Parco nazionale di Olympic

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Parco nazionale di Olympic
Olympic National Park
Cedar Creek Abbey Island Ruby Beach.jpg
Tipo di area Parco nazionale
Class. internaz. II
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Stato federato Washington
Superficie a terra 3.734 km²
Gestore Servizio dei Parchi nazionali
Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America
Parco nazionale di Olympic
Sito istituzionale

Coordinate: 47°58′10″N 123°29′54″W / 47.969444°N 123.498333°W47.969444; -123.498333

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Gnome-globe.svg Riserva della biosfera
Parco nazionale di Olympic
(EN) Olympic National Park
Tipo Naturali
Criterio (vii) (ix)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1981 (come patrimonio)
1976 (come riserva)
Scheda UNESCO (EN) Patrimonio
(FR) Patrimonio
(EN) Riserva

Il parco nazionale di Olympic è un parco nazionale statunitense situato nello stato di Washington, nelle vicinanze della città di Seattle. È amministrato dal Servizio dei Parchi nazionali.

Il parco fu istituito nel 1909 dal Presidente Theodore Roosevelt, che lo denominò Olympic National Monument. Dopo che il Congresso ne votò lo stato di parco nazionale, il Presidente Franklin D. Roosevelt firmò la relativa legge nel 1938. Nel 1976 il parco nazionale di Olympic divenne riserva della biosfera e, nel 1981, un patrimonio dell'umanità.
Nel 1988 venne creata per quasi tutta la penisola Olympic la Olympic Wilderness, un'ulteriore protezione per la regione.

Il parco si divide in tre macroregioni: la costa del Pacifico, le montagne Olympic e la foresta pluviale temperata.

La costa[modifica | modifica wikitesto]

La parte costiera di Olympic è un'irregolare spiaggia sabbiosa lungo una striscia boscosa. È lunga 105 chilometri ma larga solo poche miglia, con comunità di nativi americani in corrispondenza delle foci dei due principali fiumi. Gli Hoh abitavano nei pressi del fiume Hoh, mentre i Quileute vivevano nella città di La Push, alla foce del fiume Quileute. Gli Hoh sono in realtà una branca dei Quileute. I tratti di costa incontaminata raggiungono i 15-30 chilometri.

Mentre alcune spiagge sono sabbiose, altre sono ricoperte da rocce e grandi massi. Cespugli, fitta vegetazione, terreno scivoloso e maree contribuiscono a rallentare il passo anche agli escursionisti più esperti. Di norma il tempo di percorrenza indicato va raddoppiato. Può essere interessante notare che le coste sono facilmente accessibili (a differenza dell'entroterra) e si trovano poche persone a più di un giorno di viaggio dalla costa.

Abeti subalpini nei prati di Hurricane Ridge

Il tratto più popolare di costa è l'Ozette Loop, lungo circa 13 chilometri. Il parco deve rispettare un rigoroso processo di registrazione e prenotazione al fine di tenere sotto controllo il numero di visitatori. Dal sentiero di Lake Ozette, si snoda un percorso di cinque chilometri lungo la costa attraverso una macchia paludosa di Tuia maggiore. Una volta raggiunta la costa, cinque chilometri di cammino attraversano l'antico luogo abitato dagli aborigeni, con alcuni sentieri da seguire in caso di alta marea. Questa zona era tradizionalmente la favorita dalla tribù Makah di Neah Bay. Il terzo sentiero di cinque chilometri è inaccessibile per la maggior parte delle persone. È la difficoltà dei sentieri che rende Ozette così popolare.

Esistono gruppi di alberi che seguono la linea della sabbia, per questo si trovano rami e altre parti di albero caduti spiaggia. Il leggendario fiume Hoh, nel lato meridionale della costa, è sostanzialmente selvaggio e scarica un considerevole ammontare di pezzi di legno ed altri detriti, che tendono a muoversi verso nord, arricchendo la spiaggia. La pulizia dei resti della mareggiata (ceppi, cime morte degli alberi, pezzi di radici) da fiumi e spiagge sono uno dei compiti principali di addomesticamento dell'America settentrionale: i depositi di detriti formano una presenza ingombrante, sia biologicamente sia esteticamente, ed alcune foto recenti sono sbalorditive. I detriti spesso arrivano da grandi distanze, in passato il Columbia River contribuì in modo decisivo alla formazione della costa del Pacifico.

La piccola porzione costiera di Olympic non è collegata alla parte principale del parco. Il presidente Franklin D. Roosevelt tentò di unirle attraverso una striscia continua di parco, ma le forze politiche decisero altrimenti.

Panorama della vetta del Monte Olympus dal Ghiacciaio Blu

Il parco è noto per l'unicità delle sue torbiditi. In esso sono ben visibili torbiditi con vene di calcite. Il parco è anche conosciuto per le sue tettoniche "brecce", grosse anche come una casa, chiamate dai locali "rocce puzzolenti" a causa del forte odor di petrolio che emanano.

Montagne e ghiacciai[modifica | modifica wikitesto]

Al centro del parco nazionale di Olympic si ergono le montagne Olympic, i cui pendii sono ricoperti da enormi, antichi ghiacciai. Queste montagne si sono innalzate grazie alla subduzione della placca di Juan De Fuca. La composizione geologica è un curioso miscuglio di rocce basaltiche e sedimentarie. La metà occidentale è dominata dal Monte Olympus che raggiunge i 2.428 metri. Sul monte Olympus cade molta neve e quindi possiede il più esteso ghiacciaio di qualsiasi vetta non vulcanica degli stati confinanti con le North Cascades. Ci sono molti ghiacciai, il più grande dei quali è il ghiacciaio Hoh, lungo circa cinque chilometri. Guardando verso est le montagne sono più asciutte a causa della protezione dalle piogge che viene offerta dalle montagne occidentali. Vi sono anche numerosi picchi e creste rocciose. Il punto più alto della catena montuosa orientale è il Monte Deception con i suoi 2.375 metri.

Foresta pluviale temperata[modifica | modifica wikitesto]

Acero dalle grandi foglie coperto di muschio nei pressi del fiume Hoh

Il lato occidentale del parco è occupato da una foresta pluviale temperata, di cui fanno parte l'Hoh Rain Forest e la Quinault Rain Forest, l'area più umida degli Stati Uniti continentali (l'isola di Kauai nello stato delle Hawaii è più piovoso). Essendo una foresta temperata, invece che tropicale, come la foresta amazzonica in America meridionale, è dominata da felci, ma contiene anche fitte foreste formate da pecci e abeti ed il muschio, che li ricopre, scende dai rami formando appendici verdi ed umide.

Storia della natura[modifica | modifica wikitesto]

Dal momento che il parco si trova su di una penisola, con un gruppo montuoso che lo divide dalle terre a sud, ha sviluppato una serie unica di piante ed animali (come la marmotta olimpica) che non possono essere trovate in nessun altro luogo. La costa meridionale della penisola Olympic rappresenta anche la regione non glaciale più a nord della costa pacifica, con il risultato che, dal momento che la distanza che intercorreva tra le vette e la costa durante l'ultimo massimo glaciale era doppia di quella attuale, servì anche da rifugio da cui le piante colonizzarono le regioni glaciali a nord.

Fornisce anche l'habitat per molte specie (come il cervo di Roosevelt) tipiche solo della costa pacifica nord-occidentale. A causa della sua importanza gli scienziati l'hanno dichiarato Riserva biologica e studiano le specie presenti per meglio capire come piante ed animali evolvono.

Storia dell'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Un albero abbattuto

Prima delle influenze dei coloni europei la popolazione umana di Olympic era formata da nativi americani il cui uso della penisola consisteva principalmente nella pesca e nella caccia. Recenti analisi e studi approfonditi sul campo (principalmente sulle vicine montagne) hanno portato alla luce nuovi riti tribali. Buona parte delle civiltà indigene furono più o meno colpite dalle malattie europee (spesso decimati) e da altri fattori, prima che i coloni arrivassero nella regione, per cui quello che gli europei videro era solo una parte della cultura che popolava queste terre. Buona parte dei siti sono stati localizzati sulle montagne Olympic, su cui sono stati rinvenuti anche numerosi artefatti.

Quando i coloni iniziarono ad arrivare l'industria estrattiva del nord-ovest del Pacifico era in crescita, particolarmente per quanto riguarda la raccolta di legname, che prese piede nel tardo Ottocento e nei primi anni del Novecento. Le manifestazioni pubbliche contro il disboscamento iniziarono negli anni venti, quando le persone iniziarono a notare le colline spoglie. In questo periodo ci fu un'esplosione dell'interesse comune per l'ambiente; grazie alla crescente industria automobilistica, le persone iniziarono a visitare posti che, fino a poco tempo prima, erano inaccessibili come la penisola Olympic.

Il primo impegno formale per trasformare la penisola in un nuovo parco nazionale ci fu dopo una spedizione di personaggi famosi quali Joseph O'Neil e Judge James Wickersham, negli anni ottanta. Queste persone s'incontrarono ad Olympic durante le esplorazioni ed unirono i loro sforzi politici al fine di proteggere in qualche modo la zona. Dopo gli inutili sforzi fatti dalla legislazione statale di Washington nei primi anni del Novecento, il Presidente Theodore Roosevelt istituì il Mount Olympus National Monument nel 1909, con lo scopo primario di proteggere i terreni subalpini e le migrazioni estive dei cervi di Roosevelt originari di Olympic.

Il desiderio pubblico di preservare la zona crebbe fino a che il presidente Franklin D. Roosevelt lo dichiarò parco nazionale nel 1938. Anche dopo essere diventato un parco nazionale il disboscamento illegale proseguì, e le battaglie politiche sono proseguite fino ai nostri giorni, nel tentativo di difendere gli alberi racchiusi nei suoi confini. Il disboscamento adesso continua nella penisola, ma comunque fuori dal parco.

Attività di svago[modifica | modifica wikitesto]

Sol Duc River

Ci sono molte strade nel parco, ma nessuna di loro penetra all'interno. Il parco contiene anche una rete di sentieri per l'escursionismo, nonostante la loro dimensione e la difficoltà di percorrenza richieda almeno un intero fine settimana per raggiungere i luoghi più remoti. I panorami della foresta pluviale, con piante colorate e dozzine di tonalità di verde, ripagano anche della possibilità di subire degli acquazzoni durante il percorso, nonostante che i mesi di luglio, agosto e settembre siano solitamente asciutti.

Una caratteristica unica del parco è la possibilità d'inoltrarsi nella foresta partendo dalla spiaggia con lo zaino. La lunghezza della costa è sufficiente per richiedere un viaggio di molti giorni, con intere giornate passate a camminare sulla spiaggia. Nonostante che gli stupendi panorami ripaghino della difficoltà del cammino (ed il bacino dei Sette Laghi ne è un esempio), bisogna fare attenzione alle maree; le parti più strette di spiaggia vengono completamente sommerse, e l'oceano raggiunge le pareti rocciose che dividono la spiaggia dal resto del parco, bloccando il passaggio. La costa presenta anche numerosi promontori, che rendono più difficoltoso il cammino, trasformando il percorso in un misto di rocce e fango.

In inverno il famoso panorama noto come Hurricane Ridge offre l'opportunità di praticare lo sci nordico. L'Hurricane Ridge Winter Sports Club è un'organizzazione no profit che offre lezioni di sci, noleggio di attrezzatura e biglietti molto economici. La piccola area alpina è servita da due skilift. Gli sci alpinisti spesso raggiungono la principale strada dell'Hurricane Ridge Road per poter poi, con l'autostop, raggiungere di nuovo, la cima.

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