Hugo Porta

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Hugo Porta
Hugo Porta cropped.jpg
Dati biografici
Paese Argentina Argentina
Rugby a 15 Rugby union pictogram.svg
Ruolo Mediano d'apertura
Ritirato 1990
Hall of fame International Rugby Hall of Fame (1997)
IRB Hall of Fame (2008)
Palmarès internazionale
Vincitore Sudamericano 1971
Vincitore Sudamericano 1973
Vincitore Sudamericano 1985
Anni Squadre G M Tr CP D
Giocatore di club
1971-87 Banco Nación
Giocatore internazionale
1971-90 Argentina Argentina 59 11 84 101 26
1980-84 Sudamérica XV 8 1 6 13 2
Le statistiche di club sono relative ai soli campionati di Lega
Statistiche aggiornate al 7 agosto 2009

Hugo Porta (Buenos Aires, 11 settembre 1951) è un ex rugbista a 15, architetto, dirigente sportivo, diplomatico e uomo politico argentino, mediano d'apertura dei Pumas dal 1971 al 1990; detentore del record di punti internazionali per il suo Paese (590 in 59 test match) è considerato il miglior rugbista argentino e tra i migliori, se non il migliore in assoluto, interpreti del suo ruolo[1]. Ammesso sia nell'International Rugby Hall of Fame che nell'IRB Hall of Fame, ha ricoperto l'incarico di ambasciatore e di ministro per conto del governo argentino e, da dirigente sportivo, ha presieduto la confederazione rugbistica sudamericana e rappresenta la federazione argentina nell'International Rugby Board.


Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato e cresciuto a Buenos Aires, praticò dapprima il calcio nelle file del Boca Juniors; presto, tuttavia, passò al rugby, nel Banco Nación.

Mediano d'apertura, si mise presto in luce, tanto da esordire a poco più di vent'anni nel corso del Campionato sudamericano 1971 contro il Cile a Montevideo (10 ottobre, vittoria 20-3). I suoi primi punti internazionali giunsero pochi giorni dopo nel corso dello stesso torneo, avversario il Paraguay (13 punti).

Passò circa un anno prima della successiva convocazione, in occasione di un tour dei South African Gazelles, che disputarono due incontri con l'Argentina con una vittoria e una sconfitta.

Tra il 1974 e il 1975 disputò i suoi primi incontri europei, sei sconfitte contro un XV scozzese, uno irlandese e quattro test match contro la Francia.

La prima vittoria di prestigio giunse nel 1979 a Buenos Aires, contro l'Australia 24-13, con un personale di 18 punti per Porta (un piazzato, due trasformazioni e tre drop tra i pali australiani); quattro anni più tardi l'Argentina ripeté l'impresa a Brisbane, vincendo 18-3 con 10 punti personali di Porta. Tra gli altri risultati di prestigio ottenuti dall'Argentina guidata da Hugo Porta figurano un pareggio 18-18 contro la Francia a Buenos Aires nel 1977, con 6 calci piazzati che rappresentarono l'intero score dei Pumas, e un altro pareggio, 19-19, nel primo test match concesso dall'Inghilterra ai sudamericani, in cui l'apertura realizzò 10 punti.

Nel 1985 giunsero invece la prima vittoria contro la Francia (24-13, 16 punti) e soprattutto un 21-21 contro la Nuova Zelanda, in cui Porta realizzò l'intero score argentino (4 piazzati e 3 drop). Si trattava del secondo test match assoluto tra gli All Blacks e i Pumas.

Nel 1987 Porta prese parte da capitano con la sua Nazionale alla prima edizione della Coppa del Mondo, in cui l'Argentina fu sorteggiata in un girone insieme ai padroni di casa della Nuova Zelanda, Figi e Italia; i Pumas vinsero solo quest'ultimo incontro, perdendo contro le prime due. A fine stagione Porta si ritirò per dedicarsi a tempo pieno alla professione di architetto, ma ebbe un brevissimo ritorno nel 1990 quando accettò di vestire la maglia argentina per un tour nel Regno Unito contro Irlanda, Inghilterra e Scozia, tre sconfitte nelle quali tuttavia marcò i suoi ultimi 14 punti internazionali. Furono 590 i punti marcati in Nazionale, frutto di 11 mete, 85 trasformazioni, 101 calci piazzati e 26 drop; quest'ultimo costituì a lungo il record internazionale prima di essere superato dall'inglese Jonny Wilkinson, attualmente primo a 29.

Nel 1991 fu nominato ambasciatore in Sudafrica dal presidente argentino Carlos Menem che, successivamente, lo nominò ministro per lo Sport, incarico che tenne fino al 2000 e che lo stesso Porta giudicò «più difficile che fare l'ambasciatore»[2].

Nel 1999 tornò in campo a 48 anni per un match internazionale, nelle file di un XV argentino che schierava anche i più giovani Gonzalo Quesada e Agustín Pichot, che batté un World XV per 49 - 13 e nel quale Porta trasformò una meta tra i pali, marcando 2 punti nel tabellino.

Dal 1997 fa parte dell'International Rugby Hall of Fame, tra i cui primi ammessi figurò[3]; dal 2008 è presente anche in quella dell'IRB[4].

Dopo essere stato dirigente della Unión Argentina de Rugby, è stato presidente sino al 2008 della Confederazione sudamericana[5] e, dal gennaio 2008, rappresentante della UAR presso l'International Rugby Board[5], veste nella quale ha dichiarato di voler adoperarsi per fare entrare l'Argentina in un torneo internazionale di prestigio, segnatamente il Tri Nations.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Hugo Porta, in Encyclopædia Britannica. URL consultato il 7 agosto 2009.
  2. ^ (ES) Ariel Scher, Sérgio Danishewsky e Victor Pocha, Entrevista: Hugo Porta, secretario de deportes de la Nación: "Esto es más difícil que ser embajador", in Clarín, 26 marzo 1998. URL consultato il 7 agosto 2009.
  3. ^ (EN) Inductees 1997: Hugo Porta, su rugbyhalloffame.com. URL consultato il 7 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2012).
  4. ^ (EN) IRB Hall of Fame Welcomes Five Inductees, su irb.com. URL consultato il 7 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2009).
  5. ^ a b (ES) Iván Pelisch, Hugo Porta fue designado representante argentino en el IRB, in Clarín, 5 gennaio 2008. URL consultato il 7 agosto 2009.

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