Jason Leonard

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« [Leonard] è sempre stato l’idolo della gente […] con la sua insaziabile sete di rugby, di duro lavoro e di birra (non sempre in quest’ordine) »

(Il Daily Telegraph, sull’ultimo incontro di Leonard[1])
Jason Leonard
Dati biografici
Paese Regno Unito Regno Unito
Altezza 178 cm
Peso 111 kg
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Union Inghilterra Inghilterra
Ruolo Pilone
Ritirato 2004
Carriera
Attività di club¹
1988-1990 Saracens
1990-2004 Harlequins 110 (5)
Attività da giocatore internazionale
1990-2004
1993-2001
Inghilterra Inghilterra
British Lions
114 (5)
5 (0)
Palmarès internazionale
Finalista RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 1991
Vincitore RugbyWorldCup.svg Coppa del Mondo 2003

1. A partire dalla stagione 1995-96 le statistiche di club si riferiscono ai soli campionati maggiori professionistici di Lega
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito

Statistiche aggiornate al 1º febbraio 2011

Jason Leonard (Barking, 14 agosto 1968) è un ex rugbista a 15 internazionale per l'Inghilterra che prese parte a quattro edizioni della Coppa del Mondo, dal 1991 al 2003, vincendo quest’ultima e disputandovi 22 incontri, record soltanto eguagliato nel 2015 dal neozelandese Richie McCaw. Nel ruolo di pilone militò per sedici stagioni in Premiership, tra le file dei Saracens prima e negli Harlequins poi. È uno dei quattro inglesi che figurano nell'International Rugby Hall of Fame, e vanta il primato assoluto di presenze nella Nazionale inglese con 114 incontri disputati.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Jason Leonard fa parte della generazione di rugbisti inglesi la cui carriera si situa a cavallo del trapasso dall'era dilettantistica a quella professionistica: dilettante fino al 1988 nelle file del Barking RFC, firmò quell'anno il suo primo contratto da professionista con i Saracens, formazione presso la quale rimase due stagioni, prima di trasferirsi alla squadra con la quale conquistò tutti i suoi trofei a livello di club, gli Harlequins di Twickenham (Londra).

Contemporaneamente all'ingaggio con gli Harlequins giunse anche la prima convocazione in Nazionale inglese (il 27 luglio 1990 contro l'Argentina). Fu la prima di 119 partite internazionali, delle quali 114 per l'Inghilterra e 5 per i British Lions, ai cui tour del 1993, del 1997 e del 2001 prese parte. Fino al 2005 Jason Leonard fu anche il recordman assoluto per presenze internazionali, prima di essere superato dal mediano di mischia australiano George Gregan (arrivato a 139).

Con gli Harlequins Leonard ha vinto una coppa Anglo-Gallese e due European Challenge Cup; con la Nazionale inglese ha altresì preso parte a quattro edizioni consecutive della Coppa del Mondo, dal 1991 al 2003, giungendo alla finale nella prima e nell'ultima partecipazione, entrambe le volte contro l'Australia, la prima volta venendo sconfitto a Twickenham, la seconda vincendo al Telstra di Sydney e laureandosi campione del mondo.

La carriera internazionale di Leonard si chiuse allo Stadio Flaminio di Roma il 15 febbraio 2004, nel corso di un Italia - Inghilterra valido per il Sei Nazioni; qualche settimana più tardi il giocatore annunciò la sua intenzione di ritirarsi dall'attività internazionale alla fine del torneo, anche se non vi fu più impiegato da Clive Woodward[2] e, poco dopo, annunciò anche la sua decisione di ritirarsi definitivamente al termine della stagione di club[3], a cui diede seguito non prima di aver vinto, nel suo ultimo incontro con gli Harlequins, l'European Challenge Cup e disputato con la maglia dei Barbarians la partita d'addio contro l'Inghilterra a Twickenham, nel corso della quale segnò una delle sue rarissime mete e fu nominato Man of the Match[1].

Attualmente Jason Leonard è attivo in numerose iniziative di beneficenza ed è presidente onorario della zona dell'Essex della Wooden Spoon Society, l'associazione di ex rugbysti che organizza incontri per raccogliere fondi per cause benefiche.

Nel 2002 Jason Leonard pubblicò la sua autobiografia (Jason Leonard: The Autobiography), ripubblicata come nuova edizione nel 2004 con il titolo di Full Time. Nel 2005 pubblicò anche un DVD dal titolo Jason Leonard's Big Hits.

La compagnia ferroviaria britannica c2c ha battezzato un suo treno della classe 357 EMU Jason Leonard in onore del rugbista. Il treno effettua servizio nella regione a sud di Londra e tra le altre stazioni tocca quella di Barking, dove Leonard è nato.

Dal 2007, insieme ad altri rugbisti internazionali tra cui il neozelandese Jonah Lomu, Leonard fa parte dell'International Rugby Hall of Fame[4].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico
«Per il contributo al rugby»
— 31 dicembre 2003[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Brendan Gallagher, Leonard’s last farewell brings the house down, in The Daily Telegraph, 31 maggio 2004. URL consultato il 4 marzo 2010.
  2. ^ (EN) Leonard to Retire From International Rugby at End of Six Nations [collegamento interrotto], in The Guardian, 9 marzo 2004. URL consultato il 28 febbraio 2008.
  3. ^ (EN) Leonard retires from rugby [collegamento interrotto], in Rbs6Nations.com, 5 maggio 2004. URL consultato il 28 febbraio 2008.
  4. ^ 2007 Inductees : Jason Leonard, su rugbyhalloffame.com. URL consultato il 4 marzo 2010 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2012).
  5. ^ (EN) The Queen's New Year Honours list 2004, in The London Gazette, supplemento al n. 57155, Londra, 31 dicembre 2003, p. 11. URL consultato il 10 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN)  Jason Leonard, Alison Kervin. Full Time (1ª ed. The Autobiography, 2002). London: HarperCollins 2004. ISBN 0007193920

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN22075293 · ISNI (EN0000 0000 5262 5169 · LCCN (ENnr2002004958