Brucina

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Brucina
formula di struttura
Nomi alternativi
2,3-dimetossistricnina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C23H26N2O4
Massa molecolare (u) 394,45 g/mol
Aspetto solido bianco
Numero CAS 357-57-3
Numero EINECS 206-614-7
PubChem 442021
SMILES COC1=C(C=C2C(=C1)C34CCN5C3CC6C7C4N2C(=O)CC7OCC=C6C5)OC
Proprietà chimico-fisiche
Costante di dissociazione acida (pKa) a 298 K 8,3
Solubilità in acqua (20 °C) poco solubile
Temperatura di fusione 176 °C (449 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta

pericolo

Frasi H 300 - 330 - 412
Consigli P 260 - 264 - 273 - 284 - 301+310 - 310 [1]

La brucina (o 2,3-dimetossistricnina) è un alcaloide.

A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore. È un composto molto tossico, pericoloso per l'ambiente, estratta da piante quali la Strychnos ignatii (fava di Sant'Ignazio) o la Strychnos nux-vomica (noce vomica).

L'intossicazione avviene per inalazione o ingestione; provoca irritazione meccanica. La sostanza può determinare effetti sul sistema nervoso e sugli occhi, causando convulsioni e paralisi respiratoria. L'esposizione può portare alla morte. Viene detto che la sostanza è anche cardiotossica e non rilascia metaboliti nel corpo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 29.12.2010
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