Ascanio Sobrero

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Ascanio Sobrero

Ascanio Sobrero (Casale Monferrato, 12 ottobre 1812Torino, 26 dicembre 1888) è stato un chimico e medico italiano. Fu il primo a sintetizzare nitroglicerina e sobrerolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del medico Giuseppe Sobrero, originario di Murello, un borgo vicino a Cavallermaggiore, Provincia di Cuneo, in Piemonte, e di Giuseppina De Michelis. Il padre, segretario della Regia Università di Torino, quindi consigliere e vicesindaco di Cavallermaggiore, si trasferì, con la famiglia, ad insegnare al liceo di Casale Monferrato (vicino Alessandria), dove ivi nacque Ascanio, terzogenito insieme a suo fratello gemello Candido, dopo i suoi fratelli Lorenzo e Felicita. Probabilmente la sua casa natale fu la stessa dell'architetto casalese Luigi Canina, situata in via omonima al n. 15[1].
Studente attivo ed ingegnoso presso il Real Collegio di Casale Monferrato[2][3], il giovane Ascanio si laureò quindi in medicina e chirurgia presso l'Università degli studi di Torino nel 1833, e ottenne l'abilitazione alla professione medica l'anno seguente. Grazie all'interessamento dello zio Carlo Raffaello, direttore del laboratorio chimico dell'Arsenale di Torino, iniziò ad appassionarsi assiduamente di chimica.

Nel 1840 si recò a Parigi per lavorare presso il laboratorio di Théophile Pelouze, dove assai sviluppate erano le ricerche sull'azione dell'acido nitrico sulle sostanze organiche e sugli effetti esplosivi che ne derivavano. Lavorò inoltre con Jean Baptiste Dumas. Nel 1843, si trasferì al laboratorio di Giessen (Germania) di Justus von Liebig, scienziato noto alla storia per la legge chimica di Liebig, ma molto più curiosamente per aver inventato il dado per il brodo da cucina. Ritornato in Italia, Sobrero sposò Ottavia Botteri, da cui ebbe i figli Giovanni Lorenzo e Rosina[4]. Frequentò il laboratorio chimico dell'allora Regio Arsenale di Torino, divenne assistente alla cattedra di chimica generale, quindi docente di chimica presso la Scuola di meccanica e chimica applicata alle Arti, dipartimento della Regia Università di via Po, 17, sempre a Torino.

La nitroglicerina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1846, durante un esperimento con del mannitolo, riuscì a produrre della nitromannite, una sostanza altamente esplosiva e più stabile delle precedenti. Gli esperimenti andarono avanti, sempre nitrando composti organici, finché non ottenne il saccarosio fulminante (poi rinominato vixorite). Partendo dai primi tentativi conosciuti dal prof. Christian Schönbein di Basilea, arrivò al culmine degli esperimenti l'anno dopo, nel 1847, con la prima sintesi della piroglicerina, poi della nitroglicerina. Fu la nascita di una nuova era dell'industria degli esplosivi.
Tuttavia lo scienziato, spaventato dagli incidenti avvenuti col nuovo prodotto, tentò di sfruttarne altre sue proprietà meno pericolose come, ad esempio, la vasodilatazione sanguigna: questo risultato porterà alla futura applicazione della nitroglicerina a basso dosaggio in campo farmacologico, ad esempio nella cura dell'insufficienza cardiaca.
L'utilizzo della nitroglicerina come esplosivo verrà invece portata avanti dal giovane scienziato svedese Alfred Nobel, che soggiornò in Piemonte per alcuni anni, fino a costruire, nel 1873, una fabbrica di dinamite nei pressi di Avigliana, a pochi km da Torino.

Gli studi di Sobrero proseguirono: nel 1851 inventò il sobrerolo (idrato di pirrolo, successivamente rinominato sobrerolo in suo onore, ancor oggi usato farmacologicamente come fluidificante delle secrezioni bronchiali), mentre dal 1860 al 1882 ottenne la cattedra di professore della Scuola di applicazione per ingegneri del Valentino. Sua nipote Rosa, figlia del fratello Lorenzo nel 1869 sposò il noto politico e primo ministro Giovanni Giolitti.

Insieme ad altri chimici, scoprì le proprietà del tetracloruro di sodio e di piombo, e dello zolfo colloidale. Collaborò a lungo con il chimico modenese Francesco Selmi, esule a Torino dopo i moti del 1848.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni della sua vita divenne anche membro dell'Accademia nazionale delle scienze. Si occupò anche della refrigerazione delle acque e della composizione chimica delle stesse, in particolare delle Terme di Montecatini. Nobel, divenuto ricco grazie alla nitroglicerina, gli riconobbe una pensione vitalizia quale ringraziamento.
Spentosi a Torino nel 1888, la sua salma fu trasportata presso la tomba di famiglia del cimitero del comune di Cavallermaggiore, in provincia di Cuneo, dove ancora riposa, e dove si trova altresì la villa a lui appartenuta, presso via del Santuario, 21.
Oltre a essere dedicati busti e statue in sua memoria presso le località da lui frequentate, fu altresì istituito un comitato culturale da parte di alcuni suoi parenti prossimi, quali Pucci Sobrero, i coniugi Bocchiotti-Zublena, e i Bollini Marchisio della Predosa[5].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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