James Cook

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Il capitano James CookRitratto di Nathaniel Dance-Holland, 1775, olio su tela
Il capitano James Cook
Ritratto di Nathaniel Dance-Holland, 1775, olio su tela
 
Firma di Cook
Firma di Cook
(EN)
« I however have made no great Discoveries yet I have exploar'd more of the Great South Sea than all that have gone before me so much that little remains now to be done to have a thorough knowledge of that part of the Globe. »
(IT)
« Tuttavia io non ho fatto grandi Scoperte anche se ho esplorato più io del Grande Mare del Sud di tutti quelli che sono andati prima di me, tanto che poco resta ora da fare per avere una conoscenza approfondita di quella parte del Globo. »
(James Cook, Lettera a John Walker, 17 agosto 1771[1])

James Cook (Marton, 27 ottobre 1728Hawaii, 14 febbraio 1779) è stato un esploratore, navigatore e cartografo britannico. Cook fu il primo a cartografare l'isola di Terranova, prima di imbarcarsi per tre viaggi nell'Oceano Pacifico nel corso dei quali realizzò il primo contatto europeo con le coste dell'Australia e le Hawaii oltre alla prima circumnavigazione ufficiale della Nuova Zelanda.

Combinando l'arte marinaresca con un grande talento cartografico, nelle sue ardite spedizioni raggiunse zone inesplorate e pericolose, e fu il primo a tracciare le mappe di diversi territori non ancora cartografati.

Egli lasciò un patrimonio di conoscenze scientifiche e geografiche che avrebbe influenzato i suoi posteri almeno fino al XX secolo. Oggi a Cook sono dedicati numerosi monumenti e varie commemorazioni in tutto il mondo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Il Cook's Cottage, la casa paterna

Cook nacque nel villaggio di Marton, nella Contea dello Yorkshire, oggi sobborgo della città di Middlesbrough. Fu battezzato nella locale chiesa di San Cuthbert dove ancor oggi è possibile leggere il suo nome nel registro parrocchiale[2][3]. Cook fu il secondo degli otto figli di James Cook, un bracciante agricolo scozzese, e una donna autoctona, Grace Pace da Thornaby-on-Tees[2][4][5]. Nel 1736, la sua famiglia si trasferì presso la fattoria di Airey Holme a Great Ayton, dove il datore di lavoro di suo padre, Thomas Skottowe, pagò le rette per la sua scuola, oggi trasformata in un museo. Nel 1741, dopo cinque anni di scuole elementari, iniziò a lavorare per il padre, divenuto nel frattempo sovrintendente della fattoria. Per hobby, usava scalare una vicina collina, Roseberry Topping, godendosi l'opportunità di avere dei momenti di solitudine[6]. Il Cook's Cottage, ultima dimora dei suoi genitori, che egli probabilmente ebbe modo di conoscere, si trova ora a Melbourne, dove vi fu trasportato dall'Inghilterra e dove fu riassemblato mattone per mattone nel 1934[7].

Nel 1745, all'età di sedici anni, Cook si trasferì a 32 km a nord nel villaggio di pescatori di Staithes per iniziare l'apprendistato come garzone di bottega del droghiere e merciaio William Sanderson. Gli storici hanno molto speculato se fu qui che Cook sentì per la prima volta l'attrazione per il mare, contemplandolo attraverso le vetrine del negozio[5].

Ritratto di Elizabeth Batts(William Henderson, 1830)

Dopo diciotto mesi, non sentendosi adatto al lavoro di bottegaio, Cook si trasferì ancora una volta presso la vicina cittadina portuale di Whitby per essere presentato a degli amici di Sanderson, John e Henry Walker[7]. I Walker erano importanti armatori e quaccheri locali con interessi nel commercio del carbone. La loro casa è ora il Captain Cook Memorial Museum. Cook venne assunto come apprendista della marina mercantile nella loro piccola flotta di navi carboniere impegnate lungo la costa inglese. Il suo primo incarico fu a bordo della carboniera Freelove; su essa e su altre navi trascorse diversi anni veleggiando tra Tyne e Londra.

Come parte del suo apprendistato, Cook si applicò allo studio di algebra, geometria, trigonometria, navigazione e astronomia, tutte materie che gli sarebbero tornate utili un giorno al comando della propria nave[5].

Completato il suo apprendistato triennale, Cook iniziò a lavorare su navi mercantili nel Mar Baltico. Salì rapidamente la scala gerarchica della marina mercantile, iniziando nel 1752 con la sua promozione a comandante in seconda a bordo della carboniera Friendship[8]. Nel 1755, a meno di un mese dall'offerta del comando di questo stesso vascello, si arruolò come volontario nella Royal Navy, in un momento in cui l'Inghilterra si stava riarmando per quella che sarebbe diventata nota come la Guerra dei Sette Anni. Nonostante sapesse che avrebbe dovuto partire dal gradino più basso della scala gerarchica navale, Cook comprese che la sua carriera sarebbe avanzata molto più rapidamente nel servizio militare e si arruolò nella Royal Navy a Wapping il 7 giugno 1755[9].

Famiglia[modifica | modifica sorgente]

Cook sposò Elizabeth Batts (1742-1835), figlia di Samuel Batts, gestore della locanda The Bell Inn di Wapping[10] e uno dei suoi mentori, il 21 dicembre 1762 nella Chiesa di St. Margaret a Barking, nell'allora contea dell'Essex[11]. La coppia ebbe sei figli: James (1763-1794), Nathaniel (1764-1781), Elizabeth (1767-1771), Joseph (1768-1768), George (1772-1772) e Hugh (1776-1793). Quando non era in mare, Cook viveva nel quartiere dell'East End di Londra. Assisteva alle funzioni nella chiesa di St. Paul a Shadwell, dove fu battezzato suo figlio James. Lo Stepney Historical Trust ha affisso una targa al 326 della Highway, la via principale di Shadwell, per commemorare la sua vita nell'East End londinese. Cook non ha discendenti diretti noti: tutti i suoi figli morirono precocemente o senza eredi[12].

Inizio della carriera nella Royal Navy[modifica | modifica sorgente]

Mappa di Terranova disegnata da James Cook nel 1775

Il primo imbarco di Cook fu sulla nave HMS Eagle, con il grado di master mate[13]. In ottobre e novembre del 1755 prese parte alla cattura, da parte della Eagle, di una nave da guerra francese e all'affondamento di un'altra, azioni per le quali venne promosso al grado di "master" (che si occupava delle incombenze marinaresche, e non corrisponde esattamente al nostro ufficiale di rotta) oltre a mantenere i suoi altri incarichi. Il suo primo comando temporaneo lo ebbe nel marzo del 1756, allorché divenne per breve tempo Comandante del Cruizer, un piccolo cutter al seguito della Eagle quando questa era di pattuglia[9][14].

Nel giugno 1757 Cook superò i suoi esami da sottotenente presso la Trinity House a Deptford, ottenendo il diritto di navigare e comandare una nave della flotta reale[15]. Si imbarcò quindi sulla fregata HMS Solebay come sottotenente di vascello agli ordini del Comandante Robert Craig[16]. Durante questo periodo, egli servì nel corso di svariate azioni minori in prossimità delle Isole Britanniche.

La conquista del Canada (1758-63)[modifica | modifica sorgente]

Durante la guerra dei sette anni, fu al servizio in Nord America sulla Pembroke, vascello della Royal Navy, in qualità di "master"[17]. Nel 1758 prese parte all'assalto anfibio che consentì la presa ai francesi della fortezza di Louisbourg. Cook successivamente partecipò nel 1759 all'assedio della città di Quebec prima della battaglia sulle pianure di Abraham del 1759. Mostrò un grande talento nella topografia e nella cartografia, tracciando le mappe di imbocco del fiume San Lorenzo durante l'assedio, fatto questo che consentì al generale Wolfe di effettuare il famoso attacco a sorpresa sulle pianure di Abraham[8].

L'abilità nella topografia di Cook venne sfruttata durante gli anni sessanta del 1700 per tracciare le mappe della costa frastagliata dell'isola di Terranova. Cook tracciò la striscia di nord-ovest nel 1763 e 1764, la costa sud tra la penisola Burin e Capo Ray nel 1765 e 1766 e la costa occidentale nel 1767. I cinque anni di Cook in Terranova consentirono di avere la prima accurata mappa in larga scala e con indagini idrografiche delle coste dell'isola e furono le prime carte scientifiche ad utilizzare una precisa triangolazione per stabilire i contorni a terra[18]; durante tale arco di tempo Cook sviluppò una grande abilità nella pratica topografica, maturata lavorando in condizioni molto spesso difficili, che attirarono su di lui l'attenzione dell'Ammiragliato e della Royal Society in un momento cruciale non solo per la sua personale carriera ma anche in vista delle scoperte britanniche d'oltremare. La mappa di Cook sarebbe stata ancora utilizzata fino al XX secolo: a copie di questa avrebbero fatto ancora riferimento tutti quelli che avrebbero navigato nelle acque di Terranova per quasi 200 anni[19].

Fu a seguito del lavoro fatto a Terranova che Cook ebbe a scrivere come fosse sua intenzione di andare non soltanto «...al di là di dove chiunque è andato prima, ma fin dove è possibile per un uomo andare»[20].

Il primo viaggio (1768-1771)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Primo viaggio di James Cook.
Ricostruzione della Endeavour a Whitby

Nel 1766, la Royal Society lo incaricò di effettuare un viaggio nell'Oceano Pacifico per osservare il transito di Venere davanti al Sole. A soli 39 anni Cook fu promosso tenente e nominato comandante della spedizione[21]. Salpò il 26 agosto 1768[22] sulla nave HMS Endeavour, (che era un Brigantino a palo, e il nome fu motivo di ispirazione per lo Space Shuttle Endeavour), doppiò capo Horn e il 13 aprile 1769 giunse a Tahiti, dove costruì un piccolo forte e osservatorio per osservare il transito, ma a causa della mancanza di strumentazione scientifica precisa non fu in grado di misurarlo con esattezza[23].

Come da ordini segreti dell'Ammiragliato[24], si dedicò quindi alla seconda parte della sua missione e cioè all'esplorazione del Pacifico del Sud e alla ricerca del mitico continente Terra Australis, sull'esistenza del quale nutriva dei dubbi ma che la Royal Society, in particolare Alexander Dalrymple, sosteneva esistesse[25].

Con l'aiuto di un indigeno tahitiano chiamato Tupaia che aveva ampie conoscenze della geografia locale raggiunse la Nuova Zelanda. Era il secondo europeo (dopo Abel Tasman nel 1642) ad approdare in Nuova Zelanda. Cook la circumnavigò completamente scoprendo così lo stretto di Cook che separa l'Isola del Nord dall'Isola del Sud e del quale Tasman non aveva intuito l'esistenza. Tracciò con precisione le coste neozelandesi facendo solo errori minimi, chiamò "isola di Banks" quella che in realtà era una penisola e non era certo che l'Isola di Stewart fosse un'isola a sé stante.

Veleggiò poi verso ovest, raggiungendo la costa sud-orientale dell'Australia il 19 aprile 1770[26]. La sua spedizione divenne la prima europea ad esplorare la linea di costa del nuovo continente. Il 23 aprile fece la sua prima osservazione registrata degli australiani aborigeni a Brush Island vicino a Bawley Point - oggi nel New South Wales - annotando nel suo diario:

(EN)
« …and were so near the Shore as to distinguish several people upon the Sea beach they appear'd to be of a very dark or black Colour but whether this was the real colour of their skins or the C[l]othes they might have on I know not[27]»
(IT)
« ...E sono arrivato così vicino alla riva da distinguere diverse persone sulla spiaggia del mare che appaiono essere di un colore molto scuro o nero, ma se questo sia il vero colore della loro pelle o dei vestiti che indossano non so. »
(James Cook)

Il 29 aprile Cook ed il suo equipaggio attraccarono sulla terraferma sulla la penisola di Kurnell. Cook dapprima battezzò l'area come Stingray Bay, ma dopo cambiò il nome in Botany Bay[28] dopo gli esemplari unici recuperati dai botanici Joseph Banks and Daniel Carlsson Solander. Fu sempre qui che egli ebbe i primi contatti diretti con una tribù aborigena nota come Gewagal[29]. Quando in seguito il capitano Arthur Phillip arrivò con la Prima Flotta nel 1788 ritenne però la baia poco idonea e attraccò più a nord dove attualmente si trova la città di Sydney.

Lasciata Botany Bay veleggiarono verso nord. L'11 giugno si verificò un incidente quando la Endeavour si arenò su un banco di quella che poi si sarebbe rivelata la grande barriera corallina e « furono costretti a riparare presso la foce di un fiume il 18 giugno 1770 »[30]. La Endeavour fu seriamente danneggiata e, mentre veniva tirata in secca per riparazioni nei pressi della moderna Cooktown nell'odierno Queensland alla foce dell'Endeavour river, il viaggio subì un ritardo di due mesi[5] . Finalmente ripresero il mare attraversando lo stretto di Torres tra Australia e Nuova Guinea: era il secondo europeo in assoluto dopo il passaggio di Luis Vaez de Torres nel 1604. Il 22 agosto Cook sbarcò presso Possession Island dove rivendicò solennemente alla Corona britannica l'intera linea di costa che aveva esplorato. Ritornò quindi verso l'Inghilterra facendo scalo a Batavia, l'odierna Giakarta, in Indonesia, dove molti uomini soccombettero alla malaria, raggiunse il Capo di Buona Speranza ed arrivò a Sant'Elena il 12 luglio 1771[31].

Un altro aspetto notevole di questo viaggio fu che fino a questo punto nessun uomo dell'equipaggio era caduto vittima dello scorbuto, fatto eccezionale per quei tempi. Cook costringeva gli uomini a nutrirsi di agrumi e crauti affidandosi, tra i primi, alle scoperte di James Lind[32]. Sfortunatamente la tappa di Giakarta, nota per le sue epidemie di malaria, fu comunque fatale per molti dell'equipaggio, compreso il tahitiano Tupaia, il segretario finlandese e collega scienziato di Banks, Herman Spöring, l'astronomo Charles Green e l'illustratore Sydney Parkinson.

I diari di Cook furono pubblicati al suo ritorno e Cook divenne una sorta di eroe nella comunità scientifica.

Le rotte dei viaggi di James Cook. Il primo viaggio è mostrato in rosso, il secondo in verde, il terzo in blu.

Il secondo viaggio (1772-1775)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Secondo viaggio di James Cook.
Mappa di James Cook delle Georgia del Sud, 1777

Poco dopo il suo rientro dal primo viaggio, Cook fu promosso nell'agosto del 1771 al grado di Comandante della Royal Navy[33][34] e nuovamente incaricato dalla Royal Society per un ulteriore viaggio, questa volta alla ricerca della leggendaria Terra Australis. Nel suo primo viaggio Cook aveva dimostrato con la circumnavigazione della Nuova Zelanda che questa non era collegata a nessuna massa di terra più grande a sud. Nonostante egli avesse mappato quasi tutta la costa orientale dell'Australia, dimostrandone le dimensioni continentali, si continuava a credere che la Terra Australis si dovesse trovare ancora più a sud. A dispetto di ogni evidenza del contrario, Alexander Dalrymple ed altri membri della Society si rifiutavano di credere che non esistesse un continente meridionale[35].

Cook assunse il comando della HMS Resolution mentre Tobias Furneaux fu messo al comando della HMS Adventure. Cook circumnavigò il globo ad una latitudine molto meridionale e fu il primo europeo a superare il Circolo polare antartico il 17 gennaio 1773 raggiungendo i 71°10' Sud. Nelle nebbie dell'Antartico le due navi si ritrovarono separate. Furneaux si diresse dapprima verso la Nuova Zelanda dove perse una decina dei suoi uomini in uno scontro violento con i Māori, quindi fece vela verso la madrepatria. Cook invece continuò a esplorare la regione antartica, raggiungendo i 71°10'S il 31 gennaio 1774[15].

James Cook testimone di un sacrificio umano a Tahiti, 1773

Cook aveva quasi raggiunto le rive del continente antartico quando fu costretto a ritornare a Tahiti per rifornire la nave. Riprese quindi la rotta verso sud in un secondo infruttuoso tentativo di trovare l'ipotetico continente. A questo punto del viaggio egli portò con se un giovane tahitiano di nome Omai, che però si rivelò meno competente di Tupaia, svernando in Nuova Zelanda. Sulla via del ritorno attraccò a Tonga e sull'Isola di Pasqua.

Cook salpò nel novembre 1774 attraversando il Pacifico meridionale e giungendo, cinque settimane dopo, nella Terra del Fuoco dove rimase per due settimane. Si diresse poi nell'Atlantico del sud. Inaspettatamente avvistò una terra ricoperta di neve e ghiaccio sulla quale sbarcò il 17 gennaio 1775 in una baia riparata che chiamò Possession Bay. Ne tracciò parte della costa, ma non rimase particolarmente affascinato dalla scoperta e ne descrisse anzi la desolazione:

(EN)
« Not a tree was to be seen, nor a shrub even big enough to make a toothpick. »
(IT)
« Neanche un albero in vista, né un cespuglio abbastanza grosso da ricavarne uno stuzzicadenti »
(James Cook)

Arrivato all'estremo meridionale di quella terra si rese conto che non era il tanto ricercato continente antartico, chiamò quindi il capo meridionale Cape Disappointment e diede all'isola il nome di Georgia del Sud.

Proseguendo la navigazione scoprì la Nuova Caledonia (4 settembre) e le isole Sandwich Australi.

Il suo ritorno in patria metterà definitivamente la parola fine alle ricerche di Terra Australis[36].

Un altro risultato positivo del secondo viaggio fu il collaudo di un cronometro marino ideato da John Harrison che facilitò la misura accurata delle longitudini.

Al suo ritorno Cook ottenne un congedo con tutti gli onori dalla Marina, ma ciò non lo tenne lontano dal mare e dalla navigazione. Un terzo viaggio alla ricerca del Passaggio a nord-ovest era già pianificato. Cook avrebbe dovuto navigare attraverso il Pacifico e sempre verso est per tornare all'Atlantico mentre un'altra nave avrebbe fatto il percorso contrario[37].

Il terzo viaggio (1776-1779)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terzo viaggio di James Cook.
Mappamondo del 1765 che mostra un passaggio a nord-ovest di fantasia.

Nel suo ultimo viaggio Cook era nuovamente al comando della Resolution, mentre il capitano Charles Clerke era al comando della HMS Discovery. Lo scopo del viaggio era il tentativo di scoprire il famoso passaggio a nord-ovest tra l'Atlantico e il Pacifico passando per la parte settentrionale del Nord America. Gli ordini dell'Ammiragliato per Cook erano ispirati da un Act (atto normativo) del Parlamento Britannico che, riconfermato nel 1775, aveva promesso un premio di £ 20.000 a chiunque avesse scoperto il passaggio[38]. Cook fece tappa a Tahiti e poi navigò verso nord e nel 1778 divenne il primo europeo a visitare le isole Hawaii, che lui chiamò "Isole Sandwich" in onore del suo armatore John Montagu, 4º conte di Sandwich; il Primo Lord dell'Ammiragliato. Fu inoltre il primo a raccontare del surf[39]. Dalle Hawaii proseguì ed esplorò la costa occidentale americana attraccando presso la baia di Nootka (Nootka Sound per gli inglesi) sull'Isola di Vancouver, oltrepassando lo Stretto di Juan de Fuca. Esplorò e tracciò le mappe della costa del nord America, dalla California allo Stretto di Bering.

Lo stretto di Bering, nonostante gli svariati tentativi fatti, si rivelò impenetrabile. Questo viaggio fu molto frustrante per Cook che iniziò a soffrire di problemi di stomaco; secondo alcune teorie questi disturbi furono all'origine del suo comportamento sempre più irrazionale nei confronti dell'equipaggio.

Cook tornò alle Hawaii nel 1779, dove incontrò il re locale Kalani`ōpu`u e, secondo alcune interpretazioni recentemente contestate[40][41], venne inizialmente scambiato per Lono[42], il dio hawaiano della fertilità. Tuttavia, il 14 febbraio presso la baia di Kealakekua alcuni indigeni rubarono una delle scialuppe della sua nave – questo genere di furti era abbastanza normale e solitamente alcuni indigeni venivano presi in ostaggio per ottenere la restituzione del maltolto – e Cook, in preda all'irrazionalità, ebbe un violento alterco con un folto gruppo di abitanti dell'isola, nella disputa furono esplosi alcuni colpi d'arma da fuoco e Cook venne accoltellato a morte[43].

Clerke prese il comando della spedizione e fece un altro tentativo di passaggio attraverso lo stretto di Bering, prima di soccombere alla tubercolosi della quale era già affetto. Fu sostituito al comando della Resolution dal tenente di vascello John Gore mentre la Discovery passò sotto quello di James King[44]. Le due imbarcazioni rientrarono nel 1780. Numerosi reperti di questa spedizione sono conservati al Museo di Storia Naturale, Sezione di Antropologia ed Etnologia dell'Università degli Studi di Firenze[45].

La morte di Cook[modifica | modifica sorgente]

La morte di Cook.

Il dibattito sulle cause e sulla modalità dell'uccisione di Cook non si è mai sopito. Probabilmente si trattò di un omicidio rituale consumato collettivamente in quanto i nativi si accanirono sul cadavere. Come riferito nelle testimonianze oculari, raccolte dal capitano James King, dei marinai e dei marines presenti « il suo corpo fu immediatamente trascinato a riva e circondato dai nemici che, strappandosi il pugnale l’uno con l’altro dalle mani, mostrarono un selvaggio desiderio di riservarsi ognuno una parte della sua distruzione »[46]. Gli hawaiani si impadronirono quindi del corpo e lo trascinarono lontano. Nello scontro rimasero uccisi anche quattro dei marines di Cook mentre due furono feriti[47]. In realtà i nativi non fecero un gratuito scempio delle spoglie di Cook, anzi il suo corpo fu conservato gelosamente dagli anziani. Seguendo la prassi del tempo, il corpo di Cook subì rituali funerari simili a quelli riservati ai capi e agli anziani più importanti della società hawaiana. Il corpo fu quindi sventrato, cotto per facilitare la rimozione della carne, e le ossa furono accuratamente ripulite per la conservazione come se fossero icone religiose[48], in un modo che ricorda un po' il trattamento riservato alle reliquie dei santi europei nel Medioevo. Alcuni dei resti di Cook, come rivelano alcune prove che lo confermano in tal senso, furono poi restituiti agli inglesi dopo un accorato appello da parte dell'equipaggio[49]: il 22 febbraio le poche spoglie recuperate di Cook furono formalmente sepolte in mare nelle profondità della baia al rintocco delle campane e sotto le salve dei cannoni[50].

Una versione ritagliata del dipinto originale di Cleveley che è stato scoperto nel 2004 e raffigurerebbe il Capitano Cook come un uomo violento

Malgrado immagini, testimonianze e dati dell'epoca sostengano prevalentemente la responsabilità degli indigeni hawaiani nel mettere mano alle armi per primi, nel 2004 fu scoperto in una collezione privata appartenente ad una famiglia dal 1851, il dipinto originale del 1784 di John Cleveley dal quale sembrano derivati molti altri dipinti contemporanei che avevano sempre dato l'immagine di un Cook pacificatore. Il fratello di Cleveley era stato un membro dell'equipaggio di Cook e la pittura si dice concordi con testimonianze oculari. L'originale raffigura il capitano in preda alla furia e coinvolto nel combattimento corpo a corpo mentre è intento ad aizzare i suoi uomini contro i nativi hawaiani, facendo pensare che questi, per difendersi dai marinai inglesi, si siano trovati costretti a ucciderlo[51]. La scoperta del dipinto originale non ha comunque cambiato il modo della maggior parte degli storici nel giudicare il rapporto pacato di Cook con gli hawaiani e, anche se durante il suo ultimo viaggio fu riferito da alcuni suoi contemporanei che egli era diventato irrazionale e violento[52], David Samwell, che aveva navigato con Cook sulla Resolution, scrisse di lui:

(EN)
« ...He was a modest man, and rather bashful; of an agreeable lively conversation, sensible and intelligent. In temper he was somewhat hasty, but of a disposition the most friendly, benevolent and humane. His person was above six feet high: and, though a good looking man, he was plain both in dress and appearance. His face was full of expression: his nose extremely well shaped: his eyes which were small and of a brown cast, were quick and piercing; his eyebrows prominent, which gave his countenance altogether an air of austerity[53]»
(IT)
« ...Era un uomo modesto, e piuttosto schivo; di conversazione briosa e piacevole, sensibile e intelligente. Di temperamento un po' sbrigativo, ma di disposizione più che amichevole, benevola e umana. la sua persona era di oltre sei piedi di altezza: e, oltre che un uomo di bell'aspetto, era semplice, sia nel vestire che nelle sembianze. Il suo volto era pieno di espressione:il suo naso estremamente ben modellato: i suoi occhi che erano piccoli e di colore marrone, erano vivaci e penetranti; le sopracciglia prominenti davano al suo volto tutto un'aria di austerità »
(David Samwell)

Le motivazioni della morte di Cook sono state al centro di un ampio e aspro dibattito tra i due antropologi Marshall Sahlins e Gananath Obeyesekere, svoltosi alla fine degli anni Novanta, e che ha coinvolto anche altri storici, sociologi e antropologi[54][55].

Eredità di Cook[modifica | modifica sorgente]

Botanica[modifica | modifica sorgente]

Un mantello di piume Hawaiiano - Australian Museum
Una statua di James Cook a Greenwich,Londra
Il Capitano Cook, di John Webber, olio su tela, 1776

L'abbreviazione standard "Cook" è utilizzata nella nomenclatura binomiale di diverse specie botaniche a lui riferibili[56]. Tra queste:

  • Arecaceae Attalea colenda (Cook) Balslev & A.J.Hend. -- Brittonia 39: 1. 1987 (GCI)
  • Cyperaceae Bolboschoenus caldwellii (Cook) Soják -- Čas. Nár. Mus., Odd. Přír. 141(1-2): 62. 1972 (IK)
  • Cyperaceae Bolboschoenus medianus (Cook) Soják -- Čas. Nár. Mus., Odd. Přír. 141(1-2): 63. 1972 (IK)
  • Arecaceae Catoblastus drudei Cook & Doyle -- Contr. U.S. Natl. Herb. xvi. 233 (1913). (IK)
  • Leguminosae Chamaecrista portoricensis var. atlantica H.S.Irwin & Barneby -- Mem. New York Bot. Gard. 35(2): 765 (1982). (IK)
  • Caesalpiniaceae Chamaecrista portoricensis O.F.Cook & G.N.Collins var. callosa Cook & Collins (GCI)
  • Caesalpiniaceae Chamaecrista portoricensis O.F.Cook & G.N.Collins var. granulata (Urb.) Cook & Collins (GCI)
  • Arecaceae Gaussia maya (Cook) H.J.Quero & Read -- Syst. Bot. 11(1): 152. 1986 (IK)
  • Arecaceae Gaussia maya (Cook) H.J.Quero & Read -- Syst. Bot. 11: 152. 1986 (GCI)
  • Leguminosae Herpetica Cook & Collins -- Contr. U.S. Natl. Herb. viii. (1903) 159. (IK)
  • Leguminosae Herpetica alata Cook & Collins -- Contr. U.S. Natl. Herb. viii. (1903) 159. (IK)
  • Fabaceae Meibomia incana Vail var. angustifolia (Griseb.) Cook & Collins (GCI)
  • Fabaceae Meibomia incana Vail var. angustifolia (DC.) Cook & Collins (GCI)
  • Arecaceae Phytelephas seemannii subsp. brevipes (Cook) Barfod -- Opera Bot. 105: 64. 1991 (GCI)
  • Arecaceae Phytelephas seemannii subsp. brevipes (Cook) Barfod -- Opera Bot. 105: 64 (1991), without exact basionym page:. (IK)
  • Pinaceae Pinus genuensis Cook -- Sketch. Spain, ii. 236. (IK)
  • Pinaceae Pinus hispanica Cook -- Sketch. Spain, ii. 337. (IK)
  • Fagaceae Quercus quexigo Cook ex Willk. & Lange -- Prodr. Fl. Hispan. 1(2): 240. 1862 [Jan-Mar 1862] (IK)

Collezioni etnografiche[modifica | modifica sorgente]

L'Australian Museum acquisì la sua "Cook Collection" nel 1894 dal governo del New South Wales. A quel tempo la collezione era composta da 115 reperti raccolti nei tre viaggi di Cook attraverso l'Oceano Pacifico durante il periodo 1768-1780, con documenti e cimeli relativi a queste spedizioni. Molti degli artefatti etnografici furono raccolti nel momento dei primi contatti tra gli popoli del Pacifico e gli europei. Nel 1935 la maggior parte dei documenti e dei cimeli furono trasferiti presso la Biblioteca Mitchell nella Biblioteca di Stato del New South Wales. La provenienza della raccolta dimostra che gli oggetti rimasero nelle mani della vedova di Cook Elizabeth Cook, e dei suoi discendenti, fino al 1886. In quell'anno John Mackrell, pronipote di Isaac Smith, cugino di Elizabeth Cook, organizzò una mostra di questa collezione, su richiesta del governo del NSW, al Colonial and Indian Exhibition a Londra. Nel 1887 il rappresentante a Londra del governo del Nuovo Galles del Sud, Saul Samuel, acquistò gli oggetti da John Mackrell e anche altri cimeli acquistati da terzi ed appartenenti ad altri parenti quali il reverendo Canon Frederick Bennett, la signora Thomas Langton, e H.M.C. Alexander e William Adams. La collezione rimase sotto la custodia del Segretario Coloniale del NSW fino al 1894, quando fu trasferita al Museo australiano[57].

Scienza e Navigazione[modifica | modifica sorgente]

I 12 anni di navigazione a vela di Cook intorno all'Oceano Pacifico contribuirono moltissimo alla conoscenza europea della zona. Diverse isole come le Isole Sandwich (Hawaii) furono visitate per la prima volta dagli europei e la sua cartografazione navale di vaste aree del Pacifico rappresentò un importante e duraturo risultato[58].

Per creare mappe accurate, è necessario determinare con estrema precisione la latitudine e la longitudine. I navigatori furono in grado di elaborare accuratamente la latitudine per secoli, misurando l'angolazione del sole o di una stella sopra l'orizzonte con strumenti quali il quadrante di Davis (o backstaff) o i quadranti in genere. La longitudine era più difficile da misurare con precisione perché richiedeva la conoscenza precisa della differenza di tempo tra i punti sulla superficie della Terra. La Terra gira di 360° rispetto al sole ogni giorno. Per cui la longitudine corrisponde al tempo: 15 gradi ogni ora, o 1 grado ogni 4 minuti[59][60]. Cook fece accurate misurazioni dela longitudine durante il suo primo viaggio grazie alle sue grandi doti di navigazione, all'aiuto dell'astronomo Charles Green ed usando le appena pubblicate tavole dell'Almanacco Nautico, attraverso la distanza lunare ottenuta col metodo di misurazione della distanza angolare della Luna o dal sole durante il giorno o da una fra otto stelle particolarmente luminose durante la notte, per determinare l'ora al Royal Observatory a Greenwich, e confrontando questo dato con quello locale a sua volta determinato tramite l'altezza del sole, della luna, o delle stelle[61]. Nel suo secondo viaggio Cook utilizzò il cronometro K1 di Larcum Kendall, che aveva la forma di un grande orologio da tasca di 5 pollici (13 cm) di diametro. Questo era una copia dell'orologio H4 fabbricato da John Harrison, che si era rivelato essere il primo ad essere in grado di mantenere l'ora esatta in mare quando venne utilizzato a bordo della nave Deptford in viaggio verso la Giamaica, tra il 1761 ed il 1762[62].

Cook riuscì a circumnavigare il globo nel il suo primo viaggio senza perdere un solo uomo per scorbuto, un risultato eccezionale per l'epoca. Testò diverse misure preventive, ma il più importante si rivelò il frequente rifornimento di cibi freschi[63]. Su questo importante aspetto del viaggio, egli presentò un apposito rapporto alla Royal Society, che lo premiò con la medaglia Copley nel 1776[64][65].

Osservatore innato, Cook fu il primo europeo ad avere ampi contatti con svariate popolazioni del Pacifico. Egli postulò correttamente un collegamento fra tutti i popoli del Pacifico, nonostante fossero separati da grandi distese oceaniche (vedi lingue maleo-polinesiache). Cook teorizzò che i polinesiani fossero originari dell'Asia, come successivamente lo scienziato Bryan Sykes avrebbe effettivamente verificato[66]. In Nuova Zelanda la venuta di Cook è spesso utilizzata per indicare l'inizio della colonizzazione[5][7].

Cook portò con sé diversi scienziati nei suoi viaggi; questi fecero numerose ed importanti osservazioni e scoperte. Due botanici, Joseph Banks, e lo svedese Daniel Solander, parteciparono al primo viaggio di Cook. I due raccolsero oltre 3.000 specie di piante[67]. Gli studi di Banks avrebbero successivamente fortemente promosso l'insediamento britannico in Australia[68][69].

Anche diversi artisti navigarono col primo viaggio di Cook. Sydney Parkinson fu pesantemente coinvolto nel documentare i risultati dei botanici completando 264 disegni prima della sua morte, verso la fine del viaggio. Furono di immenso valore scientifico per i botanici britannici[5][70]. La seconda spedizione di Cook si avvalse invece di William Hodges, che produsse notevoli pitture paesaggistiche di Tahiti, dell'Isola di Pasqua e di altri luoghi visitati.

Numerosi ufficiali che servirono sotto Cook continuarono in seguito a distringuersi particolarmente. William Bligh, il sailing master di Cook, ottenne il comando del HMS Bounty nel 1787 e salpò verso Tahiti riportando indietro i frutti dell'albero del pane. Bligh è però molto più noto per il famoso ammutinamento del suo equipaggio che alla fine lo lasciò in mare alla deriva nel 1789. In seguito divenne governatore del New South Wales, dove fu oggetto di un altro ammutinamento - la Rum Rebellion - l'unico rivolgimento armato di un governo australiano ad aver mai avuto successo[71]. George Vancouver, uno dei guardiamarina di Cook, condusse in seguito, tra il 1791 ed il 1794, la Vancouver Expedition, un viaggio di esplorazione della costa del Pacifico del Nord America[72]. In onore del suo famoso ex comandante, anche la nuova nave di Vancouver fu battezzata Discovery. George Dixon si era imbarcato sulla terza spedizione di Cook ed, in seguito, comandò una sua spedizione personale[73]. Un sottotenente di Cook, Henry Roberts, trascorse molti anni dopo quel viaggio a preparare mappe dettagliate che arricchirono l'Atlante postumo del comandante, pubblicato attorno al 1784.

Il grande contributo di Cook alla scienza gli venne internazionalmente riconosciuto già nel corso della sua vita. Nel 1779, mentre le colonie americane stavano combattendo contro la Gran Bretagna per la loro indipendenza, Benjamin Franklin scrisse ai capitani delle navi da guerra coloniali in mare, raccomandando che se fossero venuti in contatto con la nave di Cook, erano tenuti a

(EN)
« not consider her an enemy, nor suffer any plunder to be made of the effects contained in her, nor obstruct her immediate return to England by detaining her or sending her into any other part of Europe or to America; but that you treat the said Captain Cook and his people with all civility and kindness, [...] as common friends to mankind[74]»
(IT)
« ... non considerarlo un nemico, né fare oggetto di bottino alcun suo effetto personale, né ostacolare il suo immediato ritorno in Inghilterra con una sua detenzione o mandandolo in una qualsiasi altra parte d'Europa o in America; ma il suddetto Capitano Cook e la sua gente siano trattati con la massima civiltà e gentilezza, [...] come comuni amici dell'umanità. »
(Benjamin Franklin)

All'insaputa di Franklin, Cook aveva già incontrato la morte un mese prima che questo "lasciapassare" venisse scritto.

I viaggi di Cook detengono un altro insolito primato: la prima "femmina" a circumnavigare il globo fu... una capra (The Goat), che fece quel memorabile viaggio per ben due volte; la prima delle quali sulla HMS Dolphin, sotto il comando di Samuel Wallis. L'animale fu messo in servizio come personale fornitrice di latte per Cook, a bordo della Endeavour. Quando tornarono in Inghilterra, Cook la presentava con un collare d'argento con su incisi dei versi di Samuel Johnson: Perpetui, ambita bis terra, praemia lactis Haec habet altrici Capra secunda Jovis. In seguito fu lasciata al pascolo in un'azienda di Cook fuori Londra e, fu anche riferito, fu ammessa ai privilegi del Royal Naval hospital a Greenwich. Il diario di Cook registrò la data della morte di "The Goat": 28 marzo 1772[75].

Luoghi che portano il suo nome[modifica | modifica sorgente]

La Baia di Cook a Moorea
  • le Isole Cook, stato dell'Oceania associato alla Nuova Zelanda
  • il Monte Cook, il più alto (3754 m) della Nuova Zelanda
  • il Ghiacciaio Cook, il principale delle Isole Kerguelen
  • la cala di Cook, un’insenatura ai margini della Tolaga Bay, in Nuova Zelanda
  • lo Stretto di Cook, che divide le due maggiori isole neozelandesi
  • la baia di Cook, in Alaska, sulle cui sponde sorge Anchorage
  • la baia di Cook, nell'isola di Moorea nella Polinesia Francese, dove pare abbia attraccato Cook.
  • il Monte Cook, fra l'Alaska e il Canada
  • Cooktown, città sulla costa nord-orientale dell'Australia, dove Cook spiaggiò con la sua nave HM Bark Endeavour il 17 giugno 1770 per riparare una falla a seguito di uno scontro sulla barriera corallina al largo di Cape Tribulation alle 22:30 dell'11 giugno 1770 (posizione 15.46,57S-145.35,38E). Per alleggerire la nave ed evitare il peggio, fece gettare in acqua sei cannoni ed una enorme ancora, ritrovati nel 1970. I lavori di riparazione a terra durarono 48 giorni.
  • il cratere lunare Cook nel Mare Fecunditatis

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) G. Young, The Life and Voyages of Captain James CooK, p. 111, ISBN non esistente.
  2. ^ a b Rigby & van der Merwe 2002, p. 25
  3. ^ Robson 2009, p. 2
  4. ^ Stamp 1978, p. 1
  5. ^ a b c d e f Collingridge 2003
  6. ^ Collingridge 2003, p. 15
  7. ^ a b c Horwitz 2003
  8. ^ a b Hough 1994, p. 11
  9. ^ a b Rigby & van der Merwe 2002, p. 27
  10. ^ Famous 18th century people in Barking and Dagenham: James Cook and Dick Turpin, London Borough of Barking and Dagenham. URL consultato il 5 marzo 2013.
  11. ^ Robson 2009, pp. 120–1
  12. ^ Stamp 1978, p. 138
  13. ^ Un antico ed ormai obsoleto grado di sotto-ufficiale della Royal Navy
  14. ^ McLynn 2011, p. 21
  15. ^ a b Glyn Williams, Captain Cook: Explorer, Navigator and Pioneer, BBC, 17 febbraio 2011. URL consultato il 5 settembre 2011.
  16. ^ Paul Capper, The Captain Cook Society: Cook's Log in Life in the Royal Navy (1755–1767), 1985–96. URL consultato il 22 settembre 2011.
  17. ^ Kemp & Dear 2005
  18. ^ Government of Canada, Captain James Cook R.N. in Historic Sites and Monuments Board of Canada, 2012. URL consultato il 2 novembre 2012.
  19. ^ Hough 1994, p. 32
  20. ^ Glyn Williams, Captain Cook: Explorer, Navigator and Pioneer in Empire and Seapower, BBC, 1º agosto 2002. URL consultato il 25 gennaio 2007.
  21. ^ Rigby & van der Merwe 2002, p. 30
  22. ^ The Sydney Morning Herald in The Sydney Morning Herald (NSW: 1842–1954) (NSW), National Library of Australia, 2 maggio 1931, p. 12. URL consultato il 4 settembre 2012.
  23. ^ (EN) Charles Herdendorf, Captain James Cook and the Transits of Mercury and Venus in Journal of Pacific History, 1, vol. 21, January 1986, pp. 39–55, DOI:10.1080/00223348608572527.
  24. ^ Secret Instructions to Captain Cook, 30 June 1768, National Archives of Australia. URL consultato il 3 settembre 2011.
  25. ^ Hough 1994, p. 182
  26. ^ A quel tempo la linea internazionale del cambio di data doveva ancora essere stabilita, per cui le date nel diario di Cook sono da intendere un giorno prima rispetto a quelle accettate oggi
  27. ^ Cook's Journal: Daily Entries, 22 April 1770. URL consultato il 21 settembre 2011.
  28. ^ PAGES FROM THE PAST in The Argus (Melbourne, Vic.: 1848–1956) (Melbourne, Vic.), National Library of Australia, 31 maggio 1919, p. 20. URL consultato il 4 settembre 2012.
  29. ^ Once were warriors – smh.com.au in The Sydney Morning Herald, 11 novembre 2002. URL consultato il 21 settembre 2011.
  30. ^ Robson 2004, p. 81
  31. ^ Beaglehole, J.C. (a cura di), The Journals of Captain James Cook on His Voyages of Discovery, vol. I:The Voyage of the Endeavour 1768–1771, Cambridge University Press, 1968, p. 468, OCLC 223185477.
  32. ^ James Lind. A treatise of the scurvy, 1753
  33. ^ Hough 1994, p. 180
  34. ^ McLynn 2011, p. 167
  35. ^ Hough 1994, p. 182
  36. ^ Hough 1994, p. 263
  37. ^ Hough 1994, p. 268
  38. ^ James Cook, A voyage to the Pacific Ocean, Lord Commissioners of the Admiralty.
  39. ^ Ben Marcus, The History of Surfing From Captain Cook to the Present
  40. ^ Obeyesekere 1992
  41. ^ Obeyesekere 1997
  42. ^ Sahlins 1985
  43. ^ Egli avrebbe usato un fucile a due colpi: per non uccidere gli indigeni avrebbe sparato una carica a pallini invece che a palla unica. L'hawaiano ferito si gettò su di lui e lo uccise. ((FR) Stéphane Audeguy, In Memoriam, Parigi, Gallimard, pp. 9-10, ISBN 978-2-07-012319-3.).
  44. ^ Collingridge 2003, p. 423
  45. ^ Giulio Barsanti, Guido Chelazzi, Mauro Raffaelli, Il Museo di storia naturale dell'Università degli studi di Firenze, pag. 61, Volume 2, Firenze University Press, 2009
  46. ^ (EN) James Cook - The Death of Cook, The Mariners’ Museum and Park. URL consultato il 26 agosto 2014.
  47. ^ Rigby & van der Merwe 2002, p. 60
  48. ^ (EN) Stephen Askwith, Fine White Cannibals, Lulu.com, p. 27, ISBN 978-1-44-750303-3.
  49. ^ Collingridge 2003, p. 413
  50. ^ Princeton University Library, 2010
  51. ^ Andrew Stevenson, Captain Cranky, portrait of an old explorer behaving badly, The Sydney Morning Herald, 14 luglio 2004. URL consultato il 15 maggio 2008.
  52. ^ See Anne Salmond, The Trial of the Cannibal Dog: Captain Cook in the South Seas (New York: Viking, 2003). Also the violent Cook was depicted by George Carter (1737-1795) and his painting, 'The Death of Captain Cook' is in the Rex Nan Kivell Collection of the National Library of Australia (Canberra)
  53. ^ Samwell David, The death of Captain James Cook, pag. 20, 1791
  54. ^ Marshall Sahlins, Isole di storia, società e mito nei mari del sud, Torino, Einaudi, 1986
  55. ^ Obeyesekere: The Apotheosis Of Captain Cook : European Mythmaking In The Pacific (1992, ISBN 0-691-05752-4) ; Sahlins: How "Natives" Think: About Captain Cook, for Example (1995, ISBN 0-226-73368-8)
  56. ^ The International Plant Names Index
  57. ^ Sue Thomsett, Cook Collection, History of Acquisition in Electronic Museum Narrative, Australian Museum.
  58. ^ James Cook, A voyage to the Pacific Ocean ... – Google Books, 1784. URL consultato il 26 agosto 2011.
  59. ^ Una misura semplificata della longitudine si effettua con un orologio (o meglio un cronometro) e una meridiana. L'orologio deve segnare l'ora di Greenwich. Semplificando: leggendo l'ora locale dalla meridiana e calcolando la differenza con quella dell'orologio si trova la longitudine (15° per ogni ora)
  60. ^ Celestial Sphere: The Apparent Motions of the Sun, Moon, Planets, and Stars – Earth, North, Axis, Approximately, Latitude, and Equator, 2011. URL consultato il 26 agosto 2011.
  61. ^ Nella navigazione astronomica, la distanza lunare è l'angolo tra la Luna ed un altro corpo celeste - un navigatore può utilizzare la distanza lunare (detta anche un lunare) ed un almanacco nautico per calcolare l'ora di Greenwich, determinando quindi la longitudine senza utilizzare un cronometro marino
  62. ^ Captain Cook – Cook's Chronometer – English and Media Literacy, Documentaries in dl.nfsa.gov.au, 2011. URL consultato l'8 agosto 2011.
  63. ^ Fernandez-Armesto 2006, p. 297
  64. ^ Stamp 1978, p. 105
  65. ^ Captain James Cook, The Method Taken for Preserving the Health of the Crew of His Majesty's Ship the Resolution during Her Late Voyage Round the World in Philosophical Transactions, Royal Society Publications, 2011. URL consultato il 10 agosto 2011.
  66. ^ Sykes 2001
  67. ^ The Endeavour Botanical Illustrations at the Natural History Museum in nhm.ac.uk, 2011. URL consultato l'8 agosto 2011.
  68. ^ Sir Joseph Banks, BBC, 2011. URL consultato l'8 agosto 2011.
  69. ^ L. A. Gilbert, Solander, Daniel (1733–1782), Australian Dictionary of Biography, National Centre of Biography, Australian National University. URL consultato il 22 settembre 2011.
  70. ^ The Endeavour Botanical Illustrations at the Natural History Museum in nhm.ac.uk, 2011. URL consultato l'8 agosto 2011.
  71. ^ Biography: William Bligh | Online Information Bank | Research Collections | Royal Naval Museum at Portsmouth Historic Dockyard in royalnavalmuseum.org, 2011. URL consultato il 7 agosto 2011.
  72. ^ Nan Phillips, Vancouver, George (1757–1798), Australian Dictionary of Biography, National Centre of Biography, Australian National University. URL consultato il 22 settembre 2011.
  73. ^ Dictionary of Canadian Biography Online in biographi.ca. URL consultato il 7 agosto 2011.
  74. ^ Benjamin Franklin, The works of Benjamin Franklin, Tappan, Whittemore, and Mason, 1837, pp. 123–24. URL consultato il 22 settembre 2011.
  75. ^ Joyce E. Chaplin, Round About the Earth: Circumnavigation from Magellan to Orbit, 2012, p. 125. URL consultato il 7 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Richard Hough, Captain James Cook
  • Arthur Kitson, The Life of Captain James Cook, ISBN 1-4142-8918-9
  • A. Kippis, Narrative of the Voyages Round the World Performed by Captain James Cook, ISBN 1-4191-3667-4
  • Roger Morriss, Captain Cook and His Exploration of the Pacific, ISBN 1-86007-470-7
  • John Ledyard, The Last Voyage of Captain Cook
  • Italo Calvino, Il Visconte Dimezzato. Alla fine del romanzo di Calvino il dottor Trelawney - medico inglese che aveva prestato servizio su innumerevoli navi prima di naufragare a Terralba - dopo il duello tra le due metà del visconte Medardo di Terralba (il Gramo e il Buono), ricuce le due parti e salpa sulla nave del capitano Cook, per continuare le partite a tresette. Trelawney è anche un personaggio dell'Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson. Sybill Patricia Trelawney infine è un personaggio di Harry Potter della scrittrice J. K. Rowling.

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