Macrothylacia rubi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Falena volpe
Macrothylacia rubi RF.jpg
Maschio adulto di Macrothylacia rubi
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Protostomia
Phylum Arthropoda
Subphylum Tracheata
Superclasse Hexapoda
Classe Insecta
Sottoclasse Pterygota
Coorte Endopterygota
Superordine Oligoneoptera
Sezione Panorpoidea
Ordine Lepidoptera
Sottordine Glossata
Infraordine Heteroneura
Divisione Ditrysia
Superfamiglia Lasiocampoidea
Famiglia Lasiocampidae
Sottofamiglia Lasiocampinae
Tribù Macrothylaciini
Genere Macrothylacia
Specie M. rubi
Nomenclatura binomiale
Macrothylacia rubi
(Linnaeus, 1758)
Sinonimi

Macrothylacia pygmaea
Reuter, 1893
Macrothylacia rubi ab. transfuga
Krulikowsky, 1908
Phalaena rubi
Linnaeus, 1758

Nomi comuni

Falena volpe

La falena volpe (Macrothylacia rubi Linnaeus, 1758) è un lepidottero appartenente alla famiglia Lasiocampidae, diffuso in Eurasia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Adulto[modifica | modifica wikitesto]

Esemplare di femmina adulta.

La falena adulta presenta una colorazione marrone chiaro abbastanza omogenea. Ha un'apertura alare che varia dai 40 mm ai 65 mm, ma può arrivare fino ai 70 mm. Il maschio vola sia di notte che di giorno, mentre la femmina solo di notte ed è facilmente attratta da fonti luminose[1]. Il sesso è distinguibile dal colore (più vivace quello del maschio e più tendente al grigio quello della femmina) e dalla forma delle antenne, che nel maschio risultano di maggiori dimensioni.

Larva[modifica | modifica wikitesto]

Bruco di M. rubi che si nutre di una foglia di Lonicera.

Allo stadio larvale M.rubi appare come un bruco di 6-8 cm di lunghezza, di colore nero e biancastro sul ventre e bruno-arancione sul dorso. Il suo corpo è interamente ricoperto da setole che gli conferiscono un aspetto morbido e soffice. Possono essere avvistati nel loro habitat tra luglio e ottobre e tra marzo ed aprile, mentre nei mesi autunnali ed invernali si rifugiano sotto terra cadendo in uno stato di ibernazione[2]

Pupa[modifica | modifica wikitesto]

La pupa è una crisalide anoica di circa 4 cm di lunghezza. Inizialmente appare di colore verde, poi nel giro di 24 ore assume una colorazione bruna molto scura, tendente al nero.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Uova di M.rubi.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Le principali piante di cui si nutre la larva appartengono ai generi Calluna, Rubus, Quercus, Fragaria, Trifolium e Medicago[2]. La sua dieta varia può portare la specie a divenire infestante[3].

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Le uova vengono deposte nel mese di giugno per schiudersi verso luglio. Le larve svernano da ottobre a febbraio in piccoli buchi posti a pochi centimetri sotto il suolo per poi tornare in superficie ad inizio primavera. Tra aprile e maggio le larve passano allo stadio di pupa per poi passare allo stadio adulto tra maggio e giugno[2]. M.rubi non possiede grandi difese naturali e viene facilmente predato dagli uccelli[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

L'insetto è facilmente avvistabile in prati e boschi con clima temperato.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Fox Moths, Uk Safari website. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2014).
  2. ^ a b c (PL) Macrothylacia rubi (Linnaeus, 1758), European Butterflies and Moths. URL consultato il 30 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  3. ^ a b (EN) Fox Moth (Macrothylacia rubi), Sito ufficiale del dipartimento dell'ambiente dell'Irlanda del Nord (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Kükenthal, W. (Ed.), Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, in Kristensen, N. P. (a cura di), Handbuch der Zoologie, Fischer, M. (Scientific Editor), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp. x + 491, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917.
  • (EN) Scoble, M. J., The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum, 2011 [1992], pp. xi, 404, ISBN 978-0-19-854952-9, LCCN 92004297, OCLC 25282932.
  • (EN) Stehr, F. W. (Ed.), Immature Insects, 2 volumi, seconda edizione, Dubuque, Iowa, Kendall/Hunt Pub. Co., 1991 [1987], pp. ix, 754, ISBN 9780840337023, LCCN 85081922, OCLC 13784377.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]