Lasiocampidae

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Lasiocampidae
Lasiocampa quercus01.jpg
Lasiocampa quercus
(Bombice della Quercia)
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
Superfamiglia Lasiocampoidea
Harris, 1841
Famiglia Lasiocampidae
Harris, 1841
Sottofamiglie

I Lasiocampidi (Lasiocampidae Harris, 1841) sono una famiglia di lepidotteri di dimensioni medio-grandi, diffusa in tutti i continenti con 224 generi, divisi in 1952 specie (dati aggiornati al 23.12.2011). Rappresentano l'unica famiglia della superfamiglia Lasiocampoidea Harris, 1841.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Malacosoma neustria, il Bombice gallonato

Adulto[modifica | modifica wikitesto]

Queste falene sono di taglia medio-grande, e mostrano una prevalenza di colori tra il giallo e il rosso-bruno, sia nelle ali, sia nel corpo, che di norma è molto peloso (Chinery, 1987). Alcune specie possono avere una colorazione verde, tale da permettere loro di mimetizzarsi con le foglie che le circondano.
Sia le ali anteriori, sia quelle posteriori, sono ben sviluppate, ma prive di frenulo; per questo motivo, l'accoppiamento tra ala anteriore e posteriore è ottenuto grazie ad un'estesa zona omerale nell'ala posteriore, innervata da una o più venature. Al contrario, è presente un apparato di connessione tra ala anteriore e metatorace (Chinery, 1987 e 1992).
Le antenne sono bipettinate in entrambi i sessi; la spiritromba è assente o ridotta, e comunque non funzionante; i palpi mascellari sono assenti, mentre quelli labiali possono avere varie dimensioni, e spesso sono dritti o piegati (Scoble, 1995) a formare una sorta di "muso" allungato.
Nelle zampe dei maschi l'epifisi è sempre presente, mentre può essere ridotta o assente nelle femmine; gli speroni tibiali sono molto corti (Scoble, 1995).
All'estremità distale dell'addome delle femmine si trova, di regola, un folto ciuffo di peli. Nella maggior parte delle specie si può riscontrare un dimorfismo sessuale alquanto marcato sia nelle dimensioni, sia nella colorazione. Le femmine tendono ad avere movimenti lenti ed in alcuni membri della famiglia sono addirittura attere (Franclemont, 1973; Munroe, 1982; Common, 1990).

Femmina di Malacosoma californicum con uova

Uovo[modifica | modifica wikitesto]

Le uova sono del tipo piatto e presentano il micropilo disposto su un lato. Sono deposte singolarmente, in piccoli gruppi o in ammassi compatti, a seconda della specie. In alcuni casi le uova sono, almeno inizialmente, ricoperte dalle squame del ciuffo terminale dell'addome della femmina, oppure da una sorta di sostanza vischiosa, secreta dalle ghiandole accessorie, che solidifica una volta giunta a contatto con l'aria atmosferica (Scoble, 1995).

Larva[modifica | modifica wikitesto]

I bruchi appaiono ricoperti da una peluria molto fitta, anche lungo i fianchi, ed è necessario maneggiarli con cautela, in quanto talune specie sono dotate di peli molto urticanti. Le pseudozampe mostrano uncini disposti su doppie file (Carter, 1993; Scoble, 1995) e ripiegamenti cutanei più o meno sviluppati. Sono inoltre presenti due ghiandole dorsali a livello addominale.
Le larve di Malacosoma neustria, il Bombice gallonato, mostrano una tendenza al gregarismo nelle prime fasi di sviluppo, tanto da poter rivestire il Biancospino ed altre specie di Rosaceae con vere e proprie tele di seta. Anche altre specie possono arrecare seri danni alla vegetazione boschiva (Chinery, 1987).
Il nome della famiglia si deve alle caratteristiche della larva: dal greco λάσιοσ (lasios), peloso e κάμπη (campe), bruco.

Pupa[modifica | modifica wikitesto]

Crisalide di Lasiocampa quercus

L'impupamento ha luogo all'interno di robusti bozzoli sericei, fissati alla pianta ospite (Chinery, 1987), che di norma hanno una forma ovale (Carter, 1993). Il corpo è robusto e presenta uncini nella zona anale. In alcune specie, qualora le condizioni ambientali non siano favorevoli, la pupa è capace di attendere anche diversi anni, prima di portare a termine la metamorfosi e trasformarsi in adulto (Leraut, 1992).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia è distribuita in tutto il mondo, ma la maggiore diversità si raggiunge nella fascia tropicale. Le Chionopsychinae sono rappresentate da un unico genere africano. Le Chondrosteginae sono tipicamente africane, con sconfinamenti nelle penisole Iberica ed Arabica. Le Macromphaliinae si trovano esclusivamente in America, mentre le Poecilocampinae hanno distribuzione paleartica. La sottofamiglia Lasiocampinae è presente in tutti i continenti (Lemaire and Minet, 1999).
La famiglia conta circa 2000 specie in tutto il mondo, delle quali solo 38 sono presenti in Europa, e 23 in Italia (Leraut, 1992; Carter, 1993).

L'habitat predominante è quello delle foreste tropicali e sub-tropicali, e delle praterie più o meno aperte (Carter, 1993).

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Gli adulti sono forti volatori ed hanno, nella maggior parte delle specie, abitudini crepuscolari o notturne, ma i maschi di alcuni Lasiocampidi sono anche in grado di volare in pieno sole, alla ricerca delle femmine (Leraut, 1992). Quando sono a riposo, queste farfalle mantengono l'ala posteriore estesa oltre il margine frontale dell'ala anteriore (Scoble, 1992). In entrambi i sessi gli adulti vengono attirati da fonti luminose.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

I bruchi di questa famiglia attaccano le foglie di una grande varietà di piante ospite; viene qui riportato un elenco, forzatamente parziale, di alcune di esse, suddivise per famiglia e genere:

Foglie di Quercus pubescens (Roverella), specie parassitata dai Lasiocampidi

Gli adulti non si alimentano, essendo privi di un apparato boccale utile, e la loro funzione è esclusivamente riproduttiva.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sottofamiglie[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Lasiocampidae si suddivide in cinque sottofamiglie (Lemaire & Minet, 1999):

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

Non sono stati riportati sinonimi.

Alcune specie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Nieukerken, E. J. van, Kaila, L., Kitching, I. J., Kristensen, N. P., Lees, D. C., Minet, J., Mitter, C., Mutanen, M., Regier, J. C., Simonsen, T. J., Wahlberg, N., Yen, S.-H., Zahiri, R., Adamski, D., Baixeras, J., Bartsch, D., Bengtsson, B. Å., Brown, J. W., Bucheli, S. R., Davis, D. R., De Prins, J., De Prins, W., Epstein, M. E., Gentili-Poole, P., Gielis, C., Hättenschwiler, P., Hausmann, A., Holloway, J. D., Kallies, A., Karsholt, O., Kawahara, A. Y., Koster, S. (J. C.), Kozlov, M. V., Lafontaine, J. D., Lamas, G., Landry, J.-F., Lee, S., Nuss, M., Park, K.-T., Penz, C., Rota, J., Schintlmeister, A., Schmidt, B. C., Sohn, J.-C., Solis, M. A., Tarmann, G. M., Warren, A. D., Weller, S., Yakovlev, R. V., Zolotuhin, V. V., Zwick, A., Order Lepidoptera Linnaeus, 1758. In: Zhang, Z.-Q. (Ed.) Animal biodiversity: An outline of higher-level classification and survey of taxonomic richness (PDF), in Zootaxa, vol. 3148, Auckland, Nuova Zelanda, Magnolia Press, 23 dicembre 2011, pp. 212–221, ISSN 1175-5334 (WC · ACNP), OCLC 971985940. URL consultato l'11 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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