Guglielmo Stendardo

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Guglielmo Stendardo
Guglielmo Stendardo.jpg
Guglielmo Stendardo con la maglia dell'Atalanta
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 190 cm
Peso 89 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Difensore
Squadra Atalanta Atalanta
Carriera
Giovanili
1996-1998 Napoli Napoli
Squadre di club1
1997-1998 Napoli Napoli 1 (0)
1998-2003 Sampdoria Sampdoria 33 (0)
2003 Salernitana Salernitana 17 (4)
2003-2004 Catania Catania 42 (0)
2004-2005 Perugia Perugia 39 (3)
2005-2008 Lazio Lazio 52 (4)
2008 Juventus Juventus 5 (1)
2008-2009 Lecce Lecce 21 (0)
2009-2012 Lazio Lazio 33 (2)
2012- Atalanta Atalanta 76 (4)
Nazionale
1997
1999-2000
2000-2001
Italia Italia U-16-15
Italia Italia U-18
Italia Italia U-20
9 (1)
7 (0)
5 (0)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 27 aprile 2014

Guglielmo Stendardo (Napoli, 6 maggio 1981) è un calciatore italiano, difensore dell'Atalanta.

È il fratello maggiore del calciatore Mariano Stendardo[1].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi e gli anni in Serie B[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto nel Napoli, insieme al fratello Mariano, esordisce in Serie A nella partita Napoli-Bari 2-2 il 16 maggio 1998. Nella squadra campana resta solo per una stagione, facendo solo quella presenza. L'anno seguente si trasferisce alla Sampdoria dove giocherà per cinque stagioni in serie B, collezionando 33 presenze totali.

Nella stagione 2002/03 viene ceduto in prestito per sei mesi alla Salernitana, dove colleziona 17 presenze, coronate da 4 reti. Ancora cambi di maglia sempre in serie B negli anni successivi, con Catania (42 presenze, in prestito dal Perugia, che lo rileva nell'estate 2003) e Perugia (35 presenze e 2 gol).

Il ritorno in Serie A[modifica | modifica sorgente]

L'arrivo alla Lazio[modifica | modifica sorgente]

In seguito al fallimento del Perugia di Luciano Gaucci, nella stagione 2005-2006 ritrova la serie A trasferendosi alla Lazio. Nella sua prima stagione, 2005-2006, scende in campo 18 volte segnando una rete nella vittoria per 1-4 ad Ascoli, mentre nella stagione seguente totalizza 21 presenze e 3 gol (a Parma ed Udine i primi due, all'Olimpico il decisivo 1-0 al Messina).

Il Campionato 2007-2008 comincia bene in quanto gli infortuni di Siviglia e Diakité lo promuovono titolare in difesa accanto a Cribari per tutta la prima parte della stagione, durante la quale alterna buone prestazioni ed altre meno positive, complice anche il calo di rendimento di tutta la squadra.

A metà dicembre, in seguito all'esclusione dall'undici titolare della trasferta a Madrid per la partita contro il Real, litiga con Delio Rossi provocando la reazione della dirigenza che lo mette fuori rosa.

Le parentesi con Juventus e Lecce[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 2008 la Juventus, versando 400.000€ nelle casse biancocelesti, lo prende in prestito fino a giugno[2]. La cifra del riscatto viene invece fissata a 12 milioni di euro, un prezzo volutamente elevato poiché la società torinese non è interessata al riscatto. Esordisce con la maglia numero 25[3] bianconera il 30 gennaio nella partita Juventus-Inter, valida per la Coppa Italia. In campionato l'esordio avviene il 16 marzo nella gara interna contro il Napoli. Il 20 aprile realizza la sua unica rete stagionale a Bergamo contro l’Atalanta deviando impercettibilmente un colpo di testa di Legrottaglie dopo soli 48 secondi, gol più veloce della stagione.

Le sue buone prestazioni convincono i dirigenti juventini a trattare con Lotito per il riscatto ad un prezzo inferiore a quello concordato ma, non raggiungendo l'accordo, nell'estate del 2008 ritorna a Roma in attesa di una nuova sistemazione. Nell'ultimo giorno del mercato estivo viene dato in prestito per un anno al Lecce, neo-promossa in Serie A[4]. Con il Lecce disputa ventuno gare in Serie A.

Il rientro alla Lazio[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2009-2010 lascia il Lecce e ritorna nell'organico della Lazio che tuttavia lo colloca immediatamente sul mercato. Sulla panchina biancoceleste arriva l'allenatore Davide Ballardini che, di comune accordo con la società, lo mette fuori rosa. La squadra del tecnico ravennate, però, gioca male e in Europa League, dove Stendardo non è nemmeno inserito in lista,[5] raccoglie un'eliminazione nel girone qualificatorio. Nel mese di novembre il calciatore si riconcilia con Lotito e Ballardini. Il suo ritorno in campo avviene nella partita tra Napoli e Lazio del 22 novembre 2009, dopo la quale inanella una serie di buone prestazioni mettendo a segno anche due reti: una nella partita contro il Chievo del 24 gennaio 2010, l'altra il 14 febbraio nella partita contro il Parma.

A febbraio 2010 Ballardini viene sostituito da Edoardo Reja: Stendardo viene impiegato maggiormente e le sue prestazioni, come quelle dell'intera squadra, migliorano notevolmente. Grazie agli ottimi risultati ottenuti nella seconda parte della stagione concluderà al dodicesimo posto in campionato alle spalle della Fiorentina totalizzando 19 presenze e due gol in campionato e due presenze in Coppa Italia.

Atalanta[modifica | modifica sorgente]

Il 18 gennaio 2012 viene ceduto in prestito alla società bergamasca dell'Atalanta; l'esordio con la nuova maglia avviene il 29 febbraio 2012 contro il Cesena, quando viene schierato in campo dal primo minuto. Al termine della stagione il difensore torna alla Lazio, dopo la fine del prestito. L'8 agosto 2012 Stendardo torna di nuovo all'Atalanta, questa volta a titolo definitivo.[6] Il primo centro in maglia nerazzurra lo fa il 20 gennaio 2013, nella partita contro il Cagliari allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia. Il 19 maggio nell'ultima giornata di campionato mette a segno il gol del momentaneo 1-0 nella partita pareggiata per 2-2 contro il ChievoVerona.

Il campionato calcistico 2013-2014 lo inizia siglando due reti nelle prima due partite di campionato, contro Cagliari e Torino.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Statistiche aggiornate al 27 aprile 2014.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1997-1998 Italia Napoli A 1 0 CI - - - - - - - - 1 0
1998-1999 Italia Sampdoria A - - CI - - - - - - - - - -
1999-2000 B 6 0 CI 5 0 - - - - - - 11 0
2000-2001 B 19 0 CI 2 0 - - - - - - 21 0
2001-2002 B 8 0 CI 4 0 - - - - - - 12 0
2002-gen. 2003 B 0 0 CI 3 0 - - - - - - 3 0
Totale Sampdoria 33 0 14 0 48 0
gen.-giu. 2003 Italia Salernitana B 17 4 - - - - - - - - - 17 4
2003-2004 Italia Catania B 42 0 CI 1 0 - - - - - - 43 0
2004-2005 Italia Perugia B 32 2 CI 2 0 - - - - - - 34 2
2005-2006 Italia Lazio A 18 1 CI 3 0 Int - - - - - 21 1
2006-2007 A 21 3 CI 3 0 - - - - - - 24 3
2007-gen. 2008 A 13 0 CI 2 0 UCL 7 0 - - - 22 0
gen.-giu. 2008 Italia Juventus A 5 1 CI 1 0 - - - - - - 6 1
2008-2009 Italia Lecce A 21 0 CI - - - - - - - - 21 0
2009-2010 Italia Lazio A 19 2 CI 2 0 UEL - - - - - 21 2
2010-2011 A 14 0 CI 2 1 - - - - - - 16 1
2011-gen. 2012 A - - CI - - UEL - - - - - - -
Totale Lazio 85 6 12 1 7 0 - - 104 7
gen.-giu. 2012 Italia Atalanta A 16 0 CI - - - - - - - - 16 0
2012-2013 A 32 2 CI - - - - - - - - 32 2
2013-2014 A 28 2 CI 2 0 - - - - - - 30 2
Totale Atalanta 76 4 2 0 - - - - 78 4
Totale carriera 312 17 32 1 7 0 - - 351 18

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Dopo essersi laureato in giurisprudenza alla Link Campus University of Malta[7][8], nel dicembre del 2012 ha sostenuto l'esame di stato per diventare avvocato.[9] Risulta essere professore di "attività sportiva e rapporti di lavoro" nella stessa università dove si è laureato.[1] È proprietario di un agriturismo a Trentinara, paesino del Cilento, in provincia di Salerno.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni giovanili[modifica | modifica sorgente]

Napoli: 1996-1997

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Lazio: 2009[10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stendardo alla Juventus - Piazzadellalibertà.it. URL consultato il 26 gennaio 2008.
  2. ^ In un'edizione di Hurrà Juventus ha svelato la ragione che lo ha indotto a scegliere il 25 come numero di maglia: il 2 era il numero che aveva alla Lazio e il 5 quello che aveva alla Salernitana, e sono stati due numeri che nel corso della sua carriera gli hanno portato bene, così li ha uniti.
  3. ^ Tonio De Giorgi, Beretta rifonda la difesa: presi Stendardo e Basta in ricerca.repubblica.it, 02 settembre 2008. URL consultato il 4 dicembre 2008.
  4. ^ Firmani e Stendardo Il giorno della rivincita in la Repubblica, 14 dicembre 2009. URL consultato il 27 dicembre 2010.
  5. ^ Guglielmo Stendardo: "Voglio ripagare la fiducia dei tifosi" atalanta.it
  6. ^ Guglielmo Stendardo, avvocato difensore, il manifesto, 1º dicembre 2008. URL consultato il 12 marzo 2013.
  7. ^ Stendardo si laurea in legge. E Beretta lo lascia a riposo Gazzetta.it
  8. ^ Stendardo, finito l’esame da avvocato "Spero di essere d’esempio per i giovani" Lastampa.it
  9. ^ In rosa, ma non sceso in campo

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]