UFO Robot Goldrake

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UFO Robot Goldrake
serie TV anime
Fotogramma tratto dalla sigla di coda.
Fotogramma tratto dalla sigla di coda.
Titolo originale UFO Robo Gurendaizā
Autore Gō Nagai
Regia
Sceneggiatura
Character design
Studio
Musiche Shunsuke Kikuchi
Rete Fuji TV
1ª TV 5 ottobre 197527 febbraio 1977
Episodi 74 (completa)
Aspect ratio 4:3
Durata ep. 24'
Rete italiana Raidue
1ª TV it. 4 aprile 19786 gennaio 1980
Episodi it. 71 / 74 Completa al 96%.
Genere
Cronologia
  1. Grande Mazinga
  2. UFO Robot Goldrake
UFO Robot Goldrake
manga
Titolo originale UFO Robo Gurendaizā
Autore Gō Nagai
Disegni Gosaku Ota
Editore Kodansha
1ª edizione ottobre 1973giugno 1973
Collana 1ª ed. Monthly TV Magazine
Rilegatura brossurato
Editore it. d/visual
1ª edizione it. 30 novembre 2007
Periodicità it. irregolare
Tankōbon it. 4 (completa)
Formato it. 12,5 cm × 18 cm
Rilegatura it. brossurato con sovracoperta
Lettura it. originale (da destra a sinistra)
Genere
Cronologia
  1. Grande Mazinga
  2. UFO Robot Goldrake
Kodansha
Anime e manga (uso del template)
« Fly, my Ufo Robot in the sky

against the monster of the night

my Ufo Robot in the sky, my Ufo Robot in the sky »
(Dalla sigla finale italiana della prima serie, Shooting Star, di Ares Tavolazzi e Vince Tempera[1])

UFO Robot Goldrake (UFOロボグレンダイザー, UFO Robot Grendizer,?, pron. UFO Robo Gurendaizā), è un anime televisivo di 74 episodi, prodotto dalla Toei Animation dal 1975 al 1977, e basato su un soggetto di Gō Nagai, già autore dell'omonimo manga nel 1973. È stata la prima e, probabilmente, la più famosa serie mecha giapponese trasmessa in Italia, dove venne conosciuta, nell'adattamento trasmesso dal 1978 al 1980 sulla Rete 2, con il nome Atlas UFO Robot. Per dare un'idea del successo avuto all'epoca basti pensare che il 45 giri prodotto dalla Fonit Cetra con le sigle della seconda serie, Atlas Ufo Robot e Actarus, ottenne addirittura il disco d'oro, superando il milione di copie vendute.[2]

La serie ebbe successo anche in Francia e nel mondo arabo, soprattutto in Egitto e Arabia Saudita. Ancora oggi, a distanza di decenni dalla sua trasmissione, è ricordata da migliaia di fan, soprattutto in Europa.

Indice

[modifica] Generalità e cronologia

UFO Robot Grendizer è una serie anime cosiddetta Super Robot, prodotta dalla Toei Animation e ideata da Gō Nagai sulla base del suo omonimo manga, con il character design di Kazuo Komatsubara (ep. 1-48) e Shingo Araki (ep. 49-74), e le musiche di Shunsuke Kikuchi. I 74 episodi complessivi della serie furono trasmessi per la prima volta in Giappone dalla Fuji Television dal 5 ottobre 1975 al 27 febbraio 1977.

[modifica] Il film pilota

Duke Fleed come appare nel cortometraggio Uchū-enban daisensō.

Nel 1975 Gō Nagai aveva collaborato alla realizzazione di Uchū-enban daisensō (La grande battaglia dei dischi spaziali), un cortometraggio di circa 30 minuti uscito nei cinema in Giappone. Questo divenne poi il film pilota per lo sviluppo della serie televisiva e, in seguito, dalla sua trama vennero tratti gli ultimi tre episodi della stessa.

In Uchu-enban daisensō la caratterizzazione dei personaggi era diversa. Lo stesso robot, chiamato Gattiger e disegnato da Tadanao Tsuji, compariva solo brevemente alla fine ed era completamente diverso nel mecha design, lasciando quale vero protagonista il pilota, anch'egli differente nell'aspetto e nei colori della livrea rispetto al futuro Duke Fleed. La cabina di guida di Gattiger era molto simile a quella di Mazinga Z, e differenti erano anche i nemici. L'atmosfera country invece era già presente.[3]

Il passaggio dal cortometraggio all'anime televisivo avvenne anche per insistenza della Popy, ramo della Bandai, noto produttore di giocattoli e videogiochi giapponese. Fu sempre la Popy a chiedere a Nagai di disegnare, per l'anime, le gambe del robot più corte e tozze rispetto a quelle dei due Mazinga, in modo da facilitare il mantenimento della posizione eretta dei modellini.

[modifica] La trilogia con Mazinga Z e Grande Mazinga

Per sfruttare il successo di pubblico incontrato dalle due precedenti serie create da Gō Nagai e prodotte dalla Toei, Mazinga Z e Grande Mazinga, il personaggio di Koji Kabuto (del tutto assente nel film pilota) venne appositamente inserito nella trama della nuova serie come trait d'union. Anche lo stile del robot e le sue fattezze furono modificate proprio per essere più in linea con lo stile dei mecha delle due precedenti serie di Nagai, in modo da far sì che UFO Robot Grendizer formasse con esse una trilogia, anche se, a differenza delle serie di Mazinger, fu concepito da subito come prodotto destinato anche ad un pubblico femminile (shōjo).[4]

[modifica] Trama

Il protagonista della serie è il principe Duke Fleed, fuggito dopo una disperata resistenza a bordo di un avanzatissimo robot da battaglia, Goldrake (Grendizer) dalla sua stella natale Fleed in seguito all'attacco delle truppe del feroce Re Vega. Le Forze di Vega infatti sono solite assaltare i pianeti invadendoli ed annettendoli al loro impero.
Giunto sulla Terra Duke Fleed viene trovato morente dal dottor Procton (Genzo Umon), direttore dell'Istituto di ricerche spaziali, il quale lo accoglie e lo nasconde sotto le mentite spoglie di Actarus (Daisuke Umon), facendolo passare per il proprio figlio di ritorno da un lungo viaggio. Anche Goldrake con il suo disco spaziale (Spacer) viene nascosto all'interno dell'Istituto, nei cui sotterranei viene costruito una sorta di enorme hangar.

Circa otto anni dopo, continuando il loro progetto di invasione, anche le truppe di Vega giungono presso la Terra e, sotto la guida del comandante Hydargos (Blacky) e del feroce generale Gandal, ambiguo personaggio dotato di una metà maschile e di una femminile, stabiliscono una base sulla Luna. Actarus si troverà ad utilizzare nuovamente Goldrake per difendere il suo pianeta adottivo. Ad aiutarlo c'è il giovane Alcor (Koji Kabuto), il quale pilota un disco volante di sua progettazione e costruzione. I due oppongono una agguerrita resistenza, anche se a malapena riescono a rintuzzare i continui assalti degli invasori di Vega.

Durante i periodi di tregua, Actarus vive e lavora nella fattoria di Rigel (Danbei Makiba) e dei suoi due figli, Mizar (Goro Makiba) e Venusia (Hikaru Makiba), innamorata di lui e inizialmente all'oscuro, come chiunque, della sua identità reale. Nel corso di un'importante battaglia, nella quale il disco di Alcor verrà distrutto e il comandante Hydargos perderà la vita, Venusia viene a conoscenza dell'identità segreta di Actarus, ma durante un attacco di Vega rimarrà ferita gravemente: Actarus riuscirà a salvarla con una trasfusione del suo sangue alieno, dandole la forza di sopravvivere, al punto che Venusia deciderà di combattere al suo fianco. Ciò sarà reso possibile dal programma di potenziamento di Goldrake messo a punto dal dottor Procton, e che vedrà assegnare a Venusia il "Delfino Spaziale" (Marine Spacer), mezzo in grado di condurre il Goldrake anche al di sotto della superficie dell'acqua.
Anche Alcor entrerà presto in possesso di un nuovo mezzo battezzato "Goldrake 2" (Double Spacer, appare nell'episodio "Il terremoto misterioso"), grazie al quale Goldrake potrà volare più agilmente rispetto al proprio disco Spacer.

Dopo la sua morte, Hydargos viene sostituito dal ministro Zuril, uomo audace e di grande cultura scientifica, nonché grande stratega. Questi, si contrapporrà al comandante Gandal: i due finiranno, di sovente, per contrastarsi anziché cooperare, per brama di potere.

In seguito, farà la sua apparizione Maria (Maria Grace Fleed), la sorella di Actarus. Anche lei arriverà sulla Terra, salvata (ancora bambina) da un abitante del pianeta Fleed che la ha adottata come nipote. Costui morirà, ucciso dai soldati di Vega. In punto di morte, egli rivelerà tutto a Maria implorandola di dare man forte al Goldrake.
In seguito tuttavia, credendo di trovare in Actarus il suo acerrimo nemico, Maria ingaggia con lui una lotta all'ultimo sangue, finché un medaglione imperiale svela la veritò: i due sono fratello e sorella, eredi della famiglia reale di Fleed. Da questo momento Maria, in battaglia, coadiuva il fratello con un nuovo mezzo, la "Trivella Spaziale" (Drill Spacer), in grado di far penetrare il Goldrake sottoterra.

La lotta prosegue a lungo e le forze di Vega subiscono numerose sconfitte, mentre il loro impero comincia a dissolversi. La Stella Vega, invasa dalla radioattività, finirà per diventare una stella morta e la Terra apparirà agli alieni come l'unica speranza per la sopravvivenza. Gli attacchi si faranno quindi sempre più decisi e disperati. Actarus e gli altri fronteggiano non solo con i propri mezzi, ma principalmente con il coraggio, la forza di gruppo e lo spirito di sacrificio, gli invasori che intanto sono sempre più impegnati anche in lotte interne per la supremazia al potere.

Intanto la guerra s'inasprisce. Da una parte perdono la vita i grandi amici d'infanzia di Maria e Actarus, dall'altra, condottieri come il figlio di Zuril, suscitando, in entrambe le parti, forti desideri di rivalsa.
Re Vega, nel tentativo di assicurarsi il buon esito della guerra, approfitta dell'amore che la figlia Rubina, ex promessa sposa di Actarus, ha per quest'ultimo, per cercare di attirarlo in una trappola. Actarus, catturato dal ministro Zuril (infatuato anch'egli di Rubina), l'accusa di averlo ingannato, ma la giovane principessa con un gesto estremo lo salva, finendo per morire fra le sue braccia. Il ministro Zuril morirà folgorato da Alcor.

Nel frattempo, la parte femminile del comandante Gandal ha un improvviso scrupolo di coscienza e, desiderosa di ottenere la pace con i terrestri, attenta alla vita del proprio re. Ma viene fermata e uccisa dalla sua metà maschile. In fin di vita e desideroso di riscattarsi con il suo re, Gandal morirà in un combattimento frontale con Goldrake.

Decidendo di passare al contrattacco, i compagni di Actarus partono alla volta della base lunare di Vega con una nuova astronave, il Cosmo Speciale. Nel corso del combattimento, re Vega, consapevole dell'imminente sconfitta, cercherà di schiantare la propria astronave sulla Terra, per innescarne la distruzione: Actarus riuscirà a fermarlo in tempo.

Terminata la guerra e precedentemente informati da Rubina che la loro patria natale Fleed sta tornando alla vita, Actarus e Maria decidono di tornarvi per ricostruire, assieme a coloro che scamparono all'invasione da parte di Vega, il regno perduto.
In un commosso commiato dal padre adottivo Procton e dagli amici più cari, Actarus e Maria decollano alla volta di Fleed.

[modifica] Lista degli episodi

Per approfondire, vedi la voce Episodi di UFO Robot Goldrake.

[modifica] Personaggi

Nomi dell'adattamento televisivo italiano, nomi originali (tra parentesi) e nomi dei doppiatori dell'edizione televisiva.[5]

[modifica] Personaggi principali

[modifica] Altri personaggi

[modifica] I nemici

[modifica] Mecha

[modifica] Goldrake (Grendizer)

[modifica] Scheda tecnica

  • Altezza: 30 m
  • Peso: 280 t
  • Potenza: 1.800.000 CV
  • Velocità al passo: 75 km/h
  • Velocità in corsa: 700 km/h
  • Velocità in acqua: 45 nodi
  • Salto in elevazione: 1.000 m
  • Composizione: Gren
  • Alimentazione: Energia solare

[modifica] Armamento

  • Disintegratori Paralleli (Hand Beam). Sul dorso di ogni mano Goldrake possiede tre cannoncini laser di colore rosso che sparano tutti e tre contemporanamente raggi di colore violaceo.
  • Raggio Antigravità (Hanjuuryoku Storm). Questo raggio che ricorda l'arcobaleno viene emesso dalla V sul petto di Goldrake; solleva i nemici sottraendoli alla gravità, per poi farli ricadere al suolo.
  • Doppio Maglio Perforante (Double Screw Crasher Punch). Gli avanbracci si sganciano dal resto del corpo e, volando autonomamente, si indirizzano sul bersaglio; sono dotati di una serie di lame taglienti ribaltabili che vanno a coprire il pugno e che, ruotando velocemente, li rendono a tutti gli effetti delle trivelle.
  • Boomerang Elettronici (Shoulder Boomerang). Le due lamine a forma di mezzaluna presenti sulle spalle possono sganciarsi e volare contro il nemico.
  • Alabarda Spaziale (Double Harken). I boomerang elettronici possono anche essere utilizzati agganciati a due aste che fuoriescono dalle spalle e poi uniti per formare un'alabarda lunga 28 metri circa, con un peso totale di 12 tonnellate.
  • Uncino Spaziale (Single Harken). Il singolo boomerang agganciato alla sua asta, utilizzato come tomahawk.
  • Tuono Spaziale (Space Thunder). È una potente scarica elettrica generata dalle corna laterali della testa di Goldrake e condensata verso le piccole corna frontali, che successivamente la rilasciano.
  • Campo Magnetico (Magnetic Field)

A differenza di molti altri super robot protagonisti di altrettante serie del genere, e similmente ai due compagni di trilogia, Mazinga Z e Grande Mazinga, Goldrake non ha un'arma finale risolutiva, disponendo di un arsenale che gli dà molte opzioni offensive; certamente, però, un'arma che tutti gli appassionati ricordano è l'alabarda spaziale, grazie alla quale i giovani spettatori dell'epoca approfondirono la loro conoscenza delle armi medievali.

[modifica] Spacer

[modifica] Scheda tecnica

  • Diametro: 34 m
  • Peso: 150 t
  • Velocità massima: Mach 9 nell'atmosfera terrestre, sconosciuta nello spazio
  • Altitudine massima: illimitata
  • Tempo di agganciamento con Goldrake: 12 secondi
  • Composizione: Gren

[modifica] Armamento

  • Pioggia di Fuoco (Melt Shower). È una sorta di acido molecolare che viene emesso dalle sei aperture sulla parte superiore dello Spacer.
  • Lame Rotanti (Spin Saucer). Consistono nei due dischi rossi posti alle estremità delle ali dello Spacer. Questi dischi si aprono rivelando delle lame, e vengono sparati contro il nemico dopo aver assunto un moto rotatorio. Volano ad una velocità pari a Mach 10.
  • Missili Perforanti (Spin Drill). I dischi delle Lame Rotanti nascondono al loro interno un cannoncino che spara dei dardi a punta di trapano. Possono essere sparati a colpo singolo oppure a ripetizione.
  • Velocità Sub-Fotonica (Hyper Top Speed)
  • Nebbia Anti-Radar (Frequency-Disturbing Fog)

[modifica] L'edizione italiana

In Italia la serie fu trasmessa per la prima volta alle 18.45 di martedì 4 aprile 1978 sull'allora Rete 2 (oggi Raidue) all'interno del contenitore serale Buonasera con..., intitolato in quell'occasione "Buonasera con... Superman - Atlas Ufo Robot", per la realizzazione di Lucio Fasano. La prima puntata trasmessa in TV, fu introdotta da una breve presentazione fatta da Maria Giovanna Elmi,[6] allora annunciatrice RAI, che spiegava al pubblico italiano le caratteristiche della serie e della fantascienza giapponese e che raccontava del successo riscosso all'estero da questi «particolari cartoni animati»: era infatti la prima serie robotica giapponese ad essere trasmessa in Italia.

La programmazione Rai suddivise la serie in tre blocchi: dal 4 aprile al 6 maggio 1978 (24 episodi); dal 12 dicembre 1978 al 12 gennaio 1979 (25 episodi); dall'11 dicembre 1979 al 6 gennaio 1980 (22 episodi). Furono infatti doppiate e trasmesse in TV solo 71 puntate su 74, con esclusione degli episodi 15, 59 e 71, e ciò malgrado la RAI avesse acquistato l'intera serie.[7]

Pur essendo la terza parte di una trilogia insieme con Mazinga Z e Grande Mazinga, in Italia la serie fu trasmessa prima delle altre due, e così nelle edizioni italiane la continuità fra le tre storie si è completamente perduta, anche per l'alterazione dei nomi originali che, ad esempio, impedisce di cogliere l'unicità del personaggio di Koji Kabuto, rimasto tale nell'adattamento del Grande Mazinga, ma chiamato Ryo in Mazinga Z, ed Alcor in UFO Robot Goldrake.[7]

Di fatto gli spettatori italiani si accorsero probabilmente che qualcosa univa le tre serie, se non altro quando fu trasmessa una puntata di Goldrake in cui compare come guest star il Boss Robot. Boss, infatti, è presente sia in Mazinga Z, in cui collabora goffamente proprio con Koji contro il Dottor Inferno, sia nel Grande Mazinga, in cui ricopre lo stesso ruolo di aiutante maldestro al fianco di Tetsuya Tsurugi, e dove Koji comparirà solo al termine.

[modifica] La Goldrake-mania

In effetti, la Goldrake-mania fece impazzire il Paese, che ben presto divenne il maggiore acquirente occidentale dei cartoni animati made in Japan proprio grazie al successo di Atlas UFO Robot.

Gli indici di ascolto della RAI salivano alle stelle quando Goldrake compariva sugli schermi e si scatenò una sorta di delirio collettivo. L'immagine di Goldrake finì su centinaia di prodotti diversi: fumetti, libri, dischi, maschere di carnevale, tatuaggi lavabili, modellini e addirittura dei doposci, riempirono i negozi di tutta Italia.

Tuttavia, mentre bambini e ragazzini erano entusiasti, molti genitori si mostrarono perplessi, se non ostili alla novità, come del resto gran parte dell'opinione pubblica (adulta). Malgrado il disappunto verso la serie avesse trovato finanche l'appoggio di alcuni parlamentari, come il senatore Silverio Corvisieri, membro della Commissione di Vigilanza RAI, che intervenne con un articolo fortemente critico dal titolo "Un ministero per Goldrake" pubblicato su La Repubblica del 7 gennaio 1979, la serie non fu però interrotta, e la sua popolarità continuò a crescere.[8]

In piena Goldrake-mania si diffuse, soprattutto grazie alla stampa, una falsa notizia, secondo cui i cartoni animati giapponesi (fra cui Goldrake, ovviamente) non erano "animati a mano", ma da un computer, che, sulla base dei dati inseriti da tecnici in camice bianco, realizzava il tutto automaticamente. La diceria avrebbe resistito fino agli anni novanta. Nel maggio 1990, infatti, la fanzine Mangazine pubblicò un dossier sulla Toei Animation di Luca Raffaelli, contenente un'intervista ad Umeda-san, l'allora responsabile della Toei, il quale, sull'argomento, così si espresse: «Computer? Qui non ci sono affatto. So che in Italia circola la leggenda secondo cui i nostri cartoni animati sono realizzati con il computer, ma le assicuro che qui dentro non ce n'è uno».[9] Anche sul n. 8 (novembre 1991) della rivista Mangazine fu pubblicato un dossier sulla Toei, a cura di Federico Colpi. L'intervistatore ricorda che il portavoce della Toei, dopo una lunga risata, rispose: «Scusi, ma li ha visti i nostri studi? Qui non c'è nemmeno l'aspirapolvere, perché è tecnologia troppo avanzata... E poi, Goldrake è del 1975! A quei tempi non c'erano nemmeno i word processors».

[modifica] Goldrake nei cinema italiani

In Italia sono stati realizzati tre adattamenti cinematografici non autorizzati della serie televisiva, nati da un'operazione di montaggio di vari episodi: Goldrake all'attacco, Goldrake l'invincibile e Goldrake addio.
Particolarmente rilevante è il primo, con il sottotitolo "La più grande avventura di UFO Robot". Il film, basato su un collage dei primi episodi della serie, presenta infatti una colonna sonora modificata, in cui sono stati aggiunti a più riprese i nove brani in italiano (Ufo robot, Rigel, Venusia, Alcor, Vega, Goldrake, Pianeta Terra, Atlas UFO Robot, Procton) dell'introvabile LP Atlas UFO Robot, cantati, tra gli altri, da Fabio Concato (Rigel, Procton, nonché cori in tutte le altre) e Dominique Regazzoni (Venusia). Nel film si può inoltre ascoltare l'inedita versione strumentale della famosa sigla TV italiana UFO Robot, orchestrata da Vince Tempera (che in un'intervista ha dichiarato di avere ottenuto proprio con la canzone UFO Robot il suo maggior successo di vendite). Il basso è suonato da Ares Tavolazzi, ex componente degli AREA.[10]
Il secondo film, Goldrake l'invincibile, raccoglie gli episodi in cui fa la sua prima apparizione Maria Grace Fleed, mentre il terzo, Goldrake addio, contiene l'episodio 71 (titolo giapponese Morus, il capo della guardia dal tragico destino), non trasmesso nella edizione TV italiana, e come sigla di testa presenta la versione strumentale della sigla originale giapponese prelevata direttamente, con tanto di effetti sonori, dalla musica di sottofondo che accompagna la corsa di Actarus verso il suo robot, nell'hangar sotterraneo.

Nel film di montaggio Mazinga contro gli Ufo Robot, uscito nelle sale italiane nel 1978, è contenuto anche il cortometraggio UFO Robot Goldrake contro il Grande Mazinga, che può considerarsi a tutti gli effetti un episodio cinematografico della serie televisiva, in quanto compatibile con la storyline di questa, eccezion fatta per la distruzione del TFO, il disco volante di Alcor/Koji (di cui propone una versione alternativa).

[modifica] Goldrake in home video

Dopo circa trent'anni dalla trasmissione televisiva, la serie è ritornata in Italia per il mercato home video in una edizione integrale in 12 dvd curata e prodotta dalla d/visual. La versione home video è stata però ridoppiata, utilizzando quasi per intero lo stesso cast del doppiaggio RAI del 1978, non inserito in questa edizione, ed i dialoghi sono stati ampiamente rivisti per correggere tutte le imprecisioni e gli errori dell'adattamento precedente.

[modifica] Note sui nomi

Il nome Grendizer deriva secondo alcuni dal Gren, il metallo alieno di cui sarebbe fatto il robot, mentre altri sostengono più semplicemente che derivi dalla parola inglese grand (grandioso, imponente). L'origine del nome italiano del robot è avvolta nel mistero e le uniche persone che avrebbero potuto fornire informazioni attendibili, gli autori del doppiaggio televisivo Annibale Roccasecca e Willy Moser, sono entrambe decedute. Secondo la tesi più accreditata, tuttavia, il nome viene dalla Francia, dove la serie fu importata in esclusiva per l'Europa da Jacques Canestrier di Antenne 2, e dove la RAI l'acquistò. In particolare, Goldrake appare come l'anglicizzazione di Goldoràk, il nome inventato dallo stesso Canestrier, mentre Atlas UFO Robot è il frutto di una vera e propria svista dei funzionari RAI: come detto, la serie fu acquistata in Francia e, come ogni programma televisivo, era accompagnata da quella che gli addetti ai lavori chiamano guide book, ossia la scheda illustrativa, in francese detta atlas, cosicché la dicitura Atlas UFO Robot stampata sulla guida fu scambiata per il titolo originale della serie.[11] Il nome Goldrake in quanto tale è comunque un evidente inglesismo: in inglese, infatti, esso può leggersi come una crasi dei due vocaboli golden (dorato) e drake (drago), che ben si addice ad un'opera proveniente dall'Estremo Oriente. D'altro canto, molti sostengono che si tratterebbe della fusione dei nomi Goldfinger e Mandrake, anche se questa sembra essere più verosimilmente l'origine del nome di un altro Goldrake, "Goldrake, l'agente playboy" (Edizioni EP), un fumetto italiano per adulti realizzato da Renzo Barbieri e Sandro Angiolini nel 1966. In ogni caso non esistono prove di un rapporto di derivazione tra il nome del fumetto e quello dell'anime.[12]

I nomi italiani dei personaggi, mutuati quasi tutti dall'adattamento francese, sono di pura fantasia, ad eccezione di Alcor, Mizar e Rigel, che come Vega (Alpha Lyrae) sono nomi propri di origine araba di altrettante stelle. Alcor e Mizar (Zeta UMa) si trovano nella costellazione dell'Orsa Maggiore e sono un sistema binario di stelle doppie, mentre Rigel (Beta Orionis), pure doppia, si trova in quella di Orione. Actarus, invece, è la trascrizione fonetica della pronuncia inglese di Arcturus (Alpha Bootis), nella costellazione di Boote. Venusia viene chiaramente dall'aggettivo venusiana, ossia del pianeta Venere, mentre Procton deriva probabilmente dall'inglese proton (protone), o più verosimilmente è una trasformazione del nome francese del personaggio, Procyon, che pure è una stella (doppia).[13]

[modifica] Goldrake nel mondo

  • Goldrake in Italia
  • Goldoràk in Francia
  • Grendizer in USA, Germania e paesi Arabi
  • Grendizer (グレンダイザー, letto Gurendaiza) in Giappone

[modifica] Note

  1. ^ v. www.siglandia.net, da cui risulta anche che ai cori parteciparono Fabio Concato, Alberto Tadini, Massimo Luca e il Coro di Paola Orlandi.
  2. ^ Videointervista a Luigi Albertelli, Vince Tempera e Alberto Tadini.
  3. ^ Se Goldrake non fosse nato... in Leggende. d/visual. URL consultato il 28-12-2008.
  4. ^ cfr. Alessandro Montosi, Ufo Robot Goldrake. Storia di un eroe nell'Italia degli anni ottanta, Coniglio Editore, 2007, pp. 7 e segg.
  5. ^ Scheda di Atlas Ufo Robot su Antoniogenna.net.
  6. ^ Alcune immagini originali della presentazione della Elmi che accompagnano un'intervista radiofonica a Romano Malaspina.
  7. ^ a b Mazinger Z, il Grande Mazinger e Goldrake: pasticcio all'italiana in Leggende. d/visual. URL consultato il 02-06-2008.
  8. ^ cfr. Paolo Buscaglino Strambio. Pericolo Giallo. I cartoni giapponesi e il loro impatto sul pubblico. ADAM Italia-Lulu.com, 2008, p. 14.
  9. ^ cfr. Luca Raffaelli in Mangazine, Hobby Fumetto, n. 4, maggio-giugno 1990, p. 9. Vedi pure Il computer più potente del mondo! in Leggende. d/visual. URL consultato il 28-12-2008.
  10. ^ Tavolazzi e Tempera si erano conosciuti e frequentati dai tempi della comune militanza nei The Pleasure Machine trio composto anche da Ellade Bandini, anch'egli richiamato da Tempera per suonare la batteria in questa occasione
  11. ^ Ma "Atlas" chi è? in Leggende. d/visual. URL consultato il 02-06-2008.
  12. ^ cfr. Alessandro Montosi, op. cit., p. 82.
  13. ^ Sui nomi degli adattamenti francese ed italiano in generale cfr. soprattutto Alessandro Montosi, op. cit., pp. 43 e segg.; pp. 79 e segg.

[modifica] Bibliografia

  • Alessandro Montosi, Ufo Robot Goldrake. Storia di un eroe nell'Italia degli anni ottanta, Roma, Coniglio, 2007, ISBN 978-88-6063-054-4

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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