Santuario della Madonna della Corona

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Santuario Madonna della Corona
Santuario Madonna della Corona-ingresso chiesa.JPG
L'ingresso della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneVeneto
LocalitàFerrara di Monte Baldo
Religionecattolica
TitolareMaria, madre di Gesù
Diocesi Verona
Sito webwww.madonnadellacorona.it/index.php

Coordinate: 45°38′58.6″N 10°51′22.32″E / 45.64961°N 10.8562°E45.64961; 10.8562

Il santuario della Madonna della Corona è situato nella frazione di Spiazzi del comune di Ferrara di Monte Baldo, in provincia e diocesi di Verona, in un incavo scavato nel monte Baldo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una veduta del Santuario

Nel XV secolo era un romitaggio; la prima chiesa venne inaugurata nel 1530, dopo la visita del vescovo Gian Matteo Giberti. Divenne santuario nel 1625, quando i cavalieri di Malta fecero riedificare la chiesa, che venne poi completata nel 1680.

All'inizio il santuario era noto col nome di "Santa Maria di Montebaldo". Nel 1898 si decise di ampliarlo di circa due metri verso il piazzale antistante; fu così che nel 1899 fu rifatta la facciata in stile gotico e decorata con marmi di Sant'Ambrogio. Nel 1928 furono fatti alcuni ritocchi all'altare maggiore nella nicchia della Madonna. Nell'Anno Santo 1975 iniziarono dei lavori per la ristrutturazione della chiesa, fu scavato nella roccia per ampliarla: da 220 m2 si passò ai 600 m2, ora è lunga 30 m e larga 20 m e la sua cupola è alta 18 m. Le sei Campane alla veronese, in tonalità di Si maggiore, sono state fuse nel 1884.

Il santuario fu consacrato il 4 giugno 1978, il completamento della ristrutturazione venne fatto in onore della visita di papa Giovanni Paolo II del 17 aprile 1988 (nel luglio del 1982 lo stesso papa aveva elevato il santuario alla dignità di basilica minore[1]).

Il cammino verso il Santuario[modifica | modifica wikitesto]

I gradini del vecchio sentiero

Mentre una volta vi si accedeva solamente attraverso una salita di ~1614 gradini dal paese di Brentino in Vallagarina, oggi è raggiungibile anche attraverso una strada asfaltata dopo il paese di Spiazzi, che termina in una galleria scavata nella roccia nel 1922, dove è esposto un quadro raffigurante la Madonna.

Questa strada è percorribile solo a piedi, e lungo il tragitto ci sono le quattordici stazioni della Via Crucis in statue bronzee, e viene riprodotto il sepolcro dove venne messo Gesù dopo la sua morte.[2]

Il santuario è il punto terminale del cosiddetto Cammino dei due Santuari, che inizia nel santuario della Pieve di Chiampo, attraversa sette valli delle Prealpi Venete e arriva al Santuario della Madonna della Corona.

La Scala Santa[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del santuario vi è la Scala Santa, riproduzione della scala che si trova a Roma vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano; è la scala dove Gesù salì e discese più volte nel giorno in cui fu flagellato, coronato di spine e condannato alla morte sulla croce, tingendola così con il suo sangue.

Per poterla percorrere ci sono delle tradizioni da seguire:

  • Dopo aver intinto la mano nell'acqua santa si fa il segno della croce.
  • Si salgono i 28 gradini solamente in ginocchio e ad ogni gradino si prega il Signore.
  • Con grande raccoglimento si medita e si prega sulla passione di Gesù Cristo:
    • Il sudore di sangue nell'orto
    • La flagellazione
    • La coronazione di spine
    • Il viaggio al Calvario
    • La crocifissione e morte di nostro Signore Gesù Cristo.

La devozione[modifica | modifica wikitesto]

La devozione alla Madonna della Corona è documentata in molte località della Diocesi di Verona e di Vicenza, e particolarmente nelle parrocchie dalla Lessinia. Nella parrocchiale di Sant'Anna d'Alfaedo un quadro descrive il trasporto della Madonna della Corona da Rodi alle rocce del monte Baldo. Da tutta la Lessinia partivano e partono pellegrinaggi romei di un giorno, dal vicentino di due giorni, con un tragitto particolare. Non si percorre l'alta Lessinia con le sue strade lunghe e tortuose, ma ci si innesta con una ripida mulattiera che porta alla conca dei Parpari e si innesta nella montagna veronese dietro i corni attraverso San Giorgio di Bosco Chiesanuova e Podesteria di Erbezzo, e dal passo delle Fittanze si scende attraverso il passo della Liana a Fosse, ultimo paese della Lessinia prospiciente il monte Baldo. È tradizione offrire un dolce tipico ai pellegrini vicentini al passo delle Fittanze.

Nel santuario si venera una statuetta della Madonna che regge in grembo il Cristo morto. Secondo la tradizione la raffigurazione dell'Addolorata sarebbe miracolosamente apparsa nel 1522, al tempo dell'occupazione turca di Rodi, dove essa sarebbe stata in precedenza custodita[3][4]. La piccola scultura in pietra dipinta è, in effetti, del primo Quattrocento, ma fu donata, certamente come ex voto da Ludovico di Castelbarco, nel 1432. Il materiale è della zona e la forma deriva dallo stile Vesperbild d'oltralpe.

Altre immagini del Santuario[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  2. ^ Presentazione e storia su madonnadellacorona.it
  3. ^ Cammilleri, p. 301.
  4. ^ Cenni storici, su madonnadellacorona.it. URL consultato il 10 luglio 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Milano, Edizioni Ares, 2020, ISBN 978-88-815-59-367.

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