Donatella Gambini

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« Qual gentil donzella, tu mi appari Aldina bella, e in tutto il tuo folgore (DANG!), mi fai battere forte il cuore (DANG, DANG!). »
(La scena di Amarcord in cui Ciccio recita la poesia per l'Aldina, sbattendo tre volte la testa contro il muro.)
Donatella Gambini
Nazionalità Italia Italia
Genere
Periodo di attività 1963 – in attività

Donatella Gambini, nata Nella Cynard (Ferrara, 1953), è un'attrice, cantante e scrittrice italiana.

È stata stuntgirl per il cinema tra il 1966 e il 1977, periodo che l'ha vista impegnata sul set di parecchi film western, poliziotteschi e commedia all'italiana.

Indice

Biografia [modifica]

Figlia dello stuntman romano Biagio Gambini e nipote dell'attrice Vittoria Di Silverio, dopo essere nata artisticamente all'età di dieci anni come cantante nei café-concert, e aver debuttato come attrice in teatro al fianco della quasi novantenne Emma Gramatica, inizia la stessa attività del padre, lavorando nel mondo del cinema come stuntgirl-controfigura.

Vive a Roma dal 1966.

Partecipò attivamente al collettivo femminista di Campo de' Fiori, a Roma, insieme a Gabriella Ferri.

Il padre era cugino degli attori Francesca Romana Coluzzi e Luciano Catenacci.[1]

Carriera artistica in Teatro [modifica]

Dopo aver esordito al fianco dell'attrice Emma Gramatica (1874-1965), lavora con presenze del calibro di Paola Borboni e Arnoldo Foà, ma anche di Tina Lattanzi e Vera Drudi.

A partire dal 1966, entra a far parte della compagnia teatrale fondata dall'attore e poeta romano Checco Durante, che vede presenti tra gli altri Anita Durante, Leila Durante ed Enzo Liberti, in scena al Teatro Rossini di Roma.

Compare nel documentario RAI su Roma trasteverina, assieme a Durante. Entrambi, animati e acclamati dal pubblico circostante, recitano alcuni stornelli tipici della tradizione trasteverina.

Affianca sia Anna Magnani alla fine del 1966, sia Valeria Moriconi nel '72 in Medea, per la regia rispettivamente di Giancarlo Menotti e Franco Enriquez.

Il 28 dicembre 1975 recita per l'ultima volta con Checco Durante, prima della sua morte, avvenuta a Roma il 5 gennaio 1976. A quel punto si stacca dalla compagnia.

Nella stagione teatrale 1977-'78 è accanto a Bruno Vilar, divenuto qualche anno prima marito della Borboni. Insieme a questi ultimi è poi presente in Lady Edoardo, per la regia di Aldo Trionfo.

Nel corso degli anni ottanta sarà affiancata soprattutto dalla nonna Vittoria Di Silverio. Lavora nelle pièces La strana coppia (1986) e Prima pagina (1988), insieme a Monica Vitti.

Scrive e organizza l'ultimo spettacolo di Vittoria Di Silverio nel 1997, opera per la quale sia lei che la nonna verranno premiate.

A cavallo tra gli anni novanta e gli anni duemila è stata protagonista di alcuni seminari di recitazione assieme alle colleghe Susanna Javicoli e Jenny Tamburi.

Si è occupata anche di musiche ed elementi di scena.

Parallelamente all'attività teatrale, ha condotto anche quella di cantante nei locali romani.

Nell'estate 2011 è stata impegnata in un ciclo di letture e poesie in romanesco, da Belli a Durante.

Cinema, TV e Radio [modifica]

Sviluppa proficuamente l'attività di stuntgirl in qualità di acrobata, cascatrice, stunt driver.

Fa spesso da controfigura ad attrici e attori alla guida di motociclette.

La presenza negli spettacoli del padre e l'assidua frequentazione del mondo del cinema, la porteranno quindi, nel giro di poco tempo, a perfezionarsi come acrobata professionista. Assieme al padre, organizzò una serie di numeri acrobatici, mostrati anche in spettacoli televisivi, tra cui Canzonissima 1968.

Sarà presente in tutto o quasi il poliziottesco, ove le azioni diverranno più impegnative. Ma lei, fortemente abile ed agile, dotata ed incline anche alle scene più pericolose, si rivelerà un'eccellente stuntgirl.

Nel 1977 conclude l'esperienza di stuntgirl.

Insieme ad Enzo Cannavale, nel film Operazione San Gennaro (1966).
Donatella Gambini (al centro) in un fotogramma del film Amarcord (1973). Alla sua destra Fides Stagni e Citto Maselli.

Nella prima fase cinematografica si dedicò anche al doppiaggio, prestando molto spesso voce a Simonetta Stefanelli ne La moglie giapponese di Gian Luigi Polidoro, In nome del popolo italiano di Dino Risi e ne Il padrino di Francis Ford Coppola; a Fiorella Mannoia nei pochi spaghetti-western da lei realizzati, alla francese Carole André e al piccolo Renato Cestiè.

Diede voce alla disperata moglie di Cesare, interpretato da Luigi Uzzo, in Trastevere di Fausto Tozzi (1971):

« C'hai cinque fii, c'hai, ma lo voi capì che c'hai cinque fii, te possin'ammazzatte. E levati da mezzo, tu! Lui va a pesca co Alvaruccio suo, giocano a flipper, e alla famia chi ce pensa? Fraccazzo?! Te sei fatto sequestrà pure l'occhi, te carcerassero, te piasse 'n colpo a secco... »

Sia al cinema che in televisione, fu comunque attiva come attrice, per una stagione ultra-trentennale, anche se in ruoli minori piuttosto marginali e, quello più degno di nota è sicuramente Amarcord, film per il quale nel 1972, Federico Fellini le affidò il ruolo di Aldina Cordini.

Ha partecipato a diversi varietà radiofonici andati in onda sulle frequenze locali di Radio Roma, come Radio Campidoglio e Campo de' Fiori, al fianco di molti attori della compagnia di Checco Durante.

Nel 1980 appare in un documento RAI Sulle tracce dell'amore, nell'ambito della trasmissione Gulliver, condotto da Monica Vitti e, sebbene si trattasse di un documentario, interpreta la parte di una ragazza omosessuale fidanzata con cinque ragazze.

A partire dal 1982 prende parte al programma radio Blitz condotto da Claudio Villa, nel corso del quale si aggiungerà anche la Sora Lella.

Dopo un'apparizione nel video Canzoni Stonate (1981) con Monica Vitti, negli anni a seguire è presente nella trilogia dei video musicali di Gianni Morandi: Solo all'ultimo piano (1982), La mia nemica amatissima (1983), Nel silenzio splende (1984).

Renzo Montagnani la chiama per interpretare la maestrina nei suoi divertenti sketch, in cui indossa i panni di Don Fumino, nella trasmissione Ci pensiamo lunedì del 1983, condotta da Alida Chelli.[2]

Negli anni novanta conduce più di una edizione del Premio Strega.

Nel 2003, conduce un programma televisivo intitolato Amarcord - Trent'anni dopo, dedicato al cinema italiano degli anni settanta e ottanta, andato in onda su Sky Italia.

È presente nel videoclip della canzone Io posso dire la mia sugli uomini di Fiorella Mannoia.

Nel 2010 è una delle identità nascoste nella trasmissione-quiz di Rai Uno Soliti ignoti - Identità nascoste.

Filmografia parziale [modifica]

Donatella Gambini controfigura sul set del film Sette donne per i MacGregor (1966).

Attrice [modifica]

Stuntgirl [modifica]

Altri film [modifica]

Doppiaggio [modifica]

Varietà radiofonici RAI [modifica]

Teatrografia parziale [modifica]

Videoclip [modifica]

Donatella Gambini nel corso della sua carriera è apparsa anche in diversi videoclip di alcune canzoni, tra cui:

Voci correlate [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • Felliniani, di R. Veratti (1998)

Note [modifica]

  1. ^ Foto sul settimanale Epoca del 1975, la cui descrizione indicava: Luciano Catenacci insieme ai cugini Biagio e Nella Gambini.
  2. ^ Sigla della trasmissione TV

Collegamenti esterni [modifica]