Fumane

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Fumane
comune
Fumane – Stemma
Fumane – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
Sindaco Mirco Corrado Frapporti (lista civica) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°33′N 10°53′E / 45.55°N 10.883333°E45.55; 10.883333 (Fumane)Coordinate: 45°33′N 10°53′E / 45.55°N 10.883333°E45.55; 10.883333 (Fumane)
Altitudine 198 m s.l.m.
Superficie 34,21 km²
Abitanti 4 105[2] (30-9-2016)
Densità 119,99 ab./km²
Frazioni Breonio, Cavalo, Mazzurega, Molina[1]
Comuni confinanti Dolcè, Marano di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Sant'Ambrogio di Valpolicella, Sant'Anna d'Alfaedo
Altre informazioni
Cod. postale 37022, 37020
Prefisso 045
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 023035
Cod. catastale D818
Targa VR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti fumanesi
Patrono san Zeno
Giorno festivo 21 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fumane
Fumane
Fumane – Mappa
Posizione del comune di Fumane all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Fumane (Fumàne in veneto[3]) è un comune italiano di 4 105 abitanti della provincia di Verona in Veneto. Geograficamente localizzato in Valpolicella, si estende per circa 34 km² di superficie con una altitudine che va da un minimo di 156 m s.l.m. ad un massimo di 1.128 m s.l.m. Fumane dista circa 18 chilometri da Verona in direzione nord ovest. Oltre al capoluogo, il comune è composto dalle frazioni di Mazzurega, Cavalo, Verago di Sotto e Verago di Sopra, Molina e Breonio.

Il territorio risulta abitato dall'uomo fin dalla preistoria e sono stati ritrovati reperti che vanno dal paleolitico all'età del bronzo. Nella frazione Molina vi è un sito archeologico preistorico considerato tra i più importanti d'Europa. Si suppone che, in epoca romana, Fumane fosse il centro amministrativo della popolazione autoctona degli Arusnati che, in Valpolicella, aveva il proprio pagus. Durante l'alto medioevo sembra che la zona fosse chiamata "Val de sala", un toponimo probabilmente risalente al dominio dei longobardi. Un privilegio concesso nel 1151 da Federico Barbarossa conferma la presenza di un castello. Con la venuta dei veneziani, Fumane viene a far parte del vicariato della Valpolicella sorretto da un proprio statuto che gli riconferma l'autonomia già concessagli durante il periodo scaligero. Questo è un periodo di particolare prosperità ed è frequente la costruzione di ville per i ricchi nobili cittadini che qui si recano per affari o villeggiatura. Passato indenne il tumultuoso periodo che vede il passaggio del territorio dalla Serenissima alla Francia napoleonica prima e all'impero asburgico poi, durante l'ottocento si assiste ad una costante crescita demografica, tuttavia frenata da frequenti carestie e da epidemie che colpiscono la popolazione più povera.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Fumane dista circa 18 chilometri da Verona ed è in posizione nord ovest rispetto al capoluogo di provincia e fa parte della Valpolicella. Confina con i comuni di Dolcè, Marano di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Sant'Ambrogio di Valpolicella, Sant'Anna d'Alfaedo. Il territorio comunale è caratterizzato da una parte pianeggiante posta a sud e da una restante zona montuosa che si estende verso i monti Lessini. Complessivamente l'altitudine varia da un minimo di 156 m s.l.m. ad un massimo di 1.128 m s.l.m., mentre la superficie totale è di circa 34 km².[4]

Il grado di sismicità della zona è considerato basso.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fumanese si estende in una vallata su cui predomina a nord il Corno d'Aquilio e a nord-ovest il Monte Pastello.[5] La valle è, inoltre, delimitata ai fianchi da dei rilievi collinari che la separano dalla valle di Gargagnago, ad occidente, e da quella di Marano, ad oriente. Andando da nord verso sud, la vallata si apre gradualmente su una pianura alluvionale, alternata tuttavia da qualche modesto rilievo, che prosegue con il territorio di San Pietro in Cariano, fino ad arrivare al fiume Adige che delimita a meridione la Valpolicella.[6]

La zona pianeggiante e collinare è intensamente coltivata e, in parte, urbanizzata. Principalmente si trovano ampi vigneti, ma non mancano ciliegeti e oliveti. I vigneti più pregiati si trovano in collina, dove per permettere la coltivazione sono stati creati dei terrazzamenti, chiamati in dialetto "marogne". Sono, invece, totalmente scomparsi i campi di cereali e di gelso, frequenti fino a circa la metà del XX secolo. Nella zona montuosa, oltrepassati i quattro-cinquecento metri, il territorio è essenzialmente caratterizzato da boschi e da prati utilizzati per il pascolo.[7]

La valle di Fumane è percorsa da alcuni torrenti (chiamati in dialetto "progni") che confluiscono nel progno di Fumane. La sorgente più elevata si trova a sud-est del monte Loffa (a circa 1.000 m s.l.m.) in una zona chiamata valle di Gravazzo. Scendendo di poco, altre piccole sorgenti alimentano il corso d'acqua che dopo poco già si presenta come un torrente di una discreta portata che sgorga verso valle, attraversando suggestivi e intricati passaggi come le cascate di Molina. Proseguendo, il torrente viene alimentato da ulteriori corsi d'acqua che scendono dalle colline laterali della valle; da sinistra confluiscono il progno di spiazzo e il rio Mandrago, da destra il torrente che nasce da Paroletto e quello che scende da forte Masua, attraverso il vaio (una stretta insenatura nella roccia formata dall'erosione dell'acqua) Brunesco. Da qui in poi, il torrente prende ufficialmente il nome di "progno di Fumane". Ormai arrivato quasi allo sbocco della valle riceve infine le acque del torrente Resentera e dal Pangoni, entrambi originatisi a Molane. Infine, dopo aver percorso quasi 22 chilometri e aver attraversato il territorio pianeggiante di Fumane e di San Pietro in Cariano, termina il suo corso riversandosi nell'Adige nel comune di Pescantina.[8]

La grande valle di Fumane è la più profonda delle tre che compongono la Valpolicella e assume, nella territorio più alto, il nome di "Valle dei Progni" essendo profondamente scavata nei calcari giurassici del Vaio di Gravasso sin sopra a Breonio. La maggior parte delle formazioni rocciose risalgono all'era mesozoica e hanno avuto origine da sedimenti marini. Nella zona si riscontra anche la presenza di rocce del cretaceo. In tutto il territorio si possono ritrovare numerosi fossili.[9]

MontiLessini.jpg
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Panorama, visto da Gorgusello, della zona collinare e montuosa del territorio fumanese

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è complessivamente buono durante tutto il periodo dell'anno, soprattutto durante la stagione invernale, grazie alla protezione a nord dei monti Lessini e alla buona esposizione al sole verso sud, tanto da farlo avvicinare molto a quello di tipo mediterraneo, testimoniato dalla presenza di numerosi cipressi ed ulivi. Nei mesi invernali la temperatura generalmente risulta più bassa nelle zone pianeggianti rispetto alla collina e raramente scende di molti gradi sotto lo zero ad eccezione della zona montuosa. D'estate le temperature massime si aggirano mediamente tra i 25-30 gradi e le minime tra i 18 e i 20, con una lieve differenza tra la collina, generalmente più fresca e ventilata, e la zona pianeggiante.[10]

I giorni di nebbia sono circa 25-30 nelle zone di fondo valle, mentre non superano i 15 in quelle collinari fino ad un'altezza di 500 metri. La piovosità annua è di 850 mm circa nella zona più pianeggiante, di 1.200 mm circa nella zona tra i 500 ed i 700 m e infine di 1000 mm circa nella zona montana.[11] Le precipitazioni sono concentrate soprattutto in primavera e autunno, mentre in estate si possono verificare intensi fenomeni temporaleschi, talvolta accompagnati da grandine. La neve è rara e generalmente non si mantiene a lungo. I venti invernali dominanti sono la bora, che soffia da nord-est, e lo scirocco, proveniente da sud-est. Talvolta si sperimenta anche il vento di föhn, caratterizzato da raffiche molto elevate. D'estate si hanno, di norma, leggere brezze. Dal punto di vista legislativo, il comune ricade nella "Fascia climatica E" con 2.618 gradi giorno.[12]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria e antichità[modifica | modifica wikitesto]

Scavo nella grotta di Fumane che mostra i vari strati attribuibili alle diverse ere storiche.

Il territorio comunale è ricco di testimonianze della presenza dell'uomo fin dalla preistoria, con reperti che vanno dal paleolitico all'età del bronzo.[13] Nella frazione Molina è presente un riparo abitato in epoca preistorica considerato tra i siti più importanti d'Europa per il lungo periodo di utilizzo: il Riparo Solinas, attualmente ridenominato "Grotta di Fumane". Gli studi effettuati nel sito da parte dei tecnici del Museo civico di storia naturale di Verona, hanno dimostrato che fu abitato, seppur con alcune interruzioni, da circa 80.000 anni fa a circa 20.000 anni fa. I reperti più antichi, riconducibili al paleolitico medio, sono stati attribuiti a neanderthaliali dediti alla caccia, mentre quelli più recenti sono inquadrabili alla cultura aurignaziana del paleolitico superiore. Il passaggio tra le due culture è oggetto di un grande interesse scientifico e ciò spiega l'importanza della Grotta di Fumane.[14]

Sepoltura risalente al neolitico, ritrovata nel greto del progno di Fumane.

In seguito ad una inondazione avvenuta nel 1926, sono state casualmente rinvenute alcune sepolture di epoca neolitica che sono state attribuite alla cultura dei vasi a bocca quadrata.[15] Grazie a degli scavi effettuati negli anni 1950, si è ipotizzato che a nord della frazione di Cavalo vi fosse un insediamento risalente alla media età del bronzo, simile ad altri villaggi fortificati (castellieri) posti sulla sommità di rilievi che sorsero numerosi in quegli anni in diverse altre parti del territorio comunale come su altre posizione arroccate della Valpolicella e della Lessinia.[16]

In epoca romana il pagus Arusnatium, una circoscrizione amministrativa autonoma abitata da una popolazione autoctona, aveva il centro amministrativo in zona di Fumane, mentre San Giorgio rimaneva il riferimento religioso. Le iscrizioni del periodo degli Arusnati, popolazione di probabile origine etrusca o comunque italica[17] che si stanziò nella zona già a partire dal V secolo a.C., si trovano in gran numero al Museo Lapidario Maffeiano di Verona. Allo sbocco della piana di Fumane, verso San Pietro in Cariano, è nota la presenza di una casa romana con annessi rustici: il grande complesso è legato al toponimo "ruine" tuttora in uso ma già testimoniato in documenti del secolo decimoprimo. Altri toponimi di probabile origine romana rimangono nel capoluogo: Degnano (da Dignus), Osan (da Voxius), Marzane (da Martius), Carcirago (da Carcirius). A Cavalo si segnala invece la dedica a Lualda, divinità arusnate, venuta di recente alla luce nel pavimento della "chiesa vecchia".[18][19]

Storia medievale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Alto Medioevo Fumane fu sotto dominio longobardo. Grazie al testamento del Vescovo di Verona Nokterio, datato 15 novembre 927, sappiamo che la valle era chiamata Val de sala, un toponimo proveniente dalla lingua longobarda. Un rogito notarile del 24 maggio 1054 menziona la presenza nella vallata di un castello i cui vicini campi furono donati da alcuni abitanti all'Abbazia di San Zeno di Verona. Non è mai stata trovata traccia di alcun resto di questo castrum anche se la sua presenza è dimostrata in altri documenti in cui viene nominato "castello di Monteclo".[20]

Il feudo monastico dell'Abbazia di san Zeno si estendeva nella parte sud del comune e comprendeva la chiesetta di Santa Maria del Degnano, in località Vaio, chiesa romanica, sorta su di un luogo sacro pagano, di cui si ha notizia a partire dal 1163. Rifatta completamente nel XV secolo, dell'edificio originale rimangono solo poche traccie.[21] All'inizio del XII secolo il toponimo "Fumane" inizia a comparire sui documenti ufficiali. Si ritiene che il paese sia inizialmente sorto nei pressi della località Banchette sul colle Fumana ove doveva essere presente un castello menzionato, tra l'altro, su un privilegio concesso nel 1151 da Federico Barbarossa alla chiesa vescovile. conferma la presenza di questo castello.[22] A quel tempo, per via dei pericoli provenienti dalle inondazioni del progno Fumane che minacciavano case e campi, gli insediamenti abitativi erano posti ai lati della vallata mentre la zona più centrale era lasciato libera per permettere alle acque di defluire senza causare danni.[23] Risultavano quindi abitati i paesi di fondovalle di Volpare, Casterna, Degnano, Osan, Fumane (l'attuale Banchette) e Montecchio (probabilmente l'attuale Marega), oltre che gli insediamenti di Mazzurega, Cavalo e Molane, posti questi in quota.[24]

Il verbale di un consiglio comunale del 1341 che ci permette di stimare il numero degli abitanti del tempo.

Grazie ad un verbale di un consiglio comunale giunto fino a noi, si può stimare che la popolazione di Fumane del 1341 contasse tra i trecentocinquanta e i quattrocento abitanti.[25] I paesi di Cavalo e Mazzurega erano abitati da circa 150 persone ognuno. La sussistenza degli abitanti delle zone più pianeggianti era garantita dalla coltivazione della vite e dei cereali, nonché degli alberi da frutto, mentre chi viveva nella zona collinare si occupava di allevamento e della raccolta della legna dai boschi.[26]

Se pochi sono i resti dell'Alto Medioevo giunti fino a noi, più numerose si fanno le presenze monumentali risalenti al Basso Medioevo. Forse già Federico della Scala aveva un palazzo anche in Fumane, dominante località Vicarie. Quando i veneziani misero in vendita i beni della Fattoria Scaligera, i Maffei acquistarono qui case e campi che passarono poi, a metà del secolo XVI, ai Della Torre, i quali vi costruirono l'attuale monumentale villa. I documenti del secolo XV parlano già di un "palazzo" e di una "chiesa di Santa Maria della Corte" che qui preesistevano alla villa; recenti restauri hanno messo in luce preesistenze trecentesche. Lo stesso toponimo "Vicarie" è assai indicativo avendo appunto Federico della Scala il titolo di Vicario, oltre che di Conte della Valpolicella.

Anche la chiesa di San Zeno a Fumane risale ai primi decenni del Trecento assieme all'annesso cimitero: nel secolo successivo verrà ricostruita ed elevata a chiesa parrocchiale, dotata di fonte battesimale riportante incisa la data del 1º giugno 1442, affrancandola dalla pieve di San Floriano.[27] Inizialmente nella nuova parrocchia risiedeva un rettore e solo saltuariamente vi si recava un sacerdote per celebrare le funzioni religiose; bisognerà aspettare i primi anni dell'XV secolo per averne uno stabile.[28] Nella struttura della diocesi veronese, Cavalo e Mazzurega dipendevano dalla pieve di San Giorgio di Valpolicella.[29][30]

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del vicariato della Valpolicella

Col passaggio sotto il dominio veneziano, in seguito della dedizione di Verona a Venezia del 24 giugno 1405, Fumane fa parte del vicariato della Valpolicella, con sede a San Pietro in Cariano, sorretto da un proprio statuto.[31] La Serenissima riconfermò alla popolazione locale tutti i diritti e privilegi che le erano stati concessi durante il periodo scaligero, garantendole così una propria autonomia amministrativa e l'esenzione da alcuni gravami fiscali.[32][33]

Fenomeno tipico negli anni fra Quattro e Cinquecento è la nascita, anche nella vallata fumanese, di numerose ville: Villa Della Torre in località Banchette; villa Salle-Jenna in località la Volta; Villa Marchiori-Cerù-Cicogna nella piazza del Capoluogo.

Nella prima metà del XVI secolo, l'odierno territorio del comune Fumane contava complessivamente circa 1300 abitanti con una crescita costante. La pressione demografica spinge alla formazione di nuove contrade, come La Cà, Verago e Molane.[34] Un censimento datato 1555 e redatto per volontà del comune racconta che la popolazione era dedita all'allevamento massiccio di pecore e capre (se ne contano complessivamente oltre 2000), mentre i pochi animali di grossa taglia presenti venivano utilizzati prevalentemente per i lavori agricoli nei campi e nei prati che producevano circa 270 carri da fieno. I cortili erano popolati da conigli, maiali, oche, galline e molti piccioni, mentre i boschi offrivano la selvaggina. Grazie a tutto ciò alla popolazione era garantita una corretta alimentazione.[35]

La valle di Fumane raffigurata in una mappa della metà del XVI secolo. È la più antica mappa della zona, mostra in particolare la situazione idrografica dopo la rottura degli argini del Progno.

Nel 1576 un'epidemia di peste provoca un brusco decremento della popolazione, un preludio a quello che avverrà più tardi con la peste del 1630 che decimerà gli abitanti portando il computo totale a solo poco più di 500 persone.[36] Oltre ai devastanti ti effetti sulla demografia, la peste manzoniana provoca a Fumane l'interruzione di diversi lavori che proseguivano da alcuni anni, come quelli relativi al riassesto idrogeologico del territorio o quelli di una progressiva trasformazione fondiaria di recupero di zone paludose, oltre al rallentamento della diffusone di culture specializzate, comportando un grave impatto sull'economia che si protrarrà per decenni.[37]

Sarà necessario aspettare la fine del XVII secolo per avere nuovamente una consistente crescita demografica che porterà la popolazione a superare per numero quella antecedente alle epidemie di peste. Per sfamare tutti gli abitanti vengono realizzati dei terrazzamenti (che qui prendono il nome di marogne) al fine di aumentare la superficie da dedicare all'agricoltura. Nuove attività imprenditoriali si sviluppano grazie alla coltivazione del gelso per il baco da seta. In questo periodo la zona conosce, dunque, un grande sviluppo su più fronti.[38]

Particolare dell'abitato di Fumane, in una mappa del 1710. Archivio di Stato di Venezia.

Durante il Settecento si registra un rinnovo dell'edilizia religiosa. A Fumane e a Mazzurega si rifanno le due chiese parrocchiali (vecchie di qualche secolo) mentre a Cavalo e a Breonio se ne costruiscono due di completamente nuove, in posizione diversa dalle due antiche. Particolare è la vicissitudine della Chiesa parrocchiale di Breonio: abbandonata la vecchia chiesa di San Marziale perché evidentemente troppo piccola, un nuovo grandissimo tempio fu costruito fuori del paese sopra Gorgusello e Molina in modo da servire meglio anche quelle due località. L'atto di donazione del terreno da parte del parroco è del 1758. I lavori durarono fino al 1835, ma pochi anni dopo la consacrazione della chiesa, per eccessivo peso della costruzione gravante su terreno di natura franosa, cominciarono ad apparire della crepe e fessurazioni nelle murature e nella volta del tempio,aggravatesi dopo il sisma del 1882, tant'è che la chiesa venne chiusa a tempo indeterminato nel 1890. Successivamente, dopo tre anni di restauri, la chiesa nel 1893 fu riaperta al culto, ma nel 1949 il riapparire di fessurazioni condusse alla dolorosa decisione di chiudere definitivamente al culto la chiesa nel 1952, che venne minata nel 1958 per recuperare materiale necessario alla costruzione della nuova parrocchiale di San Marziale in Santa Maria Regina, che accoglie quasi tutto il patrimonio artistico della "cesa vecia". A Cavalo invece la nuova parrocchiale, spostata in centro paese, fu eretta a partire dal 1784 e consacrata nel 1789; essa risulta adorna di affreschi di Marco Marcola.[39]

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1796 l'esercito francese, con a capo Napoleone Bonaparte, conquistò Verona ponendo anche Fumane sotto il suo dominio. In seguito al trattato di Campoformio, che decretava la scomparsa della repubblica di Venezia, venne soppresso il Vicariato della Valpolicella che tuttavia venne ristabilito per un breve periodo in seguito alla cessione del Veneto all'Austria, per poi scomparire definitivamente in seguito alla pace di Presburgo del 1805, quando tutto il Veneto tornò sotto il dominio napoleonico. In seguito alla Restaurazione e al Congresso di Vienna del 1814-15, Fumane passò stabilmente sotto il controllo dell'impero austro-ungarico. Nonostante questo continuo susseguirsi di mutamenti politici e militari il comune, grazie alla sua posizione defilata, riuscì a tenersi fuori da queste travagliate vicende e mantenere una propria continuità amministrativa, anche se dovette rinunciare a parte della sua autonomia e privilegi con il tramonto del Vicariato.[40]

Particolarmente dura è la vita dei contadini fumanesi per tutto il XIX secolo. I prodotti più pregiati, come olio, frumento, vino, seta, erano destinati esclusivamente al mercato esterno, mentre gli abitanti più poveri dovevano accontentarsi di una scarsa alimentazione basata in particolare sul mais. Pertanto tra la popolazione malnutrita si diffusero epidemie di vaiolo e colera, mentre molti si ammalavano anche di tubercolosi e di pellagra.[41] Nonostante ciò a Fumane si assiste ad un costante incremento demografico.[40] I dati forniti dai registri parrocchiali raccontano che l'odierno territorio comunale contava, nel 1841, una popolazione di 1879 abitanti che salgono a 2070 solamente un decennio più tardi.[42]

Fumane come si presentava a circa metà del XX secolo. In primo piano villa Della Torre.

Negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale si assiste invece al declino del settore agricolo e del conseguente reddito prodotto. È dunque solo di questo dopoguerra la nascita, nel territorio fumanese, della piccola e media industria con il fiorire altresì di tutte quelle attività del settore terziario ad essa connesse, tra cui lo sviluppo demografico del Paese con interventi a carattere residenziale che si susseguono ad ondate nei vari decenni, con un picco negli anni ottanta, quando il paese raggiunge l'attuale sviluppo demografico e planimetrico.

Mentre in pianura si assiste allo sviluppo del settore industriale e terziario, nella zona di montagna, pur non abbandonando i pascoli, ci si industriò attivando cave e laboratori di marmi ed altri materiali lapidei, mentre nel capoluogo si insediarono piccole e medie ed anche qualche consistente industria che frenarono l'esodo di parte della popolazione locale. Ma mentre il capoluogo, ed in parte Cavalo e Mazzurega, conservarono un loro equilibrio demografico, le frazioni montane di Breonio e Molina si depauperarono progressivamente con perdite anche consistenti, cioè rispetto alla popolazione dei tempi andati, anche dell'ordine di oltre il 50%, dando così un nuovo assetto alla demografia di tutta la valle.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Zeno, parrocchiale di Fumane
  • Chiesa di San Zeno, a Fumane (XVIII secolo). L'attuale sede parrocchiale del capoluogo. Del XVIII secolo è la riedificazione su progetto di B. Dal Pozzo di un preesistente edificio duecentesco. Dedicata a San Zeno. All'interno una pala di Antonio Balestra datata intorno al 1535 ed alcuni affreschi di Francesco Morone (dipinti tra il 1510 e il 1513) e alcuni della seconda metà del Cinquecento posti sulla volta e i lunettoni. Divenne autonoma dalla pieve di San Floriano nel 1436. La piante della chiesa è a croce latina ad un'unica navata con due cappelle laterali ad absidi quadrati. L'ingresso, in direzione ovest, di forma rettangolare.
  • Chiesa parrocchiale di Cavalo, (XVIII secolo). L'attuale chiesa parrocchiale è del 1785. All'interno ha degli affreschi di Marco Marcola del 1791 con soggetto gli Apostoli. Di Pio Patti, dello stesso anno una tela Madonna in gloria, San Zeno, Sant'Eurosia e San Luigi posizionata sopra la porta principale. I decori sono di Giuseppe Trecca. Il campanile è del XIII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di Mazzurega, (XVI secolo). Racchiude un dipinto di Antonio Badile del 1556, mentre gli altari laterali provengono da San Gregorio di Verona e sono del XVIII secolo.
  • Chiesetta di Santa Maria del Degnano, a Fumane (località Vaio) (XV secolo). La sua presenza è attestata nei documenti sino dal 1163 ma l'attuale edificio (consacrato nel 1500) fu riedificato integralmente nel XV secolo, rispettando l'originale stile romanico, caratterizzato da una facciata a capanna sovrastato da una lunetta con resti di un dipinto. All'interno si trova un ciclo di affreschi e una pala d'altare dipinti da Paolo Ligozzi nel 1610. Anche il campanile è del XV secolo.[43][44]
  • Chiesa di San Marziale, a Breonio (XV secolo). Conserva al suo interno delle opere attribuite a due dei più noti artisti veronesi del tempo: Francesco Morone e Domenico Brusasorzi. Queste opere sono state rivelate durante il parziale restauro, compiuto nel 1963 a cura della Sovrintendenza ai monumenti di Verona[45][46].
  • Ruderi della chiesa settecentesca di San Marziale, a Breonio (XVII secolo). Sorgono appena fuori dal paese in direzione di Gorgusello e Molina. Dopo la demolizione, in parte con le mine, e in parte manuale, della chiesa rimane il presbiterio di cui pregevole è la volta decorata, il campanile, lacerti del muro perimetrale destro, e la ex canonica adiacente, che sono di proprietà privata. Sul retro resta anche il vecchio cimitero, ora in disuso.

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Villa Della Torre

Il territorio fumanese vanta la presenza di ville venete di ragguardevole pregio storico-artistico. L'edificazione di queste dimore risale perlopiù all'epoca della dominazione veneziana e nasce dall'esigenza dei ricchi proprietari terrieri veronesi di trasferirsi saltuariamente in campagna per seguire la produzione agricola oppure per villeggiatura.

  • Villa Della Torre, a Fumane (XVI secolo). Viene considerata una delle ville più interessanti del XVI secolo veronese. Non è certa l'attribuzione del progetto, potrebbe essere di Michele Sammicheli (concordemente se ne attribuisce il progetto relativo al tempietto a pianta centrale), di Giulio Romano o di Bartolomeo Ridolfi. I camini con mostruose bocche sono stati rivendicati dal Magagnato agli stuccatori Ridolfi. Probabilmente la costruzione è avvenuta in un lungo periodo e ci sono quindi più mani nel disegnarla. In ogni caso la Villa fu edificata verso il 1560 per conto dei Della Torre sul luogo di un preesistente edificio già dei Maffei ed in data ancora precedente dei Della Scala: un disegno del 1562 la ritrae già con l'aspetto attuale. La pianta è anomala rispetto alle ville dello stesso periodo. Ha uno schema chiuso che ricorda le domus romane. La parte interna è costituita da tre cortili a piani crescenti, dove il più alto entra nell'ampio brolo e quello basso entra nel giardino. Una scalea curva porta dal primo cortile al peristilio. La villa si fonde con la natura circostante ed interna. Nel cortile superiore è situato un tempietto ottagonale del Sammicheli.
  • Villa Ravignani Guarienti, a Fumane. Custodita da un muro che ne circonda i tre giardini e il grande parco, oggi trasformato in vigneto, questo complesso è formato da due corpi architettonici principali, da una casa per i dipendenti e da cantina che risale ai primi dell'Ottocento ed è considerata tra le più belle della Valpolicella. Si ammira, di questa cantina, la scala che porta nella zona invecchiamento del vino: alcuni storici ne vedono una copia, in formato rustico, della "scala della ragione" dei palazzi scaligeri. Il manufatto più recente, quello ottocentesco, è una severa dimora di campagna di oltre mille metri quadrati. Interessante la villa vera e propria, costruita, come affermano due iscrizioni, tra il Quattrocento e il Seicento. Studi recenti, ancora non confermati, suggeriscono che la villa sia sorta sui ruderi di un convento. Tutto il complesso, ad eccezione di una parte del corpo ottocentesco, appartenne per sei secoli ai conti Ravignani (famiglia citata da Dante nella Divina Commedia) ed è pervenuta per eredità diretta ai conti Guarienti nel secolo scorso.

Altri luoghi di interesse storico-naturalistico[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[47]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Coro Amici della Musica, è attivo dal 1970. Vincitore nel 1975 del primo premio assoluto al Concorso Nazionale di Vittorio Veneto, ha partecipato ai festival di Aix en Provence (Francia, 2004), Les Choralies (Ile Rousse, Corsica, 2005 e 2014) e ha tenuto concerti a Innsbruck, Marsiglia, Monaco di Baviera, Mainz, Roma e Assisi. Tra i suoi direttori si ricordano Giorgio Croci, Sebastian Korn e Daniela Candiotto. Dal 2002 il direttore musicale ed artistico è Gian Paolo Dal Dosso.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Fumane si tengono diversi eventi nel corso di tutto l'anno. Un'appuntamento storico del capoluogo è la "Fiera di marzo", dedicata allo scambio di prodotti agricoli, artigianali e attrezzature agricole. A Breonio, invece, la terza domenica di ottobre si tiene l'"Antica Fiera del Rosario" con l'obiettivo di valorizzare le produzioni biologiche locali in particolare mele, pere, castagne, nespole.[48]

Come è tradizione in tutta la provincia di Verona, anche a Fumane vi sono in calendario diverse sagre, feste popolari della durate di alcuni giorni caratterizzate da musica dal vivo e chioschi enogastronomici. "Fumane in festa" si tiene tradizionalmente la terza domenica di giugno, mentre la prima domenica di agosto, a Gorgusello, vi è la "Festa del Reguso de Garbusel" in onore del secondo taglio del fieno. La "Sagra di Verago" (prima domenica di agosto) è dedicata a San Gaetano.

A Brenio, con l'obiettivo di finanziare le attività di promozione turistica, sociale e culturale della località da parte della Pro Loco, viene organizzata la "Festa del Ciclamino a Breonio" con inizio il secondo weekend di agosto e termine a Ferragosto. Sempre a Ferragosto la "Festa dell'Assunta", si tiente presso la chiesetta di Santa Maria del Degnano. Di particolare interesse a Manune, paese ora disabitato, in agosto si celebra la "Festa del Ritorno" quando fanno ritorno per le ferie persone nate e cresciute, emigrate per lavoro, sia in Italia che all'estero.

Tra gli eventi sportivi il "Triathlon Sprint di Fumane" è una gara del calendario internazionale di Triathlon che si tiene in aprile.

Anche gli eventi culturali sono numerosi. Tra i principali, "Sabato a Teatro" rassegna teatrale che si tiene nel capoluogo da ottobre a marzo e "Mazzurega in Blues", durante la terza settimana di luglio, un festival blues organizzato dalla Associazione Mazzurega in Blues in collaborazione con Roberto Morbioli della funky-blues band "Morblus" che vanta partecipazioni di artisti nazionali e internazionali

Persone legate a Fumane[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al capoluogo (distinto nelle località Banchette, Fumane, Bertarole, Cà Melchiori, Casetta, Casterna, Isola, Osan, Piani, Vaio e Volta, Marega), il comune è composto anche dalla frazioni di Mazzurega (con Cavarena e la Cà), Cavalo (con Straval, Cesa Vecia, Casa Maur e Piazzi), Verago di Sotto e Verago di Sopra, Molina (con Manune) e Breonio (con Gorgusello di sopra, Gorgusello di Mezzo e Gorgusello di sotto, Sottosengia, Paroletto, Camporiondo, Forte Masua e Ruinal, Pizzolana, Togni, Moccoli, Sengiarossa e Bottesela).

Breonio e Molina[modifica | modifica wikitesto]

Breonio e Molina appartengono al comune di Fumane soltanto dal primo giugno 1929, il periodo della grande ristrutturazione degli enti locali, quando furono annesse a Fumane, dal comune soppresso di Breonio. Allora il comune della Lessinia Occidentale si chiamava Breonio ed aveva la sede in Sant'Anna d'Alfaedo dopo essere stato come sede anche a Fosse, tantoché lo stemma del vecchio comune, con i tre monti defilati, è passato a quello di Sant'Anna.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni filari di viti a Fumane

Da un territorio esclusivamente agricolo Fumane si è trasformato in un centro che ha l'economia concentrata nell'industria e nel terziario. Resta un'agricoltura specializzata in prodotti di qualità. È zona di produzione del vino Valpolicella classico DOC, dell'Amarone classico DOC e del Recioto classico DOC.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità montana della Lessinia, e dell'area del Parco della Lessinia.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
luglio 1985 giugno 1990 Domenico Bianchi Democrazia Cristiana Sindaco [53]
giugno 1990 aprile 1995 Pierpaolo Brugnoli Lista Civica Sindaco [54]
aprile 1995 giugno 1999 Fernando Cottini Centro Sinistra (Liste Civiche) Sindaco [55]
giugno 1999 giugno 2004 Fernando Cottini Lista Civica Sindaco [56]
giugno 2004 giugno 2009 Mirco Corrado Frapporti Lista Civica Sindaco [57]
giugno 2009 maggio 2014 Domenico Bianchi Il Popolo della Libertà - Lega Nord sindaco [58]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti varie realtà sportive:

  • l'Unione Sportiva Fumanese Calcio che milita nel campionato dilettantistico di Prima Categoria, Girone A, della Regione Veneto;
  • l'At Fumane tamburello in serie A;
  • le piscine di Fumane;
  • la società di pallacanestro Fumane Basket 2002, con una squadra in Promozione maschile e una in Promozione femminile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Fumane - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2016.
  3. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  4. ^ Brugnoli, 1990, pp. 15, 17.
  5. ^ Brugnoli, 1990, p. 15.
  6. ^ Brugnoli, 1990, p. 18.
  7. ^ Brugnoli, 1990, pp. 16, 18.
  8. ^ Brugnoli, 1990, p. 17.
  9. ^ Brugnoli, 1990, pp. 18-26.
  10. ^ Portale Valpolicella.it - Il clima, valpolicella.it. URL consultato il 22 settembre 2010.
  11. ^ Portale Valpolicella.it, valpolicella.it. URL consultato il 5 gennaio 2011.
  12. ^ Ente per le nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente Gradi giorno, clisun.casaccia.enea.it. URL consultato il 12-6-2010.
  13. ^ Brugnoli, 1990, p. 32.
  14. ^ Brugnoli, 1990, pp. 34-35.
  15. ^ Brugnoli, 1990, p. 34.
  16. ^ Brugnoli, 1990, pp. 36-37.
  17. ^ Secondo Scipione Maffei erano di origine etrusca, in contrasto con l'ipotesi di Theodor Mommsen che li riteneva di origine retica. Ancora oggi non è possibile stabilirlo con certezza, ma entrambe le popolazioni erano comunque di origine italica.
  18. ^ Brugnoli, 1990, p. 38.
  19. ^ Brugnoli, 1990, pp. 44-45.
  20. ^ Brugnoli, 1990, p. 46.
  21. ^ Brugnoli, 1990, p. 48.
  22. ^ Brugnoli, 1990, p. 52.
  23. ^ Brugnoli, 1990, p. 55.
  24. ^ Brugnoli, 1990, pp. 56-57.
  25. ^ Brugnoli, 1990, p. 62.
  26. ^ Brugnoli, 1990, p. 62.
  27. ^ Brugnoli, 1990, p. 83.
  28. ^ Brugnoli, 1990, pp. 84-85.
  29. ^ Brugnoli, 1990, p. 87.
  30. ^ Brugnoli, 1990, p. 122.
  31. ^ Il testo dello statuto si può trovare nel testo pubblicato nel 1635 dal titolo: Ordini e consuetudini che si osservano nell'Offitio del Vicariato della Valpolicella.
  32. ^ Silvestri, pp. 59-65.
  33. ^ Brugnoli, 1990, p. 65.
  34. ^ Brugnoli, 1990, p. 94.
  35. ^ Brugnoli, 1990, p. 95.
  36. ^ Brugnoli, 1990, p. 128.
  37. ^ Brugnoli, 1990, p. 129.
  38. ^ Brugnoli, 1990, p. 156.
  39. ^ Brugnoli, 1990, p. 174.
  40. ^ a b Brugnoli, 1990, p. 220.
  41. ^ Brugnoli, 1990, p. 224.
  42. ^ Brugnoli, 1990, p. 221.
  43. ^ Brugnoli, 1970, pp. 29-31.
  44. ^ Viviani, 2004, pp. 196-199.
  45. ^ La chiesa di Breonio su Verona.com, verona.com. URL consultato il 28 luglio 2010.
  46. ^ silvestri, p. 122.
  47. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  48. ^ Info Fiera
  49. ^ Bartolomeo Lorenzi, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana..
  50. ^ Don Alessandro Dal Bosco, comboni.org. URL consultato il 20 aprile 2017.
  51. ^ Flaminio Pellegrini, in Enciclopedia dantesca, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1970..
  52. ^ Settimo dà l'addio al suo farmacista «delle stelle», L'Arena. URL consultato il 20 aprile 2017.
  53. ^ amministratori.interno.it - 1985, amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  54. ^ amministratori.interno.it - 1990, amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  55. ^ amministratori.interno.it - 1995, amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  56. ^ amministratori.interno.it - 1999, amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  57. ^ amministratori.interno.it - 2004, amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  58. ^ amministratori.interno.it - 2009, amministratori.interno.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.
  59. ^ a b c Comune di Fumane > Gemellaggi, comunedifumane.it. URL consultato l'11 ottobre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Silvestri, La Valpolicella, Centro di documentazione per la storia della Valpolicella, 1950. ISBN non esistente
  • Pierpaolo Brugnoli (a cura di), Fumane e le sue comunità, Cavalo Mazzurega Fumane, volume I, Fumane, Centro di documentazione per la storia della Valpolicella, 1990. ISBN non esistente
  • Mario Luciolli, Ville della Valpolicella, Verona, Jago edizioni, 2008, ISBN 9788889593097.
  • Giuseppe Franco Viviani, Ville della Valpolicella, Verona, Centro di Documentazione per la storia della Valpolicella, 1983. ISBN non esistente
  • Giuseppe Franco Viviani (a cura di), Chiese nel veronese, Società cattolica di assicurazione, 2004, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli, La chiesa e il priorato di Santa Maria del Degnano al Vajo di Fumane, 1970, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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