Skateboarding

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Skateboarder alle prese con una rampa. Nota: si ricorda che, al di là dei problemi estetici, andare sullo skate senza protezioni è pericoloso.

Lo skateboarding, o semplicemente skateboard o skate, è uno sport nato in California circa negli anni '50. In un certo senso lo skateboarding è stato inventato per permettere ai surfisti di praticare il proprio sport anche in assenza di mare mosso. Lo si pratica con uno speciale attrezzo, lo skateboard, che è costituito da una tavola in legno, un sandwich di acero canadese (famoso per la sua resistenza) munito di ruote montate su cuscinetti di precisione e di attacchi snodati (trucks o carrelli) che permettono di sterzare e che sono regolabili in base alla specialità ed al peso dell'atleta. Gli strati di legno d'acero (solitamente sette) vengono tagliati, pressati ed incollati insieme in modo da garantire alla tavola (deck) grandi doti di robustezza e flessibilità.

Specialità[modifica | modifica sorgente]

Skateboarder durante una pausa riflessiva.

Lo sport è composto da molte specialità, tra le quali le più importanti sono lo street-skating, il vertical-skating, le specialità di "velocità" (tra cui lo slalom skateboarding, lo slalom boardercross, il downhill, lo streetluge), il longjump e il freestyle. La forma e la dimensione della tavola, e il tipo di accessori, differiscono in base alla specialità praticata. Sono tutte concave per permettere di avere più stabilità e manovrabilità. Grazie alle tecnologie odierne, è possibile costruire tavole in fibra di carbonio. Queste ultime, data la loro rigidezza sia flessionale che torsionale, permettono all'atleta delle discipline di velocità, attraverso la tecnica di "slalompumping", di trasferire direttamente sulla tavola una grossa percentuale della spinta di gambe ottenendo una conduzione di curva in accelerazione (senza dispersioni legate a torsioni e flessioni che limiterebbero la forza applicata e la precisione di inserimento in curva). La conduzione di curva, in questo caso basata è su attrito volvente anziché radente (essendo lo skateboard su ruote), ed è analoga alla conduzione di curva dello snowboard e dello sci alpino dove, tuttavia, il ruolo di protagonista viene esercitato dall'attrito radente (essendo lo snow o gli sci dotati di lamine). Nel Vert-Skateboarding tale spinta si ottiene invece attraverso una tecnica chiamata "transition pumping" che si applica nelle transizioni di pendenza (concavità e convessità delle bowl o concavità del pipe-half pipe) che può , essere abbinata a quella di "slalompumping" qualora esistano tratti piani.

Stile di vita[modifica | modifica sorgente]

Lo skateboarding è uno dei pochi sport che, specie negli Stati Uniti e in Canada e in misura minore nel resto del mondo, è diventato anche uno stile di vita giovanile, oltre che un mezzo di trasporto. In Svizzera, ad esempio, numerosi studenti lo utilizzano grazie ai numerosi e ben curati marciapiedi ciclabili, per recarsi a scuola.

In Italia tale sport arriva nel 1977, dopo un servizio televisivo del programma Odeon, rubrica di spettacolo e curiosità dal mondo, diffondendosi dapprima nelle grandi città del centro-nord, più reattive rispetto al fenomeno sportivo-culturale, successivamente in tutto il territorio nazionale. L'inverno del 1977 registra un autentico boom di vendite, strade e marciapiedi sono invasi da giovanissimi entusiasti, ma al successo del monopattino si accompagnano numerosissimi incidenti. Per la forte pericolosità dovuta alle numerose strade in discesa, Genova è la prima città a vietare la circolazione dello skateboard, divieto esteso all'inizio del 1978 in tutto il territorio nazionale, con grande disappunto dei ragazzi e buona pace dei vigili urbani. Lentamente, però, tale sport riacquista visibilità e rispetto, fino ad essere riconosciuto dal CONI. Per quanto riguarda lo slalom skateboarding che come anticipato è inserito nella specialità di velocità, esiste un'associazione internazionale "International Slalom Skateboarding Association" ISSA che gestisce le gare internazionali attribuendo i punteggi che danno origine al World Ranking dove si possono trovare tutti gli atleti con i loro piazzamenti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Uno Skateboarder durante un contest.
Skateboarder mentre si prepara ad affrontare un giro di prova prima di una competizione (dettaglio).

I ragazzini hanno sempre avuto un'affinità per il proprio set di ruote. La bicicletta è il primo esempio, ma per molto tempo le bici furono fuori della portata finanziaria per molte famiglie.

Le alternative erano i carretti, i monopattini e i pattini a rotelle. Quando questi veicoli comprati al magazzino non facevano la magia, i giovani sceglievano di creare da sé i loro mezzi di trasporto. Alcuni costruivano go-kart o soapbox cart; altri fecero quello che sarebbe finito con l'essere la forma primitiva dello skateboard.

Il primo tipo di skateboard, che si riporta ai primi del 1900 era in effetti più simile a un monopattino. Era rappresentato da ruote di pattini attaccate a un due per quattro (asse di legno, due pollici per quattro). Spesso la tavola aveva una cassetta di imballaggio del latte inchiodata addosso con il manubrio che sporgeva ai lati per il controllo. Nel corso dei successivi cinque decenni i cittadini cambiarono l'aspetto di questi aggeggi, levando la cassetta e viaggiando solo sul due per quattro con rotelle d'acciaio.

Dopo la Seconda guerra mondiale, il nord America fece l'esperienza di un'economia forte e di una popolazione che si espandeva. I figli di quel periodo (i baby boomer) fecero rapidamente sentire la loro presenza nel mercato. Gli anni '50 avrebbero visto produttori di giocattoli inciampare uno addosso all'altro per uscirsene con l'ultima trovata per catturare l'immaginazione e il porcellino-salvadanaio dei bimbetti dovunque. La comparsa della televisione li avrebbe aiutati nel compito. Gli yoyo, hula-hoop e simili sarebbero cresciuti e ricaduti in favore giochi all'aria aperta. Era solo una questione di tempo prima che qualcuno raccogliesse il potenziale riposto in quelle rotelle da pattini inchiodate su assi di legno. I primi skateboard commerciali colpirono il mercato nel 1959.

L'alba dell'industria dello skateboard commerciale portò nuovi ed eccitanti progressi tecnologici, come le ruote d'argilla, che fecero la corsa più liscia e resero possibili nuovi trick. Ma segnalò anche la fine di un tempo in cui i bambini ideavano i propri giochi con allegria e caciara.

La fine degli anni '50 vide crescere l'interesse commerciale verso il concetto di una tavola da pattinaggio e nel 1959 il primo skateboard Roller Derby era comparso negli scaffali dei negozi. L'introduzione di skateboard prodotti per il commercio coincideva con l'era del surfer, e la gente cominciò a collegare le cavalcate delle onde in mare e le corse su una tavola a terra. Per quando gli anni '60 iniziavano a girare, lo skateboard si era guadagnato numerosi seguaci tra la folla del surf.

Ma fu quando Larry Stevenson, editore di "Surf Guide", iniziò a promuovere lo skateboard, che le cose iniziarono a decollare, Makaha, l'azienda di Larry, progettò il primo skateboard professionale nel 1963 e fu preparata una squadra per promuovere il prodotto.

Skateboarder mentre affronta una cunetta.
Skateboarder alle prese con una rampa.

Le squadre di skate, finanziate dai produttori sarebbero diventate un punto fermo per il commercio e avrebbero giocato un grande ruolo nel portarlo al mondo. Makaha ha anche patrocinato la prima gara di skate, che si tenne a Hermosa, California, nel 1963. Le competizioni con un regolamento alzarono gli standard dello skate e gli diedero il suo status di sport.

Altri fabbricanti apparvero sulla scena. Per il 1965 c'erano competizioni internazionali, film (Skater Dater), una rivista (The Quarterly Skateboarder) e i giri attraverso il paese delle squadre di skateboard, che avevano alzato lo sport verso enormi picchi di popolarità. Oltre 50 milioni di tavole furono vendute in quei tre anni.

Poi, d'improvviso, lo skate morì nell'autunno del 1965.

Il primo Crollo era dovuto a prodotti scarsi, troppe giacenze di magazzino e al pubblico sconvolgimento per le corse spericolate. Oltre a rimpiazzare le cigolanti rotelle d'acciaio dei pattini con ruote d'argilla che davano una corsa più liscia e a rifinire i truck (gli attacchi delle ruote), ci furono pochi progressi tecnologici.

Alcune aziende svilupparono ruote di migliore qualità, ma le ruote d'argilla erano le più economiche da costruire. Comunque, le ruote d'argilla non davano buona presa sulla strada e dappertutto gli skater facevano delle cadute davvero brutte. I comuni iniziarono a bandire gli skate in risposta alle preoccupazioni per la salute e la sicurezza, e dopo alcuni incidenti fatali lo skate fu ufficialmente sbattuto fuori dall'esistenza. I fabbricanti persero enormi cifre di denaro dovute alla cancellazione degli ordini di natale, e lo skate quasi scomparve dalla vista del pubblico. Ma alcuni skater sinceramente dedicati avrebbero mantenuto vivo lo sport, con un sostegno vitale.

La fine dei sessanta sembra essere stato un periodo meno innocente rispetto all'inizi di quel decennio. Problemi legali e una mancanza di innovazione nel progetto dello skateboard furono i fattori principali nella frenata nella popolarità dello skate che si riscontrò in quel periodo, ma fu anche un periodo di grandi conflitti politici e sociali a livello mondiale, e le attività spensierate come il surf sul marciapiede vennero eclissate nell'immaginazione collettiva da proteste, assassinii e una guerra sempre più controversa.

Lo skate non scomparve del tutto, ma di sicuro entrò in una fase dormiente, finché una conquista tecnologica non l'avrebbe riportato in prima linea. Nel 1970, un surfer dal nome di Frank Nasworthy iniziò a sviluppare una ruota fatta di uretano. Usandole la sensazione era magnifica paragonata alle ruote d'argilla, e per il 1973 le Cadillac Wheels di Nasworthy avevano lanciato la seconda onda dello skate. I fabbricanti di truck come Independent, Bennett e Tracker cominciarono a fare truck progettati apposta per lo skate. Produttori di tavole spuntarono nel tempo di una notte e improvvisamente l'industria fu inondata di nuovi prodotti e nuove idee. Nel 1975, Road Rider aprì con la prima ruota con cuscinetti di precisione, facendola finita con anni di cuscinetti a sfere libere che avevano il vizio di schizzare fuori dal cuscinetto. Lo slalom, la discesa (downhill) e il freestyle erano praticati da milioni di entusiasti. La rivista SkateBoarder fu fatta risorgere e presto vi si unirono altre pubblicazioni speranzose di guadagnare dal ritorno dello skate. Bruce Logan, Russ Howell, StacyPeralta, Tom Sims e Gregg Weaver figuravano pesantemente in queste riviste. Lo sport stava girando di nuovo.

Il primo moderno skatepark all'aperto venne costruito in Florida nel 1976 e fu presto seguito da centinaia di altri parchi su tutto il Nord America. Con le nuove possibilità offerte dagli skatepark lo skate si mosse dall'orizzontale al verticale, freestyle e slalom divennero gradualmente meno popolari. Anche l'ampiezza delle tavole cambiò dai sei sette pollici (15-18 cm) fino a oltre nove pollici (23 cm). Questo incremento nella misura assicurava migliore stabilità sulle superfici verticali. Le punte della Seconda Onda includevano Tony Alva, Jay Adams e Tom Inouye "Wally". Wes Humpston mise in vendita la prima linea di tavole con grafica che fece successo, sotto l'etichetta di DogTown. Subito, dozzine di produttori di tavole misero la grafica sotto le loro tavole.

Skateare nelle pool (piscine con pareti curve) era enormemente popolare e come risultato di una migliore tecnologia gli skater furono in grado di eseguire manovre aeree e andare ben oltre il bordo. Alla fine dei '70 Alan Ollie Gelfand inventò l'ollie, ovvero l'aerial senza mani, e portò lo skate al livello successivo. le radici dello streetstyle si svilupparono quando gli skater iniziarono a portare manovre verticali sul terreno piano. La cultura skate cominciò a mischiarsi col punk e la musica new wave. C'erano immagini di teschi sugli skate grazie al genio creativo di Vernon Courtland Johnson alla Società Powell.

La vecchia nemesi dello skate, la preoccupazione per la sicurezza, si rialzò ancora una volta. le assicurazioni divennero tanto costose che molti proprietari degli skatepark chiusero la porta, ed entrarono i bulldozer per finire l'opera.

Schema di una "Halfpipe".
Uno Skatepark in Oregon.

Per la fine del 1980 lo skate morì un'altra morte e di nuovo molti fabbricanti dovettero affrontare perdite tremende. Come la BMX divenne popolare e la rivista SkateBoarder si cambiò in ActionNow, tanti skater disertarono lo sport. Lo skate diventò underground ancora una volta. Ma anche se gli skatepark sparirono, un contingente di duri e puri si costruì le proprie rampe e le halfpipe nel giardino di casa e continuò a sviluppare lo sport.

Altre zuffe legali e la competizione di altre attività giovanili come la BMX portarono a un secondo periodo di riposo per lo skateboarding nei primi anni '80. Sebbene si tenessero gare di skate l'affluenza era poca e il montepremi ancora minore. Ma come in passato un nucleo di skater dedicati mantenne in vita lo sport. Nel 1981 la rivista Thrasher cominciò la pubblicazione nello sforzo di fornire agli skater imperterriti delle informazioni sulla scena skate.

Per il 1983 i produttori di skate iniziarono a vedere lo sport in risalita e la rivista Transworld Skateboarding entrò nella scena skate. Le corse sul vert decollarono nel 1984, seguite a ruota dallo streetstyle. Divennero popolari le rampe di lancio Powell-Peralta creò il primo video skate della Bones Brigade, che aiutò la propulsione dello skate verso nuovi livelli di popolarità. Emersero numerosi campioni del verticale tra cui: Tony Hawk, Christian Hosoi, Lance Mountain e Neil Blender. Nello street Mark Gonzales, Natas Kaupas e Tommy Guerrero crearono nuove variazioni sull'ollie.

Anche il freestyle era parte della scena e Rodney Mullen dominava tutte le contese.

I diritti sulla vendita delle tavole e le vincite delle gare crescevano di scala e qualche skater pro metteva su guadagni di diecimila dollari ( £ire 13 milioni all'epoca +/-) al mese. L'Associazione Nazionale di Skateboard, capeggiata da Frank Hawk (il papà di Tony), tenne numerose gare per tutto il nord America, a volte anche nel resto del globo.

Dozzine di nuovi produttori saltarono sullo skate, ma nella metà degli '80 solo tre maneggiavano la maggior parte del mercato - Powell-Peralta, Vision/Sims e Santa Cruz. Le scarpe da skate di Airwalk, Emerica, Vans e Vision divennero enormemente popolari, insieme alla moda skate, anche tra i non-skater.

Verso la fine del decennio il centro del fuoco si spostò verso lo street skate e le corse sul vert divennero meno popolari. Un numero i skater pro decisero di lasciare i grandi produttori e di avviare le proprie aziende di skate. Uno dei primi a far questo fu Steve Rocco, che avviò le World Industries. Nasceva così la 'nuova scuola' di skateboarding. Si focalizzava sugli ollie e sulle manovre 'tecniche' e incominciò con un modo di pensare del tutto nuovo.

Per il 1991 una recessione mondiale colpì e l'industria dello skate ne fu profondamente influenzata. Come in passato una cifra di produttori affrontarono grosse perdite finanziarie. L'industria la prese estremamente in negativo e cominciò il processo per reinventarsi.

La recessione economica fu una doccia fredda per tutte le industrie nei primi anni '90. Lo skateboard doveva anche vedersela con una nuova nemesi - i rollerblade. Come le altre volte un contingente di appassionati rimasero con lo sport, ma stavolta l'attrito non era così forte come in passato. La crescita della tivù via cavo, satellite e di internet avrebbe portato a una maggiore coscienza dello skateboard nel mondo. I figlioletti del boom (baby boomlet)- la figliolanza dei figli del dopoguerra - stavano entrando nell'età ingrata, la loro adolescenza ribelle. Questo fatto combinato con la loro notevole capacità di spesa portò alla quarta onda dello skateboard- magari fosse la volta buona! E insieme a loro molte giovani madri e padri ripescano le loro vecchie tavole per ricominciare.

Per la metà dei '90 lo skate riemerse ancora e la quarta onda era cominciata. Nel 1995 lo skateboard ricevette un bel po' di illuminazione ai giochi estremi di ESPN2 (Tv via cavo USA). I calzaturifici per gli skater come Etnies e Vans cominciarono a vendere grosse quantità del prodotto e altri produttori di abbigliamento di nuovo impazienti di battere cassa sulla popolarità dello sport.

Alla fine dei '90 lo skateboard rimane focalizzato sullo streetstyle e l'industria è strapiena di numerosi produttori e rivenditori. In molti casi gli stessi skater professionisti sviluppano il loro prodotto e dirigono la loro azienda. Il longboard, l'arte un tempo dimenticata di portare grandi tavole ha cominciato a fare un ritorno e il downhill (le discese) è entrato in una dimensione completamente nuova grazie allo street luge (arriva fino a 80 km/h!) In California si ricominciano a costruire skatepark pubblici grazie a un cambiamento della legislazione. Il duro lavoro di Jim Fitzpatrick e dell'Associazione Internazionale delle Compagnie di Skateboard (IASC) ci assicura che altri stati seguiranno e la costruzione di altri parchi è programmata nei prossimi anni.

Nell'arco dei 40 anni passati lo skate ha avuto i suoi picchi e vallate di popolarità. Comunque la tecnologia dello skateboard è grandemente migliorata da quando si usavano le rotelle di argilla. In termini di incidenti lo sport rimane molto più sicuro di football americano, rollerblade o hockey in-line (in partecipanti incidentati percento). A dispetto della preoccupazione per la sicurezza o delle recessioni economiche, lo skateboard persiste, semplicemente perché è troppo eccitante per lasciarlo.

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

Skateboarder durante una pausa riflessiva.

Lo skateboard viene anche usato come allenamento per gli sport invernali (snowboard, sci) e per il surf. Se appreso con adeguata gradualità e praticato con precauzioni idonee (quali ginocchiere e gomitiere) e con l'aiuto di istruttori, è meno pericoloso di altri sport di massa, secondo statistiche americane.[1] Può essere praticato dai 5 anni fino a tarda età, con l'approccio delle tecniche base di scorrimento, curva e fermata in sicurezza, meglio se sotto la guida di qualificati tecnici e istruttori federali e muniti dell'equipaggiamento di sicurezza-protezioni. Le specialità acrobatiche sono predilette dai teenager. Tutti gli amanti degli sport di glisse (scivolata) possono trovare nello skateboarding la disciplina più idonea alle loro capacità.

Attualmente nel nostro paese questo genere di attività è molto diffusa tra i più giovani ed è normalmente praticato per strada (street-skating) o in apposite aree predisposte chiamate skatepark o nei parchi pubblici.

Gli skate più lunghi procurano sensazioni simili a quelle di glissata degli altri sport di tavola "fratelli": servono, infatti, a carvare sull'asfalto con veri longboards.

Lo skatebarding è stato diffuso in parte, da innumerevoli film su skater. Per citarne uno, Lords of Dogtown, che racconta la vita degli z-boys, Stacy Peralta, Tony Alva, e Jay Adams, nella scalata al successo mondiale con la loro tavola, usata solamente come allenamento sostitutivo al surf.

Aspetti legali dello street-skating[modifica | modifica sorgente]

La disciplina dello street-skating, lo skateboarding praticato per strada, non può prescindere dall'utilizzo di elementi di arredamento urbano, quali marciapiedini, scalinate, scorrimano. D'altra parte l'uso di queste strutture da parte degli sportivi può creare problemi di sicurezza e incolumità dei passanti, e degradazione delle strutture stesse. Nel codice della strada italiano, lo skateboard è assimilato ad un acceleratore e l'articolo 190 cita al comma 8:

« La circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade »

Mentre il comma 9:

« È vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti »

Per l'effetto di questi commi uno sportivo praticante lo street-skating all'interno di speciali strutture urbanistiche può essere considerato autore di un atto illecito. Un'altra interpretazione giuridica afferma che il comma 9 non intende vietare allo skater l'utilizzo delle strutture urbane, ma sottolinea solo che gli skater devono porre la massima attenzione nell'utilizzo delle strutture pubbliche affinché i passanti non corrano pericoli fisici.[senza fonte]

La frase Skateboarding is not a crime, famosa tra gli skateboarders, rivendica proprio la legittimità dell'utilizzo dello skateboard in strada. Difatti, nonostante l'esistenza di skate-park attrezzati con corrimano, scalinate e altri elementi architettonici riproducenti l'arredo urbano, liberamente utilizzabili per lo sport, i praticanti puristi considerano l'utilizzo della strada l'unica opzione rispettabile per praticare lo street-skating. In aggiunta a ciò in molte località le strutture dedicate sono pochissime, in special modo in Italia (a differenza per esempio delle strutture dedicate al calcio). E spesso le strutture esistenti sono fatiscenti e pericolose. La conseguenza di questo stato di cose è che gli skaters girano per le strade in cerca di strutture per eseguire trick (evoluzioni) e sono spesso allontanati dalle forze dell'ordine, ma anche da guardie giurate e persino da privati cittadini, anche perché nella ricerca di spot capita che gli skaters invadano proprietà private.

Tra gli appassionati italiani è forte la rivendicazione di idonei luoghi di allenamento e manifestazione (skatepark) che non siano rari o obsoleti, spesso in polemica con la disponibilità di strutture che hanno altri sportivi, in particolari gli amanti del calcio.

Tricks[modifica | modifica sorgente]

Skateboarder mentre esegue una manovra (in gergo trick)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Skateboarding trick.

I tricks sono le acrobazie effettuabili con lo skateboard, ne esistono qualche centinaia, gran parte derivanti dall'Ollie, uno dei trick base che consiste nel saltare facendo rimanere la tavola attaccata ai piedi, prima effettuando una pressione sul tail (la "coda"), la parte curva posteriore dello skateboard, sollevando quindi il nose (il "naso"), ovvero la parte curva anteriore, per poi abbassare questo con l'altro piede livellando così la tavola in aria, rendendola parallela al terreno, per infine concludere atterrando.

Tutti i trick possono essere effettuati in 4 diverse stances: quella normale con il piede naturale davanti (sinistro per chi è regular, destro per chi è goofy) e l'altro poggiato sul tail, in Nollie con il piede naturale poggiato sul nose e l'altro al centro della tavola, in switch con i piedi invertiti rispetto alla propria natura ovvero con il sinistro davanti per chi è goofy e il destro davanti per chi è regular con l'altro piede poggiato sul tail, infine in fakie (una combinazione di switch e nollie): piede principale al centro della tavola e piede secondario sul nose.

Potendo combinare inoltre una rotazione del corpo con quasi tutti i trick alla categorizzazione di ognuno di loro si può aggiungere tale rotazione espressa in gradi e verso quale direzione si effettua: se si ruota nella direzione della punta dei piedi si parla di una rotazione in backside (BS), al contrario, verso il tallone si parla di frontside (FS). Un esempio: BS 180° ollie.

Come già detto dall'ollie derivano molti trick, i più famosi sono: l'heelflip, che consiste nel far roteare la tavola di un giro mentre si effettua un ollie utilizzando il tallone che va a colpire di fianco il nose, il kickflip, che consiste nel far roteare la tavola usando invece l'avanpiede, praticamente calciando di fianco il nose sviluppando una rotazione sull'asse orizzontale. Di molti trick come questi esistono anche le versioni in double e triple, ovvero ripetendo tale trick senza pause per due o tre volte, come un double o triple kickflip, che consiste nel far svolgere rispettivamente due o tre giri completi sull'asse orizzontale.

Un altro famoso trick è il pop shove-it, che consiste invece nell'imprimere grazie al backfoot (piede posteriore) una rotazione sull'asse verticale alla tavola solitamente di 180°, 360° o 540°, la versione senza l'uso dell'ollie ovvero senza "staccare" colpendo con la tail il terreno si chiama semplicemente shove-it, stando il pop a simulare il suono della tavola che colpisce per terra.

Esiste anche una combinazione fra i vari pop-shove-it e kickflip o heelflip se la tavola compie uno shove-it di 180° e un flip si parla di varial (es. varial heelflip) se i flip sono multipli e la tavola compie uno shove-it di 180° il trick ha nome differrente (es. nightmare flip. pop-shove-it+double kickflip)se lo shovit è di 360° si parla di un 360 (es. 360 hardflip. 360 fs shove-it+kickflip; 360 laser flip 180fs pop shovit ed hardflip) Altra grande categoria di trick è quella dei grind e degli slide. Sono trick effettuabili in presenza di ringhiere oppure di bordi con spigolo di 90° come muretti o panchine. Presa una buona velocità con un ollie si raggiunge tale spigolo per poi "grindarci" ovvero "strusciandoci" sopra con una parte dello skate. Il principale slide si chiama boardslide e si effettua facendo "strusciare" la parte centrale della tavola sul bordo ponendo i piedi su tail e nose, in moda da equilibrarla. Il grind più semplice è invece il 50-50 che prevede un atterraggio sullo spigolo con la tavola perfettamente parallela al bordo da grindare, "strusciandoci" appunto con i due trucks senza l'aiuto delle ruote.

L'impennata nello skateboarding si chiama manual e si effettua appoggiando più peso sul tail in modo da far alzare il nose. Effettuare questa manovra in nollie prende il nome di nose manual.

Game of S.K.A.T.E.[modifica | modifica sorgente]

Gli skater sono soliti sfidarsi a questo tipo di sfida: game of S.K.A.T.E.. Il gioco consiste nel far accumulare all'avversario tutte le lettere della parola skate e per farlo bisogna proporre un trick, se l'avversario nel ripeterlo lo sbaglierà prenderà la prima lettera e così via. Ecco le regole specifiche:

  • chi propone sbagliando non prende nessuna lettera ma il seguente trick lo proporrà l'avversario;
  • un trick viene giudicato sbagliato quando si "ricade" sullo skate ma si hanno le punte dei piedi o i talloni che toccano per terra;
  • un trick viene giudicato sbagliato anche quando si "ricade" sullo skate facendo toccare il tail o il nose a terra;
  • si possono proporre solo flat tricks;
  • non sono validi handplants, footplants, no complies, boneless, grabs, slides o grinds;
  • quando un giocatore è a S.K.A.T l'ultimo trick prima di perdere lo può provare due volte.
  • un trick viene giudicato sbagliato quando dopo essere atterrati non si è stabili sulla tavola e quindi anche dopo pochi metri si scende dalla tavola
  • un trick non è valido quando si atterra su due ruote
  • non si può proporre per più di due volte lo stesso trick fatto da una stessa persona

Abbigliamento[modifica | modifica sorgente]

Skateboarders mentre si preparano ad affrontare un giro di prova prima di una competizione.

A partire dalla fine degli anni ottanta fino ad oggi, lo stile skater è divenuto anche un tipo d'abbigliamento, mutato nel corso del tempo. In origine gli indumenti da skate erano stretti, pantaloni attillati, e portati a vita alta con una cintura, maglie di flanella o felpe col cappuccio (dette "hoodies"), scarpe del tipo "slip on" o "hi top", solitamente della Vans, come i modelli checkerboard o SK8 Hi, ma anche le popolari Converse All-Stars hi top.

Negli anni novanta e prima metà dei duemila, prevedeva di solito, scarpe da ginnastica molto alte con tomaia rinforzata nella punta, ovvero nei punti di maggior sfregamento con il grip (il lato superiore della tavola composto da un foglio di carta vetrata apposita che garantisce l'aderenza con la suola della scarpa) durante l'attività sportiva, colorate e larghe, pantaloni di grandi taglie, portati a cavallo basso (sagging) maglietta anch'essa extra large e vari accessori. Dopo un periodo di grande diffusione, questo modo di vestire è tornato di gran moda tra i giovani europei (anche italiani) nei primi anni del XXI secolo. Verso la seconda metà degli anni duemila, lo stile d'abbigliamento skater ha cominciato a riavvicinarsi a quello degli anni ottanta, dove lo stretto ha ripreso il posto del largo, con indumenti vintage e old school. Emblema di questo mutamento è stata la cosiddetta ondata punk revival, che include nel vestiario tipico, i caratteristici indumenti dello skate old school. Probabilmente anche la popolarità del punk ha quindi influenzato le tendenze generali riportando in auge proprio diversi elementi derivanti da questo stile.

Gli skater sono soliti allenarsi negli skate park, ovvero luoghi muniti di half-pipe, corrimani, e altri tipi di rampe. Queste strutture sono necessarie per effettuare svariati trick. Spesso gli skater si ritrovano in questi park o davanti agli skateshop, i negozi del settore.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ vedere articolo su The Journal of Trauma citato in bibliografia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Susan B. Kyle, Michael L. Nance, George W. Jr Rutherford, Flaura K. Winston (2002), Skateboard-Associated Injuries: Participation-Based Estimates and Injury Characteristics, «The Journal of Trauma», Lippincott Williams & Wilkins, Volume 53, October 2002, Issue 4.
  • The Concrete Wave: The History of Skateboarding by Michael Brooke

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

File multimediali[modifica | modifica sorgente]

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