Farmacista

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Farmacista al lavoro

Il farmacista è il professionista sanitario specialista del farmaco che si occupa della preparazione, fabbricazione e del controllo dei medicinali, nonché della corretta dispensazione, della giusta posologia, aderenza alla terapia ed effetti collaterali dei farmaci (compresi presidi medico-chirurgici ed alimenti destinati a fini medici speciali). Disponendo di una specifica competenza scientifica, è autorizzato a consigliare in materia di farmaci ed a svolgere funzioni epidemiologiche, preventive e di educazione sanitaria presso la popolazione. Il farmacista esercita la professione in farmacia comunitaria, farmacia ospedaliera, industria farmaceutica, cosmetica, nutraceutica ed è protagonista in tutti i settori che prevedono la presenza del farmaco.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Giuramento per farmacisti in epoca borbonica e sabauda

La figura del farmacista vanta antiche origini: in Giappone esistevano i curatori che si potevano raffrontare ai moderni farmacisti. Nell'antica Grecia i rhizotómoi (ῥιζοτόμοι) ricercavano e curavano con erbe e radici così come nell'antica Roma dove nascevano le prime vere e proprie farmacie (Tabernae medicinae) nelle quali la figura del Pharmacotriba non esercitava più la medicina ma vendeva rimedi medicamentosi e realizzava medicamenti composti prescritti da medici. Un noto medico, botanico e farmacista greco fu Dioscoride, vissuto nel I secolo dopo Cristo a Roma al tempo dell'imperatore Nerone.

I monasteri medievali, ampliandosi e diffondendosi, organizzarono i loro ospitia che necessitavano ovviamente di artigianali "officine farmaceutiche" che si dotarono di splendidi orti botanici. Attigui alla spezieria sorgevano infatti i cosiddetti giardini dei semplici, dove i monaci potevano coltivare ogni sorta di pianta medicinale e sperimentarne poi l'azione terapeutica servendosene immediatamente. Pionieri di queste pratiche furono i monaci itineranti irlandesi e anglosassoni che fondarono monasteri con "orti dei semplici" anche sul continente, come dimostra la pianta del monastero di San Gallo in Svizzera.

Nel mondo arabo esistevano trattati per farmacia già prima del VII secolo e gli Arabi erano noti per i loro studi nel settore medico e farmacologico (basti ricordare il nome di Avicenna).

In Italia la figura del farmacista (lo speziale o rizotomo), fino al XII secolo considerata un tutt'uno nella professione del medico, iniziò ad affermarsi dal XIII secolo come professionista autonomo grazie soprattutto alla volontà dell'imperatore Federico II di Svevia. Quest'ultimo, imperatore e sovrano colto ed illuminato del Regno di Sicilia, fondatore dell'Università di Napoli che ancora oggi porta il suo nome, promosse fortemente la cultura araba e stimolò gli studiosi ad occuparsi di matematica, scienze naturali ed alchimia.

Fu Federico II che separò e regolamentò l'esercizio della professione medica e quella dello speziale, definendone i rapporti e vietando loro ogni forma di associazione (Scuola Medica Salernitana). Il paragrafo 46 delle Costituzioni Melfitane prescrive:" Il medico non potrà esercitare la farmacia ne far società con un preparatore". Questi "confectionari" dovranno prestar giuramento ed eseguire gli ordini dei medici senza frode e le loro "staciones" dovranno occupare il territorio secondo un disegno precostituito (pianta organica). Ben presto anche in altre zone d'Italia, come in Toscana (a Firenze e Siena), in Veneto (a Padova e Venezia), nonché a Roma, Genova, etc., furono fissati i principi fondamentali che regolamentavano la professione ("statuti delle Arti degli Speziali"). A Venezia nel 1258 viene promulgato il Capitolare dei Medici e degli Speziali in cui vengono stabilite norme precise per gli speziali, quali la preparazione di medicine secondo l'arte e le norme dell'Antidotario, il divieto di prescrivere medicine e la sorveglianza dei Consoli della Giustizia su questa attività.[1] Nel 1400 la "Corporazione degli Speziali" era già considerata una fra le più importanti nella società dell'epoca ed era compresa tra le sette Arti Maggiori. Nel 1498 era uscito il primo Ricettario Fiorentino imposto dallo Stato, anche se redatto dai Collegi Professionali e nel Ducato di Milano, sotto il dominio spagnolo, uscì la prima Farmacopea nel 1668.[2] A Padova nel 1445 viene fondato il primo orto botanico[3], mentre Paracelso comincia a estrarre dalle droghe i loro principi attivi e introduce in terapia l’uso di sostanze minerali (tartaro emetico).

Nell’età moderna il metodo sperimentale viene applicato da Malpighi e Redi che schiudono la strada alla farmacologia come scienza autonoma per merito di R. Buchheim e O. Schmiedeberg e di C. Bernard e R.P. Heidenhain.

Solo a partire dalla seconda metà del Settecento la chimica iniziò ad influenzare la terapia e pertanto nacquero i primi trattati di farmacia e le prime farmacopee, inizialmente tutte in latino; l'antica nomenclatura alchimistica iniziò così ad essere sostituita da quella chimica. Con la centralizzazione del potere negli Stati moderni nel Settecento, viene istituito il Regio - Ducale Protomedicato nel ducato di Parma e Piacenza con un decreto di Filippo di Borbone, diviso in 23 capitoli contenenti tutte le normative ed anche l'istituzione di un Tribunale del Protomedicato e del Protomedico Generale, oltre ad altri funzionari.[4][5] Nella farmacopea Sarda del 1853, ad esempio, accanto ad alcaloidi all'epoca recentemente scoperti come atropina, morfina, codeina, etc., era ancora annoverata la "carne di vipera", considerata per secoli una vera panacea. Nascono così le prime vere scuole di Farmacia ed è in questo periodo che inizia a tramontare l'antico nome di speziale ed inizia ad imporsi quello di farmacista (cioè colui che esercita l'arte della farmacopea, ovvero della preparazione dei farmaci).

Negli anni dello sviluppo dell'industria chimica alcuni farmacisti come Francesco Angelini, Archimede Menarini, Carlo Erba, Franco Dompè e Giacomo Chiesi fondarono, partendo dai laboratori delle loro farmacie, le prime industrie farmaceutiche molte delle quali ancora oggi in attività.

Formazione professionale[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Spilla dell'ordine dei farmacisti col "caduceo"

In Italia per poter diventare farmacista occorre frequentare il corso di laurea in farmacia. È una laurea magistrale a ciclo unico della durata di 5 anni e a frequenza obbligatoria (l'accesso è a numero programmato), e comprende sia insegnamenti di carattere chimico che insegnamenti di tipo biomedico; sono altresì compresi esami teorico-pratici (come le analisi dei medicinali e le tecnologie farmaceutiche, tra cui il laboratorio galenico e dei prodotti fitoterapici, che prevedono esercitazioni di laboratorio ed il successivo superamento di una prova pratica per poter accedere all'orale) nonché un periodo semestrale di tirocinio (da svolgere presso una farmacia pubblica, privata od ospedaliera).

Dopo il conseguimento della laurea, per poter esercitare, occorre conseguire l'abilitazione professionale tramite il superamento dell'esame di stato (in base al principio stabilito per tutte le professioni riconosciute dall'art. 33, quinto comma, della Costituzione), che consente di iscriversi al relativo ordine. Anche i laureati in chimica farmaceutica (ufficialmente Chimica e tecnologie farmaceutiche), sempre dopo superamento dell'esame di stato, possono esercitare la professione di farmacista.

Il Farmacista può specializzarsi in svariati settori del mondo farmaceutico, tra cui la farmacia clinica, farmacologia, patologia, biochimica fitoterapia, cosmesi e galenica.

Farmacisti famosi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Saggi di storia della farmacia dalle origini al XX secolo, a cura di Antonio Corvi e Claudio Ronco, edizioni L. I. R.. 2016, Piacenza, pag. 17-18.
  2. ^ Saggi di storia della farmacia dalle origini al XX secolo, a cura di Antonio Corvi e Claudio Ronco, edizioni L. I. R.. 2016, Piacenza, pag. 130.
  3. ^ Orto botanico di Padova
  4. ^ Antonio Corvi, Claudio Ronco, op. cit., pag. 128 - 137.
  5. ^ A Parma, dietro il Duomo, esiste l' Antica Spezieria di San Giovanni, originaria del XIII secolo e attiva sino al 1776, unico esempio in Italia di farmacia cinque - seicentesca. Ha anche sale affrescate e suppellettili d'epoca. (Emilia Romagna, Touring Editore, 2010, pag. 120).
  6. ^ The Runaway and the Apothecary: Francis Barber, Edward Ferrand, and the Life of Johnson with a New Text of James Boswell's Francis Barber Questionnaire, 1786, JJC and Michael Bundock, 2011, su www.academia.edu. URL consultato il 1° marzo 2016.

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