Nave ospedale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
La nave ospedale statunitense USNS Mercy

Una nave ospedale è una nave realizzata, o adattata, per operare come ospedale galleggiante; molte sono utilizzate da marine militari di tutto il mondo, specialmente in prossimità di zone di guerra[1]. L'attacco verso navi ospedale è considerato crimine di guerra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime navi ospedale, dette "pulmonare", vennero approntate nel XVII secolo, utilizzando vecchie galee in disarmo, non più in grado di navigare. La pulmonara restava fissamente attraccata nel porti, funzionando come infermeria per i marinai in attesa della pratica, ai quali era vietato lo sbarco sulla terraferma.


Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della seconda guerra mondiale la Regia Marina armò decine di navi ospedale, spesso mercantili o piroscafi trasformati, ma anche navi soccorso e navi ambulanza, che facevano in maggioranza la spola tra l'Italia e il Nord Africa. Molte furono affondate dagli alleati: Giuseppe Orlando, San Giusto, Città di Trapani, Arno, Po e Virgilio. L'Italia denunciò gli affondamenti alle autorità di Ginevra.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni il loro uso si è andato applicando anche per operazioni di supporto in zone disastrate, ad esempio le unità classe Mercy statunitense, impiegate durante le operazioni di soccorso dell'uragano Katrina, 2005, e del terremoto di Haiti, 2010. Un ultimo caso è quello delle navi ospedale, impiegate per il supporto nelle zone di pesca d'altura, come la spagnola Esperanza Del Mar (già posamine costiero USS Monadnock (ACM-10)).

Convenzione dell'Aia[modifica | modifica wikitesto]

Le navi ospedali vennero definite nel 1907 dalla Convenzione dell'Aia[2]. In particolare l'articolo 4 definiva le limitazioni affinché una nave potesse essere considerata "nave ospedale".

La nave ospedale spagnola Esperanza del Mar, impiegata come supporto ai pescherecci al largo delle Canarie
  • La nave deve avere segni di riconoscimento e illuminazione che la classifichino come tale.
  • La nave dovrà fornire assistenza medica a feriti di tutte le nazionalità.
  • La nave non dovrà essere impiegata per alcun scopo militare.
  • La nave non dovrà interferire né ostacolare le navi militari.
  • Le forze belligeranti, come designate dalla convenzione dell'Aia, potranno ispezionare le navi ospedale per verificare eventuale violazioni dei punti precedenti.

In caso di violazione di una delle precedenti limitazioni la nave dovrà essere considerata come unità combattente e potrà essere legittimamente colpita e affondata. Comunque, l'aprire deliberatamente il fuoco o affondare una nave ospedale in rispetto alla convenzione dell'Aia, è da considerarsi crimine di guerra.

Navi bianche[modifica | modifica wikitesto]

Le navi ospedale, dal colore con cui vengono tinteggiate, prendono il nome di navi bianche. Per antonomasia vennero chiamate navi bianche quelle impiegate nel 1942 (sotto l'egida della Croce rossa) per rimpatriare 50.000 civili italiani, rimasti in Etiopia dopo la conquista inglese.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hospital Ship WordNet, Princeton University
  2. ^ Convention for the adaptation to maritime war of the principles of the Geneva Convention, Yale University, 18 ottobre 1907. URL consultato il 2 agosto 2009.
  3. ^ Album fotografico della Croce rossa Croce rossa Pavia

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Cernuschi, Maurizio Brescia, Erminio Bagnasco, Le navi ospedale italiane 1935-1945, Albertelli Edizioni, Parma, 2010

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]