Blagoja Vidinić

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Blagoja Vidinić
Nazionalità Jugoslavia Jugoslavia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex portiere)
Ritirato 1969 - giocatore
1979 - allenatore
Carriera
Giovanili
1951 Vardar
Squadre di club1
1952-1955 Vardar 83 (-?)
1955-1961 Radnički Belgrado 123 (-?)
1962-1964 OFK Belgrado 33 (-?)
1964-1966 Sion ? (-?)
1967 Los Angeles Toros 20 (-35)
1968 San Diego Toros 4 (-5)
1969 St. Louis Stars 23 (-35)
Nazionale
1951 Jugoslavia Jugoslavia U-20 3 (-?)
1954-1955 Jugoslavia Jugoslavia U-23 2 (-?)
1956-1960 Jugoslavia Jugoslavia 8 (-8)
1959 Jugoslavia Jugoslavia B 1 (-?)
Carriera da allenatore
1970Marocco Marocco
1972-1976Zaire Zaire
1976-1979Colombia Colombia
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Argento Melbourne 1956
Oro Roma 1960
Coppa Africa.svg Coppa d'Africa
Oro Egitto 1974
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Blagoja Vidinić (in macedone Благоја Видиниќ; Skopje, 11 giugno 1934Strasburgo, 29 dicembre 2006) è stato un calciatore e allenatore di calcio jugoslavo, dal 1991 macedone, di ruolo portiere.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la sua carriera professionistica nel 1952 nel FK Vardar Skopje, squadra della sua città natale; nel 1956 si è poi trasferito al Radnički Jugopetrol, ove militò fino al 1961. Con l'OFK Belgrade vinse il suo primo titolo a livello di club, la Coppa di Jugoslavia nel 1962. Trasferitosi per la prima volta all'estero per giocare con gli svizzeri del Sion, conquistò la Coppa di Svizzera nel 1965. Andò poi a chiudere la carriera negli Stati Uniti, dapprima nella National Professional Soccer League con i Los Angeles Toros. Con i Toros ottenne il quinto ed ultimo posto della Western Division della NPSL, non qualificandosi per la finale della competizione.[1]

La stagione seguente Vidinić, a seguito del trasferimento dei Toros a San Diego, gioca nei San Diego Toros con cui giunge alla finale della neonata NASL, persa contro gli Atlanta Chiefs. Lasciati i Toros si trasferirà al St. Louis Stars.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver vinto un torneo in Francia con la rappresentativa giovanile, giocò prima nell'Under-23 e poi in Nazionale maggiore dal 1956 al 1960 (debuttando il 4 dicembre 1956 e giocando l'ultimo incontro il 9 ottobre 1960), prendendo parte a due tornei olimpici. Il primo, Melbourne 1956, lo vide giocare solo nella partita contro l'India, ottenendo comunque la medaglia d'argento, mentre nell'edizione successiva (Roma 1960) ricoprì un ruolo più decisivo, giocando semifinale e finale e aggiudicandosi la medaglia d'oro. Durante il campionato europeo di calcio 1960 giocò la finale contro l'URSS, subendo le due reti che permisero agli avversari di vincere per due a uno.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera da allenatore iniziò solo un anno dopo l'effettivo ritiro dall'attività agonistica, e subito con un importante palcoscenico: fu infatti incaricato di guidare la prima squadra africana qualificata per un Mondiale, il Marocco al campionato del mondo 1970.[2] La selezione africana, nonostante qualche buona prestazione,[2] patì l'inesperienza e venne eliminata al primo turno. Dal 1972 al 1976 allenò quindi lo Zaire, che portò al quarto posto nella Coppa delle Nazioni Africane 1972, alla vittoria dell'edizione 1974, disputatasi in Egitto, e alla qualificazione per il Mondiale di Germania Ovest 1974,[2] prima nazionale subsahariana a qualificarsi per un Mondiale.[2] Non riesce però a ripetere la buona prestazione continentale, la squadra soffre tatticamente soprattutto sui calci da fermo[2] e lo Zaire si rivela la peggior squadra del torneo (quattordici reti subite, a fronte di nessuna segnata):[2] dopo la sconfitta con la Scozia (2-0),[2] lo Zaire subisce un altro 3-0 con la Jugoslavia nel primo tempo.[2] Mobutu, all'epoca indiscusso leader dello Zaire, ordina telefonicamente al CT la sostituzione del portiere titolare Mwamba Kazadi con la riserva Dimbi Tubilandu,[2] ma il risultato grava fino al 9-0 finale.[2] Mobutu decide di mandare i suoi uomini in Germania, minacciando i calciatori: se prendono più di tre reti contro il Brasile campione del mondo in carica, nessuno tornerà a casa e le loro famiglie moriranno.[2][3] Lo Zaire resiste ai sudamericani, nettamente superiori, ma subisce il 3-0 a dieci minuti dalla fine.[2] Nel finale della partita, i verde oro si procurano una punizione dal limite dell'area, Rivelino si appresta a calciare quando dalla barriera si stacca il difensore Mwepu e anticipa Rivelino calciando la sfera il più lontano possibile:[2][3] l'arbitro estrae il giallo in una scena apparentemente comica.[2][3] Al termine del torneo Vidinić lascia l'incarico. Dal 1976 al 1979 si sedette in panchina della Colombia, lasciando l'incarico e la carriera da allenatore nel 1979 in seguito all'eliminazione della sua squadra al primo turno della Copa América 1979.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

OFK Belgrado: 1961-1962
Sion: 1964-1965

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Melbourne 1956
Roma 1960

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Egitto 1974

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ North American Soccer League, su Rsssf.com. URL consultato il 30 luglio 2016.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n Buffa
  3. ^ a b c Addio a Mwepu, l'eroe della punizione al contrario ai Mondiali del 1974, gazzetta.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Ferri, Federico Buffa, Storie Mondiali: Arancia Meccanica (1974), Sky Sport, 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]