anche luoghi di produzione del formaggio, vengono aggiunti locali e il camino assume l’aspetto di una torre, infine, a partire dal XIX secolo, vengono aggiunte ulteriori stanze e locali accessori per la vita ed il lavoro dei malgari.[10]

Nome Malga Estensione (ettari) Proprietà
ALBARE' 88 (di cui 39 a pascolo) comune Ferrara
Novezza 189 (di cui 160 a pascolo) comune Ferrara
Novezzina 135 (di cui 117 a pascolo) comune Ferrara
Gambon 122 (di cui 67 a pascolo) proprietà privata
Lonza 1 72 (di cui 20 a pascolo) proprietà Sandri
Lonza 2 75 (di cui 35 a pascolo) proprietà Berti
Prazagano 63 (di cui 25 a pascolo) comune Ferrara
Basiana 49 (di cui 31 a pascolo) comune Caprino
Valfredda Crocetta 177 (di cui 153 a pascolo) comune Caprino
Valfredda Dentro 111 (di cui 96 a pascolo) comune Caprino
Ime 82 ( di cui 48 a pascolo) proprietà privata

[10]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Molti sono gli aspetti di tradizione e folclore che caratterizzano la zona tra l'Adige e il Garda e che rimangono vivi nella memoria popolare, ogni periodo dell'anno aveva le sue peculiari tradizioni, per lo più legate al ciclo della terra e all'alternarsi delle stagioni.[10]

  • Primo giorno dell'anno: la prima persona che si incontrava la mattina sarebbe stata di auspicio, buono in caso fosse un uomo o un gobbo, cattivo nel caso di una donna, del medico o del prete.[10]
  • San Bovo: il 2 gennaio si festeggiava San Bovo, tradizione voleva che durante la notte fosse vietato andare nelle stalle, perché i bovini avrebbero parlato tra di loro e chiunque li avesse sentiti sarebbe morto.[10]
  • San Paolo: il 25 gennaio veniva considerata una notte propiziatoria per sapere come sarebbe stato il clima durante l'anno. Si preparavano 12 spicchi di cipolla con del sale, uno per ogni mese dell'anno, e a seconda del grado di assorbimento del sale, si sarebbe capito quanto sarebbe stato umido e piovoso il mese corrispondente a quello spicchio di cipolla.[10]
  • "Osar Marzo": a marzo aveva luogo questo rito propiziatorio per chiamare la primavera. In realtà si trattava di un gioco che scherzosamente associava coppie di scapoli e zitelle.
  • San Giorgio: il 23 aprile era una giornata molto importante perché, in questa data, iniziava la transumanza ovina dalle pianure ai pascoli più alti.[10]
  • San Giovanni: era considerata una notte prodigiosa, chiunque si fosse rotolato senza vestiti nella rugiada avrebbe goduto di buona salute per tutto l'anno, inoltre le donne dovevano bagnare con la rugiada gli abiti di lana per preservarli dalle tarme.[10]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco Naturalistico-Scientifico di Novezzina.

È stato promosso dall’amministrazione comunale di Ferrara di Monte Baldo ed è gestito dalla Cooperativa Sociale Centro di Lavoro San Giovanni Calabria e C.A.V. (Circolo Astrofili Veronesi) “A. Cagnoli”. Gli enti gestori promuovono visite, escursioni, attività didattiche e vari laboratori in 3 ambiti di interesse: naturalistico, scientifico e storico, con lo scopo di arricchire la conoscenza dei visitatori sulla natura e la cultura del Monte Baldo.[21]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

All’interno del Parco Naturalistico-Scientifico di Novezzina, si trova l’Orto Botanico del Monte Baldo, realizzato dalla locale Comunità Montana nel 1989. È un'area di 20.000 metri quadrati, la quale conserva centinaia di specie floreali autoctone e rare del territorio baldense, coltivate e preservate con finalità didattiche, di divulgazione, di conservazione e di ricerca scientifica, escludendo qualsiasi importazione dalle altre zone geografiche.[10]

Queste specie uniche al mondo, rappresentano la flora e la fauna sopravvissute durante il periodo delle glaciazioni, poiché sono rimaste sopra il livello dei ghiacciai del Garda e dell’Adige.[10]

È situato sotto l'orto botanico, in una conca che ne limita tantissimo l'orizzonte visibile. È intitolato ad Angelo Gelodi ed è l’unico osservatorio astronomico pubblico della provincia di Verona, il quale si trova nei pressi del rifugio Novezzina.[10]

L’osservatorio è in possesso di telecamere per il monitoraggio ambientale, quindi si interessa di monitoraggi ambientali tramite Stazione Meteorologica, ma anche di inquinamento luminoso.[22] Inoltre, è nato un progetto per realizzare una stazione professionale di monitoraggio sismico collegata alla rete nazionale in collaborazione con I.N.G.V.(Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia), che monitora gli eventi sismici in tempo reale.[10]

Arte popolare[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XX secolo a Ferrara di Monte Baldo sono state registrate 22 opere di arte popolare, tra cui 4 edicole, 3 nicchie, 1 pittura murale (Madonna con Bambino a Campedello, risalente al XV secolo e ridipinta più volte), 11 croci (una a Fraine, in Rosso Ammonitico, datata 1784) e 2 cippi con stemmi databili al 1754.[10]

Numerosi altri cippi attestano quello che era il confine tra Austria e Repubblica Veneziana posti soprattutto sulla Cima delle Redutte, sul Monte Cerbiolo e sotto Cima Valdritta. E’ interessante anche il Capitello della Madonna della Corona del 1995 a Castelletti, che presenta una nicchia con una rappresentazione della Madonna della Corona realizzata da Natalino Zardini.[10]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Motoraduno dell'orso[23]: raduno motociclistico che si tiene in settembre a Novezzina, dal 1997.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'area del comune fu sempre scarsamente abitata. L'economia, ora prevalentemente turistica, si basava sulle attività dei boscaioli e sull'alpeggio. In particolare fino alla fine del 1900, oltre ad un’economia tipicamente alpina, ve ne era una legata alle attività sciistiche. Infatti, a Novezza, frazione del comune di Ferrara, erano funzionanti tre impianti di risalita che permettevano di raggiungere facilmente la località partendo sia da Mantova che da Verona.[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
giugno 1985 giugno 1990 Rosanna Zanolli Frucco Democrazia Cristiana Sindaco [24]
giugno 1990 luglio 1992 Rosanna Zanolli Frucco Democrazia Cristiana Sindaco Dimissioni[25]
luglio 1992 aprile 1995 Pietro Romeo Lorenzi Democrazia Cristiana Sindaco [26]
aprile 1995 giugno 1999 Pietro Romeo Lorenzi Lista civica Sindaco [27]
giugno 1999 giugno 2004 Guerrino Coltri Lista civica Sindaco [28]
giugno 2004 giugno 2009 Paolo Rossi Lista civica Sindaco [29]
giugno 2009 maggio 2014 Paolo Rossi Lista civica Sindaco [30]
maggio 2014 maggio 2019 Paolo Rossi Lista civica Sindaco [31]
maggio 2019 "in carica" Serena Cubico Lista civica Sindaco [32]
La Strada Provinciale 8 che porta a Ferrara di Montebaldo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, su larenadomila.it, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  5. ^ a b c Ferrara di Monte Baldo (VR), su Tuttitalia.it. URL consultato il 19 maggio 2022.
  6. ^ Comuni del Veneto per popolazione, su Tuttitalia.it. URL consultato il 24 maggio 2022.
  7. ^ a b c d e Il Paese - Pro Loco Ferrara di Monte Baldo, su www.proloco-ferraradimontebaldo.it. URL consultato il 19 maggio 2022.
  8. ^ Dati della Stazione Meteo
  9. ^ Olivieri D., Toponomastica veneta, 1961.
  10. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap Delibori Maurizio, Ferrara di Monte Baldo, dalle creste baldesi al vajo dell’Orsa. La sua storia naturale ed umana con 7 itinerari nel territorio., 2017.
  11. ^ Franco C., Il sito castelnoviano di Fontane de La Teia (Ferrara di Monte Baldo, Verona), 2003.
  12. ^ Le carte di San Colombano di Bardolino (1134-1205), a cura di A. Piazza, Editrice Antenore, Padova 1994 (Fonti per la storia della Terraferma veneta, 8), pp. 230
  13. ^ Cenni Storici, su madonnadellacorona.it.
  14. ^ Vigna A., Istoria della Madonna della Corona posta in Monte Baldo. Bassano. 1668.
  15. ^ Cenni storici, su madonnadellacorona.it.
  16. ^ Sacrario del Monte Baldo-Ferrara di Monte Baldo-GardaTourism, su Garda Tourism. URL consultato il 23 maggio 2022.
  17. ^ Le Buse dei Morti-Ferrara di Monte Baldo-GardaTourism, su Garda tourism, 8 settembre 2014. URL consultato il 24 maggio 2022.
  18. ^ Vajo dell’Orsa, su Le vie del Monte Baldo. URL consultato il 24 maggio 2022.
  19. ^ PIANO URBANISTICO ATTUATIVO "Il Boschetto" località Albarè di Ferrara di M.B, su repository.regione.veneto.it.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  21. ^ Il Parco Naturalistico-Scientifico di Novezzina Rifugio Novezzina – Orto Botanico del Monte Baldo Osservatorio Astronomico del Monte Baldo “A. Gelodi” (PDF), su lnx.istruzioneverona.it.
  22. ^ Sky Quality Meter, su osservatoriomontebaldo.it.
  23. ^ Moto Club Dell'Orso, su www.motorso.it. URL consultato il 25 maggio 2022.
  24. ^ amministratori.interno.it - 1985, su amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  25. ^ amministratori.interno.it - 1990, su amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  26. ^ amministratori.interno.it - 1992, su amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  27. ^ amministratori.interno.it - 1995, su amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  28. ^ Elezioni del 13 giugno 1999 - Ministero dell'Interno, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 13 maggio 2013.
  29. ^ Elezioni del 12 giugno 2004 - Ministero dell'Interno, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 13 maggio 2013.
  30. ^ Elezioni del 7 giugno 2009 - Ministero dell'Interno, su elezionistorico.interno.gov.it. URL consultato il 13 maggio 2013.
  31. ^ https://www.tuttitalia.it/elezioni-italiane/elezioni-amministrative-2014/
  32. ^ https://www.tuttitalia.it/elezioni-italiane/elezioni-amministrative-2019/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Delibori Maurizio, Ferrara di Monte Baldo, dalle creste baldesi al vajo dell’Orsa. La sua storia naturale ed umana con 7 itinerari nel territorio., Centro turistico giovanile A.C.a: “M. Baldo”, 2017.
  • Franco C., Il sito castelnoviano di Fontane de La Teia (Ferrara di Monte Baldo, Verona), 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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