Parco nazionale degli Arches

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Parco nazionale degli Arches
Arches National Park
2009-08-16-09357-00 USA Utah ArchesNP DelicateArch.jpg
Tipo di area Parco nazionale
Class. internaz. IUCN category II
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Stato federato Utah
Superficie a terra 309 km²
Superficie a terra 30.900 ha
Provvedimenti istitutivi Act of Congress 12-04-1929[1]
Gestore National Park Service
Map of Arches National Park.png
Mappa di localizzazione: Stati Uniti d'America
Parco nazionale degli Arches
Sito istituzionale

Coordinate: 38°41′N 109°34′W / 38.683333°N 109.566667°W38.683333; -109.566667

Il Parco nazionale degli Arches è una area naturale protetta degli Stati Uniti che conserva oltre 2000 archi naturali di arenaria, includendo il famoso Delicate Arch oltre ad una varietà di formazioni geologiche uniche.
Il parco si trova nei pressi di Moab, Utah, copre una superficie di 309 km², e la sua altitudine varia tra i 1723 m e i 1245 m. Dal 1970 42 archi sono crollati a causa dell'erosione. Il parco riceve in media 250 mm di pioggia l'anno.
L'area, amministrata dal National Park Service, è stata originariamente designata come monumento nazionale il 12 aprile 1929, venne convertita in parco nazionale il 12 novembre 1971.
Edward Abbey ha lavorato come ranger nel parco negli anni cinquanta, le sue memorie narranti questa esperienza sono raccolte e pubblicate nel romanzo Deserto Solitario. Una stagione nei territori selvaggi del 1968, che è diventato un classico della letteratura del deserto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Le prime popolazioni di cacciatori-raccoglitori migrarono verso questa regione circa 10.000 anni fa alla fine dell'era glaciale. Esplorando il torrente Courthouse e l'area circostante trovarono selce e calcedonio, pietre adatte per la costruzione di piccoli arnesi di pietra. Cumuli di detriti di questa lavorazione sono ancora visibili agli occhi più esperti.
Circa 2.000 anni fa altre popolazioni di cacciatori e raccoglitori si stabilirono nella regione dei Four Corners sviluppando fortemente l'agricoltura. Questa coltivatori primitivi, conosciuti come popolazione di Fremont e antichi abitanti dei Pueblo, coltivavano mais, fagioli, zucchine e vivevano in villaggi simili a quelli ancora visibili al Parco nazionale di Mesa Verde.
All'interno del parco non sono mai stati trovati resti di insediamenti umani preistorici ma solo iscrizioni rupestri risalenti agli antichi abitanti dei Pueblo; da questa popolazione discendono gli attuali abitanti dei Pueblo di Acoma, Cochiti, Santa Clara, Taos e Hopi Mesa.
La popolazione di Fremont e gli antichi abitanti dei Pueblo hanno vissuto nella stessa regione e nella stessa epoca, risulta così difficile distinguere tra le due culture, dallo studio dei manufatti in ceramica e delle iscrizioni rupestri è però chiaro che esistevano tecnologie e tradizioni diverse. Entrambe le popolazioni lasciarono questa regione circa 700 anni fa.
Non appena lasciarono libera quest'area, altre popolazioni di nomadi iniziarono ad occuparla, si trattava di Ute e Paiute e qui rimasero fino all'incontro con i primi europei del 1776. Si ritiene che le iscrizioni rupestri visibili vicino al Wolfe Ranch siano state realizzate dagli Ute e raffigurino uomini a cavallo.

L'arrivo degli Europei[modifica | modifica sorgente]

I primi europei ad esplorare il sud-ovest degli Stati Uniti furono gli spagnoli. Man mano che l'impero spagnolo in America si espandeva, aumentava la necessità di trovare nuove rotte attraverso il deserto per raggiungere le missioni della California. L'Old spanish trail che univa Santa Fe a Los Angeles seguiva lo stesso tragitto che segue oggi l'autostrada che costeggia il parco. La prima testimonianza scritta di un europea nell'area del parco è del 9 giugno 1844 ad opera di Denis Julien, un esploratore di origine francese che aveva l'abitudine di lasciare data e firma sulle rocce.
I primi insediamenti europei nel sud dello Utah furono realizzati dai Mormoni, i quali tentarono di stabilire la Elk Mountain Mission nell'area in cui oggi sorge Moab nel giugno del 1855, ma i continui scontri con gli Ute li fecero desistere. Alla fine dell'800 allevatori, agricoltori e cercatori d'oro fondarono la città di Moab nella vicina valle del fiume Colorado. Ancora oggi è conservato il Wolfe Ranch, un insediamento creato nel 1898 da John Wesley Wolfe, un veterano della Guerra Civile nei pressi del torrente Salt all'inizio del sentiero che conduce al Delicate Arch.

Wolfe Ranch.

Uno dei primi coloni che descrisse le bellezze di questa regione fu Loren 'Bish' Taylor che scriveva per il giornale di Moab nei primi del '900. Suo compagno di avventura era John 'Doc' Williams, il primo dottore di Moab.

La nascita del parco[modifica | modifica sorgente]

Questa area venne portata per la prima volta all'attenzione del National Park Service da Frank A. Wadleigh, un responsabile della Denver and Rio Grande Western Railroad. Wadleigh insieme al fotografo della ferrovia George L. Beam visitarono l'area nel settembre del 1923 invitati da Alexander Ringhoffer, un cercatore d'oro di origine ungherese che viveva in questa zona. Ringhoffer aveva scritto ai responsabili della ferrovia nel tentativo di suscitare interesse per una nuova rotta turistica attraverso le bellezze naturali che aveva scoperto l'anno precedente insieme ai suoi due figli e al genero, questa area era stata chiamata Devil's Garden (conosciuto oggi come Klondike Bluffs). Wadleigh rimase impressionato da ciò che gli venne mostrato da Ringhoffer e suggerì al direttore del National Park Service, Stephen T. Mather, di istituire qui un monumento nazionale.

Ingresso all'Arches.

L'anno seguente un'ulteriore spinta al progetto di creare un monumento nazionale venne da Laurence M. Gould, un laureando dell'Università del Michigan che stava studiando la geologia dei monti La Sal e che conobbe questa zona grazie al dottore J.W. "Doc" Williams, medico in Moab.
Il National Park Service sostenne la creazione di un monumento nazionale fin dal 1926 e il 12 aprile del 1929 il Presidente Herbert Hoover firmò l'atto costitutivo dell'Arches National Monument, che doveva proteggere gli archi, le guglie e tutte le formazioni di arenaria.
Nel 1938 il Presidente Franklin D. Roosevelt firmo l'atto che estendeva la superficie del monumento per proteggere un maggior numero di bellezze naturali e permise lo sviluppo del turismo. Una piccola modifica venne apportata dal Presidente Dwight Eisenhower nel 1960.
Nel 1969 il Presidente Lyndon B. Johnson firmò l'atto che aumentò in modo significativo la superficie totale del monumento, due anni dopo, il 12 novembre 1971, il Presidente Richard Nixon firmò l'atto approvato dal Congresso con cui veniva ridotta la superficie del monumento ma veniva costituito il Parco Nazionale.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Cervo mulo.

Sebbene in apparenza il parco non sembri abitato da animali, molte specie di uccelli, lucertole e roditori sono frequenti al suo interno. Gli animali del deserto hanno una serie di adattamenti che li rendono idonei a sopravvivere alle alte temperature e alla bassa umidità di questo ambiente. Molti sono notturni, questo è un adattamento sia alle alte temperature che alla predazione. Tra gli animali notturni possiamo citare il ratto canguro, il ratto dei boschi, la moffetta comune, il procione, la volpe grigia, la Vulpes macrotis, la lince rossa, il puma varie specie di pipistrelli e di rapaci notturni. Gli animali attivi al tramonto e all'alba sono chiamati crepuscolari, in questi momenti della giornata le temperature sono meno elevate e le condizioni di luce permettono agli animali predati di essere meno visibili, consentendo loro una più facile individuazione del cibo. Naturalmente ciò fa sì che alcuni predatori siano a loro volta animali crepuscolari. Tra gli animali crepuscolari possiamo citare il cervo mulo, il coyote, il porcospino, il coniglio del deserto, la lepre californiana. Alcuni animali sono principalmente attivi durante il giorno, come ad esempio lo Spermophilus variegatus, l'Ammospermophilus leucurus, il Neotamia rufus, lucertole, serpenti, falchi e aquile. Molti animali sono attivi all'interno di una gamma di temperature, per cui cambiano le loro abitudini a seconda della stagione. Serpenti e lucertole vanno in uno stato di inattività durante l'inverno, sono attivi durante il giorno in primavera e all'inizio dell'autunno e diventano crepuscolari in piena estate.

Circa 50 specie di mammiferi sono presenti nel parco. Alcuni come il ratto canguro o il cervo mulo sono abbastanza comuni, molti altri sono invece inattivi durante il giorno o sono diffidenti nei confronti dehli uomini. Il clima caldo di questa regione e la poca acqua hanno favorito mammiferi di piccola taglia, a causa delle loro dimensioni questi animali non sono in grado di migrare ma sono in grado di trovare più facilmente rifugio e richiedono meno cibo e acqua per vivere. I roditori sono numerosi, nel parco sono state individuate 11 specie nelle sole famiglie degli Eteromyidae e Cricetidae. Il mammifero che più si è adattato alla vita del deserto è il ratto canguro, questo per tutta la vita si nutre esclusivamente di vegetali ed è in grado di ricavare acqua direttamente dal cibo ingerito. Nonostante ciò anche lui tende a trascorrere le ore più calde della giornata dormendo nella sua tana sotterranea, sigillandone l'ingresso con detriti per meglio isolarla.

Bighorn del deserto.

I mammiferi più grandi come il cervo mulo e il puma sono in grado di ricercare cibo in una vasta area ed alcune volte migrano verso le vicine montagne durante l'estate. Nello Utah circa l'80% della dieta dei puma è composta da cervi mulo, questo fa sì che dividano lo stesso territorio, rimane comunque molto più facile avvistare un cervo mulo rispetto ad un puma. Il bighorn del deserto vive tutto l'anno nel parco ed è facilmente visibile lungo la highway 191 a sud del visitor center; questi animali si aggirano sui cumuli di pietre e lungo i canyons del fiume Colorado nutrendosi di piante e muovendosi con grande agilità su terreni rocciosi. Pur essendo stati vicini all'estinzione, attualmente stanno tornando all'interno del parco dal vicino Parco nazionale di Canyonlands dove nei primi anni ottanta è iniziata la cmapagna di ripopolamento di questa specie. Nel 1975 la popolazione di bighorn nello Utah era di circa 1000 esemplari, oggi è stimata attorno ai 3000 esemplari, di cui circa 75 all'interno del Parco nazionale degli Arches.

Gambelia wislizenii.

Insieme ai cactus e alle dune di sabbia, i rettili sono uno dei simboli del deserto. Gli unici rettili presenti all'interno del parco sono serpenti e lucertole, animali molto importanti per l'ecosistema di quest'ambiente in quanto regolano le popolazioni di insetti e roditori e sono a loro volta prede di uccelli e mammiferi. Tutti i rettili sono a sangue freddo o ectotermi, cioè la loro temperatura corporea è regolata da quella dell'ambiente esterno e non dal metabolismo. Non avendo sistemi di dispersione del calore, non possono comunque resistere a lungo a temperature estremamente alte e non possono neppure sopravvivere a temperature sotto lo zero. Quando fa freddo i rettili vanno in ibernazione o entrano in uno stato di torpore letargico, il cibo accumulato come grasso nella coda aiuta le lucertole a sopravvivere a lunghi periodi di inattivita, per cui perdere la coda potrebbe mettere a rischio la loro vita.
Durante l'estate è molto facile vedere le lucertole, dopo gli uccelli questi rettili sono gli animali più attivi durante il giorno. Sono normalmente visibili mentre si scaldano sulle rocce o mentre cacciano e inseguono insetti. Le lucertole più comuni sono la Crotaphytus collaris, la Gambelia wislizenii e la Cnemidophorus tigris.
Molti dei serpenti presenti nel parco sono innocui e notturni, il Crotalus oreganus concolor, una piccola sottospecie del Crotalus viridis è l'unico molto velenoso che vive nelle fessure delle rocce o in tane sotterranee. Altre specie presenti sono il Thamnophis elegans, l'Hypsiglena torquata e il Pituophis catenifer.

Corvus corax.

Gli uccelli sono gli animali più facilmente visibili all'interno del parco. Anche nei giorni più caldi l'avvoltoio collorosso e il rondone golabianca volano in circolo sopra le formazioni rocciose. In inverno lo Junco hyemalis e il passero capobianco vanno alla ricerca di cibo tra gli alberi e gli arbusti. Anche se il parco non può essere considerato il paradiso dei birdwatchers, sono state avvistate 273 specie di uccelli tra migratori e stanziali. Questa diversità di specie è dovuta agli habitat ripariani del fiume Colorado e del torrente Courthouse. Nel deserto, la vita degli animali tende a concentrarsi in queste aree grazie all'abbondanza di cibo, acqua e ripari. In primavera ed estate, è possibile ascoltare il canto di molti uccelli al mattino, tra cui il beccogrosso blu, la parulea pettogiallo, il toui orientale, lo scricciolo dei canyon. Si può inoltre vedere l'airone azzurro maggiore cacciare piccoli pesci in acque poco profonde, mentre lo sparviero di Cooper volteggia tra gli alberi della riva. Molti uccelli preferiscono l'altura dove sono dominanti erba, arbusti e alberi di piccole dimensioni. Il fibi di Say, il passero golanera e la sterunella occidentale preferiscono i prati; la ghiandaia delle pinete, la ghiandaia della Florida e la parula grigia golanera sono normalmente visibili tra i ginepri. Il corvo imperiale comune è l'uccello dominante delle zone desertiche, si tratta di un animale molto intelligente che ha dimostrato capacità di gioco e di problem solving rare tra le specie animali, è inoltre dotato di una elevata abilità vocale e usa una grande varietà di suoni per comunicare. Forse proprio a causa di tutte questa qualità, il corvo ha una certa importanza nelle tradizioni dei Nativi americani.

Gli anfibi sono l'ultima cosa che si pensa possa vivere nel deserto, ciò nonostante il parco ospita una certa varietà di rane come la rana toro e la rana leopardo e la Hyla arenicola, rospi come il Bufo punctatus e il Bufo woodhousei, e una specie di salamandra l'Ambystoma tigrinum. Una conferma di queste presenze è offerta dall'incredibile spettacolo del canto dei rospi che riempie il canyon a volte anche per ore. Gli anfibi sono animali la cui vita è distinta in due fasi, una larvale acquatica e una adulta terrestre. Gli anfibi depongono le uova in pozze, sorgenti e corsi d'acqua stagionali come il torrente Courthouse. Gli adulti possono vivere lontani dall'acqua ma normalmente rimangono nelle sue vicinanze e nei periodi di siccità aspettano in buche nel terreno. La riproduzione, e i canti di richiamo dei maschi, normalmente avviene nelle notti di primavera e d'estate dopo piogge intense, le femmine depongono delle uova ricoperte di gelatina. I girini si trasformano in adulti in alcune settimane, la Spea intermontana impiega solo 14 giorni ed è la specie più veloce ad eseguire la mutazione.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Gli arbusti più comuni all'interno del parco sono l'Ephedra viridis, anche conosciuto come il Tè dei Mormoni, contiene efedrina e veniva usata per decongestionare il naso o come uno stimolante in alternativa alla caffeina. Il Coleogyne ramosissima è un importante alimento invernale per i bighorn nonostante sia spinoso e l'Atriplex canescens.

Opuntia phaeacantha.

Il Celtis reticulata, l'acero americano (Acer negundo), l'olivello di Boemia (Eleagnus angustifoglia) e il pioppo di Freemont (Populus fremontii) crescono nell'area del parco. L'olivello di Boemia non è originaria della zona ma ha soppiantato specie di alberi natii e ha alterato lo sviluppo ambientale. Varie specie di pino e il ginepro dello Utah (Juniperus osteosperma) sono diffusi in gran parte del parco. Questi alberi crescono a gruppi e dominano il paesaggio asciutto e roccioso ad altitudini che vanno dai 1300 e i 1900 metri. Man mano che l'altitudine decresce, gli alberi diventano più radi e il ginepro prende il sopravvento a causa della sua maggiore resistenza all'ambiente arido. Le varie specie di Pinus che crescono in quest'area hanno il tronco contorto, la corteccia è rossastra e sono caratterizzati da una crescita molto lenta: alberi con un diametro di 10–15 cm e alti 3 m possono avere dagli 80 ai 200 anni. L'apparato radicale di questi alberi è particolarmente esteso e favilmente raggiunge le dimensioni dell'albero. Le pigne contengono semi gustosi e ricchi di proteine e fornivano un'importante fonte alimentare per i Nativi americani. Il ginepro dello Utah è il classico albero del deserto, il suo essere contorto e i tanti rami secchi sottolineano la durezza delle condizioni di vita nell'ambiente arido. In assenza di umidità il ginepro interrompe il flusso di linfa nei rami più esterni per aumentare le probabilità di sopravvivenza. Altri adattamenti di questa pianta che le permettono di sopravvivere negli ambienti aridi sono le foglie squamate e i semi cerati.

Più delle altre piante i cactus sembrano perfettamente adattati alla vita nei climi aridi. I cactus, specialmente il saguaro, sono i simboli del sud ovest degli Stati Uniti d'America. In questo parco sono state identificate 9 specie di cactus, tra queste non compare il saguaro. I cactus sono piante dal tronco succolento e dalle ramificazioni con le foglie ridotte a spine, questa modificazione ha loro permesso di ridurre le superficie delle foglie e quindi l'eccessiva evaporazione. Il sistema radicale è in genere ampio e superficiale così da assorbire rapidamente la poca acqua piovana. Queste piante utilizzano la fotosintesi CAM come ciclo metabolico di fissazione del carbonio, si tratta di un processo caratteristico delle Cactaceae e delle Crassulaceae. Nonostante siano ricoperti di spine i cactus non sono immuni dai predatori, molti roditori si cibano dei rami e molti mammiferi, tra cui orsi e uomini, ne raccolgono i frutti succosi. Di seguito le specie di cactus che si trovano nel parco: Echinocereus triglochidiatus, Opuntia erinacea, Opuntia phaeacantha, Opuntia polyacantha, Opuntia whipplei e Sclerocactus whipplei.

Datura wrightii.

I fiori del deserto si sono fortemente adattati all'ambiente arido attraverso una serie di adattamenti quali le foglie e gli steli ricoperti di cera per ridurre l'evaporazione dell'acqua, le foglie di piccole dimensioni che riducono la traspirazione, radici molto profonde oppure un sistema di radici esteso e superficiale in grado di assorbire molto velocemente l'umidità del terreno. Nonostante questi adattamenti molti fiori del deserto per evitare la siccità e il caldo devono trascorrere anni sotto forma di semi o bulbi all'interno del terreno. questi semi germineranno solo dopo piogge stagionali importanti per cui la crescita dei fiori nel parco può essere molto varia di anno in anno. Aprile e maggio sono normalmente i mesi migliori per vedere i fiori, sono possibili anche fioriture all'inizio dell'autunno se l'estate è stata sufficientemente piovosa. Alcuni fiori approfittano delle temperature più fresche della notte per sbocciare, alcune specie di piante con fioritura notturna sono l'Oenothera biennis, la Datura wrightii, la Abronia villosa e varie specie di yucca. La yucca e la tarma della yucca (Tegeticula maculata) hanno un'interazione notturna affascinante. Dopo l'accoppiamento, la femmina raccoglie il polline dei fiori di yucca, ne crea una palla e vola via verso altri fiori individuandoli tramite i recettori posti sulle antenne. Visita molti fiori e ogni volta depone alcune uova alla base del pistillo e lascia alcune tracce di polline come riserva di cibo per i nascituri. In questo modo vengono anche impollinati fiori di yucca. I fiori della yucca possono essere impollinati solo da questa tarma e i giovani di tarma si nutrono esclusivamente del suo polline.

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Stratigrafia del Parco nazionale degli Arches.

Il parco nazionale degli Arches è situato su un letto salino sotterraneo chiamato formazione Paradox responsabile della formazione di archi, spirali, rocce in equilibrio, pinne di arenaria e monoliti erosi. Questo letto salino raggiunge uno spessore di alcune centinaia di metri ed è stato depositato più di 300 milioni di anni fa quando un mare sommerse la regione e probabilmente evaporò. Per milioni di anni i residui delle alluvioni, i venti e gli oceani che si formarono e scomparvero ricoprirono questa formazione. I detriti furono compressi e diventarono roccia, raggiungendo uno spessore di oltre 1,5 km.
Il sale sotto pressione non è stabile e il letto salino, sottoposto all'enorme pressione di detriti che lo sovrastavano, si spostò, si liquefece e si riposizionò spingendo gli strati di roccia sovrastanti verso l'alto (come cupole) e intere sezioni sprofondarono come cavità.
Le profonde fratture nella terra resero la superficie ancora più instabile, portando alla formazione di faglie che hanno contribuito allo sviluppo degli archi. Lo spostamento del sottosuolo salino ha modellato la superficie e l'erosione ha scoperto gli strati di roccia più giovane. Le maggiori formazioni odierne sono l'Entrada Sandstone dal colore salmone la cui arenaria costituisce la maggior parte degli archi, e la Navajo Sandstone dal colore giallo pallido. Queste formazioni sono visibili in molti punti del parco come strati sovrapposti di una torta. Nel corso del tempo l'acqua filtrò attraverso le crepe superficiali, le giunzioni e le cavità. Il ghiaccio formatosi nelle fenditure, espandendo e premendo sulla roccia, la fece esplodere in frammenti. Il vento successivamente eliminò questi detriti lasciando delle pinne scoperte, sottili muri isolati di arenaria. Gli agenti atmosferici aggredirono poi queste pinne erodendo la roccia. Molte di queste si frantumarono, altre più resistenti sopravvissero nonostante le sezioni mancanti. Queste ultime diventarono archi.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Il Parco è aperto tutto l'anno, 24 ore al giorno. Il centro informazioni è aperto da aprile a ottobre dalle 7:30 alle 18:30 e da novembre a marzo dalle 8:00 alle 16:30. L'unico giorno di chiusura completa è il 25 dicembre.

L'ingresso al parco è a pagamento, non ci sono distributori di carburante, ristoranti, alberghi o motel ma solo un campeggio, Devils Garden Campground, è facile trovare tutti i servizi nella vicina città di Moab[2]. Per gli escursionisti c'è la possibilità di pernottare nelle zone remote, previa richiesta di permesso ai ranger, non vi sono comunque servizi, sono essenziali tecniche di campeggio a basso impatto ambientale e non sono consentiti fuochi. Il parco non fornisce servizio di navetta interno, è comunque possibile muoversi liberamente con mezzi privati: auto, bici o a piedi. Tutte le attrazioni hanno libero accesso, ad eccezione di Fiery Furnace dove è obbligatoria la guida di un ranger del parco e l'iscrizione per questa escursione è a pagamento.

Visitatori con difficoltà motorie possono accedere all'ufficio informazioni, ai servizi igienici di tutto il parco, al campeggio, al Park Avenue Viewpoint e al Delicate Arch Viewpoint. Visitatori con disabilità uditiva possono richiedere pubblicazioni specifiche al centro informazioni e una serie di pannelli dislocati lungo tutto il parco riportano notizie storiche, naturali e geologiche per facilitare la visita.

Gli animali domestici sono consentiti solo sulle strada del parco, nei parcheggi o nel campeggio ma devono sempre essere controllati fisicamente, non gli è invece consentito stare sui sentieri o fuori di essi, nelle zone remote o negli edifici. In estate la temperatura durante il giorno sono molto elevate, per cui è consigliabile portare sempre con sé abbondanti riserve di acqua (almeno 4 litri per persona al giorno).

Sentieri[modifica | modifica sorgente]

Double arch.

Il parco ha molti sentieri che variano sia in lunghezza che in difficoltà, questi percorsi portano ad una serie di punti di osservazioni e a molte delle formazioni rocciose più famose.
Park Avenue (lunghezza 1,6 km, tempo 30-60 minuti): moderatamente facile, la breve collina conduce a un fondo pianeggiante di un canyon roccioso con alte pareti e rocce in equilibrio.
Balanced Rock (lunghezza 0,5 km, tempo 15-30 minuti): facile passeggiata attorno alla base di questa roccia.

Skyline arch.

Windows (lunghezza 1,6 km, tempo 30-60 minuti): se si vuole visitare solo il turret arch e la south window il sentiero dura solo 1,1 km ed è una facile passeggiata, mentre il giro completo che comprende anche la north window il sentiero diventa più impegnativo.
Double Arch (lunghezza 1,2 km, tempo 15-30 minuti): questo facile sentiero che attraversa zone di morbida sabbia porta a uno degli archi più caratteristici.
Sand Dune Arch (lunghezza 0,5 km, tempo 15-30 minuti): sentiero molto facile e adatto per i bambini.
Broken Arch (lunghezza 2,1 km, tempo 30-60 minuti): sentiero facile che attraversa praterie aperte.
Skyline Arch (lunghezza 0,6 km, tempo 15-20 minuti): passeggiata moderata su rocce per una veduta ravvicinata dell'arco.
Delicate Arch (lunghezza 4,8 km, tempo 2-3 ore): sentiero che porta ad un dislivello di 146 metri senza ombra in alcuni tratti su roccia liscia; è vivamente consigliato portare acqua. La vista migliore dell'arco si ha al tramonto.

Partition arch.

Delicate Arch Lower Overlook (lunghezza 0,1 km, tempo 10-15 minuti): sentiero molto facile, pavimentato con veduta distante dell'arco.
Delicate Arch Upper Overlook (lunghezza 0,8 km, tempo 15-30 minuti): sentiero a tratti roccioso e ripido che si inerpica su montagne vicine all'arco, senza diretto accesso all'arco.
Landscape Arch (lunghezza 2,6 km, tempo 30-60 minuti): sentiero abbastanza facile con piccoli dislivelli, la superficie è ghiaiosa, con deviazioni verso il Tunnel Arch e il Pine Tree Arch.

Sand Dune arch.

Double O Arch (lunghezza 6,8 km, tempo 2-3 ore): sentiero difficile con tratti su roccia, su ghiaia e su sabbia, poca ombra e con continui cambi di pendenza; sono possibili deviazioni verso il Navajo Arch e il Partition Arch.
Primitive Loop (lunghezza 3,5 km, tempo 1-2 ore): percorso difficile con brevi sezioni su roccia liscia e sul letto di un torrente in secca; è possibile la deviazione verso il Private Arch.
Tower Arch (lunghezza 5,5 km, tempo 2-3 ore): moderatamente difficile, si trova nella zona remota di Klondike Bluffs, cambi di pendenza e sezioni su sabbia.
Fiery Furnace (lunghezza variabile, tempo 2-3 ore): moderatamente difficile, in alcune occasioni è necessario aiutarsi con le mani per arrampicarsi sulle rocce, è obbligatoria la guida di un ranger o il permesso rilasciato al centro informazioni. Si tratta di un vero e proprio labirinto di roccia e non c'è un sentiero tracciato.

Biking[modifica | modifica sorgente]

Il parco offre buone opportunità sia per escursioni in mountain bike che con biciclette da strada, anche se non ci sono piste ciclabili e alcune volte il traffico può essere intenso. La Salt Valley Road e la Willow Springs Road sono le strade meno trafficate e sono adatte per gli amanti della montain bike essendo strade sterrate con tratti sabbiosi. Le biciclette possono circolare esclusivamente sulle strade, mentre è proibito usarle sui sentieri.

Arrampicare[modifica | modifica sorgente]

Le rocce all'interno del parco offrono eccellenti opportunità di arrampicata, malgrado la loro natura sabbiosa. Alcune arrampicate richiedono una buona tecnica, non è richiesto nessun permesso salvo che si voglia pernottare nelle aree remote. Gli arrampicatori sono invitati a raggiungere le pareti attraverso dei sentieri prestabiliti o altre vie indicate dai ranger. Esiste un regolamento che riporta tutte le clausole e restrizioni a cui è sottoposto chi voglia affrontare questa attività, spicca il divieto di arrampicarsi su qualunque arco elencato nelle mappe topografiche dell'United States Geological Survay[3].

Fotografia[modifica | modifica sorgente]

Uno dei luoghi più fotografati del parco è il Delicate Arch. I momenti migliori per scattare foto sono al mattino presto e al tramonto, quando l'angolazione della luce fornisce al soggetto profondità e colori più brillanti. La tabella indica il momento migliore della giornata a seconda della posizione della formazione rocciosa.

 Il Giardino dell'Eden
Quando fotografare
Al mattino presto Al tramonto
 Moab Fault  Park Avenue
 The Three Gossips    Courthouse Towers
 Sheep Rock  Petrified Dunes
 The Great Wall  Balanced Rock
 Turret Arch  The Garden of Eden
 The Spectacles  North and South Windows  
 Double Arch  Delicate Arch
 Cache Valley  Fiery Furnace
 Wolfe Ranch  Skyline Arch
 Landscape Arch  Fins in Devils Garden
 Double O Arch  Tower Arch

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il sud ovest degli Stati Uniti è stato utilizzato spesso come set cinematografico. Questo parco però, a causa delle numerose restrizioni che impone alle troupe, ha avuto poche riprese al suo interno. Gli unici film famosi che vi sono stati girati sono:
Scappo dalla città 2 - area delle Windows
Indiana Jones e l'ultima crociata - Double Arch
Hulk - Delicate Arch

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il sud-est dello Utah fa parte dell'Altopiano del Colorado, una regione desertica in altura con elevate escursioni termiche, che possono anche superare i 20 °C al giorno.
Le stagioni temperate sono la primavera (aprile-maggio) e l'autunno (metà settembre-ottobre) quando le temperature medie massime di giorno variano fra i 15 °C e i 26 °C e le minime tra 0 °C e i 10 °C.
Le temperature estive possono superare i 37 °C e a fine estate i violenti temporali creano inondazioni.
L'inverno è freddo con temperature medie massime tra 0 °C e i 10 °C e temperature medie minime tra -17 °C e i -7 °C, le nevicate sono però rare se non nelle vicine montagne e anche una piccola nevicata o formazione di ghiaccio può rendere impraticabili i sentieri.

Temperature in °C e precipitazioni in cm per mese
Mese Media Massima Media Minima Massima Assoluta Minima Assoluta Precipitazione Media[4]
Gen 7 -5 17 -18 1,52
Feb 11 -2 23 -13 1,60
Mar 18 2 30 -10 1,96
Apr 22 5 34 -4 2,01
Mag 28 10 40 0 1,93
Giu 34 15 43 6 1,19
Lug 38 19 47 10 1,73
Ago 36 19 43 7 2,06
Set 31 13 40 2 2,26
Ott 23 5 41 -5 2,92
Nov 13 -1 26 -11 1,45
Dic 7 -5 20 -15 1,12

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Chronology of National Monument Establishment
  2. ^ (EN) Moab Information Center
  3. ^ (EN) USGS Topographic Maps
  4. ^ Media delle precipitazioni dal 1997 al 2004

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edward Abbey, Deserto solitario. Una stagione nei territori selvaggi, traduzione di Mannino G., Muzzio, 1993, ISBN 88-7021-675-6
  • (EN) Nicky Leach, Arches National Park: Where Rock Meets Sky, Sierra Press, ISBN 1-58071-050-6
  • (EN) John A. Murray, Cinema Southwest. An illustrated guide to the movies and their locations, Northland Publishing, 2000 ISBN 0-87358-747-2
  • (EN) Bill Schneider, Exploring Canyonlands and Arches National Parks, Falcon, 1997, ISBN 1-56044-510-6
  • (EN) Bill Schneider, Best Easy Day Hikes Canyonlands and Arches, Falcon, 1997, ISBN 1-56044-576-9
  • (EN) David Petersen, Arches National Park, Tandem Library, 2000, ISBN 0-613-54822-1

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