Bella ciao

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Bella ciao
Artista
Autore/iSconosciuto
GenereCanzone popolare
StilePopolare
Esecuzioni notevoliMaria Farantouri, Milva, Modena City Ramblers, Giorgio Gaber, Swingle Singers, Arcusgi, Yves Montand, Manu Chao, Canzoniere delle Lame, Goran Bregović, Talco, Marco Calliari, Tom Waits, Hardwell, Tosca, Gims, Enrico Capuano
Data
Campione audio

Bella ciao è un canto popolare italiano, nato dopo la Liberazione, diventato celeberrimo perché fu idealmente associato al movimento partigiano italiano. Nonostante sia un canto popolare italiano, legato a vicende nazionali, è tuttora noto in molte parti del mondo come canto di resistenza e di libertà.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

La musica, di autore sconosciuto, è stata fatta risalire, in anni passati, a diverse melodie popolari.

«Una mattina mi sono alzato
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
una mattina mi sono alzato
ed ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

E seppellire lassù sui monti
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e seppellire lassù sui monti
sotto l'ombra di un bel fior.

Tutte le genti che passeranno
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
Tutte le genti che passeranno
diranno che bel fior.

E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà.»

(Testo della Bella ciao dei partigiani)

Si è ipotizzato il legame con un canto delle mondine padane, ma si è trattato, tuttavia, di un errore, come definitivamente dimostrato da Cesare Bermani:[1] la Bella ciao delle mondine era stata composta dopo la guerra dal mondino Vasco Scansani di Gualtieri; invece la Bella ciao partigiana riprendeva nella parte testuale la struttura del canto Fior di tomba mentre, sia musicalmente che nella struttura dell'iterazione (il "ciao" ripetuto), derivava da un canto infantile diffuso in tutto il nord: La me nòna l'è vecchierella (già rilevato da Roberto Leydi). Un'altra possibile influenza può essere stata quella di una ballata francese del Cinquecento che, seppur mutata leggermente a ogni passaggio geografico, sarebbe stata assorbita dapprima nella tradizione piemontese con il titolo Là daré 'd cola montagna, poi in quella trentina con il titolo Il fiore di Teresina, poi in quella veneta con il titolo Stamattina mi sono alzata, successivamente nei canti delle mondariso e infine in quelli dei partigiani.[2]

«Alla mattina appena alzata
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
alla mattina appena alzata
in risaia mi tocca andar.

E fra gli insetti e le zanzare
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e fra gli insetti e le zanzare
un dur lavoro mi tocca far.

Il capo in piedi col suo bastone
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
il capo in piedi col suo bastone
e noi curve a lavorar.

O mamma mia o che tormento
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
o mamma mia o che tormento
io t'invoco ogni doman.

Ed ogni ora che qui passiamo
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
ed ogni ora che qui passiamo
noi perdiam la gioventù.

Ma verrà un giorno che tutte quante
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
ma verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà.»

(Testo della Bella ciao delle mondine[3])

In questo contesto si nota come l'espressione "bella ciao" indichi la giovinezza che si perde e sfiorisce nel lavoro.[4]

«Stamattina mi sono alzata,
stamattina mi sono alzata,
sono alzata - iolì
sono alzata - iolà
sono alzata prima del sol...»

(Testo che ha probabilmente influito nella genesi del canto: Fior di tomba[5])

Una possibile e precedente derivazione è stata individuata da Fausto Giovannardi a seguito del ritrovamento di una melodia yiddish (canzone Koilen) registrata da un fisarmonicista Klezmer di origini ucraine, Mishka Ziganoff, nel 1919 a New York.[5][6][7]

La resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Molti credono che la canzone sia stata l'inno della lotta di resistenza italiana al nazifascismo. In realtà, come appurato da più fonti,[8] Bella ciao è diventata l’inno ufficiale della Resistenza solo vent'anni dopo la fine della guerra.[9] La sua diffusione nel periodo della lotta partigiana era minima e nota solo in alcuni reparti combattenti di Reggio Emilia e del modenese, nella leggendaria Brigata Maiella e in altri gruppi partigiani delle Langhe, ma non era la canzone simbolo della resistenza. Cesare Bermani ha definito Bella ciao l'invenzione di una tradizione.[9]

Anche gli storici della canzone italiana Antonio Virgilio Savona e Michele Straniero hanno affermato che Bella ciao fu poco cantata durante la guerra partigiana e venne diffusa nell'immediato dopoguerra.[10][11]

Come è riportato nel testo di Roberto Battaglia Storia della Resistenza italiana (Collana Saggi n.165, Torino, Einaudi, 1953) risultava molto più popolare di Bella ciao, tra i canti partigiani, il testo Fischia il vento, sull'aria della famosa canzone popolare sovietica Katjuša, il quale divenne l'inno ufficiale delle Brigate Partigiane Garibaldi.[12] Anche il noto giornalista ed ex partigiano Giorgio Bocca affermò pubblicamente:

«Bella ciao … canzone della Resistenza, e Giovinezza … canzone del ventennio fascista … Né l'una né l'altra nate dai partigiani o dai fascisti, l'una presa in prestito da un canto dalmata, l'altra dalla goliardia toscana e negli anni diventate gli inni ufficiali o di fatto dell'Italia antifascista e di quella del regime mussoliniano … Nei venti mesi della guerra partigiana non ho mai sentito cantare Bella ciao, è stata un’invenzione del Festival di Spoleto»

(Luigi Morrone, La vera storia di Bella ciao, che non venne mai cantata nella Resistenza, "La Nostra Storia", Corriere della Sera, 10 Luglio 2018[13])

Affermazioni queste poi certificate da Carlo Pestelli nel suo libro Bella ciao. La canzone della libertà, nel quale ricostruisce in modo dettagliato le origini e la diffusione della canzone Bella ciao.[14]

Bella ciao venne cantata, tradotta e diffusa in tutto il mondo grazie alle numerose delegazioni partecipanti al primo festival mondiale della Gioventù democratica che si tenne a Praga nell'estate 1947, dove andarono giovani partigiani emiliani che parteciparono alla rassegna canora "Canzoni Mondiali per la Gioventù e per la Pace" e lì introdussero il tipico battimano ritmico.

Melodia[modifica | modifica wikitesto]

La cantante Giovanna Daffini registrò la canzone nel 1962.[15]

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Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

  • La fortuna di questo canto, che lo ha fatto identificare come canto simbolo della Resistenza italiana e dell'unitarietà contro le truppe naziste come elemento fondante della Repubblica italiana, consiste nel fatto che il testo lo connota esclusivamente come canto contro "l'invasore", senza riferimenti - per stare alla ormai classica tripartizione di Claudio Pavone - alla Resistenza come "guerra di classe" o come "guerra civile" (come invece è nel canto più cantato dai partigiani, quella Fischia il vento dove invece sono presenti i riferimenti al "sol dell'avvenire" e alla "rossa bandiera").
  • La popolarità internazionale di Bella ciao si diffuse alla fine degli anni 1940 e negli anni 1950, in occasione dei numerosi "Festival mondiali della gioventù democratica" che si tennero in varie città fra cui Praga, Berlino e Vienna, dove essa fu cantata, con successo, dai delegati italiani e quindi tradotta in varie altre lingue dagli altri delegati stranieri. Questo canto raggiunse una grandissima diffusione di massa negli anni Sessanta, soprattutto durante le manifestazioni operaie e studentesche del Sessantotto.
  • Le prime incisioni di questa versione partigiana si devono a Sandra Mantovani e Fausto Amodei in Italia, e al cantautore francese di origine toscana Yves Montand.[16] La prima volta in televisione fu nella trasmissione Canzoniere minimo (1963), eseguita da Gaber, Maria Monti e Margot, che la cantarono senza l'ultima strofa: "questo è il fiore di un partigiano - morto per la libertà"[17]. In 45 giri avvenne, da parte di Gaber, solo nel 1965.[18]
  • I Gufi la cantano nell'album I Gufi cantano due secoli di Resistenza, edito nel 1965.
  • Nel 1972 viene incisa da un partigiano ligure, Paolo Castagnino "Saetta", con il suo Gruppo Folk Italiano, insieme a un'altra dozzina di canti della Resistenza, dei quali narra nelle note di copertina l'origine. Saetta è stato un protagonista della Resistenza, comandante della Brigata Garibaldina «Longhi» decorato di medaglia d'argento al valor militare e della massima onorificenza partigiana sovietica.
  • Nel 2002 la canzone fu cantata dal giornalista Michele Santoro in apertura di un'edizione straordinaria del programma televisivo Sciuscià, da lui condotto, in polemica con il cosiddetto Editto bulgaro.[19]
  • I Modena City Ramblers, particolarmente legati alla Resistenza, hanno reinterpretato il brano varie volte, la prima delle quali è presente già nell'EP Combat folk. Lo hanno poi cantato in versione combat folk durante il Concerto del Primo Maggio tenutosi a Piazza San Giovanni a Roma nel 2004 (ripetuta poi negli anni successivi). La versione del 1994 è stata usata per chiudere la campagna elettorale di SYRIZA nel 2015.
  • È stata rifatta più volte dal gruppo ska Banda Bassotti (che spesso cantano la Resistenza nei loro testi), con ritmo più veloce.
  • Tra le innumerevoli esecuzioni spicca anche quella del musicista bosniaco Goran Bregović, che la include regolarmente nei propri concerti, e che ha dato al canto popolare un tono decisamente balcanico.
  • Dal 1980 viene cantata da Enrico Capuano in una versione folk rock nelle tante manifestazioni politiche e antifasciste. Riproposta ogni anno nella scaletta dei suoi tour negli U.S.A. e in Canada a partire dal 2011. Da segnalare la versione eseguita nel 2008 su Rai 3 in occasione del concerto del Primo Maggio insieme alla Tammurriatarock e i Bisca
  • Durante i preparativi del Festival di Sanremo 2011, il conduttore di quell'edizione, Gianni Morandi, annunciò che avrebbe eseguito la canzone Bella ciao nella serata dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia insieme all'inno fascista Giovinezza. Tale combinazione fu al centro di polemiche e l'iniziativa fu bloccata dal consiglio d'amministrazione della RAI.[20]
  • Durante le proteste dell'ottobre 2011, il movimento Occupy Wall Street, gli indignados a stelle e strisce, intonò Bella ciao.[21]
  • Il candidato socialista François Hollande ha scelto il canto popolare dei partigiani dell'Emilia-Romagna per concludere un suo discorso in occasione delle elezioni presidenziali 2012, tra gli applausi della folla.[22]
  • Durante le manifestazioni contro Erdoğan avvenute nella Piazza Taksim di Istanbul e in tante altre città turche nel 2013, alcuni manifestanti hanno intonato il motivo della canzone.[23][24]
  • La canzone Bella ciao era molto cara a don Andrea Gallo, morto il 22 maggio 2013. Durante i funerali il 25 maggio l'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, ha dovuto interrompere la sua omelia ai funerali di don Gallo. Infatti, mentre in chiesa lui ricordava "l'attenzione agli ultimi" di don Gallo, dall'esterno si è levato il canto di Bella ciao, intonato poi anche dai presenti in chiesa che hanno applaudito.
  • Bella ciao, in italiano, è stata anche cantata a Parigi dall'attore comico francese Christophe Aleveque durante le commemorazioni funebri delle vittime della strage avvenuta nel settimanale satirico francese Charlie Hebdo: nel corso di una cerimonia pubblica di sostegno del giornale (trasmessa in diretta l'11 gennaio 2015 dalla France 2),[25] e durante il funerale del fumettista Bernard Verlhac, detto "Tignous" (trasmesso in diretta da BFMTV).
  • La canzone è stata utilizzata nella serie spagnola di Antena 3/Netflix La casa di carta.
  • Nell'attuale guerra civile siriana è stata utilizzata dagli indipendentisti curdi.[26][27]
  • Nella rivoluzione sudanese del 2018 e 2019 alcuni ribelli hanno intonato la canzone, realizzando anche una cover del brano.[28]
  • Nel 2019 viene fatta una canzone inglese, Do it now, con un nuovo testo sulle note di Bella ciao per i cambiamenti climatici.
  • Sempre nel 2019, viene cantata all'aeroporto di Barcellona dai manifestanti per l'Indipendenza della Catalogna per protestare contro le condanne inflitte a 12 leader catalani.[29]
  • Nel 2019 anche i manifestanti cileni cantano e suonano Bella ciao mentre si ritrovano in Plaza Italia per protestare contro il presidente Sebastián Piñera e per chiedere riforme economiche e cambiamenti politici.[30]
  • Sempre nel 2019 è diventata una delle canzoni simbolo delle piazze italiane del Movimento delle sardine e Paolo Gentiloni, neo Commissario europeo all'Economia, con gli altri commissari Socialisti e Democratici, la canta al Parlamento europeo a Strasburgo.

Sing for the Climate. Do it now[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 in Belgio il regista e attivista ambientalista belga Nic Balthazar aveva aderito alla manifestazione ambientalista "Sing for the climate" e in quell'occasione aveva girato un video, dove i manifestanti cantavano in coro il brano Do it Now sulle note di Bella ciao. La clip successivamente fu proiettata durante la seduta plenaria della (UNFCCC) tenutasi a Doha in Qatar del 2012. In occasione delle manifestazioni Venerdì per il futuro, il brano è stato adottato come inno.[31] Nella versione cantata da bambini turchi, in occasione della manifestazione mondiale studentesca del 15 marzo 2019, è diventata un inno per l'ambiente.[32]

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Oggi è molto diffusa tra i movimenti di Resistenza in tutto il mondo, dove è stata portata da militanti italiani. Ad esempio è cantata, in lingua spagnola, da molte comunità zapatiste in Chiapas. A Cuba è cantata nei campeggi dei Pionieri, mettendo la parola guerrillero al posto della parola "partigiano". È conosciuta e tradotta anche in cinese.

Dal 1968 in poi questa canzone è stata spesso ripresa come propria da movimenti di sinistra e di estrema sinistra, soprattutto giovanili, anche se in origine era riconosciuta come appartenente a tutta la Resistenza, alla quale parteciparono formazioni ed individui di diverse opinioni, dai comunisti ai socialisti, dai repubblicani e azionisti ai cattolici fino ai partigiani autonomi - contraddistinti da un fazzoletto di colore azzurro e contrari al comunismo. Una versione sessantottina aggiungeva una strofa finale che recitava: "Era rossa la sua bandiera... come il sangue che versò" (Nel tempo svariate sono comunque le cosiddette strofe finali inventate). Per questo motivo ancora oggi ispira autori italiani e stranieri, ed è utilizzata in numerose occasioni, anche non direttamente collegate alla Resistenza.

Testo della canzone[modifica | modifica wikitesto]

Anonimo (info file)
Bella ciao — versione solo strumentale
ottenuta con Linux Multimedia Studio

Il seguente testo è quello più diffuso, con alcune varianti:[33]

«Una mattina mi son svegliato,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
e le genti che passeranno
mi diranno «che bel fior.»

Questo è il fiore del partigiano,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà»

Incisioni[modifica | modifica wikitesto]

Alcune tra le numerose incisioni, italiane ed estere, del brano:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cesare Bermani, «Guerra guerra ai palazzi e alle chiese...» Saggi sul canto sociale, Odradek, 2003.
  2. ^ A. Virgilio Savona e Michele Straniero, Canzoni italiane, I, Fabbri Editori, 1994, p. 179.
  3. ^ Bella Ciao (delle Mondine), Canzoni contro la guerra.
  4. ^ Ecomuseo delle terre d'acqua: Bella ciao Archiviato il 21 ottobre 2007 in Internet Archive.
  5. ^ a b Bella ciao, Canzoni contro la guerra. URL consultato il 19 febbraio 2009.
  6. ^ Filmato audio Bella ciao - l'origine yiddish della melodia, su YouTube, mades07, 25 aprile 2008. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  7. ^ Jenner Meletti, Da ballata yiddish a inno partigiano, il lungo viaggio di Bella ciao, La Repubblica, 12 aprile 2008. URL consultato il 19 febbraio 2009.
  8. ^ 25 aprile, la vera storia di "Bella Ciao". Dai partigiani a Yves Montand, come è diventata un inno di resistenza, in Il Fatto Quotidiano, 25 aprile 2016.
  9. ^ a b La vera storia di “Bella ciao”, su Magazine Atlante, Enciclopedia Treccani, 6 maggio 2016.
  10. ^ A. Virgilio Savona e Michele L. Straniero, Canti della Resistenza italiana, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1985.
  11. ^ Gualtiero Bertelli, Bella ciao: una battaglia! (PDF), in L'altra musica Venezia, n. 34, 2010. URL consultato il 2 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  12. ^ Intervista a due partigiani del comandante Felice Cascione, l'autore di "Fischia il vento", Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. URL consultato il 15 maggio 2013.
  13. ^ Luigi Morrone, La vera storia di “Bella ciao”, che non venne mai cantata nella Resistenza, in Corriere della Sera, 10 luglio 2018.
  14. ^ Carlo Pestelli, La canzone della libertà, ADD Editore, 2016, ISBN 9788867831135.
  15. ^ Registrazione fatta dai musicologi Gianni Bosio e Roberto Leydi nel 1962. Giovanna Daffini: "Alla mattina appena alzata", dal CD: Giovanna Daffini: L'amata genitrice (1991)
  16. ^ Filmato audio Yves Montand, Bella Ciao, su YouTube. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  17. ^ Dettaglio articolo/intervista Categoria: Gaber in TV, Giorgio Gaber.
  18. ^ O bella ciao/let's dance, Discografia Nazionale della Canzone Italiana. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  19. ^ Concita De Gregorio, Santoro canta "Bella ciao", in La Repubblica. URL consultato l'8 settembre 2008.
  20. ^ Il Cda Rai: stop a Bella ciao e Giovinezza. Morandi: niente politica, fidatevi di noi, in Il Corriere della Sera, 20 novembre 2004.
  21. ^ Sergio Rame, La marcia radical chic che accusa Wall Street. Nuovi arresti tra gli indignados di New York, in Il Giornale, 6 ottobre 2011. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  22. ^ Aldo Cazzullo, «Per una Francia diversa» Hollande canta Bella Ciao, in Il Corriere della Sera, 4 maggio 2012. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  23. ^ Scontri Istanbul, i manifestanti cantano “Bella Ciao”, Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 2 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2013). Il Fatto Quotidiano
  24. ^ Turchia, cantano 'Bella ciao' le mille voci della protesta, in La Repubblica.
  25. ^ Filmato audio Je Suis Charlie, Christophe Aleveque - Bella Ciao - #JeSuisCharlie, su YouTube, 11 gennaio 2015. URL consultato il 2 dicembre 2018.
  26. ^ Antonella De Biasi, "Bella ciao", le montagne e il cuore dei curdi, in patriaindipendente.it. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  27. ^ Il 25 aprile con le combattenti curde che cantano Bella Ciao, globalist. URL consultato l'8 ottobre 2019.
  28. ^ Sudanese revolution song, NOsel. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  29. ^ Barcellona, la rivolta catalana in aeroporto: in migliaia cantano "Bella ciao" - Video, su Open, 14 ottobre 2019. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  30. ^ Rivolta in Cile, i manifestanti intonano «Bella ciao», su Video: ultime notizie - Corriere TV. URL consultato il 30 ottobre 2019.
  31. ^ Clima, "Bella ciao" diventa un inno per l'ambiente: il coro dei bambini torna virale, in L'Espresso, 15 marzo 2019.
  32. ^ 15 marzo, le note di “Bella ciao” diventano un inno per il clima, Askanews, 15 marzo 2019. URL consultato il 2 dicembre 2019.
  33. ^ UNA DICHIARAZIONE D'AMORE (PDF), ANPI.
  34. ^ https://www.ina.fr/video/I00004331/yves-montand-bella-ciao-video.html
  35. ^ LOS HEREDEROS DEL COMPAS - BELLA CIAO - MILONGA VERSION - 2018. URL consultato il 25 settembre 2019.

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