Highlander - L'ultimo immortale

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(EN)
« There can be only one. »
(IT)
« Ne resterà soltanto uno. »
(Frase principale del film)
Highlander - L'ultimo immortale
Highlander.png
Sean Connery e Christopher Lambert in una scena del film
Titolo originale Highlander
Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1986
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere azione, fantastico
Regia Russell Mulcahy
Soggetto Gregory Widen
Sceneggiatura Gregory Widen, Peter Bellwood, Larry Ferguson
Produttore Peter Davis, William Panzer
Produttore esecutivo E. C. Monell
Casa di produzione Highlander Productions Ltd.
Thorn EMI Screen Entertainment
Distribuzione (Italia) CIDIF
Fotografia Gerry Fisher
Montaggio Peter Honess
Effetti speciali Martin Gutteridge
Musiche Michael Kamen, Queen
Scenografia Allan Cameron
Costumi James Acheson
Trucco Tony Beesley
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Highlander - L'ultimo immortale (Highlander) è un film del 1986 diretto da Russell Mulcahy e interpretato da Christopher Lambert, Sean Connery, Clancy Brown, e Roxanne Hart.

Il film era originariamente stato concepito da Gregory Widen con il titolo Shadow Clan. Tale sceneggiatura presentava diverse differenze rispetto a quella finale, principalmente riferite al mondo degli Immortali. Inoltre era più violenta e questo costrinse Widen a riscrivere la sceneggiatura e a riavviare il progetto.

Girato prevalentemente in Scozia, Inghilterra e nella città di New York[1], il film ripercorre la vita di Connor MacLeod, un guerriero scozzese che, dopo essere stato ferito mortalmente in battaglia, è diventato immortale. Fuggito dal suo villaggio, MacLeod incontra un suo simile, il maestro Ramirez, che lo addestra per all'Adunanza, il giorno in cui tutti gli immortali si sfideranno tra di loro: l'ultimo rimasto otterrà la Ricompensa.

Nonostante il mediocre incasso ottenuto negli Stati Uniti (poco più di 12 milioni di dollari[2]), il film è diventando un vero e proprio cult della cinematografia internazionale, spingendo i produttori ad ideare quattro seguiti, che però non hanno avuto lo stesso successo del primo, una serie televisiva e una serie a cartoni animati.

La colonna sonora del film è stata composta dai Queen. La principale canzone tratta dal film, Princes of the Universe, è stato ripresa anche nella serie televisiva come sigla d'apertura[3].

Indice

[modifica] Trama

Due uomini si sfidano a duello, apparentemente senza ragione, nel parcheggio sotterraneo del Madison Square Garden ed uno dei due uccide l'altro decapitandolo e venendo fermato dalla polizia, subito dopo essere stato pervaso da una strana energia, mentre cerca di allontanarsi; quell'uomo è Connor MacLeod, un giovane scozzese, nato nella regione delle Highlands nel 1518, che, dopo essere stato ferito gravemente in battaglia nel 1536 da un cavaliere nero che chiedeva, in cambio dell'appoggio al clan rivale dei Murdoch, di avere la possibilità di ucciderlo e tagliarli la testa, viene salvato dai suoi parenti ma, una volta rapidamente guarito in modo inspiegabile, viene creduto posseduto e per questo scacciato dal villaggio dopo che Angus, il capo clan, è a stento riuscito ad evitarne il linciaggio.

Nel presente, Connor viene sospettato dell'omicidio del parcheggio, insieme ad altri avvenuti con le stesse modalità, ma Brenda, un'agente CSI, lo segue sospettosa, ma incuriosita dalla sua personalità e dal metallo della spada che rivela un sistema geniale di ripiegatura di esso che non corrisponde all'età dell'arma. Nel passato, invece, egli vive, cinque anni dopo la sua cacciata, in un altro luogo della Scozia con la moglie Heather ed un giorno viene avvicinato da uno strano personaggio: Juan Sánchez Villa-Lobos Ramírez, un maestro d'armi che si incarica di metterlo in guardia sul pericolo rappresentato dal cavaliere nero che lo ha ferito e lo mette al corrente di chi veramente egli sia: un immortale come lui.

Ramirez lo addestra all'uso delle armi e gli rivela che il giorno dell'adunanza tutti gli immortali rimasti vivi proveranno un'attrazione irresistibile per una terra lontana ove si scontreranno per ottenere una ricompensa ed alla fine ne rimarrà soltanto uno, ma perché ciò avvenga è necessario sconfiggere il Kurgan, ossia il cavaliere nero, che rappresenta il lato oscuro degli immortali, dato che la sua vittoria porterebbe l'umanità ad un futuro buio.
Dopo che l'addestramento è completato Ramirez viene ucciso dal Kurgan che ritroverà Connor quattro secoli dopo a New York, luogo dell'adunanza, e con cui a più riprese si scontrerà dopo la morte degli altri immortali; alla fine Connor riuscirà a tagliare la testa al Kurgan, unico modo per uccidere un immortale, e ad ottenere la ricompensa: egli ora è un uomo che può avere figli, invecchiare, ma al tempo stesso dotato di capacità di condizionare positivamente gli avvenimenti sulla terra.

[modifica] Produzione

[modifica] Casting

Il ruolo di Connor MacLeod fu offerto inizialmente a Mickey Rourke, che però rifiutò[4]. Per interpretare il ruolo di protagonista, l'attore francese Christopher Lambert dovette imparare correttamente l'inglese che, all'epoca, non conosceva[4].

Virginia Madsen fece un'audizione per il ruolo di Heather, mentre Brooke Adams venne avvicinata per il ruolo di Brenda[4].

[modifica] Riprese e location

Le riprese iniziarono nell'aprile 1985 e terminarono il 30 agosto dello stesso anno[2]. Si svolsero principalmente in Scozia, in Inghilterra e nella città di New York[1]. Russel Mulcahy, uno dei più importanti registi di videoclip, ha trasformato molte scene del film in veri e propri music video[5]; un esempio sono le scene in cui Brenda viene catturata nel suo appartamento da Kurgan e poi nelle sequenze in macchina in giro per New York.

La scena in cui Connor incontra Kurgan è stata oggetto di numerosi problemi, sia per le condizioni climatiche sfavorevoli, ma anche per vari problemi legati a Lambert che era miope e, come rivela il direttore della fotografia Arthur Smith, solitamente si dimenticava di togliersi gli occhiali[6].

La scena del combattimento tra MacLeod e Fasil è stata girata in due luoghi diversi: le scene all'esterno in un garage difronte al Madison Square Garden, mentre le scene all'interno a Londra"[7].

La scena finale dello scontro tra Kurgan e MacLedod doveva essere girata sulla statua della Libertà; successivamente gli autori pensarono di inserire il finale in un parco di divertimenti e solo alla fine decisero di girarla nel luogo finale ovvero in un edificio dei Silvercup Studios[1]. La sequenza di apertura doveva essere girata durante una partita hockey[1].

[modifica] Colonna sonora

Le canzoni presenti nel film sono contenute negli album The Works e A Kind of Magic, entrambi dei Queen.

Le canzoni dei Queen che appaiono nel film sono 7:

  1. Hammer to Fall
  2. A Kind of Magic
  3. One Year of Love
  4. Who Wants to Live Forever
  5. Gimme the Prize
  6. Don't Lose Your Head
  7. Princes of the Universe
  • Esiste un'altra versione del brano A Kind of Magic in versione cinematografica (denominata "Highlander Version"), che è stata usata esclusivamente nei titoli di coda del film. Nel 2011 il brano è stato rilasciato come bonus track dell'album A Kind of Magic.
  • Le parti strumentali del film per la colonna sonora sono opera di Michael Kamen.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Curiosità

[modifica] Note

  1. ^ a b c d Feature-length DVD commentary by director Russell Mulcahy and producers William N. Panzer and Peter S. Davis. Located on the 10th Anniversary Highlander Director's Cut Region 1 DVD by Republic Pictures.
  2. ^ a b Highlander (1986) - Box office / business. IMDb. Retrieved 2010-09-03.
  3. ^ Sounds of the Future: Essays on Music in Science Fiction Film p.19. Retrieved January 22, 2011
  4. ^ a b c Highlander (1985)
  5. ^ «Running on MTV». The Straits Times, Singapore Press Holdings Limited, 8 August 1991. URL consultato in data 2009-01-20.
  6. ^ Juniper Foo. «All the world is his stage». The Straits Times, Singapore Press Holdings Limited, 31 March 1991. URL consultato in data 2009-01-20.
  7. ^ Sean Piccoli. «The Rise of Car Noir - For mayhem and menace, Hollywood pulls into the parking garage». The Washington Times, Washington Times Library, 12 January 1992, p. 2-D1. URL consultato in data 2009-01-20.

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