Rodolfo d'Asburgo-Lorena

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Rodolfo d'Asburgo-Lorena
Mayerling10.jpg
Erede al trono d'Austria
Stemma
Predecessore Ferdinando Massimiliano d'Asburgo-Lorena
Successore Carlo Ludovico d'Asburgo-Lorena
subito rinunciatario in favore di
Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este
Nome completo Rudolf Franz Karl Joseph von Habsburg-Lorraine
Altri titoli Arciduca d'Austria
Nascita Laxenburg, Impero austriaco, 21 agosto 1858
Morte Mayerling, Austria-Ungheria, 30 gennaio 1889
Luogo di sepoltura Cripta Imperiale, Vienna
Dinastia Casato d'Asburgo-Lorena
Padre Francesco Giuseppe I d'Austria
Madre Elisabetta di Baviera
Consorte Principessa Stefania del Belgio
Figli Arciduchessa Elisabetta Maria d'Austria

Rodolfo d'Asburgo-Lorena, Arciduca d'Austria e Principe della Corona d'Austria, Ungheria e Boemia (Vienna, 21 agosto 1858Mayerling, 30 gennaio 1889), arciduca d'Austria Principe ereditario d'Austria, Ungheria e Boemia era figlio di Francesco Giuseppe I Imperatore d'Austria, Ungheria e Boemia e di sua moglie ed imperatrice Elisabetta. Sarebbe dovuto essere l'erede al trono di Francesco Giuseppe, ma la sua morte, avvenuta per suicidio insieme alla sua amante, la baronessa Maria Vetsera, nel casinò di caccia di Mayerling, nel 1889, impedì questo, destando scalpore in tutto il mondo e alimentando voci di cospirazione internazionale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

L'arciduca Rodolfo in una fotografia del 1861 con l'uniforme da colonnello donatagli dal padre Francesco Giuseppe

L'arciduca Rodolfo Francesco Carlo Giuseppe nacque il 21 agosto 1858 nei castelli di Laxenburg, presso Vienna, primo ed unico figlio maschio dell'imperatore Francesco Giuseppe e dell'Imperatrice Elisabetta.

Nell'ottica del padre Francesco Giuseppe che vedeva in lui non solo il suo successore al trono ma un comandante "vecchio stile" per un esercito e un governo conservatore delle antiche tradizioni, Rodolfo venne nominato dalla nascita colonnello e subì un'educazione essenzialmente militare e strategica, impartitagli su istruzioni precise dell'imperatore dal maggiore generale conte Leopold Gondrecourt che venne nominato per l'appunto suo educatore. Il bambino, seppur molto piccolo, venne sottoposto a prove di resistenza come il rimanere sotto la pioggia ed al freddo per delle ore, oppure venendo svegliato nella notte con colpi di pistola fuori dalla sua porta, oppure abbandonandolo nei boschi di Linz per fargli vivere sensazioni ed esperienze che avrebbero dovuto temprarlo come uomo ed aiutarlo a crescere come soldato.

Il principe ereditario Rodolfo allo studio su un mappamondo

Quando la madre Elisabetta scoprì quale educazione stesse ricevendo suo figlio, fece subito pressione perché questa modalità delle cose cambiasse e si desse maggiormente spazio alle inclinazioni naturali dell'arciduca; questi venne pertanto affidato al conte Joseph Latour von Thurmburg che divenne il suo principale educatore. Sotto l'influenza di uno dei suoi insegnanti in questo periodo, Ferdinand von Hochstetter (destinato a divenire il primo direttore del Naturhistorisches Museum), Rodolfo si appassionò alle scienze naturali, cominciando, assai giovane, una collezione di minerali ingranditasi poi nel tempo.[1] Rodolfo manifestò invece sempre poco interesse nella letteratura e nelle lingue straniere, pur studiando queste ultime per la ragion di stato. Grande appassionato d'arte, si dilettò sempre nel disegno e nella pittura con opere che ancora oggi rimangono a dimostrare che la sua passione e bravura nel campo erano indiscusse.

Il principe ereditario Rodolfo venne allevato insieme alla sorella maggiore Gisella dalla nonna paterna l'Arciduchessa Sofia. La figlia maggiore dei suoi genitori, una bambina di nome Sofia era morta all'età di due anni prima della nascita di Rodolfo, mentre la sorella minore Maria Valeria sarebbe nata dieci anni dopo Rodolfo. Quindi, Gisella e Rodolfo crebbero insieme e furono molto legati. All'età di sei anni, fu separato dalla sorella quando cominciò la sua formazione per diventare un futuro imperatore. Ciò non mutò il loro rapporto e Gisella gli fu vicino fino a quando non lasciò Vienna in seguito al suo matrimonio con il Principe Leopoldo di Baviera. Si dice che la separazione fra i fratelli sia stata molto commovente.

Un principe "rivoluzionario"[modifica | modifica sorgente]

L'arciduca Rodolfo d'Asburgo-Lorena in una fotografia del 1881

In contrasto con i pensieri conservatori del padre e probabilmente ispirato dalla figura libera della madre, Rodolfo coltivò una visione politica spiccatamente liberale. Egli si dimostrò in più occasioni ostile al patto di ferro che legava Vienna alla Germania di Guglielmo II, incontrandosi più volentieri coi rappresentanti dei governi inglese e francese. Il suo atteggiamento "rivoluzionario" rispetto alla politica conservatrice portata avanti da suo padre, lo portò a trovarsi spesso pedinato dalla polizia della corte asburgica a causa delle sue frequentazioni con ambienti ritenuti sospetti come quelli del socialismo. Simpatizzante della cultura e della politica indipendentista ben espressa dal cosiddetto "rinascimento ungherese", Rodolfo si impegnò a migliorare le condizioni politiche, sociali ed economiche dell'Ungheria (che era all'epoca parte costituente dell'impero per l'appunto denominato austro-ungarico) come già aveva tentato di fare sua madre, guadagnandosi così la stima dei leaders politici magiari che arrivarono a chiedergli di assumere la corona come re d'Ungheria, proposta che ovviamente Rodolfo rigettò in quanto sapeva che questo avrebbe portato ad un'ulteriore improduttiva divisione all'interno dell'impero, oltre a metterlo in diretto conflitto col padre.

A fronte di quanto detto, non stupisce quindi sapere che, a Rodolfo, Francesco Giuseppe non affidò mai importanti mansioni di politica interna proprio perché le sue idee erano assai distanti da quelle del figlio. Tuttavia l'imperatore dovette riconoscere in Rodolfo uno straordinario uomo diplomatico e per questo, dopo una certa età, lo inviò in tutta Europa a negoziare e rappresentare la monarchia asburgica. Negli anni in cui fu inviato dal padre imperatore a Praga, non risparmiò aspre critiche al governo del primo ministro austriaco Eduard Taaffe che pubblicò in forma anonima sui giornali viennesi.

Intanto Rodolfo continuò a coltivare la sua passione per l'ornitologia e per la geologia, mantenendo sempre forti legami con l'ateneo viennese e venendo spesso invitato all'inaugurazione di fiere e mostre di tema scientifico come quella del 1883 per l'inaugurazione di un primo sistema di illuminazione pubblica con l'uso dell'elettricità.

Pubblicò un'opera dal titolo Un viaggio in Oriente nell'anno 1881, dato alle stampe a Vienna nel 1885, riguardo al fascino che nutriva per l'Impero Ottomano e la cultura orientale e tribale, al punto che nei suoi appartamenti di corte si fece realizzare un caratteristico "salotto turco" per accogliere tutti gli oggetti che aveva riportato da questo viaggio. Per tutta la sua vita si impegnò in un grande progetto pubblicato postumo che consisteva nella realizzazione di una grande enciclopedia dell'impero austro-ungarico, corredata da immagini e descrizioni che consentissero ai molti popoli che costituivano gli stati della monarchia asburgica di apprezzare le bellezze culturali e artistiche che si trovavano a dover condividere.

Il matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Asburgo-Lorena
Impero d'Austria (1806-1867)
Impero d'Austria-Ungheria (1867-1919)

Imperial Coat of Arms of the Empire of Austria (1815).svg

Francesco I (1806-1835)
Ferdinando I (1835-1848)
Carlo I (1916-1919)
Rodolfo e Stefania del Belgio

Per Rodolfo era ormai giunta l'età di scegliere una sposa, ma ancora una volta fu suo padre a decidere per lui quale fosse la migliore donna per salvaguardare il destino della sua casata e del suo trono.

Il 10 maggio 1881, Rodolfo sposò quindi la principessa Stefania del Belgio, figlia del re dei belgi Leopoldo II e di Maria Enrichetta d'Asburgo-Lorena, il che la rendeva imparentata con la dinastia regnante in Austria. La cerimonia venne celebrata nella antica Chiesa degli Agostiniani di Vienna, con la pompa e lo splendore di un matrimonio di stato.

Rodolfo sembrava inizialmente sinceramente innamorato, nonostante la madre giudicasse la nuora come una "sciocca impacciata". Stefania dal canto suo era stata educata e preparata a questo matrimonio con l'idea della moglie di un monarca del XIX secolo, ovvero con la funzione di "produrre eredi" per garantire la continuazione al trono e per questo più che amore si può dire avesse una sorta di riverente devozione nei confronti di Rodolfo. Francesco Giuseppe l'aveva scelta per via del suo carattere sottomesso, per la provenienza da una famiglia reale d'Europa e per la sua profonda religiosità cattolica, il che avrebbe contribuito a rinsaldare il tradizionale legame tra il trono imperiale e lo Stato della Chiesa.

Il rapporto, in seguito, degenerò progressivamente ed all'epoca della nascita della loro unica figlia, l'arciduchessa Elisabetta, il 2 settembre 1883, il matrimonio era già in crisi e Rodolfo si rifugiava nel'alcol. Questa crisi di matrimonio era dovuta anche al fatto che ora le idee di Rodolfo erano venivano contrastate persino da sua moglie che si chiedeva quale destino avrebbe avuto l'impero sotto il suo comando.

Le travagliati relazioni sentimentali ed il suicidio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fatti di Mayerling.

Malgrado il matrimonio, Rodolfo continuava a condurre una vita libertina alla ricerca di nuovi piaceri e stimoli in ambienti completamente diversi da quelli della corte e della propria famiglia, tantopiù che il matrimonio con Stefania era stata più un'unione di facciata. Fu un assiduo frequentatore di case di tolleranza d'alto bordo dove conobbe anche Mizzi Kaspar (28 settembre 1864, Graz - 29 gennaio 1907, Vienna) che fu per molto tempo la sua amante.[2] Rodolfo aveva fatto di Mizzi anche la sua confidente e più volte, preso dalla continua depressione che lo accompagnava nella vita, mista all'uso di oppiacei ed alle continue umiliazioni a cui era sottoposto dal padre, cercò di uccidersi, ma Mizzi riuscì sempre a fermarlo per tempo ed anzi cercò di informare la polizia dei piani di suicidio di Rudolf, senza mai però ricevere un'adeguata attenzione perché le sue parole venivano bollate come "chiacchiere di una prostituta", ignorando così i seri pericoli che l'arciduca correva ogni giorno.[3]

Nel breve lasso di tempo dell'inizio delle sue relazioni extraconiugali, Rodolfo contrasse la gonorrea, una malattia sessuale che lo rese in breve tempo sterile e sicuro di non poter più avere figli e quindi nemmeno di poter assicurare un erede al trono. Inoltre la situazione peggiorò ulteriormente quando il principe ereditario trasmise la sua malattia alla moglie Stefania del Belgio, rendendola nel contempo sterile e rompendo definitivamente il loro già travagliato matrimonio.

La baronessa Maria Vetsera.

Per allontanarsi dalle inquietudini della vita di corte e per dedicarsi alle ultime passioni che gli rimanevano, nel 1887, Rodolfo aveva acquistato un edificio di campagna a Mayerling e lo aveva adattato a proprio casino di caccia. Malgrado la sua infelice situazione, Rodolfo continuava a frequentare la corte per non dare nell'occhio con le sue condizioni di salute e fu proprio nell'autunno del 1888, ad un ballo tenutosi alla corte di Vienna, Rodolfo incontrò la diciassettenne baronessa Marie Vetsera dopo quasi dieci anni dal loro primo incontro nel quale il giovane arciduca aveva fatto perdutamente innamorare la giovane che mai lo aveva dimenticato. Questa lo adorava e si diceva pronta a tutto per lui. Le testimonianze concordano con l'impressione che Rodolfo non condividesse tale illimitata passione, benché non gli fosse indifferente e quindi tra i due nacque un'ultima irrefrenabile passione per il principe ereditario.

Intenzionato a compiere il gesto estremo, il 29 gennaio 1888 Rodolfo si ritirò nella sua tenuta di Mayerling dove venne raggiunto poco dopo dalla giovane Mary che desiderava rimanere con lui per qualche tempo lontano dalla corte. Rodolfo era ad ogni modo intimorito per il fatto che la Vetsera, oltre che minorenne, era già promessa sposa con il principe di Braganza e si rendeva conto che questa relazione stava divenendo sempre più lesiva per questa giovane che vedeva in lui l'uomo della sua vita, mentre lui si considerava sempre più un fallito. Per questo motivo diede disposizioni perché la baronessa Vetsera venisse riportata a Vienna il giorno successivo alla loro ricongiunzione, ma ella si ostinò a rimanere, volendo rimanere vicino all'amato.

Rodolfo, ormai sconvolto all'estremo nell'animo e nel corpo, convinse l'amante che era ormai giunto per lui il momento di togliersi la vita. Innamorata fino all'ultimo, la Vetsera volle condividere col principe ereditario il medesimo travagliato destino e così avvenne: Rodolfo uccise con un colpo di pistola Mary, per poi puntare l'arma contro di sé ed uccidersi con un colpo alla tempia, non prima di aver ricomposto il corpo dell'amata sul letto, con le mani giunte.

Rodolfo d'Asburgo-Lorena sul letto di morte. La fascia sulla testa venne utilizzata per coprire le ferite del colpo alla tempia infertosi dall'arciduca che lo portò alla morte.

All'indomani del suicidio, la versione ufficiosa attribuì la tragica decisione alla richiesta, avanzata da Francesco Giuseppe al figlio, di troncare la relazione, anche se i giornali fecero trapelare la notizia dapprima dell'improvvisa morte a causa di un attacco cardiaco, nonostante le voci del suicidio continuassero a circolare. L'imperatore non poté nascondere a lungo la verità, giungendo quindi a dichiarare che il figlio si era tolto la vita, omettendo però sempre il particolare della presenza dell'amante che sarebbe stato reputato sconveniente per l'epoca.

In ogni caso, al fine di permetterne il seppellimento all'interno del mausoleo degli Asburgo (la Cripta dei Cappuccini) Rodolfo venne dichiarato nell'atto di morte ufficiale come "in stato di disordine mentale", formula che venne accettata dal cardinale segretario di stato Mariano Rampolla del Tindaro per consentire le celebrazioni religiose per il funerale dell'arciduca. Ai suicidi infatti, secondo le normative della chiesa cattolica, non era consentito di essere sepolti coi dovuti conforti religiosi e questo era ritenuto inaccettabile dal cristianissimo Francesco Giuseppe che mantenne un lungo carteggio con papa Leone XIII sull'accaduto.

Il cadavere della Vetsera venne, invece, traslato nel cuore della notte e segretamente sepolto nel cimitero della Abbazia di Heiligenkreuz, senza conforti religiosi e lontano dalla famiglia.

Francesco Giuseppe trasformò Mayerling in un convento penitenziale delle suore carmelitane per riparare al gesto da lui ritenuto "scellerato" compiuto dal figlio: la camera da letto protagonista del tragico evento venne completamente demolita ed al suo posto venne eretta una cappella espiatoria, mentre vennero salvati parte degli arredi tra cui il letto della tragedia che ancora oggi è conservato al Museo dell'Arredamento di Vienna.

Conseguenze del suicidio[modifica | modifica sorgente]

La principessa Stefania e la ultima lettera indirizzatale e firmata "Rodolfo"

La morte dell'erede al trono provocò tra l'altro anche la crisi definitiva del matrimonio fra Francesco Giuseppe ed Elisabetta di Baviera, circostanza che apparve evidente a tutti gli osservatori contemporanei. La carica di erede al trono venne, quindi, trasmessa al fratello di Francesco Giuseppe, l'arciduca Carlo Ludovico. Dopo la sua morte, il 19 maggio 1896, l'onore passò al di lui figlio maggiore, l'arciduca Francesco Ferdinando. Dopo il suo assassinio a Sarajevo, il 28 giugno 1914, il titolo venne trasmesso al figlio del di lui fratello, Carlo. Sarà, finalmente, quest'ultimo a succedere al vecchio Francesco Giuseppe, dopo la sua morte, avvenuta il 21 novembre 1916.

Probabilmente, se Rodolfo fosse sopravvissuto, Francesco Giuseppe avrebbe forse abdicato in favore di suo figlio (come già aveva fatto in precedenza lo zio di Francesco Giuseppe, cioè Ferdinando I). Atto di abdicazione che Francesco Giueseppe rifiutò, invece, sempre di fare a favore dell'assai poco amato nipote Francesco Ferdinando. La grande collezione di minerali di Rodolfo venne depositata presso la facoltà di agricoltura dell'Università di Vienna.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze austriache[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (austriaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (austriaco)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera (Regno Unito)
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Impero tedesco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Impero tedesco)
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1881
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1881
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1881
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine costantiniano di San Giorgio
— [4]

Film, Teatro e Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Il musical Marinka (1945), dal libro di George Marion, Jr., e Karl Farkas, parole di George Marion, Jr., e musica di Emmerich Kalman
  • Requiem per un Principe Ereditario, quarto episodio del documentario/serie drammatica britannica La caduta delle aquile (1974), sul crollo delle dinastie dei Romanov, degli Asburgo e degli Hohenzollern. Diretto da James Furman e scritto da David Turner, l'episodio da 60 minuti traccia in dettaglio gli eventi di mercoledì 30 gennaio 1889, a Mayerling nonché quelli dei giorni successivi - La scoperta dei cadaveri, le prime notizie alla famiglia di Rodolfo, i disperati tentativi di nascondere, cosa è realmente accaduto - persino all'Imperatore e l'Imperatrice - e l'occultamento del corpo di Mary Vetsera allontanato da Mayerling prima che lo scandalo potesse scoppiare.
  • Il film di Miklós Jancsó del 1975 Vizi privati, pubbliche virtù è una reinterpretazione audace dell'incidente Mayerling, in cui gli amanti ed i loro amici vengono uccisi dalle autorità imperiali per aver complottato di detronizzare l'Imperatore e per la grossolana immoralità mentre Mary Vetsera viene dipinta come ermafrodito, che non ha alcun riscontro nella storia. Il film fu denunciato da alcuni critici come gratuitamente grafico, ma il punto del regista è, come il decadimento e l'ipocrisia dell'impero si rifletteva nel comportamento disperatamente aberrante del principe.
  • Rodolfo compare anche come personaggio del musical Elisabeth (1992) e in Lillie, una commedia drammatica della Grenada TV sulla vita della bellezza vittoriana, Lillie Langtry.
  • il manga giapponese Higuri You intitolato Tenshi no Hitsugi (L'angelo nella bara) (2000). Basandosi sulla sua vita e la sua amante Mary Vetsera.
  • In The Illusionist (2006), un personaggio centrale della vicenda è il "Principe Ereditario Leopold", figlio dell'Imperatore Francesco Giuseppe d'Austria. Nel film, "Leopold" si suicida dopo un fallito complotto per rovesciare il padre e (apparentemente) uccidendo la sua fidanzata. Tuttavia, il Principe Leopoldo è ritratto come un autocratico assolutista, che spesso si lamenta dei "bastardi".
  • Il film TV Il destino di un principe diretto da Robert Dornhelm (2006) con la consulenza storica di Brigitte Hamann. Qui, la storia d'amore e il conflitto tra padre e figlio sono incorporati nella situazione politica generale del tempo in Europa centrale.
  • il nuovo musical di Frank Wildhorn Rudolf ruota attorno Principe Ereditario Rodolfo. In anteprima al Teatro dell'Operetta di Budapest nel 2006 ed in palinsesto per tre anni. La produzione di Vienna aprì il 26 febbraio 2009 al Teatro Raimund.
  • La commedia Rudolf (2011) di David Logan drammatizza le ultime settimane di vita del Principe Ereditario Rodolfo e delinea il suo rapporto con i suoi genitori, l'Imperatore Francesco Giuseppe e l'Imperatrice Elisabetta nonché con sua moglie la Principessa Ereditaria Stefania, i suoi cugini Maria Larisch e l'Arciduca Giovanni Salvatore e i suoi due amori, Mary Vetsera e Mitzi Caspar.

Antenati[modifica | modifica sorgente]

Rodolfo, Principe della Corona d'Austria Padre:
Francesco Giuseppe I d'Austria
Nonno paterno:
Francesco Carlo d'Asburgo-Lorena
Bisnonno paterno:
Francesco II d'Asburgo-Lorena
Trisnonno paterno:
Leopoldo II d'Asburgo-Lorena
Trisnonna paterna:
Infanta Maria Luisa di Spagna
Bisnonna paterna:
Principessa Maria Teresa di Napoli e Sicilia
Trisnonno paterno:
Ferdinando I delle Due Sicilie
Trisnonna paterna:
Arciduchessa Maria Carolina d'Austria
Nonna paterna:
Principessa Sofia di Baviera
Bisnonno paterno:
Massimiliano I Giuseppe di Baviera
Trisnonno paterno:
Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonna paterna:
Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach
Bisnonna paterna:
Carolina di Baden
Trisnonno paterno:
Carlo Luigi di Baden
Trisnonna paterna:
Amelia Frederica di Assia-Darmstadt
Madre:
Elisabetta di Baviera
Nonno materno:
Massimiliano Giuseppe in Baviera
Bisnonno materno:
Pio Augusto in Baviera
Trisnonno materno:
Guglielmo in Baviera
Trisnonna materna:
Maria Anna di Zweibrücken-Birkenfeld
Bisnonna materna:
Amalia Luisa di Arenberg
Trisnonno materno:
Louis-Marie, Duca di Arenberg
Trisnonna materna:
Marie Adélaïde Julie de Mailly
Nonna materna:
Ludovica di Baviera
Bisnonno materno:
Massimiliano I Giuseppe di Baviera
Trisnonno materno:
Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonna materna:
Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach
Bisnonna materna:
Carolina di Baden
Trisnonno materno:
Carlo Luigi di Baden
Trisnonna materna:
Amelia Frederica di Assia-Darmstadt

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dopo la sua morte, gran parte della sua collezione di minerali è entrata in possesso dell'Università per l'agricoltura di Vienna
  2. ^ Philipp Vandenberg: Die Frühstücksfrau des Kaisers. Vom Schicksal der Geliebten. Bastei-Lübbe, Bergisch Gladbach 2007, ISBN 3-404-64221-X, S. 67f.
  3. ^ Mizzi morì nel 1907 a causa di sifilide, ma Rodolfo al momento della sua morte si ricordo dell'amica, lasciandole nel suo testamento 30.000 fiorini. Non rilasciò mai interviste e di lei non è rimasto alcun diario, né lettere né memorie.
  4. ^ Membership of the Constantinian Order su www.costantinianorder.org; consultato il 13 ottobre 2013

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Oskar Freiherr von Mitis, Das Leben des Kronprinzen Rudolf. Mit Briefen und Schriften aus dessen Nachlass. Insel-Verlag, Leipzig, 1928.
  • Siegrid Maria Größing, Rodolfo d'Asburgo. Libero pensatore, rubacuori, psicopatico, traduzione di Flavia Foradini, Trieste, mgs press, 2005.
  • Romana De Carli Szabados, Mayerling il mito, Lint Editoriale, Trieste, ISBN 88-8190-228-1
  • Romana De Carli Szabados, 1889-1989 Cento anni da Mayerling. Edizioni Lint, Trieste, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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