RAMB I
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| RAMB I | |
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La RAMB I in affondamento |
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| Descrizione generale | |
| Tipo | Bananiera Incrociatore ausiliario |
| Classe | RAMB |
| Cantiere | Ansaldo Genova Sestri |
| Ordine | 1937 |
| Entrata in servizio | Regia Marina: 10 settembre 1940 |
| Proprietario | Regia Azienda Monopolio Banane Regia Marina |
| Destino finale | affondata fuori dalle isole Maldive il 27 febbraio 1941 dalla HMNZS Leander |
| Caratteristiche generali | |
| Stazza lorda | 3667 t |
| Lunghezza | 122 m |
| Larghezza | 14,6 m |
| Propulsione | 2 motori diesel Fiat per 7200 HP |
| Velocità | 17 nodi (crociera) 19,5 (massima) nodi |
| Capacità di carico | 2418 |
| Equipaggio | 120 |
| Equipaggiamento | |
| Armamento | *4 x 120/40 singoli
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La nave RAMB I fu una bananiera veloce della Marina mercantile italiana, allo scoppio della seconda guerra mondiale venne convertita in incrociatore ausiliario. Fu costruita a Sestri Ponente nel cantiere Ansaldo nel 1937.
Indice |
[modifica] Nella Regia Marina
Il Ministero delle Colonie del Regno d'Italia aveva la necessità di trasportare nel territorio metropolitano le banane prodotte in Somalia, all'epoca colonia italiana, per questo motivo ordinò quattro unità che dovevano aveve un'autonomia sufficiente per effettuare il percorso da Mogadiscio a Napoli senza soste intermedie ed a pieno carico. In base a queste necessità furono costruite 4 navi frigorifere che dovevano essere gestite dalla Regia Azienda Monopolio Banane (RAMB), due nel Cantiere Ansaldo di Genova Sestri e due dai Cantieri Riuniti dell'Adriatico di Monfalcone. In base a disposizioni legislative precedenti, fin dalla costruzione delle unità era prevista la possibilità di trasformarle in incrociatori ausiliari, con 4 pezzi da 120/40mm in coperta. I materiali per la militarizzazione delle navi furono posti in deposito a Massaua per due unità ed a Napoli per le altre due. Il 10 giugno 1940, data dell'entrata in guerra dell'Italia l'unica della quattro navi a trovarsi nel Mediterraneo era la RAMB III mentre le altre tre si trovavano nel Mar Rosso, quindi senza alcuna possibilità di collegarsi con il territorio metropolitano.
La RAMB I dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia il 10 giugno 1940 fù messa a disposizione del Comando Navale Africa Orientale Italiana. La conversione della bananiera in incrociatore ausiliario fu fatta nel porto eritreo di Massaua, venendo armata con 2 cannoni da 120/40 mm e 2 mitragliere da 13,2 mm antiaeree. Con la caduta dell'Africa Orientale Italiana, la RAMB I, insieme alla nave coloniale Eritrea e alla RAMB II, partirono per l'Estremo Oriente.
[modifica] Affondamento della RAMB I
Partita da Massaua al comando del tenente di vascello Bonezzi la "RAMB I" il 27 febbraio 1941 incontrò sulla sua rotta l'incrociatore neozelandese HMNZS Leander che inziò a colpirla con cinque salve. Così la RAMB I venne affondata e il suo equipaggio, 113 marinai, incluso il comandante, vennero tratti in salvo dall'incrociatore neozelandese e sbarcati in seguito nell'Atollo di Addu e successivamente trasferiti come prigionieri di guerra nel campo prigionia di Colombo a Ceylon con la nave cisterna Pearleaf.
[modifica] Bibliografia
- Gino Galuppini: Guida alle navi d'Italia dal 1861 a oggi A. Mondadori editore, 1982.
- Ufficio Storico Marina Militare: La Marina Italiana nella Seconda Guerra Mondiale: La guerra nel Mediterraneo. Tomo 1 e 2.
- Angelo Iachino: Tramonto di una grande marina. Mondadori, 1959.
- Antonio Trizzino: Navi e Poltrone. Ed Longanesi, 1966.
- Enrico Cernuschi: La Guerra del Fuoco. Rivista Marittima ottobre 1999.
- Erminio Bagnasco: Le costruzioni della Regia Marina Italiana (1861-1945). Allegato a Rivista Marittima agosto-settembre 1996
- Giovanni Alberto: Il dramma di Malta, Mondadori, 1991.
- Leonce Peillard: La Battaglia dell'Atlantico, Mondadori, 1992
- Ufficio storico Marina Militare: Gli Incrociatori Italiani dal 1861 al 1964.
- Ufficio storico Marina Militare: Le Navi di Linea Italiane.
- Giorgio Giorgerini: Le Navi da Battaglia della seconda guerra mondiale. Ermanno Albertelli Editore
- Gabriele Zaffiri, Le navi corsare italiane - storia delle navi corsare italiane e dei violatori di blocco italiane e tedesche nella 2^ guerra mondiale, Boopen Editore, Pozzuoli (Napoli), 2007

