Spiraea

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Spirea
Spiraea thunbergii1.jpg
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Genere Spiraea
L., 1753
Classificazione APG
Specie

vedi testo

Spirea (Spiraea L., 1753) è un genere di piante della famiglia delle Rosaceae, originarie dell'Asia sud-orientale. L'altezza varia dai 50 cm ai 200 cm. Vengono coltivati a scopo ornamentale diversi ibridi derivanti dalle specie originarie.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le spiree sono arbusti dai fusti sottili, poco ramificati. Sono coltivate come piante ornamentali; le foglie sono decidue, dentate o lobate, spesso picciolate. I fiori sono bianchi o rosati, piccoli e raccolti in vistose infiorescenze, i frutti sono piccole capsule. Fioriscono dall'inizio a metà primavera, a seconda delle specie.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Originaria dell'Asia, è stata diffusa in Europa a scopo ornamentale poco dopo la metà del XIX secolo. Le prime segnalazioni di coltivazione in Italia risalgono al 1839 e si spontaneizzò a partire dal 1928 sul Lago Maggiore. Nella maggior parte dell'Italia settentrionale è classificata come neofita e invasiva, in particolare in Lombardia, Piemonte, Trentino e Friuli, mentre è presente occasionalmente in Alto Adige e in Veneto, colonizzando aree ruderali, sentieri e sponde dei corsi d’acqua. La persistenza dei semi nel suolo rendono difficile la sua eradicazione e il ripristino della vegetazione nativa. Se ne suggerisce quindi la rimozione tramite sfalcio periodico o altre tecniche di contenimento [1]. La S. japonica si è diffusa in questi territori alterando gli habitat indigeni [2].

Propagazione e coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

La moltiplicazione può avvenire per divisione dei cespi, per talea, per margotta, per propaggine o tramite i polloni. In orticoltura molte specie ed ibridi di Spirea sono utilizzati a scopo ornamentale e coltivati in parchi o giardini sia per la formazione di siepi sia in gruppi isolati. L’utilizzo per tale scopo deve essere valutato con attenzione e deve comunque essere sempre escluso quello per interventi di ripristino ambientale. La coltivazione in giardino in Europa deve essere rigorosamente valutata scegliendo solo le varietà ornamentali sterili non in grado di diffondersi nell'ambiente circostante. Le spiree decorative preferiscono posizioni soleggiate per una maggiore fioritura. Hanno bisogno di annaffiature moderate. Sono piante molto resistenti sia al freddo che al caldo. Sono adattabili a tutti i tipi di terreno. La potatura va eseguita subito dopo la fioritura primaverile per le specie a fiore bianco, a fine inverno o a inizio primavera per le altre. Non necessita di concimazioni ed è piuttosto resistente a malattie e ai parassiti.

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

Nella medicina tradizionale le Spiree vengono utilizzati per il loro contenuto di salicilati [3] Il nettare è commestibile e il sapore gradevolmente amaro ne suggerisce l'uso come digestivo, alcolico o meno.

Spiraea x arguta

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.regione.piemonte.it/ambiente/tutela_amb/dwd/esoticheInvasive/schede_complete/Spiraea%20japonica%20integrata.pdf
  2. ^ (Brusa G., Sartori M., Cerabolini B., Analisi delle strategie riproduttive di una specie esotica invasiva, Spirea japonica L., ai fini della pianificazione degli interventi di controllo, in Informatore botanico Italiano, 40 (2), pp. 143-150, 2008; Lonati M., Siniscalco C., Syntaxonomy, synecology and conservation of Pseudostellaria europaea Schaeftlein communities in NW Italy in comparision with Estern Alps populations, in Plant Biosystem, 143 (1): 120-136, 2009.
  3. ^ L'acido salicilico fu isolato per la prima volta da Spirea ulmaria (oggi Filipendula ulmaria). Ad essa fa riferimento il termine aspirina che fu coniato aggiungendo una a- alla parola "spirin" da Spirsäure nome in tedesco della Spirea .; Harper, D. aspirin. Online Etymology Dictionary. 2013.

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