Bluesmobile

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Una fedele replica dell'originale Dodge Monaco Sedan del '74

La Bluesmobile è l'automobile utilizzata da Elwood Blues e suo fratello Jake nel film del 1980, The Blues Brothers. Si tratta di una Dodge Monaco berlina del 1974, modello molto utilizzato dai dipartimenti di polizia negli anni settanta.

Nel primo film[modifica | modifica sorgente]

Nel film, l'auto viene per l'appunto comperata ad un'asta del dipartimento di polizia di Mount Prospect, Illinois, acquistata per sostituire una Cadillac, che Elwood aveva barattato con un microfono. La Bluesmobile è equipaggata con il police package "Magnum 440 squad car", versione speciale della Dodge Monaco per le forze di polizia, che comprendeva tra l'altro il propulsore 440 RB di produzione Chrysler, un V8 di 440 pollici cubici (7.209 cm³) della potenza di 375 CV (280 kW) a 4.400 giri/min, motore che equipaggiava anche un'altra famosa automobile dello spettacolo, il Generale Lee.

Benché nel film venga accreditata come una ex della Mount Prospect City police, nella realtà i veicoli utilizzati erano degli ex della California Highway Patrol, ai quali erano stati tolti principalmente gli stemmi sulle portiere anteriori, la scritta "Highway Patrol" sul portellone del bagagliaio, le luci rosse lampeggianti anteriori e il numero di pattuglia sul tetto. Vennero aggiunti uno sbiadito motto "To serve and protect" sui parafanghi anteriori (in luogo del "Safety and service" della CHP), una stella a 5 punte e la sigla P1 sulle portiere posteriori, questi ultimi unici elementi effettivi della Mount Prospect City police. Difatti, anche il motto sui parafanghi anteriori è scorretto, dato che le originali autopattuglie recavano il nome del dipartimento, non "To serve and protect". Infine, la targa è una Illinois serie 1979 con la sigla, inventata da Aykroyd, "BDR 529".

Nel descrivere l'auto a suo fratello Jake, Elwood dice: "Ti credo è della polizia! Motore truccato, sospensioni rinforzate, paraurti antistrappo, gomme antiscoppio e cristalli antiproiettile. E non c'è neanche bisogno dell'antifurto perché ho collegato tutti i contatti con la sirena." (la versione originale differisce un po': "It's got a cop motor, a 440-cubic-inch plant. It's got cop tires, cop suspensions, cop shocks. It's a model made before catalytic converters so it'll run good on regular gas."). Nelle caratteristiche tecniche complete, la Dodge Monaco del film è dotata di rostri anteriori, faretto di posizione sul montante anteriore sinistro e sirena (che si può sentire in un piccolo pezzo quando giungono davanti alla chiesa). La Bluesmobile ha la capacità di eseguire evoluzioni apparentemente impossibili, come saltare sopra un ponte mobile alzato, fare salti mortali all'indietro e perfino "volare" per brevi tragitti.

Nell'originale versione di 142 minuti (che è attualmente disponibile in DVD), Elwood parcheggia la Bluesmobile in una centrale elettrica utilizzata per alimentare i treni sopraelevati di Chicago. Nel documentario "Stories Behind the Making of the Blues Brothers", Dan Aykroyd (Elwood) affermò che la Bluesmobile assorbiva in qualche modo l'energia elettrica di quella centrale, giustificando così le straordinarie evoluzioni della quale era capace. Nella versione che circolò nelle sale all'epoca, il regista John Landis tagliò questa sequenza per accorciare la durata del film, benché essa fosse presente nell'originale anteprima di 142 minuti, che comprendeva anche altre scene successivamente escluse. Dovendo accorciarne la durata, escluse anche quel pezzo, motivando la sua scelta con il fatto che non c'era necessità di spiegare il perché dei poteri dell'auto, per lui era semplicemente un'"auto magica".

Riguardo al look, essa appare come un veicolo trasandato, poco curato, al quale mancano le coppe delle ruote e addirittura la "D" centrale del marchio Dodge. Landis confermò anche che nella preparazione dell'auto, Aykroyd s'impegnò particolarmente nel cercare di renderla più rozza possibile, e quindi cominciò a infilare pacchetti di sigarette Chesterfield sul cruscotto e piazzò un'autoradio alla bene e meglio in luogo del vecchio CB, tutto questo insieme ai tecnici addetti alla realizzazione del veicolo.

Alla polizia non piace l'auto, e gli agenti dell'Illinois State Trooper Daniel e Mount, ad esempio, si riferiscono ad essa come "that shitbox Dodge" (quella merdosa Dodge). Inoltre, per motivi di diritti di utilizzo, nel film non viene mai citata con il suo nome corretto, cioè Dodge Monaco sedan, ma solo "A black and white 1974 Dodge sedan" (in italiano, una berlina Dodge bianca e nera del '74) senza mai citare il nome Monaco.

Landis ha affermato che la scena dell'inseguimento sotto il tracciato ferroviario sopraelevato, nel quale viene mostrato brevemente il tachimetro fermo sulle 120 miglia orarie (circa 193 km/h) fu davvero filmato a quella velocità. Dopo la prima ripresa Landis, rivedendo la scena in sala di montaggio, si rese conto che la scena sembrava velocizzata, e che non c'erano elementi che permettessero di dimostrare che le auto andavano veramente a tale velocità. Per rimediare a questo, il regista girò nuovamente le scene poco credibili, inserendo dei pedoni ai lati della strada che camminavano, per convincere gli spettatori che ciò che stavano vedendo non era una scena accelerata per creare l'effetto velocità, ma una reale ripresa dal vivo, con una trentina di veicoli della polizia che viaggiavano tutti sopra le 100 miglia orarie. Particolare non da poco, il sindaco di Chicago e l'amministrazione non vennero informati di questa cosa. Credendo che la scena sarebbe stata girata ad una velocità decisamente inferiore, concessero il permesso, senza sapere che invece le auto avrebbero percorso il centro della città lanciate come razzi. Quando le riprese furono realizzate, sorsero un po' di questioni (risolte positivamente, per fortuna), perché la pericolosità della scena era davvero elevata. Ad ogni modo, nessuno si fece male, e la sequenza è stata inserita integralmente nel film.

Dopo l'estenuante fuga dal loro concerto musicale, un viaggio di 106 miglia fino a Chicago e un'imprecisata distanza percorsa sulle strade della città, braccata dalla polizia e dai Neo-Nazi, la Bluesmobile collassa pochi secondi dopo l'arrivo al Richard J. Daley Center, lasciando perplessa perfino una copia de Il pensatore posta sopra l'edificio. Nell'osservare il veicolo in pezzi, Elwood toglie il cappello in segno di lutto e pare rattristarsi parecchio, fino a che il fratello non lo scuote e costringe a riprendere la fuga. Da segnalare che l'ultima scena con l'auto, dove la Bluesmobile entra all'interno del Daley Center spaccando una vetrata, per poi uscire dall'altra parte spaccandone una seconda, fu realmente girato nell'edificio di Chicago. La produzione ottenne un permesso speciale per effettuare quello stunt (con lo stunt-driver Tommy Huff al volante) e dovette logicamente pagare i danni apportati alle finestre.

Nel film sono state utilizzate 13 distinte auto per rappresentare la Bluesmobile, alcune assettate per la velocità e altre per eseguire salti o manovre spettacolari, a seconda delle necessità. Una di esse fu realizzata al solo scopo di collassare al suo arrivo al Daley Center. Un meccanico impiegò parecchi mesi a preparare l'auto per quella scena. La produzione si servì di un'autorimessa aperta 24-ore per riparare le numerose auto utilizzate nel film.[1][1]

Riguardo alla precedente Bluesmobile che viene citata nel film, ma che non compare mai nella pellicola, si tratterebbe secondo lo script originale di una Cadillac Fleetwood Brougham del '68, di colore nero. Benché non presente compare comunque una sua "cugina" molto stretta, ossia la Cadillac Sedan Deville del '67 usata da Murph and The Magic Tones, di colore rosa. Si deduce che prima che fosse sciolta, la band aveva delle automobili di ordinanza, con le quali viaggiavano durante le tournée, e che erano tra loro correlate per creare un senso di "ordine e organizzazione", come professa Elwood nel secondo film riferendosi al completo da indossare e agli atteggiamenti da assumere.

Il film all'epoca entrò nel Guinness dei Primati con il record mondiale di "Maggior numero di auto distrutte in una sola pellicola", e fu sorpassato dal suo stesso seguito nel 1998.[1]

La seconda Bluesmobile[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998, con il seguito Blues Brothers 2000, il nome "Bluesmobile" è stato ripreso per un'altra ex auto della polizia, una Ford LTD Crown Victoria del 1990. Il modello montava un motore 351 ci V8 Windsor (5.751 cm³) da circa 190 cavalli di potenza, cambio automatico a 4 rapporti e police package comprendente rostri, griglia divisoria nell'abitacolo e faretti sui montanti anteriori. La livrea utilizzata è il canonico "Black & White" molto diffuso nei dipartimenti di polizia americani. La targa originale è Illinois BKV 974.

La Ford LTD Crown Victoria del '90, con al volante Elwood Blues

In questo caso il modello è molto vicino a uno della California Highway Patrol, unità canina K9, con motto "safety and service" sui parafanghi anteriori. Nelle riprese, sono stati usati circa 17 esemplari diversi; alcuni di essi sono attualmente in vendita sul web. Secondo le intenzioni del regista e di Dan Aykroyd stesso, la nuova Bluesmobile doveva essere ancora più esagerata della prima, nonché, come nel primo episodio, essere in grado di tenere testa alla polizia giocando con le stesse armi. Se nel precedente film era stata scelta una Dodge Monaco perché l'auto più potente nel parco macchine della polizia USA, nel secondo non poteva che essere una Ford Crown Victoria, ossia la più diffusa auto della polizia degli anni novanta, anche in seguito all'uscita di scena sia della GM che della Chrysler dal settore delle enormi "full-size" con police package degli anni precedenti. Inoltre la Crown Vic era stilisticamente molto simile alla Monaco, creando quindi una certa familiarità con l'"antenata".

Elwood Blues l'acquista nell'auto rivendita di Malvern Gasperon a Chicago per la quietenziata cifra di 500 $ (rubati al fratellastro Cabel Chamberlain). Con questa nuova vettura, il protagonista si esibisce in evoluzioni e acrobazie ancora più esagerate del primo film. Riesce a farla girare come una trottola senza un'apparente spiegazione, la utilizza come sommergibile attraversando il Mississippi nelle sue profondità, la controlla con un radiocomando a distanza come quello per le auto giocattolo e infine le fa compiere un salto di un centinaio di metri, oltrepassando un cantiere con lavori in corso. In quella stessa sequenza, viene anche battuto il record (precedentemente appartenuto al primo film della serie) di maggior numero di auto distrutte, con una sessantina di Ford Crown Victoria, Ford Taurus, Chevrolet Caprice e Chevrolet Lumina accartocciate una sopra l'altra in una sorta di pasticcio di auto.

Non apprezzata come la precedente Bluesmobile, la Ford LTD Crown Victoria è passata ingiustamente inosservata, accusata anche di essere una brutta copia dell'originale. Addirittura, al contrario della prima, per la quale sono state realizzate decine di versioni in scala, della Vic apparsa nel film esiste una sola versione prodotta dalla Johnny Lightning in scala 1:64 (la più piccola). Ad ogni modo, parecchi musei di auto del cinema la ricordano affettuosamente con versioni molto dettagliate che ricalcano perfettamente l'originale del film. Inoltre, essendo la Crown Vic uno dei modelli più apprezzati negli Stati Uniti (esistono alcuni siti a lei dedicati), molti fanno a gara per accaparrarsi su internet una versione corrispondente a quella di Elwood, proponendola nella ben nota livrea bianca e nera.

Universal Studios[modifica | modifica sorgente]

Dodge Coronet del '74 adibito a Bluesmobile agli Universal Studios Hollywood

Due delle Bluesmobile utilizzate durante le riprese del film sono visibili presso gli Universal Studios di Los Angeles. Una è visibile nel museo delle auto che si visita passandoci con il trenino che effettua il tour degli studios, insieme ad altre auto utilizzate in altri film della Universal Studios. La sosta che effettua il trenino è solo di qualche secondo e non si può scendere quindi ci si limita ad osservarla da qualche metro.

Si può però osservare da vicino e toccare con mano un Dodge Coronet del '74 "vestito" da Bluesmobile (l'originale era una Dodge Monaco sedan '74, non un Coronet), con installato sopra il tetto un megafono, come quello utilizzato per promuovere il concerto al Palace Hotel. La si trova presso il Blues Brothers Theatre che si incontra appena entrati negli studios. Inoltre, molte repliche della Bluesmobile sono state costruite da appassionati di tutto il mondo e, in alcuni casi, si tratta di repliche veramente accurate, che non tralasciano nemmeno un particolare dell'originale usata da Elwood.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Chicago Sun-Times in Incredible stunt driving: "That was all real". URL consultato il 16 dicembre.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]