Barnidipina

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Barnidipina
Barnidipine.png
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC27H29N3O6
Massa molecolare (u)491.53 g/mol
Numero CAS104713-75-9
Codice ATCC08CA12
PubChem65884 e 443869
DrugBankDB09227
SMILES
CC1=C(C(C(=C(N1)C)C(=O)OC2CCN(C2)CC3=CC=CC=C3)C4=CC(=CC=C4)[N+](=O)[O-])C(=O)OC
Indicazioni di sicurezza

La barnidipina è un principio attivo di indicazione specifica contro l'ipertensione, appartenente alla classe dei calcio-antagonisti diidropiridinici, che si caratterizza per l'elevata lipofilia e la lunga durata d'azione. In commercio si trova spesso sotto forma di sale cloridrato. In Italia il farmaco è venduto, tra le altre, dalla società Italfarmaco con il nome commerciale Vasexten, dalla società farmaceutica Sigma-Tau con il nome commerciale Libradin e dalla società farmaceutica Astellas Pharma con il nome commerciale Osipine.

Farmacodinamica[modifica | modifica wikitesto]

Barnidipina è un isomero S,S puro,[1][2] un calcio-antagonista lipofilo 1,4-diidropiridinico, il quale, come altri composti della classe, mostra un'elevata affinità con i canali del calcio, in particolare con i canali lenti tipo L, delle cellule muscolari lisce presenti nella parete vasale.[2] I farmaci bloccanti dei canali del calcio hanno la caratteristica di interferire con la corrente di ioni calcio verso l'interno delle cellule attraverso i canali lenti della membrana plasmatica.

La riduzione delle resistenze vascolari periferiche causata dal legame della barnidipina con i propri recettori (in particolare con la subunità α1 del canale del calcio lento di tipo L, provoca una riduzione della pressione arteriosa. L'effetto antipertensivo determinato dal farmaco persiste per un periodo di almeno 24 ore.[3] L'impiego della barnidipina nel trattamento cronico non sembra determinare un incremento della frequenza cardiaca di base (tachicardia riflessa).[4] In studi eseguiti sui ratti, maiali e cani barnidipina dopo somministrazione intrarteriosa ha dimostrato di incrementare il flusso sanguigno coronarico.[2][5] Pur in mancanza di studi specifici sull'impatto del farmaco sulla morbidità e mortalità cardiovascolare, è presumibile che, in analogia con quanto emerso da alcuni studi controllati basati su altre diidropiridine a lunga durata d'azione, anche il trattamento con barnidipina possa avere benefici effetti nei soggetti affetti da problematiche cardiovascolari, in particolare nel soggetto anziano.[6] Barnidipina avrebbe un effetto neutrale sul profilo lipidico, sui livelli delle apolipoproteine, e non influenzerebbe l'omeostasi del glucosio, così come le concentrazioni dei principali elettroliti sierici.[7]

Farmacocinetica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo somministrazione orale barnidipina viene assorbita dal tratto gastrointestinale e si distribuisce rapidamente nei tessuti biologici. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene raggiunta dopo circa 6 ore dalla assunzione orale. Le concentrazioni plasmatiche del farmaco possono variare notevolmente da soggetto a soggetto. La biodisponibilità assoluta del farmaco è bassa, pari all'1,1%.[8]
Barnidipina si lega per il 30% circa ai globuli rossi umani e in misura elevata (89-95%) alle proteine plasmatiche. Il legame con queste ultime è principalmente con la albumina sierica, la alfa1 glicoproteina acida e le lipoproteine ad alta densità. Nell'organismo umano barnidipina viene metabolizzata a livello epatico in alcuni metaboliti farmacologicamente inattivi.Le principali reazioni sono la N-debenzilizzazione della catena laterale, l'idrolisi dell'estere della pirrolidina, l'ossidazione dell'anello dell'1,4-diidropiridina, l'idrolisi del metilestere, la riduzione del nitrogruppo e infine la coniugazione con acido glucuronico.[9] Il metabolismo del farmaco coinvolge principalmente la famiglia degli isoenzimi CYP3A.[10] Barnidipina e i suoi metaboliti vengono eliminati soprattutto con le feci (60% circa), e per via urinaria (40% circa).[11] I livelli plasmatici di barnidipina nei soggetti con insufficienza renale lieve (clearance della creatinina 50-80 mL/min) o moderata (clearance della creatinina 30-50 mL/min) sono in media doppi rispetto ai soggetti sani.

Usi clinici[modifica | modifica wikitesto]

Il farmaco è autorizzato per il trattamento dell'ipertensione arteriosa essenziale, da lieve a moderata[12][13][14] con un ottimo profilo di sicurezza, sia nel paziente giovane sia nell'anziano.[15][16][17] Viene anche utilizzato in cardiologia per il trattamento dell'insufficienza cardiaca e di alcune forme forme di angina pectoris.

Effetti indesiderati[modifica | modifica wikitesto]

In corso di trattamento alcuni degli effetti indesiderati più comuni sono: cefalea, edema periferico, capogiro e vertigini, dolore addominale, nausea, impotenza, vomito, febbre, ipoglicemia, affaticamento, ipotensione, broncospasmo, rash, mialgia, dispnea, ansia, palpitazioni e dolore toracico, vampate di calore.[18]
I sintomi sopra citati tendono a ridursi e talvoltra a scomparire completamente nel corso del trattamento.[19] In particolare uno degli effetti collaterali più comuni, l'edema periferico, tende a scomparire entro un mese, le vampate di calore, la cefalea e le palpitazioni entro le due settimane.
In rare occasioni si possono verificare aumenti transitori e reversibili di AST e ALT e talvolta della fosfatasi alcalina.

Controindicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il farmaco non deve essere assunto da soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo oppure ad altre diidropiridine. Altre controindicazioni sono rappresentate dalla insufficienza epatica, dalla insufficienza renale grave (clearance della creatinina inferiore a 10 mL/min), dalla angina pectoris instabile dall'infarto miocardico acuto recente (prime 4 settimane), dall'insufficienza cardiaca non trattata, dallo shock cardiogeno e dalla stenosi aortica.
Poiché il metabolismo di barnidipina vede il coinvolgimento degli isoenzimi della famiglia CYP3A, si deve evitare di somministrare in concomitanza al calcio antagonista inibitori noti del CYP3A4, come ad esempio antiproteasici (ritonavir, saquinavir), ketoconazolo, itraconazolo, eritromicina e claritromicina.[10]

Dosi terapeutiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel paziente adulto generalmente la dose iniziale raccomandata è di 10 mg una volta al giorno, preferibilmente al mattino. Trascorso un adeguato periodo di tempo, solitamente almeno 3-6 settimane, a seconda della risposta individuale e in base al giudizio clinico del curante, il dosaggio può essere aumentata a 20 mg, sempre una volta al giorno.

Sovradosaggio[modifica | modifica wikitesto]

In caso di intossicazione acuta si può verificare nausea e vomito, ipotensione arteriosa, iperglicemia, bradicardia sinusale, prolungamento della conduzione AV, blocco AV di II e III grado, confusione mentale e, raramente, convulsioni.
La lavanda gastrica, se indicata, deve essere eseguita il più presto possibile. Si procede quindi con il consueto trattamento sintomatico e di supporto e il monitoraggio continuo dell'ECG. In alcuni casi può essere necessario praticare un'iniezione endovenosa di calcio (alla dose di 0,2 mL/kg di peso corporeo).

Interazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Miorilassanti (eperisone, metocarbamolo, tolperisone): la contemporanea somministrazione di barnidipina e queste molecole può determinare un potenziamento dell'effetto antiipertensivo del calcio antagonista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ K. Tamazawa, H. Arima; T. Kojima; Y. Isomura; M. Okada; S. Fujita; T. Furuya; T. Takenaka; O. Inagaki; M. Terai, Stereoselectivity of a potent calcium antagonist, 1-benzyl-3-pyrrolidinyl methyl 2,6-dimethyl-4-(m-nitrophenyl)-1,4-dihydropyridine-3,5-dicarboxylate., in J Med Chem, vol. 29, nº 12, Dic 1986, pp. 2504-11, PMID 3023614.
  2. ^ a b c PA. van Zwieten, Pharmacological profile of barnidipine: a single optical isomer dihydropyridine calcium antagonist., in Blood Press Suppl, vol. 1, 1998, pp. 5-8, PMID 9660520.
  3. ^ I. Kuwajima, K. Abe, Effects of the long-acting calcium channel blocker barnidipine hydrochloride on 24-h ambulatory blood pressure., in Blood Press Monit, vol. 7, nº 1, Feb 2002, pp. 63-5, PMID 12040247.
  4. ^ HS. Malhotra, GL. Plosker, Barnidipine., in Drugs, vol. 61, nº 7, 2001, pp. 989-96; discussion 997-8, PMID 11434453.
  5. ^ O. Inagaki, M. Asano; T. Takenaka, In vitro and in vivo vasodilatory activity of barnidipine and its enantiomers., in Biol Pharm Bull, vol. 22, nº 2, Feb 1999, pp. 151-6, PMID 10077433.
  6. ^ S. Shimada, Y. Nakajima; K. Yamamoto; Y. Sawada; T. Iga, Comparative pharmacodynamics of eight calcium channel blocking agents in Japanese essential hypertensive patients., in Biol Pharm Bull, vol. 19, nº 3, Mar 1996, pp. 430-7, PMID 8924914.
  7. ^ A. Spirou, E. Rizos; EN. Liberopoulos; N. Kolaitis; A. Achimastos; AD. Tselepis; M. Elisaf, Effect of barnidipine on blood pressure and serum metabolic parameters in patients with essential hypertension: a pilot study., in J Cardiovasc Pharmacol Ther, vol. 11, nº 4, Dic 2006, pp. 256-61, DOI:10.1177/1074248406296108, PMID 17220472.
  8. ^ T. Teramura, T. Watanabe; S. Higuchi; K. Hashimoto, Pharmacokinetics of barnidipine hydrochloride, a new dihydropyridine calcium channel blocker, in the rat, dog and human., in Xenobiotica, vol. 25, nº 11, Nov 1995, pp. 1237-46, DOI:10.3109/00498259509046679, PMID 8592872.
  9. ^ T. Teramura, T. Tokunaga; H. Matsumoto; T. Watanabe; S. Higuchi, Metabolism of barnidipine hydrochloride, a potent calcium antagonist, in rat and dog., in Xenobiotica, vol. 26, nº 2, Feb 1996, pp. 177-87, PMID 8868001.
  10. ^ a b T. Teramura, Y. Fukunaga; EJ. Van Hoogdalem; T. Watanabe; S. Higuchi, Examination of metabolic pathways and identification of human liver cytochrome P450 isozymes responsible for the metabolism of barnidipine, a calcium channel blocker., in Xenobiotica, vol. 27, nº 9, Set 1997, pp. 885-900, DOI:10.1080/004982597240064, PMID 9381730.
  11. ^ T. Teramura, T. Watanabe; S. Higuchi; K. Hashimoto, Metabolism and pharmacokinetics of barnidipine hydrochloride, a calcium channel blocker, in man following oral administration of its sustained release formulation., in Xenobiotica, vol. 27, nº 2, Feb 1997, pp. 203-16, DOI:10.1080/004982597240695, PMID 9058533.
  12. ^ Y. Imai, K. Abe; A. Nishiyama; M. Sekino; K. Yoshinaga, Evaluation of the antihypertensive effect of barnidipine, a dihydropyridine calcium entry blocker, as determined by the ambulatory blood pressure level averaged for 24 h, daytime, and nighttime. Barnidipine Study Group., in Am J Hypertens, vol. 10, 12 Pt 1, Dic 1997, pp. 1415-9, PMID 9443779.
  13. ^ C. Spieker, Efficacy and tolerability of once-daily barnidipine in the clinical management of patients with mild to moderate essential hypertension., in Blood Press Suppl, vol. 1, 1998, pp. 15-21, PMID 9660522.
  14. ^ CS. Liau, Barnidipine: a new calcium channel blocker for hypertension treatment., in Expert Rev Cardiovasc Ther, vol. 3, nº 2, Mar 2005, pp. 207-13, DOI:10.1586/14779072.3.2.207, PMID 15853594.
  15. ^ FB. Naber, R. Häge; J. Mortelmans, Barnidipine monotherapy and combination therapy in older patients with essential hypertension: a long-term study., in Int J Clin Pract Suppl, nº 114, Nov 2000, pp. 27-35, PMID 11221292.
  16. ^ JE. Otterstad, LM. Ruilope, Treatment of hypertension in the very old., in Int J Clin Pract Suppl, nº 114, Nov 2000, pp. 10-9, PMID 11221289.
  17. ^ HJ. Beudeker, JW. van der Velden; EM. van der Aar, Interaction profile and tolerability of barnidipine., in Int J Clin Pract Suppl, nº 114, Nov 2000, pp. 36-40, PMID 11221293.
  18. ^ JG. Smilde, The long-term efficacy and safety profile of barnidipine., in Int J Clin Pract Suppl, nº 114, Nov 2000, pp. 20-6, PMID 11221291.
  19. ^ JW. van der Velden, HJ. Beudeker; M. Nishi, Diversity and intensity of adverse events in the treatment of hypertension with barnidipine., in Blood Press Suppl, vol. 1, 1998, pp. 27-9, PMID 9660524.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lusofarmaco, Farmabank 2006, Salerno, momento medico, 2005.
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