Cocos nucifera
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Cocos nucifera |
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| Classificazione scientifica | ||||||||||||||
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| Nomenclatura binomiale | ||||||||||||||
| Cocos nucifera L. 1753 |
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| Varietà | ||||||||||||||
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La palma da cocco (Cocos nucifera L. 1753) è l'unica specie riconosciuta del genere Cocos , della famiglia delle Arecaceae, sottofamiglia Cocoideae.
Indice |
[modifica] Diffusione
Originaria dell'arcipelago indonesiano, e diffusasi nell'antichità in tutta l'area del Pacifico, con numerose varietà (alcune a portamento nano) che si differenziano per il colore, la grandezza e la forma del frutto. Gli europei (portoghesi e spagnoli) scoprirono il cocco esplorando le coste occidentali dell'America centro-meridionale, e dal 1525 cominciarono a coltivarlo diffondendolo anche sulle coste orientali.
[modifica] Morfologia
- Fusto
- colonnare e slanciato, alto dai 20 ai 40 m, con un diametro alla base di 50-70 cm, più sottile 25-35 cm in alto, con la liscia superficie di colore grigio, segnata dalle cicatrici a forma di anello, lasciate dalle foglie e dai racemi caduti, e termina all'apice con una corona di grandi foglie paripennate.
- Radici
- fascicolate, cilindriche, di diametro uniforme, di notevole sviluppo ma dalla vita breve, sostituite dalle radici che si sviluppano dalla base della pianta, e che si estendono negli strati superficiali del terreno, le radici aeree avventizie si sviluppano dal colletto della pianta, fino ad 1 m di altezza, con particolari formazioni lenticellari.
- Foglie
- paripennate, lunghe 4-5 m, con la base dilatata a formare una larga guaina, erette nei primi 2 anni di vita, successivamente cadenti, formate da leggerissime foglioline, allungate e brevemente picciolate, divise in due, molto striate e leggermente arcuate.
- Fiori
- sono piccoli giallastri, riuniti in infiorescenze a spadice, ramificate in circa 50 rami secondari, protette esternamente da una grande spata concava, ogni pianta porta annualmente da 6 a 12 infiorescenze, prodotte in tempi diversi. Nella parte basale dei rami dello spadice si trovano generalmente 5 fiori femminili, formati da un perigonio di 6 tepali, a lobi inspessiti, disposti su 2 verticilli embricati, formati da 3 elementi, gli stami sono rudimentali, l'ovario è formato da 3 carpelli, di cui solo uno verrà fecondato. I fiori maschili, sono molto numerosi, circa 300 per ogni ramo dello spadice, con un perigonio di 6 elementi, hanno 6 stami, 1 pistillo rudimentale che nella parte apicale ha 3 denti provvisti di ghiandole nettarifere, per attirare gli insetti pronubi. L'impollinazione è anemofila ed entomofila.
- Frutti
- drupe voluminose (noci di cocco), di circa 1 Kg. di peso, che si formano dopo 2 settimane dalla fioritura, e crescono rapidamente per circa 6 mesi. Hanno esocarpo liscio e sottile generalmente di colore rosso-brunastro, mesocarpo fibroso e leggero a maturità che è strettamente unito all'endocarpo legnoso e durissimo, e che presenta alla base 3 fori, esso è strettamente adeso al tegumento del seme che racchiude.
- Semi
- ha un tegumento sottile di colore bruno, strettamente aderente all'endosperma ricco di grassi (copra), formato da uno strato spesso 1-3 cm che forma una cavità contenente un liquido lattiginoso (latte di cocco), l'embrione è avvolto dall'endosperma ad una estremità del frutto. La germinazione avviene con la produzione di un austorio che si sviluppa all'interno del seme formando un tessuto carnoso detto pomo, e dalla parte opposta si forma il cotiledone che fuoriesce dal frutto da un poro del pericarpio, dando origine alla gemma da cui si sviluppa il fusto con le foglie e le radici.
[modifica] Habitat
Generalmente sulle coste delle regioni tropicali, con precipitazioni annue tra i 1.300 e i 2.000 mm, fino ad altitudini di 600 m s.l.m.
[modifica] Diffusione
Fascia tropicale tra i 20°-25° di latitudine Nord e Sud, nelle regioni a clima caldo-umido, con temperature medie annue intorno ai 29°C, senza grandi escursioni termiche.
[modifica] Uso
- Come pianta ornamentale in giardino nei climi adatti, in serra o in appartamento nelle regioni a clima sfavorevole, piante i cui fusti eretti crescono direttamente dalla noce appoggiata al terreno, nei nostri climi viene generalmente coltivata in vaso in ambienti confinati a temperatura ed umidità controllata.
- Nei paesi d'origine per la produzione di noci di cocco, utilizzate per il consumo fresco della polpa e del succo
- Impiegando la copra, per la produzione del burro di cocco un'olio vegetale ad alto punto di fusione, utilizzato in pasticceria come succedaneo del burro, o per la fabbricazione di saponi, colle e appretti, i sottoprodotti della lavorazione industriale della copra, come il panello di copra, vengono utilizzati come mangime per gli animali
- Sempre dalla copra, ridotta in polvere, si ricava una farina utilizzata a fini alimentari.
- Le fibre del mesocarpo danno una fibra detta 'coir utilizzata per lavori di intreccio, tappeti, cordami. Etichettatura tessile sigla CC.
- Con la linfa estratta incidendo le giovani infiorescenze si ricavano il vino di palma, l'aceto di palma, lo zucchero di palma e l'acquavite di palma
- Le giovani gemme sono commestibili (cavoli di palma)
- Dagli stipiti si ricava il legno di cocco, utilizzato per la facilità di lavorazione per mobili, manici d'ombrello, o abitazioni rurali
- Le fronde vengono utilizzate come fibre per intrecciare cappelli, stuoie e tetti per le capanne
[modifica] Apertura della noce di cocco
Per aprire la noce di cocco, forare "gli occhi" con un punteruolo e far uscire il latte. Poi si può colpirla con un martello (aiutandosi magari con un punteruolo o un cacciavite). Un altro sistema è quello di dare dei colpi secchi con un grande coltello da cucina non seghettato tutto intorno al diametro. Gradualmente il guscio legnoso si frattura fino a spaccarsi in due metà esatte.
[modifica] Proprietà medicinali
| Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici - Leggi le avvertenze |
- L'acqua di cocco, ricavata dai frutti maturi ha proprietà dissetanti, rinfrescanti e leggermente lassativa
- Le radici vengono utilizzate nei luoghi d'origine per curare i disturbi gastrici
[modifica] Metodi di coltivazione
Nei nostri climi è possibile la coltivazione in serra calda, con aria confinata ed elevata umidità ambientale, luce solare filtrata, concimare 2 volte al mese nella bella stagione, con fertilizzante liquido medio, frequenti annaffiature senza eccedere nelle quantità e spruzzature alla chioma, evitando il ristagno d'acqua, rinterrare annualmente, sostituendo la terra superficiale dei vasi con terriccio di bosco misto ad erica, arricchito con terricciato organico e alleggerito con sabbia.
In condizioni ottimali nella coltivazione in vaso, può superare facilmente i 2 m.
[modifica] Curiosità
Nei Paesi a maggiore diffusione di questa specie, e nei quali le palme si trovano a ridosso di spiagge e aree abitate, si registrano ogni anno numerosi decessi causati da caduta di noci di cocco.
[modifica] Avversità
Pianta molto delicata, negli appartamenti raramente sopravvive più di 2-3 anni, l'apparato radicale è soggetto facilmente al marciume radicale, favorito dal ristagno idrico, gli ambienti con scarsa umidità, le correnti d'aria e la luce solare diretta, provocano il disseccamento delle foglie ad iniziare dai margini, vengono inoltre attaccati da numerosi parassiti.
Uno dei più temibili parassiti di questa pianta è il Rhynchophorus ferrugineus, noto come punteruolo rosso delle palme. Si tratta di un coleottero curculionide originario dell'Asia, recentemente propagatosi in Medio Oriente e successivamente a tutto il bacino del Mar Mediterraneo, rivelatosi resistente a tutti i mezzi di controllo convenzionali.
[modifica] Sottogeneri e specie
Il genere comprende una sola specie il Cocos nucifera; alcuni autori tuttavia, considerano i seguenti generi come subgeneri di Cocos:
Le seguenti specie sono sinonimi di altre specie:
- Cocos capitata Mart. 1826 (= Butia capitata (Mart.) Becc.)
- Cocos elegantissima Chabaud 1905 (= Butia capitata (Mart.) Becc.)
- Cocos erythrospatha Mart. ex Drude 1881 (= Butia capitata (Mart.) Becc.)
- Cocos lilaceiflora Chabaud 1916 (= Butia capitata (Mart.) Becc.)
- Cocos odorata Barb. Rodr. 1891 (= Butia capitata (Mart.) Becc.)
- Cocos plumosa Lodd. ex Hook. 1860 (= Syagrus romanzoffianum (Cham.) Glassman)
- Cocos pulposa Barb. Rodr. 1891 (= Butia capitata (Mart.) Becc.)
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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