Alta Langa spumante

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Alta Langa spumante
Dettagli
Stato Italia Italia
Resa (uva/ettaro) 11,0 t
Resa massima dell'uva 65%
Titolo alcolometrico
naturale dell'uva
9,5%
Titolo alcolometrico
minimo del vino
11,5%
Estratto secco
netto minimo
15,0 g/l
Riconoscimento
Tipo DOCG
Istituito con
decreto del
30/11/11  
Gazzetta Ufficiale del
Vitigni con cui è consentito produrlo
[senza fonte]

Alta Langa spumante è un vino a DOCG[1] prodotto in numerosi comuni delle province di Alessandria, Asti e Cuneo.

Vitigni con cui è consentito produrlo[modifica | modifica wikitesto]

  • Pinot Nero e/o Chardonnay minimo 90%
  • Altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.

Tecniche di produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sono ammessi solo vigneti collinari (altitudine non inferiore a 250 m s.l.m.)

Per i nuovi impianti e i reimpianti la densità non può essere inferiore a 4.000 ceppi/ha.

Le forme di allevamento consentite sono il Guyot tradizionale ed il cordone speronato.

È vietata ogni pratica di forzatura, ma è consentita l'irrigazione di soccorso.

Tutte le operazioni di vinificazione debbono essere effettuate nella zona DOC. È consentita esclusivamente la rifermentazione con il metodo classico o metodo champenoise

La durata del periodo di elaborazione in azienda non può essere inferiore ai trenta mesi a decorrere dalla vendemmia.

Caratteristiche organolettiche[modifica | modifica wikitesto]

  • spuma: fine e persistente;
  • colore: da giallo paglierino tenue ad oro intenso;
  • odore: fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione in bottiglia;
  • sapore: sapido, fine ed armonico;

Informazioni sulla zona geografica[modifica | modifica wikitesto]

La produzione dei vini spumanti sotto la denominazione Alta Langa include una vasta area del Piemonte che abbraccia tre province formando una lunga fascia collinare nelle province meridionali del Piemonte alla destra del fiume Tanaro. L'ambiente di coltivazione da la preferenza alle aree a moderata insolazione, dotate di buone escursioni termiche e con umidità relativa contenuta. Normalmente a tali ambienti corrisponde un indice bioclimatico (Huglin) compreso tra 1700 e 1800,con la fascia altimetrica oscillante tra 280 e 550 metri sul livello del mare. Gli ambienti viticoli piemontesi manifestano, a fianco di una variabilità pedologica non troppo accentuata, una considerevole alternanza di situazioni climatiche e colturali. I terreni marnosi devono essere calcareo-argillosi, a fertilità moderata, con giacitura esclusivamente collinare e con l'esclusione di quelli di fondovalle, umidi e pianeggianti. L'altitudine non deve essere inferiore a 250 metri sul livello del mare.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Attorno al 1850, il Marchese Leopoldo Incisa aveva incluso diversi vitigni francesi nella sua collezione ampelografica localizzata nei vigneti di Rocchetta Tanaro, in quella che allora era la provincia di Alessandria (che includeva anche Asti). Questi vitigni non incontravano, però, molto favore soprattutto presso i viticoltori. L'avversione dei contadini verso i vitigni stranieri era testimoniata ancora verso la fine del secolo dalle lamentele del proprietario succeduto al Marchese Incisa, che non trovava alcun agricoltore disposto a coltivarli. In realtà, a metà dell'800, non mancavano in Piemonte impianti di Pinot. Già dai primi decenni del 1800 i Conti di Sambuy avevano incominciato ad introdurre alcuni rinomati vitigni francesi con il preciso scopo di migliorare la produzione vinicola locale. Carlo Gancia, però, aveva favorito la diffusione dei Pinot e Chardonnay tra i viticoltori del circondario di Canelli per averne una certa quantità da impiegare nella produzione dei suoi spumanti. Con il Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte, del quale la denominazione "Alta Langa" è nata, l'industria spumantistica piemontese ha reso al suo territorio un contributo di impegno economico e tecnologico prezioso ad una vocazionalità che per decenni era rimasta inespressa al di fuori del mero ambito scientifico. Si è dimostrato che le colline piemontesi dove la vite aveva nel tempo sedimentato una presenza significativa e duratura, disponevano anche della vocazione per le varietà specializzate alla produzione di spumanti Metodo Classico, secondo un modello di sviluppo che affiancasse di continuo all'enunciazione teorica la sperimentazione pratica. La stessa strategia della vendemmia, basata essenzialmente sulla manualità dell'operazione e sulla raccolta esclusiva delle uve in piccole cassette forate utilizzate anche per il convogliamento alla vinificazione, comporta un impegno specifico, a volte anche rilevante che ripaga con un prodotto che rappresenta gli spumanti piemontesi eccellenti nel mondo.[1]

Precedentemente all'attuale disciplinare la DOCG era stata riconosciuta DOC con DM 31.10.2002 (G.U. 275 - 23.11.2002). Successivamente, il riconoscimento DOCG con DM 21.02.2011 (G.U. 56 - 09.03.2011) ed ulteriore, per ora ultima, modifica con DM 30.11.2011 (Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza - Vini DOP e IGP)

Abbinamenti consigliati[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Provincia, stagione, volume in ettolitri

Alta Langa spumante riserva[modifica | modifica wikitesto]

La menzione "riserva" può essere attribuita se, ferme restando tutte le altre condizioni, la durata del periodo di elaborazione in azienda non è inferiore ai trentasei mesi a decorrere dalla vendemmia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]