Hemp Body Car

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Ford Hemp Body Car
Fig 1 patent 2,269,452.jpg
Montatura in plastica dell'auto, brevetto 2.269.452 (13 febbraio 1942)
Descrizione generale
Costruttore Stati Uniti  Ford
Tipo principale Concept car
Produzione dal 1941 al 1947
Altre caratteristiche
Altro
Progetto Henry Ford
Struttura in soia dell'auto.

La Hemp Body Car (in inglese «auto di canapa») o Soybean Car («di soia») è un prototipo di automobile progettato da Henry Ford e ultimato nel 1941. La sua peculiarità era di essere interamente realizzata con un materiale plastico ottenuto dai semi di soia e di canapa, e alimentata da etanolo di canapa (il carburante veniva raffinato dai semi della pianta).[1][2] È stata la prima vettura costruita interamente in plastica di canapa, più leggera ma anche più resistente delle normali carrozzerie in metallo.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« Perché consumare foreste che hanno impiegato secoli per crescere e miniere che hanno avuto bisogno di intere ere geologiche per stabilirsi, se possiamo ottenere l'equivalente delle foreste e dei prodotti minerari dall'annuale crescita dei campi di canapa?[4] »
(Henry Ford)

Unendo la passione per la natura a una indubbia capacità di imprenditore, Ford voleva realizzare una vettura che «uscisse dalla terra». In questo progetto impegnò i suoi migliori ingegneri, che dopo 12 anni di ricerca diedero forma concreta alla più ecologica delle automobili, il cui impatto inquinante era pari a zero.[5] Il prototipo ultimato fu esibito nel 1941 al Dearborn Days festival di Dearborn, Michigan, città natale di Ford. Fu anche presentato al Michigan State Fair Grounds, nello stesso anno.[6] A causa della seconda guerra mondiale la produzione di auto in America si ridusse drasticamente e l'esperimento di una macchina con struttura di soia e di canapa si interruppe. Alla fine della guerra l'idea di Ford cadde nell'oblio.[6] Inoltre, Henry Ford morì sei anni dopo, e nel 1955 la coltivazione della canapa venne proibita negli Usa, cosicché la Ford Hemp Body Car non entrò mai in commercio. Secondo Lowell Overly il prototipo dell'auto fu distrutto da Eugene Turenne Gregorie.[6]

Alcuni ritengono che la proclamazione di leggi proibizionistiche nei confronti della cannabis negli Stati Uniti sarebbe stata legata anche alla concorrenza tra la nascente industria petrolchimica e la possibilità di usare l'olio di questa pianta come combustibile non inquinante.[7] Questo sarebbe dimostrato anche dalla riduzione dei prezzi del petrolio al 50% operata, secondo tali fonti, proprio per fare concorrenza all'olio combustibile naturale.[8]

Altri sostengono che le ricerche sulla macchina di soia, in cui Ford investì milioni di dollari, non portarono ad alcun risultato.[9] Un quotidiano riferisce pure che tutte le ricerche produssero panna montata come prodotto finale.[10] Inoltre c'è chi sostiene che quest'auto non fosse prodotta unicamente dalla soia, ma anche da plastica di fenolo, un estratto di catrame.[10][11] A contraddire queste voci, esiste tuttavia in internet un video d'epoca che ritrae lo stesso Henry Ford mentre armato di una mazza dimostra la grande elasticità del telaio di questo nuovo prototipo di automobile battendovi dei sonori colpi senza tuttavia scalfirne la superficie.[12]

Motivi della produzione dell'auto[modifica | modifica wikitesto]

L'Henry Ford Museum (il museo dedicato a Henry Ford) presenta tre ragioni principali per cui Ford costruì un'automobile in plastica di soia:

  1. Cercare di integrare l'industria con l'agricoltura;
  2. Ford sosteneva che la sua plastica rendesse le vetture più sicure delle normali auto in metallo;
  3. La scarsa disponibilità di metalli dovuta al loro utilizzo militare durante la seconda guerra mondiale. Ford sperava che il suo nuovo materiale plastico potesse sostituire i metalli nella costruzione di automobili.[6]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il telaio di questa automobile, in acciaio tubolare, teneva insieme quattordici pannelli di plastica[1] che sono detti essere «spessi un quarto di pollice (6 mm)».[13] Sugli esatti ingredienti dei pannelli in plastica non si ha però, ad oggi, nessuna testimonianza certa. Si dice che furono prodotti con una formula chimica che, tra molti altri ingredienti, comprendeva semi di soia, grano, canapa, lino e ramiè.[14] I finestrini erano fatti con fogli acrilici. Tutto questo fece sì che il peso dell'auto fosse di 2000 libbre, contro le 3000 di una comune auto dell'epoca.[1][15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Anzovin, op. cit., p. 189 The first plastic car was manufactured by the Ford Motor Company, Dearborn, Mi, USA, in August 1941. Fourteen plastic panels were mounted on a tubular welded frame.
  2. ^ (EN) Hemp Body Car: l'auto costruita con fibre di canapa
  3. ^ Tomes Dwight, op. cit., p. 6
  4. ^ "Why use up the forests which were centuries in the making and the mines which required ages to lay down, if we can get the equivalent of forest and mineral products in the annual growth of the hemp fields?" (EN) Hemp facts.
  5. ^ Ford Hemp Car: l'auto ecologica esisteva già 70 anni fa
  6. ^ a b c d Mystery Car 40: Henry Ford's soybean car
  7. ^ Jack Herer. 1985. The Emperor Wears No Clothes. Ah Ha Publishing, Van Nuys, CA.
  8. ^ La storia segreta della canapa
  9. ^ Allen, op. cit., p.121
  10. ^ a b (EN) Soybean Car dream goes awry - It's cream in Deseret News and TelegramSalt Lake City, 8 aprile 1954, p. p. A17.
  11. ^ Bryan, op. cit., pag. 48
  12. ^ Vedi in Collegamenti esterni
  13. ^ Maxwell, op. cit., p. 93
  14. ^ Benson Ford Research Center.
  15. ^ Bial, op. cit., p. 33

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Allen, Chaz, One hundred one little known facts, with Dale Robertson, Citadel Press, 2002, ISBN 0-8065-2339-5.
  • (EN) Anzovin, Steven, Famous First Facts, H. W. Wilson Company, 2000, ISBN 0-8242-0958-3.
  • (EN) Bial, Raymond, The Super Soybean, Albert Whitman and Company, 2007, ISBN 0-8075-7549-6.
  • (EN) Bryan, Ford Richardson, Henry's lieutenants, Wayne State University Press, 1993, ISBN 0-8143-3213-7.
  • (EN) Maxwell, James, Plastics in the automotive industry, Woodhead Publishing, 1994, ISBN 1-85573-039-1.
  • (EN) Automotive industry of America in Prestige Publications, 1979.
  • (EN) Tomes, Dwight, Biofuels: Global Impact on Renewable Energy, Production Agriculture, and Technological Advancements, Springer, 2010, ISBN 1-4419-7144-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]