Pescantina

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Pescantina
comune
Pescantina – Stemma Pescantina – Bandiera
Pescantina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto-Stemma.png Veneto
ProvinciaProvincia di Verona-Stemma.png Verona
Amministrazione
SindacoCadura Luigi (Pescantina Democratica) dall'8-6-2014
Territorio
Coordinate45°29′N 10°52′E / 45.483333°N 10.866667°E45.483333; 10.866667 (Pescantina)Coordinate: 45°29′N 10°52′E / 45.483333°N 10.866667°E45.483333; 10.866667 (Pescantina)
Altitudine80 m s.l.m.
Superficie19,73 km²
Abitanti17 128[2] (31-5-2016)
Densità868,12 ab./km²
FrazioniArcè, Balconi, Ospedaletto, Santa Lucia, Settimo[1]
Comuni confinantiBussolengo, Pastrengo, San Pietro in Cariano, Sant'Ambrogio di Valpolicella, Verona
Altre informazioni
Cod. postale37026
Prefisso045
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT023058
Cod. catastaleG481
TargaVR
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantipescantinesi
Patronosan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pescantina
Pescantina
Pescantina – Mappa
Posizione del comune di Pescantina all'interno della provincia di Verona
Sito istituzionale

Pescantina (Pescantìna in veneto[3]) è un comune italiano di 17 128 abitanti della provincia di Verona in Veneto. Situata in Valpolicella a circa 12 chilometri da Verona, il suo territorio si può definire di pianura pedemontana, con un'altezza media di 80 m s.l.m.. Il comune confina a nord con San Pietro in Cariano, ad est con Verona, ad ovest con Pastrengo, a nord ovest con Sant'Ambrogio di Valpolicella, a sud con Bussolengo con il fiume Adige a segnare il confine. Pescantina si compone delle frazioni di Arcè, Balconi, Ospedaletto, Santa Lucia, Settimo.

Le origini del paese si perdono in tempi remoti. La costruzione della Via Claudia Augusta ha portato questa terra verso la definitiva romanizzazione. Secondo gli storici Procopio di Cesarea e Claudiano qui si sarebbe svolta anche la battaglia tra le milizie di Stilicone, generale di Onorio, e i Visigoti di Alarico. Nel Medioevo i villaggi di Arcè, S. Lucia (Pulio), Settimo e Pescantina risultano inseriti nella vallis provinianensis, una delle due zone in cui era diviso il territorio della Valpolicella. È quasi certo che solo ad Arcè fosse sorto un castello. Col passaggio sotto il dominio veneziano, Pescantina entrò a far parte del Vicariato della Valpolicella, sorretto da un proprio statuto e con sede a San Pietro in Cariano. Sotto il dominio veneziano, caratterizzato da una duratura "tranquillità sociale", si svilupparono in notevole misura le attività legate al commercio sul fiume Adige. Per un paio di secoli e più Pescantina fu uno dei perni della navigazione atesina e godette di particolare benessere. Durante le Pasque Veronesi, nel 1797, gli abitanti di Pescantina bloccarono l'avanzata delle truppe francesi, rifiutandosi di cedere le barche per attraversare il fiume Adige. I conflitti mondiali del XX secolo chiesero il sacrificio di numerosi giovani del paese. Il loro nome è inciso sui monumenti ai Caduti in Piazza San Rocco e a Settimo. Terminata la seconda guerra mondiale, il paese fu l'approdo di quanti, dopo l'internamento nei campi nazisti, riuscirono a ritornare in Patria. Dagli anni 1980 in poi si è assistito ad una rapida crescita della popolazione e, in campo economico, del settore terziario. Anche il settore primario riveste un'importanza notevole per il paese, in particolar modo per quanto riguarda la coltivazione della vite e delle pesche.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Pescantina sorge sulle rive del fiume Adige. Dista 12 chilometri dal centro storico di Verona e circa 6 chilometri dal confine con il comune di Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione nord-ovest, verso il lago di Garda. Fa parte inoltre della Valpolicella, il cui confine meridionale è il fiume Adige, all'interno del territorio comunale.

Il territorio comunale si estende, in direzione nord-sud, dalle località di Nassar e Santa Lucia per circa 9 km e, da est ad ovest, dall'Adige alla frazione di Ospedaletto per 3 km. In totale Pescantina occupa una superficie di 1.963,82 ettari.[4]

Da un punto di vista morfologico, Pescantina sorge su di un sottile strato di suolo formato da materiale terroso costituito da detriti per la maggior parte silicei argillosi. Tale strato può apparire talvolta compatto e talvolta sabbioso. Esso poggia su di un'ulteriore stratificazione composta da ghiaia e ciottoli provenienti da detriti portati dal flusso delle acque dell'Adige. Ancora più in profondità si possono trovare formazione di epoca mesozoica caratterizzate da tufo e basalti compatti.[5]

Il grado di sismicità della zona è considerato basso.

Vista di Pescantina da Bussolengo

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Verona Boscomantico.

Il clima di Pescantina ha carattere dominante continentale, l'influsso più mite del lago di Garda influenza in maniera pressoché trascurabile il suo clima. Rispetto al capoluogo di provincia, Verona, da cui dista circa 12 km in linea d'aria, Pescantina risente molto marginalmente dell'isola di calore tipica dei grandi centri abitati. I monti Lessini, a nord, proteggono il paese dai freddi venti di tramontana.[6]

Le temperature sono mediamente inferiori di alcuni gradi rispetto a quelle registrate nel centro di Verona. Questa divergenza diviene più evidente soprattutto nei valori minimi notturni, questi risultano essere pressoché costantemente inferiori a quelli registrati nel centro e nell'immediata periferia cittadina. Nonostante queste piccole divergenze il clima è il tipico padano, ovvero caldo ed afoso durante la stagione estiva, rigido e freddo durante la stagione invernale. Tuttavia raramente la temperatura scende sotto lo zero e sale sopra i trenta gradi. La nebbia è meno presente rispetto al centro cittadino ed in molti casi basta uscire dal paese in direzione sud-est-ovest di poche centinaia di metri per imbattersi nei primi banchi di nebbia.[6]

Pescantina, come gran parte della Valpolicella presenta una nevosità superiore rispetto alla città e a molti altri luoghi della pianura veronese. I motivi di questa divergenza al momento non sono ancora noti e attualmente sono oggetto di studio e ricerca. Dal punto di vista legislativo, il comune di Pescantina ricade nella "Fascia climatica E" con 2.468 gradi giorno, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.

Di seguito i dati della stazione meteorologica di Verona Boscomantico, posizionata a pochi chilometri a sud-est rispetto al capoluogo.

Verona Boscomantico
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 6,48,813,117,421,625,928,727,923,918,011,47,17,417,427,517,817,5
T. mediaC) 3,25,39,113,016,920,923,723,119,514,18,43,44,013,022,614,013,4
T. min. mediaC) 0,01,75,28,612,216,018,718,315,210,35,40,50,78,717,710,39,3
Nuvolosità (okta al giorno) 6555443344655,34,73,34,74,5
Precipitazioni (mm) 464147528073687460685944131179215187712
Giorni di pioggia 65771087666761724211981
Radiazione solare globale media (centesimi di MJ/) 5608801 3401 7102 0402 2302 2701 9201 4609805904301 8705 0906 4203 03016 410

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria ed epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del paese si perdono in tempi remoti. A differenza di altre località della Valpolicella, a Pescantina sono stati rinvenuti pochi reperti risalenti all'epoca preistorica e dunque è arduo affermare con certezza che la zona fosse abitata stabilmente prima dell'arrivo dei romani.[7] Dagli antichi scrittori classici ci sono pervenute alcune le notizie sui primi abitanti di Pescantina, Livio racconta di una popolazione che chiama Lebui o Libui, Plinio parla di Euganei e Retici, mentre per Strabone la zona fu abitata da Galli Senoni e Cenomani che vennero poi respinti dai Veneti.[8] Tuttavia, quello che appare abbastanza certo è che questi territori facessero parte di quel "pagus arusnate" ricordato in più di una iscrizione e che riuniva gli agglomerati siti tra l'Adige e i Lessini occidentali.[9] È facile che queste popolazioni si fossero stanziate in zona poiché qui potevano trovare sostentamento grazie alla pesca e collegamenti tramite la navigazione fluviale.[10]

Ara romana incastonata sulla facciata della chiesetta di San Giuseppe de "La Mirandola" a Settimo di Pescantina

Alcuni umanisti veronesi del XIX secolo hanno proposto Pescantina come scenario di una battaglia delle guerre cimbriche in cui Gaio Mario colse una importante vittoria, pur non portando forti prove a sostegno di ciò.[11] La costruzione della Via Claudia Augusta, tra il 15 a.C. e il 47 d.C., ha portato questa terra verso la definitiva romanizzazione. Sia in epoca romana, che successivamente, tutta la bassa Valpolicella rivestì grande importanza strategica. Più eserciti, muovendo verso Verona, passarono l'Adige sfruttando probabilmente i guadi esistenti in questo tratto di fiume e traghetti occasionali o permanenti (è probabile che quello esistente presso la piazza del paese, data la felice collocazione, fosse di origini molto antiche). Secondo gli storici Procopio di Cesarea e Claudiano qui si sarebbe svolta anche la battaglia tra le milizie di Stilicone, generale di Onorio, e i Visigoti di Alarico.

Numerose sono le testimonianze dell'epoca romana e riguardano più località dell'attuale territorio comunale, quelle di epoca romana. Da questo lembo della Valpolicella provengono per esempio il cippo funebre di Lucio Tenazio Varo, ora custodito nel Museo Maffeiano di Verona, quello di Marco Tenazio Labeone, ora al Museo Archeologico, il frammento miliare noto come "miliare di Arbizzano", epigrafi latine e altri reperti. In loco rimangono il coperchio di un sarcofago con scene di caccia, astragali e fogliette (all'interno del campanile di S. Lorenzo in una nicchia a livello del pavimento), un'ara con putti alati, strumenti sacrificali e motivi floreali.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo i villaggi di Arcè, S. Lucia (Pulio), Settimo e Pescantina risultano inseriti nella vallis provinianensis, una delle due zone in cui era diviso il territorio della Valpolicella. È quasi certo che solo ad Arcè fosse sorto un castello. Le vicende medioevali furono caratterizzate dal susseguirsi di influenze diverse, prima dai Carolingi e poi dagli imperatori tedeschi. Con Federico della Scala, nel 1311, la Valpolicella fino all'Adige divenne contea e formò un'unità amministrativa e giudiziaria indipendente che in seguito diventerà il Vicariato della Valpolicella. Nel 1404 e 1405 il territorio di Pescantina fu messo a ferro e fuoco dalla guerra tra Carraresi e Veneziani, nel corso della quale fu anche costruita, e successivamente abbattuta, una bastia (tra Arcè e Pescantina). Un secolo più tardi altri eventi bellici, che ebbero per protagonisti gli eserciti austriaci, spagnoli e francesi, apportarono nuove distruzioni.

Storia moderna[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Vicariato della Valpolicella come raffigurato sul frontespizio di "Privilegia et iura Communitatis et Hominum Vallis Pulicellae" un saggio del XVI secolo scritto da Giangiacomo Pigari.

Col passaggio sotto il dominio veneziano, sancito dalla dedizione di Verona a Venezia del 24 giugno 1405, Pescantina entrò a far parte del Vicariato della Valpolicella, sorretto da un proprio statuto e con sede a San Pietro in Cariano.[12] La Serenissima riconfermò alla popolazione locale tutti i diritti e privilegi che le erano stati concessi durante il periodo scaligero, garantendole così una propria autonomia amministrativa e l'esenzione da alcuni gravami fiscali.[13][14][15]

Sotto il dominio veneziano, caratterizzato da una duratura "tranquillità sociale", si svilupparono in notevole misura le attività legate al commercio sul fiume Adige, che diedero al paese ricchezza e notorietà. Per un paio di secoli e più Pescantina fu uno dei perni della navigazione atesina e godette di particolare benessere. In questo arco di tempo tuttavia il paese non risultò estraneo al verificarsi di grandi calamità: le spaventose pestilenze del 1576 e del 1630 decimarono più di metà dei suoi abitanti.[16]

Storia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1796 l'esercito francese, con a capo Napoleone Bonaparte, conquistò Verona ponendo di conseguenza anche Pescantina sotto il proprio dominio. In seguito al trattato di Campoformio, che decretava la scomparsa della repubblica di Venezia, venne soppresso il Vicariato della Valpolicella, che tuttavia venne ristabilito per un breve periodo in seguito alla cessione del Veneto all'Austria, per poi scomparire definitivamente in seguito alla pace di Presburgo del 1805, quando tutto il Veneto tornò sotto il dominio napoleonico. L'arrivo delle armate napoleoniche, alla fine del Settecento, portò ancora devastazione e ruberie e inaugurò un ventennio fitto di episodi bellici, nel quale si accentuarono i segni di declino dei traffici sul fiume. Durante le Pasque Veronesi, nel 1797, gli abitanti di Pescantina bloccarono l'avanzata delle truppe francesi, rifiutandosi di cedere le barche per attraversare il fiume Adige. A seguito di questo rifiuto, le truppe francesi si vendicarono bruciando case ed uccidendo 19 persone.[17] Con la Restaurazione e il Congresso di Vienna del 1814-15, Pescantina passò stabilmente sotto il controllo dell'impero austro-ungarico.[18]

Fotografia storica di Pescantina

Durante la dominazione austriaca, sofferta ma non particolarmente dura, Pescantina non fu toccata dalle guerre (i fatti del '48 coinvolsero marginalmente la zona di S. Lucia), ma subì il collasso dovuto al crollo del commercio via acqua, soppiantato dal ben più economico trasporto su rotaie (è datata 1859 l'inaugurazione della strada ferrata tra Verona e Trento). Nel 1866, con l'unità, Verona e il Veneto tornarono all'Italia e si aprì un nuovo capitolo della storia del paese. [19]

I conflitti mondiali di questo secolo chiesero il sacrificio di numerosi giovani del paese. Il loro nome è inciso sui monumenti ai Caduti in Piazza S. Rocco e a Settimo. Nel primo monumento, ad opera dello scultore concittadino Giovanni Giacopini (1895-1948), vi sono ricordati 62 caduti della prima guerra mondiale,[20] a cui si aggiungono i nomi di sei militari che non fecero ritorno dalla guerra della libia e dell'Abissinia e 17 caduti e 24 dispersi della secondo conflitto mondiale.[21] Settimo ha invece pagato 24 morti nei due conflitti.[22]

Tra i due conflitti mondiali, la popolazione di Pescantina non aderì mai in maniera massiccia e spontanea al fascismo.[23] Gli abitanti dovettero pagare un grave tributo in occasione del secondo conflitto mondiale. La vicinanza con Verona, divenuta di importanza strategica e politica per i nazisti dopo il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943, e con la ferrovia del Brennero, fondamentale via di comunicazione con la Germania, fecero si che il paese venne bombardato giornalmente dell'aviazione angloamericana.[24]

L'occupazione tedesca portò anche al reclutamento forzato degli uomini, chiamati al servizio militare o al lavoro obbligatorio nelle officine.[25] Si ricorda che durante la notte del 24 ottobre del 1944, una dozzina di militi irruppero in una casa di un giovane che non aveva voluto arruolarsi nell'esercito della Repubblica di Salò. Riuscendo egli a fuggire, i militi uccisero la madre e la sorella a colpi di mitragliatore. Due degli esecutori della rappresaglia vennero rintracciati dopo la Liberazione e, in seguito ad un processo sommario, fucilati nel campo sportivo.[26] La strage di Corrubbio del 25 aprile 1945 recò molti danni anche a Pescantina.[27]

Pescantina fu l'approdo di quanti, dopo l'internamento nei campi nazisti, riuscirono a ritornare in Patria, come testimonia anche Primo Levi nel libro La tregua. Il monumento dedicato agli ex internati, che sorge presso la stazione ferroviaria di Balconi, è un monito contro ogni barbarie e una speranza di pace.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«La popolazione di Pescantina, durante l'ultimo conflitto mondiale, dando testimonianza dei più elevati sentimenti di solidarietà e di fratellanza umana, si adoperò instancabilmente per dare conforto, per alleviare la sete e la fame e, talvolta, favorire la fuga dei militari prigionieri, rinchiusi nelle "tradotte" dirette verso i lager tedeschi. Accoglieva, col ritorno alla pace, centinaia di migliaia di deportati, di reduci e di internati nei campi di lavoro e di sterminio, offrendo assistenza medica, cibo, capi vestiario e ridonando loro fiducia e speranza di vita. Ammirevole esempio di straordinaria abnegazione, e di umanesimo fondato sui più alti valori cristiani e di condivisione delle altrui sofferenze.»
— Pescantina (VR), 1943-1947

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del duomo di San Lorenzo

Nel territorio del comune di Pescantina si possono trovare numerosi edifici religiosi, anche di notevole interesse storico e architettonico. I più antichi risalgono all'epoca medievale, e rappresentano pregevoli esempi di architettura romanica veronese. Inoltre, di contano anche numerosi oratori sei-settecenteschi annessi alle ville signorili dell'epoca.

Tra i principali edifici di culto di Pescantina si possono citare:

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Villa Bertoldi

Il territorio di Pescantina vanta una cospicua presenza di ville venete di ragguardevole pregio storico-artistico. L'edificazione di queste dimore risale all'epoca della dominazione veneziana e nasce dall'esigenza dei ricchi proprietari terrieri veronesi di trasferirsi saltuariamente in campagna per seguire la produzione agricola, oppure per sola villeggiatura.

  • Villa Sparvieri, XV secolo a Settimo di Pescantina. È costituita da diversi corpi realizzati in epoche distinte. La parte più antica è inserita all'interno del cortile che da verso l'Adige. La facciata è caratterizzata da un portico a 4 archi al piano terra e da una loggia con otto archi al piano superiore.[34]
  • Villa Vascone-Bricci, XVI secolo a Settimo di Pescantina. Posta davanti a villa Bertoldi. La facciata del corpo principale è impreziosita da una scala che conduce all'ingresso del piano terra. Ai lati dell'edificio padronale, due corpi laterali più bassi che terminano con due torri colombaie.[35][36]
  • Corte "La Presa", XVI secolo a Settimo di Pescantina. La facciata dell'edificio padronale è caratterizzata, al piano superiore, da una loggia a sei arcate.[37]
  • Villa Quaranta, XVII secolo ad Ospedaletto. La residenza padronale è costituita in un unico corpo a due piani. Gli interni sono ornati da numerosi affreschi. Oggigiorno, dopo un restauro avvenuto nel 1997, è divenuta un hotel e centro congressi.
  • Villa Bertoldi, XVII secolo a Settimo di Pescantina. Il corpo principale, costituito da tre piani, risulta incompiuto nel suo lato destro. All'interno, un salone principale adornato da dipinti di Alberto Porta. Del complesso fa parte anche una chiesetta collocata di fianco ad una barchessa.[38][39][40]
  • Villa Da Sacco, XVII-XVIII secolo ad Arcè. Restaurata, tra il 1840 e il 1856, da parte del celebre architetto Francesco Ronzani. Nella cappella si trova una tela attribuita a Giorgio Vasari, raffigurante una "Madonna e Santi".[41][42]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento agli ex internati nei campi di concentramento - XX secolo. Costruito nel 1966 presso la stazione ferroviaria di Balconi, ricorda i caduti nei "Lager" nazisti e tutti i Reduci che furono accolti ed ospitati nel Comune. Annesso al monumento si trova un vecchio vagone con documentazione storica. Presso la Sala consiliare - in Piazza S. Rocco - è allestita una piccola mostra di oggetti provenienti da un campo di concentramento nazista.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[43]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 2016 a Pescantina c'erano 690 stranieri, di cui 460 provengono dall'Europa, 174 dall'Africa, 32 dall'America e 24 dall'Asia.[44]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione e biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurazione delle scuole elementari di Pescantina; l'edificio venne iniziato nel 1902.[45]

L'istruzione a Pescantina è garantita dalla presenza da un istituto che comprende la scuola statale dell'Infanzia (situata nella frazione di Balconi), la scuola primaria (a Settimo e a Balconi) e la scuola secondaria di primo grado (nel capoluogo).

Nel capoluogo, inoltre, è istituita la biblioteca comunale, facente parte del sistema bibliotecario della provincia di Verona.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Presso la chiesa parrocchiale è ospitato il museo etnografico: "Lavori e tradizioni lungo il fiume Adige".

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Come è tradizione in tutta la provincia di Verona, anche Pescantina ospita diverse sagre, feste popolari della durata di alcuni giorni, caratterizzate da musica dal vivo e chioschi enogastronomici. Menzione particolare per la "Sagra di San Lorenzo" che si svolge dal 3 agosto fino al 10 agosto di ogni anno, con un grandioso spettacolo pirotecnico sul fiume Adige e relativo palio delle contrade.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Pescantina, oltre che da capoluogo, è composto da cinque frazioni: Arcè, Balconi, Ospedaletto, Santa Lucia e Settimo. Arcè si trova subito ad ovest del capoluogo, confina a sud con il fiume Adige ed Arcè collegato al vicino comune di Bussolengo tramite un ponte. La piccola frazione vanta la presenza della romanica Chiesa di San Michele. Balconi si trova invece a nord del capoluogo ed è attraversata dalla statale del Brennero come la frazione di Ospedaletto posizionata più ad ovest. In quest'ultima frazione si può trovare la seicentesca Villa Quaranta, De Vecchi. Santa Lucia è la frazione più ad ovest; qui si trova la Chiesa di Santa Lucia di Pol del XII secolo. Infine, Settimo è situata a nord/est rispetto al capoluogo ed è caratterizzata da una vasta zona industriale. Nella parte più antica della frazione vi sono, tra le altre, Villa Sparvieri e Villa Bertoldi. Settimo divenne frazione di Pescantina a seguito dello smembramento del comune di Negarine, avvenuti nel 1929.[46]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Un mulino nell'Adige a Pescantina in una foto risalente a circa l'inizio del XX secolo.

nel passato, l'economia di Pescantina era basata sul commercio lungo il fiume Adige e sull'agricoltura; non mancavano, tuttavia, botteghe artigiane e piccoli opifici. Si contavano due fabbriche di imbarcazioni e numerosi mulini che traevano la forza motrice dalla corrente del fiume.[47]

Oggi molte di queste attività sono andate scomparendo, tranne il settore agricolo che riveste ancora una notevole importanza. Dai dati riportati dal 4º censimento generale dell'agricoltura si desume che sono operanti 202 aziende (a giugno 2017 in calo di 11 unità rispetto a due anni prima) che operano su una superficie coltivata di 1273 ettari. La ripartizione delle diverse colture può essere così indicata in quanto viene influenzata dalla diversa struttura dell'ordinamento fondiario: dalla superficie totale il 55% è coltivata a seminativo in consociazione con piante fruttifere e viti, mentre il 45% a pescheto. Il settore secondario, che comprende tutta l'industria manifatturiera, la costruzione e l'installazione di impianti, l'industria metalmeccanica ecc. conta (sempre a giugno 2017) 207 imprese.[48]

Imprese registrate nel comune di Pescantina nel 2017[48]

Il settore terziario, rappresentato per la maggior parte dai servizi, conta 383 aziende con un trend in crescita rispetto agli anni precedenti. I pescantinesi dispongono di 5 sportelli bancari ubicati sul territorio comunale. Mediamente, a Pescantina, ogni anno vengono costituite 6 nuove imprese e altrettante vengono sciolte.[48]

Per quanto riguarda il settore turistico, nel 2016 a Pescantina si sono registrate oltre 44.000 presenze in crescita rispetto alle oltre 37.000 dell'anno precedente.[48]

La zona di Pescantina e dintorni è zona di produzione del vino Valpolicella DOC, dell'Amarone della Valpolicella e del Recioto DOC

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo, grazie alla sua posizione sulle rive dell'Adige, le attività relative al commercio fluviale erano i settori più importanti per Pescantina.[49] Se oggi i trasporti sull'Adige sono terminati, rimangono ancora delle vie di comunicazione importanti che transitano sul territorio comunale. A nord passa la linea ferroviaria Verona - Trento, aperta il 23 marzo 1959.[50] A Balconi vi è una fermata ferroviaria, nota come stazione di Pescantina, oggi non più in uso.

Parallelamente alla ferrovia, sempre sul territorio comunale, transita una porzione della strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero. A Pescantina il fiume Adige è attraversato da 4 ponti, uno a Settimo, uno ad Arcè, uno nel capoluogo e uno sui cui transita la tangenziale est che collega la Valpolicella al casello di Verona nord della autostrada A22 e alla tangenziale sud. La tangenziale ha due svincoli a Pescantina: uno ad Arcé, l'altro a Balconi.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
luglio 1985 luglio 1990 Natale Pasquali Democrazia Cristiana Sindaco [51]
maggio 1990 aprile 1995 Francesco Giovanni Testa Democrazia Cristiana Sindaco [52]
aprile 1995 giugno 1999 Francesco Giovanni Testa Lista civica Sindaco [53]
giugno 1999 giugno 2004 Francesco Testa Lista civica Sindaco [54]
giugno 2004 giugno 2009 Alessandro Reggiani Lista civica Sindaco [55]
giugno 2009 maggio 2013 Alessandro Reggiani Lista civica Sindaco [56]
maggio 2013 maggio 2014 Rose Maria Machinè Commissario prefettizio [57][58]
maggio 2014 in carica Luigi Cadura Lista civica Sindaco [59]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Campo sportivo e velodromo a Pescantina.

La squadra calcistica locale di Pescantina può fregiarsi di aver disputato alcuni campionati di Interregionale (l'attuale Serie D) negli anni '80:i rossoblù vinsero il campionato di Promozione Veneto nel 1982, la prima stagione nel massimo campionato dei dilettanti finì al 7º posto in un campionato dove giocarono con squadre semisconosciute allora come il Carpi, il Sassuolo, e il Paluani Chievo, nel 1984 sfiorarono una storica promozione tra i professionisti arrivando 3° in classifica con 37, a 6 punti di distanza dal Sassuolo promosso in C2, e a un punto in più rispetto al Carpi e sopra ai clivensi, l'anno dopo arrivarono 5° a 33 punti, nel 1986 7° e con gli stessi punti dell'anno prima, in un campionato dove il Chievo viene promosso in C2, la stagione 1986-1987 è l'ultima stagione in Interregionale per i rossoblù che non agganciarono a 26 punti il Cittadella scendendo così in Promozione: da quel momento la squadra tornò nell'anonimato disputando i campionati provinciali di Prima e Seconda Categoria. Nella stagione 2017-2018 il Pescantina-Settimo ha vinto il campionato ed è stato promosso in prima categoria.

A Pescantina esiste un'altra squadra locale che gioca stabilmente in Seconda Categoria che si chiama Team San Lorenzo Pescantina con cui ha disputato il derby paesano con la squadra storica del Pescantina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Pescantina - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2016.
  3. ^ Provincia In - Storia e curiosità dei 97 Comuni de la Provincia Veronese, La Rena Domila, l'informassion veronese. URL consultato il 26 novembre 2011.
  4. ^ Vezza, 1965, p. 4.
  5. ^ Vezza, 1965, pp. 10-12.
  6. ^ a b Vezza, 1965, p. 8.
  7. ^ Vezza, 1965, p. 22.
  8. ^ Vezza, 1965, pp. 26-29.
  9. ^ Gli Arusnati erano una popolazione probabilmente di origine retica-etrusca, la cui cultura era in buona parte affine a quella delle vicine popolazioni galliche e venetiche.
  10. ^ Vezza, 1965, p. 29.
  11. ^ Vezza, 1965, p. 23.
  12. ^ Il testo dello statuto si può trovare nel testo pubblicato nel 1635 dal titolo: Ordini e consuetudini che si osservano nell'Offitio del Vicariato della Valpolicella. L'edizione del 1731 può essere visionata su Wikisource.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Silvestri, La Valpolicella, Centro di documentazione per la storia della Valpolicella, 1950, ISBN non esistente.
  • Angelo Vezza, Pescantina: cenni storici e vicende paesane, Verona, Scuola Grafica "Don Bosco", 1965, ISBN non esistente.
  • Giuseppe Franco Viviani, Ville della Valpolicella, Verona, Centro di documentazione per la storia della Valpolicella, 1983. ISBN non esistente
  • Rinaldo Dal Negro, Contea e vicariato della Valpolicella, Banco popolare di Verona e Novara, 2003, ISBN non esistente.
  • Giuseppe Franco Viviani (a cura di), Chiese nel veronese, Società cattolica di assicurazione, 2004, ISBN non esistente.
  • Mario Luciolli, Ville della Valpolicella, Verona, Jago edizioni, 2008, ISBN 9788889593097.

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