Peugeot 206

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Peugeot 206
Peugeot 206 Fünftürer.jpg
Descrizione generale
Costruttore Francia  Peugeot
Tipo principale berlina 2 volumi
Altre versioni SW
CC
Berlina 3 volumi 4 porte
Produzione dal 1998 al 2012
Sostituisce la Peugeot 205
Sostituita da Peugeot 207
Euro NCAP 4 stelle
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3.822-4.188 mm
Larghezza 1.652-1.673 mm
Altezza 1.365-1.460 mm
Passo 2.442 mm
Massa 915-1.210 kg
Altro
Assemblaggio Poissy
Mulhouse
Ryton
Stile Murat Günak
Altre antenate Peugeot 106
Stessa famiglia Citroen C2 e C3 Mk1
Peugeot 1007
Auto simili Fiat Punto
Ford Fiesta
Nissan Micra
Opel Corsa
Renault Clio
Seat Ibiza
Toyota Yaris
Volkswagen Polo
Peugeot 206 rear 20090416.jpg

La Peugeot 206 è un'autovettura di segmento B prodotta dal 1998 al 2012 dalla Casa automobilistica francese Peugeot. Ad oggi è la Peugeot più venduta di sempre.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Si era cominciato a pensare ad un erede della Peugeot 205 molti anni prima dell'esordio della 206. Poiché la 205 era già piuttosto anziana all'inizio degli anni novanta, era chiaro che l'idea di una sostituta per la best-seller francese aveva già preso piede al quartier generale Peugeot. Ma ad un certo punto tutto quanto si fermò e le idee vennero congelate, perché si preferì osservare l'evolversi del mercato con la fascia bassa della gamma presidiata dai modelli 106 e 306, visto anche il promettente successo di vendite della prima e l'imminente lancio della seconda, berlina due volumi di segmento C che già stava facendo ben sperare prima ancora della sua commercializzazione.

Ma ben presto ci si rese conto del vuoto esistente tra i due modelli e del fatto che la 306 era chiaramente visibile solo come concorrente di modelli come la Volkswagen Golf e la Opel Astra, ma non di modelli di fascia più bassa, mentre dal canto suo, la 106 non poteva coprire da sola un segmento B che nel frattempo si stava popolando di novità succulente, come la Fiat Punto. A nulla poteva la 205, ancora in listino, ma più ristretta come gamma e molto meno moderna sotto tutti i punti di vista. Era chiaro, quindi, che occorreva una nuova vettura da inserire tra 106 e 306, e che si contrapponesse in maniera più efficace all'offensiva degli altri costruttori nel segmento delle utilitarie non eccessivamente contenute di dimensioni, e cioè il segmento B, appunto.

Il progetto che avrebbe portato alla 206 venne quindi avviato nel 1994, per culminare nel 1998 con la nuova vettura svelata alla stampa ed al pubblico.

Linee ed interni[modifica | modifica sorgente]

Esteticamente la 206 dà un taglio netto e deciso con la precedente produzione Peugeot: le sue linee, scaturite dalla mente e dalla matita del designer di origini turche Murat Günak, sono molto più moderne di quelle di qualunque Peugeot esistente al momento del debutto della 206 stessa, molto più morbide e levigate, non più tese e squadrate come quelle delle varie 306 e 406. Il frontale, per cominciare, era inconfondibilmente caratterizzato da grossi gruppi ottici appuntiti a sviluppo diagonale. La 206 è stata poi la prima ad adottare il frontale con la presa d'aria a forma di grande bocca, un elemento che avrebbe caratterizzato gran parte della produzione Peugeot dei successivi dieci anni, e che sulla 206 era proposta in due differenti disegni a seconda del modello. La calandra, che reca lo stemma della Casa, ricorda quelle delle versioni aggiornate dei modelli 106 e 306, poiché costituita praticamente dalla sola battuta del cofano motore. Quest'ultimo è a sua volta caratterizzato dalle piccole prese d'aria sul lato destro e dalle due nervature laterali che lo percorrono longitudinalmente.

La zona anteriore si raccorda perfettamente con il resto del corpo vettura, in particolare con il parabrezza molto più inclinato che non nella 205 e con il padiglione. La coda è invece caratterizzata dai gruppi ottici posteriori, piccoli ma avvolgenti, tanto da penetrare considerevolmente nella fiancata. La vista laterale offre invece due diverse visuali a seconda che si tratti della versione a tre o a cinque porte, entrambe, comunque, molto gradevoli.

Molto riusciti anche gli interni: l'abitacolo brilla per spaziosità, una delle migliori nella sua categoria. Molte le chicche nascoste, come per esempio il vano portaoggetti ricavato sotto il piano del sedile passeggero. La plancia è tondeggiante in ogni suo punto: il cruscotto, in alcune versioni, dispone anche dell'indicatore della temperatura dell'olio. Buona anche la capienza del bagagliaio, che può essere all'occorrenza ampliata grazie alla possibilità di abbattere lo schienale del divano, peraltro frazionabile. Il ricorso al ruotino di scorta in luogo della normale ruota favorisce ulteriormente la capacità di carico. Per le versioni con i cerchi da 13" era una "ruota di scorta" vera e propria, essendo di 13" anche la ruota di scorta.

Meccanica e motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

La 206 nasceva su un pianale completamente nuovo, che in seguito sarebbe stato utilizzato anche per altre vetture del Gruppo PSA. Ciononostante, le soluzioni meccaniche ad esso applicate non erano inedite: l'avantreno di tipo MacPherson era derivato da quello della 306, sia pur riadattato alla nuova vettura. Il retrotreno era il classico ponte con barre di torsione. Entrambi gli assi montavano anche una barra antirollio. L'impianto frenante nelle prime versioni era di tipo misto: solo in seguito sarebbero arrivati i modelli più prestanti con freni a disco sulle quattro ruote. Lo sterzo a cremagliera prevedeva la servoassistenza idraulica di serie su tutta la gamma.

Tutt'altro che inedita anche la quasi totalità delle motorizzazioni previste per la 206 al suo esordio. Le unità a benzina, tutte monoalbero, erano quelle già utilizzate su 106 e 306: le uniche differenze con i precedenti motori TU erano alcune modifiche di dettaglio, per esempio nel circuito di raffreddamento e in alcune altre soluzioni volte alla riduzione degli attriti. Invece, l'unica novità era l'unità a gasolio, un nuovo 1.9 aspirato facente parte della famiglia di motori DW. Ma dal punto di vista prestazionale, i motori previsti per il debutto della 206 corrispondevano esattamente a quelli montati in precedenza.

In sostanza, la gamma della 206 prevedeva al suo debutto le seguenti motorizzazioni:

  • 1.1: motore TU1 da 1124 cm³ e 60 CV di potenza massima;
  • 1.4: motore TU3 da 1360 cm³ e 75 CV di potenza massima;
  • 1.6: motore TU5 da 1587 cm³ e 90 CV di potenza massima;
  • 1.9 D: motore DW8 diesel con precamera, da 1868 cm³ e 68 CV di potenza massima.

A tali motorizzazioni era abbinato un cambio manuale a 5 marce.

Allestimenti e dotazioni[modifica | modifica sorgente]

La 206 cominciò ad essere commercializzata a partire dal 10 ottobre del 1998, sia a 3 che a 5 porte. I livelli di allestimento erano tre: XR, XT ed XS. Per le versioni diesel, erano previsti solo i primi due, le cui sigle cambiavano in XRD ed XTD.

La dotazione prevedeva tra l'altro il servosterzo e l'airbag lato guida su tutta la gamma. Le versioni XT ed XS montavano di serie anche il climatizzatore.

La lista optional prevedeva invece l'ABS, l'airbag passeggero ed il tetto apribile. I cerchi in lega erano previsti come optional solo per le XT ed XS. L'allestimento XS, inoltre, poteva essere arricchito con la selleria in pelle ed i retrovisori esterni a regolazione elettrica e riscaldabili.

Un'altra nota per quanto riguarda il fattore sicurezza: la 206 è stata sottoposta nel 2000 ai crash test dell'Euro NCAP ottenendo il risultato di quattro stelle.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Una 206 GTi

Dopo l'attesa per la 206, si venne a creare una seconda attesa, limitata ad un numero più ristretto di persone, ma non per questo meno entusiaste della vettura e dei suoi immaginabili sbocchi commerciali. Si trattò del già annunciato arrivo della versione sportiva, una versione che avrebbe dovuto costituire l'erede della 205 GTI degli anni ottanta e novanta.

Tale attesa durò un anno e fu premiata anche meglio del previsto: nel 1999, infatti, non debuttò una sola versione di punta, bensì due. Vennero infatti introdotte le 206 GTi e GT, entrambe spinte dallo stesso motore, un 2 litri da 136 CV in gradi di spingerle a 210 km/h di velocità massima. Esternamente le due vetture differivano per i cerchi in lega (da 15 pollici sulla GTi e da 16 pollici sulla GT), ma soprattutto per i diversi paraurti, che sulla GT erano molto più sporgenti e prominenti, rendendo la vettura molto più aggressiva. Non è stata però una scelta estetica: infatti, la 206 era stata scelta dalla Casa del Leone Rampante per partecipare al Mondiale Rally, ma i regolamenti imponevano un limite minimo di lunghezza del corpo vettura di almeno 4 metri. La normale 206, lunga 3.82 m, non poteva rientrare in tali limiti, per cui si scelse di basare la nuova 206 da competizione sulla 206 GT, i cui paraurti vennero allungati e resi più sporgenti proprio per tale motivazione. La commercializzazione della GT fu quindi più che altro un espediente per ottenere l'omologazione della vettura da rally, ed infatti fu prodotta in un numero limitato di esemplari. Ottenne comunque un gran successo, divenendo una delle 206 più ambite. In ogni caso, fu l'intera gamma 206 a riscuotere un enorme successo, superando ogni più ottimistica previsione di vendita: il segreto di tale successo stava nella polivalenza della vettura e nella sua capacità di soddisfare qualsiasi esigenza e tasca. La vettura è piaciuta ad acquirenti di tutte le età, anche grazie al costo non dissimile da quello delle dirette concorrenti. Essendo più pesante della 106, però, le motorizzazioni erano meno reattive e per divertirsi al volante occorreva puntare su versioni dal 1.6 in su.

Tornando al 1998, non è stato solo l'anno delle versioni GTi e GT: nello stesso anno, infatti, vi fu l'arrivo di una nuova versione a gasolio, questa volta un turbodiesel costituito dal nuovo 2 litri con tecnologia ad iniezione diretta common rail. Tale motore, il DW10 realizzato in collaborazione con la Ford, era in grado di erogare fino a 90 CV di potenza massima. Nacque così la prima 206 HDi. Inoltre, furono introdotte anche la 206 1.4 automatica, dotata appunto di un classico cambio automatico con convertitore di coppia, e la serie speciale 206 1.4 Roland Garros, con cerchi in lega, doppio airbag frontale, airbag laterali, climatizzatore ed interni in pelle.

Nel 2000, il motore 1.6 monoalbero da 90 CV venne sostituito dal più moderno 1.6 bialbero da 110 CV, montato sulla 206 1.6 16v XS, disponibile solo con carrozzeria a 3 porte e con l'ABS previsto nella dotazione di serie, così come per la GTi. Alla fine dello stesso anno vi fu il lancio di quella che forse è stata la versione più sfiziosa dell'intera gamma, ossia la 206 CC. Questa vettura, che sarebbe arrivata in Italia pochi mesi dopo, nel gennaio dell'anno seguente, era chiamata a sostituire la 205 Cabriolet, ma proponendo la soluzione del tetto ripiegabile in metallo. Anche questa versione ebbe un gran successo, soprattutto presso i giovani.

Il 2001, salvo essere stato l'anno in cui la 206 CC entrò in produzione, non ha visto altre particolari novità, se non l'uscita di produzione della versione automatica.

Più significativo, invece, è stato il 2002, anno in cui fu introdotta una nuova ed inedita variate di carrozzeria per la 206: la versione station wagon, denominata SW. Per la prima volta, una Peugeot di segmento B era proposta anche in versione giardinetta. Tale versione, però, incontrerà molto meno successo. Sempre nel 2002, viene lanciata la terza versione a gasolio, ossia la 206 1.4 HDi, mossa da un 1.4 turbodiesel common rail da 68 CV, anch'esso frutto della collaborazione tra Gruppo PSA e Ford.

Il restyling[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio del 2003 arriva il restyling, limitato peraltro ad alcuni dettagli, quindi non molto marcato per non stravolgere quelle linee che hanno fatto la fortuna della 206 (ed anche della Peugeot stessa). Le principali modifiche si ebbero nei fari anteriori, dove furono adottati quelli trasparenti ed in plexiglas già visti sugli allestimenti sportivi, in quelli posteriori, dove fu cambiata la disposizione delle varie lampadine e il colore della plastica, nello stemma posteriore più grande e riposizionato più in alto sul portellone e nel paraurti posteriore ridisegnato e simile a quello delle versioni GTi, CC ed XS. L'aggiornamento è stato l'occasione per rivedere la gamma: mentre il vecchio 1.9 a gasolio è stato tolto di produzione poiché piuttosto antiquato (derivava dall'ancora più vetusto 1.9 della serie XUD) e perché era già in listino il 1.4 HDi di pari potenza, la 206 GTI non fu più il modello top di gamma perché più in alto ancora venne introdotta la 206 RC, anch'essa equipaggiata con un 2 litri, ma in grado di erogare 177 CV di potenza massima, e di raggiungere i 234 km/h di allungo. Riconoscibile per i grossi cerchi in lega da 17 pollici, la 206 RC riuscì a confrontarsi meglio con avversarie del calibro della Clio 2.0 16v RS, di potenza simile.

Nel 2004, la gamma si arricchì ulteriormente con l'arrivo della versione 1.4 16v da 88 CV, che andava a posizionarsi tra la 1.6 XSi e la 1.4 monoalbero. Contemporaneamente, vi fu l'arrivo di una nuova motorizzazione a gasolio, il 1.6 HDi common rail da 109 CV, che finì per mettere in ombra la versione da 2 litri, più dispendiosa dal punto di vista dei costi di esercizio ed oltretutto meno prestante, con i suoi 90 CV.

Nel 2005, puntualmente, la 206 2.0 HDi venne proposta in un solo allestimento per prepararsi al definitivo pensionamento. Nello stesso anno, un altro 2 litri sparì dalla gamma 206, vale a dire la 206 GTi, che lasciò unicamente alla RC ed alla XS il compito di rappresentare le 206 sportive. Alla fine dello stesso anno, con l'imminente lancio della 207, destinata a raccogliere il testimone della 206, vi fu una massiccia campagna promozionale per quest'ultima. In questo modo si ebbe un nuovo autentico boom delle vendite durante gli ultimi mesi del 2005 e durante il 2006, anno che vide appunto l'arrivo della 207 e la riduzione della gamma 206 ai minimi termini: solo due motori 1.4, uno a benzina da 75 CV ed uno turbodiesel da 68 CV, e la carrozzeria solo a 5 porte.

Nel 2007 vennero pensionati i modelli SW e CC della 206, in concomitanza con il lancio dei corrispondenti modelli basati sulla 207.

Tale gamma continuò ad essere prodotta senza ulteriori modifiche fino al mese di marzo del 2009, quando arrivò un nuovo restyling, stavolta più massiccio. Contemporaneamente, la 206 cambiò denominazione in 206 Plus, che si distingueva dalla precedente 206 per il frontale, molto simile a quello della 207. La gamma era composta da un 1.1 a benzina da 60 CV e un 1.4 HDi da 68 CV.

I modelli in vendita in Europa della 206 sono assemblati nei due stabilimenti francesi di Poissy (che fabbrica anche la 207 e la 1007) e Mulhouse (che è l'unico ad assemblare le CC), e nello stabilimento inglese di Ryton.

La 206 CC[modifica | modifica sorgente]

Una 206 CC

Introdotta alla fine del 2000, la 206 CC è stata la versione "scoperta", quella chiamata a raccogliere l'eredità della 205 Cabrio. Questa volta, la Casa francese ha voluto proporre una vera chicca, che veniva anticipata già dalla denominazione: CC, infatti stava per coupé-cabriolet, una sigla che indicava la doppia natura della vettura in questione, vale a dire un tetto in metallo ripiegabile elettricamente all'interno di un apposito vano ricavato nel portabagagli, grazie al quale la 206 CC poteva trasformarsi da coupé a cabriolet e viceversa nel giro di una manciata di secondi.

La Peugeot non era nuova ad una simile soluzione: negli anni trenta del XX secolo, la Casa di Sochaux ha avuto in listino più di un modello equipaggiato con un tetto ripiegabile in metallo.

A metà degli anni novanta, questa soluzione è stata ripresa dalla Mercedes-Benz per la sua roadster SLK. Circa un anno prima del lancio della 206, la Peugeot espose in alcuni saloni un prototipo di cabriolet con tetto ripiegabile, basato proprio sulla 206, della quale si conosceva già la fisionomia, e denominato 20Coeur. Tale prototipo destò molto interesse, tanto da convincere i vertici della Casa a convertirlo in modello di serie, tra l'altro con pochissime modifiche rispetto alla concept di origine.

Vista posteriore di una 206 CC

Nella zona anteriore, la 206 CC differiva dalla berlina a due volumi unicamente per il parabrezza molto più inclinato all'indietro. Nella zona posteriore era invece decisamente differente, sia per il portellone del vano bagagli, dal disegno zigrinato (dotato tra l'altro anche di particolari maniglie laterali), sia per l'abitabilità posteriore, molto più penalizzata dal fatto di dover sacrificare parte dello spazio interno per trovare posto all'alloggiamento destinato ad ospitare il tetto una volta ripiegato.

Giunta in Italia nel gennaio 2001, la 206 CC debuttò in due motorizzazioni, il 1.6 16v da 110 CV ed il 2.0 16v da 136 CV. Dopo aver subito, come tutta la gamma 206, il restyling del 2003, nell'anno successivo la 206 CC vide l'arrivo del 1.6 HDi common rail da 109 CV. Si trattò di uno dei primissimi casi di cabriolet a gasolio. Nel 2005, invece, venne tolta di produzione la versione da 2 litri, lasciando in listino solo i due 1.6 benzina e diesel.

La produzione della 206 CC cessò nel marzo 2007, sostituita dalla 207 CC.

La 206 SW[modifica | modifica sorgente]

Vista posteriore di una 206 SW

Con il lancio della 206 SW, la Casa francese andò ad inserirsi in una nicchia per la verità poco affollata: quella delle station wagon derivate da una vettura di segmento B. Tale segmento, al momento del lancio della 206 SW, aveva una sola altra esponente a rappresentarlo, vale a dire la Skoda Fabia Wagon, leggermente più lunga, ma comunque sempre intorno all'ordine di grandezza della 206 SW, che misurava 4.03 metri di lunghezza. Ed anche in passato furono ben pochi i modelli che provarono, spesso con poco successo, a proporre una familiare ultra-compatta.

La 206 SW si distingueva dalla berlina per il parabrezza meno inclinato e per il bagagliaio molto più ampio e capiente, caratterizzato nel design dai gruppi ottici a forma di boomerang. La vocazione familiare della 206 SW risultava chiara notando il fatto che lo sbalzo posteriore era stato aumentato di 19 cm: le maggiori dimensioni della 206 SW erano tutte giustificate da quella particolare caratteristica. Nella SW la soglia di carico risultava più bassa rispetto a quella della berlina, poiché era scesa da 65 a 53 cm. Il volume di carico del bagagliaio era normalmente di 411 litri, ma abbattendo lo schienale del divano posteriore si arrivava a 1365 litri.

Meccanicamente, la 206 SW era quasi del tutto identica alla berlina: l'unica differenza stava nelle sospensioni: l'avantreno è stato debitamente irrigidito e dotato di una barra antirollio di maggior diametro, mentre il retrotreno ha subito una leggera variazione dell'assetto ruote, un irrigidimento agli ammortizzatori, l'aumento del diametro delle barre di torsione e l'aggiunta di due tiranti supplementari.

Vista frontale di una 206 SW

Al suo debutto, la 206 SW era già disponibile con quasi tutti i propulsori previsti per la berlina, tranne il 1.1 da 60 CV ed il 1.9 diesel da 70 CV. Era quindi disponibile anche una versione dotata del 2 litri bialbero da 136 CV che già equipaggiava la GTi, di cui anche la versione station wagon riprendeva la sigla.

Nel 2004, alla gamma si aggiunse anche il piccolo 1.1 da 60 CV, mentre nel 2005 il 2 litri a benzina da 136 CV venne tolto dal listino ed invece arrivò il 1.6 HDi da 109 CV.

Nel 2006, con l'arrivo della 207, la gamma SW venne ridotta a poche versioni: in listino rimasero il 1.4 a benzina da 75 CV, il 1.6 a benzina da 110 CV, il 1.4 HDi da 68 CV ed il 1.6 HDi da 109 CV.

A metà del 2007, anche queste quattro versioni sparirono,sancendo la fine della carriera della 206 SW, che in ogni caso riscosse un successo di vendite discreto ma non certo paragonabile a quello delle altre versioni. Fu l'unica versione della 206 a non essere stata accolta calorosamente. Verrà sostituita dalla 207 SW.

La 206 Plus[modifica | modifica sorgente]

Una Peugeot 206 Plus

Per la 206 la carriera continuò nonostante la presenza sul mercato della erede, oramai già da un po' di tempo: nel marzo dal 2009 viene eseguito un pesante restyling che cambia anche parte della denominazione, divenendo 206 Plus. Tale restyling comprende, oltre al nuovo frontale ripreso dalla sorella maggiore 207, anche nuovi interni e piccoli accorgimenti estetici per ringiovanirla, tra cui il ridisegnamento dei gruppi ottici posteriori. La scelta della Peugeot pare dovuta alla crisi economica, in seguito alla quale molte Case costruttrici stavano proponendo vecchi modelli a prezzi economici anziché pensionarli definitivamente. In questo modo la Casa francese poteva avere nella gamma un modello di successo, versatile ed a prezzi molto contenuti rispetto alla media del segmento, e di una grandezza intermedia tra la piccola 107 e la 207, cresciuta nelle dimensioni come le rivali Fiat Grande Punto e Renault Clio. La 206 Plus sarebbe andata contrapponendosi ad altri modelli rinnovati di precedenti serie, come la Renault Clio Storia, la Fiat Punto e Citroën C3 Classic, ma anche la Dacia Sandero, altra grossa spina nel fianco di molti costruttori generalisti di auto low-cost. Le motorizzazioni previste per la 206 Plus sono il 1.1 da 60 CV ed il 1.4 HDi da 70 CV[1]. In Francia è anche presente il 1.4 TU da 75 CV.
Per far fronte alla crescente richiesta di auto ad alimentazione a gas, la 206 Plus conta una nuova versione con il motore 1.1 a doppia alimentazione benzina/Gpl che però vede scendere la potenza da 60 CV a 57 CV per l'alimentazione a Gpl[2].
Proprio la versione bi-fuel diventa nel giugno 2012 l'unica variante disponibile nella gamma della 206 Plus prevista per l'Italia, poiché vengono tolte di produzione la versione 1.4 HDi e la 1.1 a benzina (senza impianto a gas). Ma alla fine dello stesso anno, la 206 Plus esce definitivamente di produzione, per scomparire dai listini un paio di mesi dopo, a dicembre, sostituita dalla 207+, ma la commercializzazione continua fino a metà 2013.

Una Peugeot 206 Sedàn

La 206 Sedàn[modifica | modifica sorgente]

In Iran, ma anche in alcuni mercati dell'Europa orientale, la 206 viene proposta anche con carrozzeria a 3 volumi, e con denominazione 206 Sedàn. In questa configurazione, la vettura raggiunge una lunghezza di 4.19 m, più o meno come una vettura di segmento C. Le motorizzazioni sono due, entrambe a benzina: il 1.4 TU3 da 75 CV ed il 1.6 TU5 bialbero da 110 CV.

Una Peugeot 206+ Sedan

La 206 Plus Sedan / 207i Sedan / 207 Compact Sedan[modifica | modifica sorgente]

In Iran e in Sudamerica la 206 Plus è stata prodotta anche in versione a tre volumi, nota come 207i Sedan (in Iran) o 207 Compact Sedan (in Sudamerica)

Le altre 206[modifica | modifica sorgente]

Sono esistite almeno altre varianti di 206: in Sudamerica, la 206 Plus viene chiamata 207 Compact: data l'estrema somiglianza con la 207 nel frontale, la vettura viene evidentemente considerata come una versione ristretta della 207, ma pianale e meccanica sono quelli della 206 di origine.

In Cina, esiste la Citroën C2, che però non corrisponde al modello venduto in Europa, bensì ad una 206 ristilizzata e con il logo della Citroën (vedi foto). La vettura è disponibile anch'essa con il 1.4 o il 1.6, entrambi a benzina e monta un cambio automatico a 4 rapporti.

Infine, nel 2010 è stata lanciata in Brasile la Peugeot Hoggar, un piccolo pick-up basato sulla 206 Plus, del quale riprende anche il frontale simile a quello della 207, e che viene prodotto nel locale stabilimento PSA di Porto Real[3].

Riepilogo caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Di seguito vengono riportate le caratteristiche delle principali versioni previste per la gamma 206 in Europa, divisa per varianti (berlina 2 volumi, CC, SW e 206 Plus). I prezzi riportati si riferiscono al livello di allestimento più economico ed al momento del debutto in Italia. Per quanto riguarda le berline a due volumi, i prezzi sono espressi in migliaia di lire. Laddove vi siano modelli introdotti dal 2002 in poi, viene riportata una nota in calce con l'effettivo prezzo in Euro. Le versioni SW, CC e Plus, essendo state introdotte a ridosso dell'avvento dell'Euro, o anche più tardi, hanno i prezzi espressi in Euro.

Attività sportive[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Peugeot 206 WRC.
Il pilota finlandese Juuso Pykälistö su una Peugeot 206 WRC durante una tappa del Rally di Svezia del 2003

L'attività sportiva della 206 è fortemente legata alle imprese della 206 WRC, una vettura da competizione realizzata prendendo come base di partenza la scocca della 206 GT. Il motore utilizzato è il 2.0 a benzina di serie, opportunamente rivisto per gareggiare: è dotato di turbocompressore a geometria variabile, intercooler, elettronica sofisticata, e raggiunge una potenza massima nell'ordine dei 300 CV, limitata dal regolamento FIA mediante l'applicazione di air restrictor sui condotti di aspirazione e pressione massima di sovralimentazione del turbo vincolata. La vettura è inoltre profondamente rivista nella trasmissione e nelle sospensioni: è infatti dotata di trazione integrale ed utilizza un cambio sequenziale a 5 o anche a 6 rapporti[4]. Grazie alle potenzialità di tale vettura e alla maestria del pilota Marcus Grönholm, la 206 WRC riuscì ad aggiudicarsi le edizioni 2000 e 2002 del Mondiale Rally piloti e 3 titoli costruttori nello stesso periodo. Fu sostituita nel 2004 dalla 307 WRC, che però non riuscì ad ottenere le stesse glorie. A testimonianza del grande successo anche del modello WRC, la 206 è ancora protagonista nella maggior parte dei campionati rallystici minori e ha conquistato nella sua storia un palmares di risultati che la collocano tra le vetture da Rally di più grande successo.

La 206 nei media[modifica | modifica sorgente]

La Peugeot 206 nel modellismo[modifica | modifica sorgente]

La Peugeot 206 (corsaiola e non) è stata riprodotta da numerosi produttori, di seguito un elenco non esaustivo delle versioni non corsaiole. La francese Norev ha prodotto in 1:43 il modello a 5 porte, uscito anche nelle edicole francesi in varie collezioni, fra cui “La poste”; il modellino a 5 porte è stato anche distribuito promozionale (colore blu metallizzato, versione “XT”, più rifinito) e come die-cast nei negozi. La Norev ha riprodotto anche in scala 1:18 il modello 3 porte, in varie versioni tuning, in versione corsaiola e nella versione stradale “RC”, colore nero metallizzato. I modelli 1:18 sono completamente apribili. Sempre la Norev ha prodotto il modello 3 porte per la serie “3 inches” (scala circa 1:50-1:60). In scala H0 (1:87), sempre il modello 3 porte, è stato riprodotto dalla Busch. La New Ray ha prodotto la versione “RC” (sempre a 3 porte) in scala circa 1:30, modello a retrocarica. Dopo la presentazione della 206 plus (o 206+), la Norev ha riprodotto in scala 1:43 il modello, in colore blu.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Presentazione della 206 Plus su Omniauto
  2. ^ La 206 GPL su auto-fanpage
  3. ^ Immagine della Hoggar
  4. ^ Ultimatecarpage -Peugeot 206 WRC
  5. ^ 2003 Peugeot 206 GTI. URL consultato il 2 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Auto, luglio 1998, Conti Editore
  • Auto, ottobre 1998, Conti Editore
  • Auto settembre 2002, Conti Editore

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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