Zaire

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Zaire
Zaire – Bandiera Zaire - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Giustizia, pace e lavoro
Zaire - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica dello Zaire
Nome ufficiale République du Zaïre
Lingue parlate francese
Inno La Zaïroise
Capitale Kinshasa
Politica
Forma di governo Repubblica
presidente della Repubblica Mobutu Sese Seko
primo ministro Kengo Wa Dondo
Nascita 27 ottobre 1971 con Mobutu Sese Seko
Fine 17 maggio 1997 con Mobutu Sese Seko
Territorio e popolazione
Massima estensione 2.345.410 km2 nel 1997
Popolazione 46.498.539 milioni nel 1996
Economia
Valuta Zaire
Zaire - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Congo-Kinshasa Congo-Kinshasa
Succeduto da RD del Congo RD del Congo

Zaire o Repubblica dello Zaire è stato il nome dell'attuale Repubblica Democratica del Congo, denominazione istituita per volere di Mobutu Sese Seko e durata dal 27 ottobre 1971 al 17 maggio 1997.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mobutu Sese Seko.

Mobutu divenne presidente della Repubblica Democratica del Congo nel 1965 tramite un colpo di stato. Nel 1971, in nome del concetto di autenticità africana, decise di cambiare nome a sé stesso (da "Joseph-Désiré Mobutu" a "Mobutu Sese Seko Koko Ngbendu Wa Zabanga") e al paese, che fu ribattezzato Repubblica dello Zaire. Mobutu eliminò inoltre tutti i nomi stranieri (Leopoldville divenne Kinshasa, Stanleyville divenne Kisangani, Elisabethville divenne Lubumbashi) e impose gli abiti tradizionali negli uffici pubblici.

Cleptocrazia[modifica | modifica sorgente]

Formalmente, il nuovo stato di Mobutu era una repubblica; tuttavia vi era un unico partito politico, senza alcuna opposizione. Lo Zaire viene spesso indicato come esempio paradigmatico di cleptocrazia.

L'economia del paese era in ginocchio, e tra il 1970 e il 1989 lo Zaire ricevette numerosi aiuti internazionali (1 miliardo e 100 milioni di dollari dagli Stati Uniti, 7 miliardi dall'Europa, 35 milioni dall'OPEC, 263 milioni dai paesi del blocco comunista). Nonostante questi aiuti e gli immensi giacimenti di materie prime, le condizioni della popolazione restarono critiche, con un tasso di inflazione prossimo al 500% e un livello di disoccupazione intorno al 45%. Nel frattempo Mobutu accumulava un patrimonio personale stimato tra i 5 e i 9 miliardi di dollari (secondo The Economist), ostentando questa ricchezza sulla scena internazionale (acquistando tra l'altro yacht, auto di lusso e ville in Svizzera, Belgio, Francia e Italia). Nel 1986, la situazione di crisi economica dello Zaire divenne insostenibile, al punto che neppure le violente forme di repressione messe in atto dalle autorità riuscirono a contenere il dilagare delle espressioni di malcontento popolare.

Le rivolte degli anni '90[modifica | modifica sorgente]

Consapevole di essere impopolare e della caduta dei suoi sostenitori storici nell'est Europa, nell'aprile del 1990 Mobutu si rassegnò ad accettare la presenza di un Parlamento multipartitico al proprio fianco e a condividere il potere con il presidente del Parlamento stesso. Queste azioni non furono sufficienti a placare l'insofferenza del popolo verso il regime.

Nel 1991, gli stessi militari iniziarono a protestare per i ritardi nel pagamento dei loro salari. La protesta sfociò ben presto in una rivolta. Mentre Mobutu si rifugiava sullo yacht presidenziale (il Kamanyola), ancorato al largo della capitale, la rivolta fu sedata in un bagno di sangue dai pretoriani del presidente, che misero Kinshasa a ferro e fuoco.

Nell'ottobre del 1996, Laurent-Désiré Kabila tornò alla guida dei tutsi del Kivu Sud in lotta contro gli hutu, dando inizio alla prima guerra del Congo, con l'appoggio dei governi del Burundi, dell'Uganda e del Ruanda. Kabila iniziò una ribellione su larga scala contro il governo di Mobutu.

La caduta[modifica | modifica sorgente]

Il 17 maggio 1997 Kabila si nominò capo di stato, creando un governo di salvezza pubblica e rinominando il paese Repubblica Democratica del Congo. Il 20 maggio 1997 Kabila entrò a Kinshasa. Le sue truppe regolarono a colpi di machete i conti con esponenti e funzionari del regime di Mobutu[1] che nel frattempo aveva già lasciato il paese.

Divisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Lo Zaire era amministrativamente suddiviso in 11 regioni, praticamente le stesse dell'attuale repubblica democratica del Congo, con le stesse estensioni territoriali e gli stessi capoluoghi ma con alcuni nomi diversi[2]: Bandundu (cap. Bandundu), Basso Zaire (Matadi), Equatore (Mbandaka), Kasai Occidentale (Kananga), Kasai Orientale (Mbuji-Mayi), Shaba-Katanga (Lubumbashi), Kinshasa, Maniema (Kindu), Kivu Settentrionale (Goma), Alto Zaire (Kisangani) e Kivu Meridionale (Bukavu).

Infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo uno stato molto esteso contava solo 1500 km di strade asfaltate.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La principale attività economica del paese era lo sfruttamento degli enormi giacimenti di materie prime: cobalto, diamanti, uranio, manganese, zinco e altre. Nelle regioni dello Shaba (ex Katanga) e del Kasai, in particolare, ci sono giacimenti di smeraldi, oro, argento, malachite, stagno, cadmio, tungsteno, radio e germanio.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il 30 ottobre 1974 sotto il patrocinio di Mobutu Sese Seko (che utilizzò l'evento a fini propagandistici) si svolse a Kinshasa "The Rumble in the Jungle", il più celebre incontro della storia del pugilato, nel corso del quale Muhammad Ali sconfisse George Foreman e ri-conquistò la corona dei pesi massimi. Nello stesso anno la nazionale di calcio ottenne lo storico traguardo della qualificazione alla fase finale del Campionato del Mondo che si tenne in Germania. Fu eliminata al primo turno in base a questi risultati: Scozia-Zaire 2-0, Jugoslavia-Zaire 9-0 e Brasile-Zaire 3-0.

Influenze culturali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Esecuzioni sommarie nelle strade. Almeno 200 morti" Corriere della Sera - 19 maggio 1997
  2. ^ Calendario Atlante De Agostini, 1996, s.v. "Zaire", p. 525.