Bella ciao

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Bella ciao
Artista
Autore/ianonimo
GenereCanzone popolare
Stilepopolare
Esecuzioni notevoliMaria Farantouri, Milva, Modena City Ramblers, Francesco De Gregori, Giorgio Gaber, Swingle Singers, Arcusgi, Yves Montand, Manu Chao, Canzoniere delle Lame, Goran Bregović, Talco, Marco Calliari, Tom Waits
PeriodoSeconda guerra mondiale (1943-1945)

Bella ciao è un canto popolare italiano, nato prima della Liberazione, diventato poi celeberrimo dopo la Resistenza perché fu idealmente associato al movimento partigiano italiano. Nonostante sia un canto popolare italiano, legato a vicende nazionali, è tuttora noto in molte parti d'Europa come canto di ribellione contro il nazi-fascismo.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Bella ciao è una canzone di lotta cantata dai simpatizzanti del movimento partigiano italiano durante e dopo la seconda guerra mondiale, che combattevano contro le truppe fasciste e naziste. Dopo la Liberazione la versione partigiana di Bella ciao venne poi cantata e tradotta e diffusa in tutto il mondo grazie alle numerose delegazioni partecipanti al Primo festival mondiale della gioventù democratica che si tenne a Praga nell'estate 1947, dove andarono giovani partigiani emiliani che parteciparono alla rassegna canora “Canzoni Mondiali per la Gioventù e per la Pace”, dove inventarono il tipico ritmico battimano. Anche gli storici della canzone italiana Antonio Virgilio Savona e Michele Straniero hanno affermato che Bella Ciao fu poco cantata durante la guerra partigiana, e venne diffusa nell'immediato dopoguerra.[1][2] E ancora oggi è cantata in tutto il mondo. La musica, di autore sconosciuto, è stata fatta risalire, in anni passati, a diverse melodie popolari.

Si è ipotizzato il legame con un canto delle mondine padane. Si è trattato, tuttavia, di un errore, come definitivamente dimostrato da Cesare Bermani[3]: la Bella ciao delle mondine era stata composta dopo la guerra dal mondino Vasco Scansani di Gualtieri; invece la Bella ciao partigiana riprendeva nella parte testuale la struttura del canto Fior di tomba, mentre sia musicalmente che nella struttura dell'iterazione (il "ciao" ripetuto) derivava da un canto infantile diffuso in tutto il nord, La me nòna l'è vecchierella (già rilevato da Roberto Leydi). Un'altra possibile influenza può essere stata quella di una ballata francese del Cinquecento, che seppur mutata leggermente ad ogni passaggio geografico, sarebbe stata assorbita dapprima nella tradizione piemontese con il titolo di La daré d'côla môntagna, poi in quella trentina con il titolo di Il fiore di Teresina, poi in quella veneta con il titolo Stamattina mi sono alzata, successivamente nei canti delle mondariso e infine in quelli dei partigiani.[4]

«Alla mattina appena alzata
o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao
alla mattina appena alzata
in risaia mi tocca andar.

E fra gli insetti e le zanzare
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
e fra gli insetti e le zanzare
un dur lavoro mi tocca far.

Il capo in piedi col suo bastone
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
il capo in piedi col suo bastone
e noi curve a lavorar.

O mamma mia o che tormento
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
o mamma mia o che tormento
io t'invoco ogni doman.

Ed ogni ora che qui passiamo
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
ed ogni ora che qui passiamo
noi perdiam la gioventù.

Ma verrà un giorno che tutte quante
o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
ma verrà un giorno che tutte quante
lavoreremo in libertà.»

(Testo della Bella ciao delle mondine[5])

In questo contesto si nota come l'espressione "bella ciao" indichi la giovinezza che si perde e sfiorisce nel lavoro[6].

«Stamattina mi sono alzata,
stamattina mi sono alzata,
sono alzata - iolì
sono alzata - iolà
sono alzata prima del sol...»

(Testo che ha probabilmente influito nella genesi del canto: "Fior di tomba"[7])

Una possibile e precedente derivazione è stata individuata da Fausto Giovannardi a seguito del ritrovamento di una melodia yiddish (canzone "Koilen") registrata da un fisarmonicista Klezmer di origini ucraine, Mishka Ziganoff nel 1919 a New York[7][8][9].

La circolazione di Bella ciao durante la Resistenza è documentata e sembra circoscritta soprattutto in Emilia, fra l'Appennino Bolognese e l'Appennino Modenese, dove si dice che fu scritta da anonimi partigiani. Il ricercatore bolognese Gianfranco Ginestri ha dichiarato all'Archivio Storico-Musicale del Canzoniere delle Lame di Bologna (con sede nella Biblioteca Comunale delle Lame, in Via Marco Polo 21-13) che il suo amico cantautore politico Ivan della Mea, poco tempo prima di morire, gli disse che aveva scoperto che Bella Ciao probabilmente era nata sull'Appennino Bolognese, dopo la disfatta della Repubblica partigiana di Montefiorino (Modena), quando i partigiani del Comandante Armando si trasferirono verso est, mescolandosi in altre formazioni partigiane locali, tra i paesini di Castelluccio Modenese e Castelluccio Bolognese, entrambi vicini a Gaggio Montano e Corno alle Scale, dove operavano i partigiani di Giustizia e Libertà (col futuro avvocato bolognese Checco Francesco Berti Arnoaldi Veli e col futuro famoso giornalista Enzo Biagi).[senza fonte]

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

  • La fortuna di questo canto che lo ha fatto identificare come canto simbolo della Resistenza italiana e unitarietà contro le truppe naziste come elemento fondante della Repubblica italiana consiste nel fatto che il testo lo connota esclusivamente come canto contro "l'invasore", senza riferimenti - per stare alla ormai classica tripartizione di Claudio Pavone - alla Resistenza come "guerra di classe" o come "guerra civile" (come invece è nel canto più cantato dai partigiani, quella Fischia il vento dove invece sono presenti i riferimenti al "sol dell'avvenire" e alla "rossa bandiera").
  • La popolarità internazionale di Bella ciao si diffuse alla fine degli anni quaranta e negli anni cinquanta, in occasione dei numerosi "Festival mondiali della gioventù democratica" che si tennero in varie città fra cui Praga, Berlino e Vienna, dove essa fu cantata, con successo, dai delegati italiani, e quindi tradotta in tutte le lingue del mondo dagli altri delegati stranieri. Questo canto raggiunse una grandissima diffusione di massa negli anni sessanta, soprattutto durante le manifestazioni operaie e studentesche del Sessantotto.
  • Le prime incisioni di questa versione partigiana si devono a Sandra Mantovani e Fausto Amodei in Italia [10], e al cantautore francese di origine toscana Yves Montand[11]. La prima volta che venne eseguita in televisione si fa risalire alla trasmissione televisiva Canzoniere minimo (1963) dove venne eseguita da Gaber, Maria Monti e Margot, che la cantarono, senza l'ultima strofa che dice: “questo è il fiore di un partigiano - morto per la libertà”[12]. La registrazione in un 45 giri della canzone avvenne, da parte di Gaber, solo nel 1965.[13]
  • Nel 2002 la canzone è stata cantata dal giornalista Michele Santoro in apertura di un'edizione straordinaria del programma televisivo Sciuscià, da lui condotto, in polemica con il cosiddetto Editto bulgaro.[14]
  • I Modena City Ramblers, particolarmente legati alla Resistenza, hanno reinterpretato il brano varie volte, la prima delle quali è presente già nell'EP Combat folk. Lo hanno poi cantato in versione "combat folk" durante il Concerto del Primo Maggio tenutosi a Piazza San Giovanni a Roma nel 2004 (ripetuta poi negli anni successivi). La versione del 1994 è stata usata per chiudere la campagna elettorale di SYRIZA nel 2015.
  • È stata rifatta più volte dal gruppo ska Banda Bassotti (che spesso cantano la Resistenza nei loro testi), con ritmo più veloce.
  • Tra le innumerevoli esecuzioni spicca anche quella del musicista bosniaco Goran Bregović, che la include regolarmente nei propri concerti, e che ha dato al canto popolare un tono decisamente balcanico.
  • Bella ciao è stata al centro di diverse polemiche durante i preparativi del Festival di Sanremo 2011 poiché Gianni Morandi, il conduttore di questa edizione del festival, annunciò che avrebbe eseguito la canzone nella serata dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia. L'iniziativa venne bloccata dall'opposizione del Consiglio d'Amministrazione della RAI.[15]
  • Durante le proteste dell'ottobre 2011, il movimento Occupy Wall Street, gli "indignados" a stelle e strisce, ha intonato Bella Ciao.[16]
  • Il candidato socialista François Hollande ha scelto il canto popolare dei partigiani dell'Emilia-Romagna per concludere un suo discorso in occasione delle elezioni presidenziali 2012, tra gli applausi della folla.[17]
  • Durante le manifestazioni contro il premier turco Erdoğan avvenute nella Piazza Taksim di Istanbul e in tante altre città turche nel 2013, alcuni manifestanti hanno intonato il motivo della canzone.[18][19]
  • La canzone Bella ciao era molto cara a Don Andrea Gallo, morto il 22 maggio 2013. Durante i funerali il 25 maggio l'arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, ha dovuto interrompere la sua omelia ai funerali di don Gallo. Infatti, mentre in chiesa lui ricordava "l'attenzione agli ultimi" di don Gallo, dall'esterno si è levato il canto di Bella ciao, intonato poi anche dai presenti in chiesa che hanno applaudito.
  • Bella ciao, in italiano, è stata anche cantata a Parigi dall'attore comico francese Christophe Aleveque durante le commemorazioni funebri delle vittime della strage avvenuta nel settimanale satirico francese Charlie Hebdo: nel corso di una cerimonia pubblica di sostegno del giornale (trasmessa in diretta l'11 gennaio 2015 dalla France 2)[20], e durante il funerale del fumettista Bernard Verlhac, detto "Tignous" (trasmesso in diretta da BFMTV).
  • Nel 2017 la canzone è stata utilizzata nella serie spagnola La casa di carta.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Oggi è molto diffusa tra i movimenti di Resistenza in tutto il mondo, dove è stata portata da militanti italiani. Ad esempio è cantata, in lingua spagnola, da molte comunità zapatiste in Chiapas. A Cuba è cantata nei campeggi dei Pionieri, mettendo la parola "guerrillero" al posto della parola "partigiano". È conosciuta e tradotta anche in cinese.

Nella sua storia recente (dal 1968 in poi), questa canzone è stata spesso considerata alla stregua di uno dei canti ufficiali dei movimenti comunisti e/o anarchico-insurrezionalista sebbene tra i partigiani vi fossero anche i c.d. partigiani badogliani - contraddistinti da un fazzolletto di colore azzurro e contrari al comunismo. Una versione sessantottina aggiungeva una strofa finale che recitava: "Era rossa la sua bandiera... come il sangue che versò". (Nel tempo svariate sono comunque le cosiddette strofe finali inventate). Per questo motivo ancora oggi ispira autori italiani e stranieri, ed è utilizzata in numerose occasioni, anche non direttamente collegate alla Resistenza.

Testo della canzone[modifica | modifica wikitesto]

Anonimo (info file)
Bella ciao — versione solo strumentale
ottenuta con Linux Multimedia Studio

Il seguente testo è quello più diffuso, con alcune varianti tra parentesi:[21]

«Una mattina mi sono alzato,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao!
Una mattina mi sono alzato
e ho trovato l'invasor.

O partigiano portami via,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir.

Seppellire lassù in montagna,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
e le genti che passeranno
mi diranno «che bel fior.»

Questo è il fiore del partigiano,
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao,
questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà»

Incisioni[modifica | modifica wikitesto]

Alcune tra le numerose incisioni, italiane ed estere, del brano:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A. Virgilio Savona - Michele L. Straniero: Canti della Resistenza italiana, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1985
  2. ^ G. Bertelli, Bella ciao: una battaglia!, VeneziaMusica e dintorni, n. 34/2010.
  3. ^ C. Bermani, Guerra guerra ai palazzi e alle chiese. saggi sul canto sociale, Odradek, 2003
  4. ^ Virgilio Savona e Michele Straniero, Canzoni italiane, Fabbri Editori, 1994, Vol.I, pag.179
  5. ^ Bella Ciao (delle Mondine), www.antiwarsongs.org.
  6. ^ Ecomuseo delle terre d'acqua: Bella ciao Archiviato il 21 ottobre 2007 in Internet Archive.
  7. ^ a b Canzoni contro la guerra, Bella ciao, prato.linux.it. URL consultato il 19 febbraio 2009.
  8. ^ Bella ciao - l'origine yiddish della melodia, youtube.com, 25 aprile 2008. URL consultato il 19 febbraio 2009.
  9. ^ Da ballata yiddish a inno partigiano, il lungo viaggio di Bella ciao, repubblica.it, 12 aprile 2008. URL consultato il 19 febbraio 2009.
  10. ^ Riguardo allo spettacolo "Bella Ciao", curato dall'etnomusicologo Roberto Leydi, si veda Paolo Mercurio, Roberto Leydi, “Il Nuovo canzoniere Italiano” e l'attività teatrale (1962-1965), in BF Magazine, n. 157, 25 giugno 2014
  11. ^ Filmato audio Yves Montand, Bella Ciao, su YouTube. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  12. ^ Dettaglio articolo/intervista Categoria: Gaber in TV
  13. ^ O bella ciao/let's dance
  14. ^ Santoro canta "Bella ciao", articolo su repubblica.it., su repubblica.it. URL consultato l'8 settembre 2008.
  15. ^ Il Cda Rai: stop a Bella ciao e Giovinezza. Morandi: niente politica, fidatevi di noi
  16. ^ http://www.ilgiornale.it/news/marcia-radical-chic-che-accusa-wall-street-nuovi-arresti.html Il Giornale
  17. ^ http://www.corriere.it/esteri/speciali/2012/francia-elezioni-presidenziali/notizie/francia-diversa-cazzullo_2c745fa6-95b3-11e1-b2cf-0f42ed87ec02.shtml Corriere della Sera
  18. ^ Copia archiviata, su tv.ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 5 giugno 2013 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2013). Il Fatto Quotidiano
  19. ^ Turchia, cantano 'Bella ciao' le mille voci della protesta - Repubblica Tv - la Repubblica.it
  20. ^ Video della esibizione, su youtube.com.
  21. ^ UNA DICHIARAZIONE D'AMORE (PDF), ANPI.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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