La polizia incrimina, la legge assolve

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La polizia incrimina, la legge assolve
La polizia incrimina la legge assolve.png
Una scena del film
Titolo originale La polizia incrimina, la legge assolve
Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1973
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere poliziesco
Regia Enzo G. Castellari
Musiche Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La polizia incrimina, la legge assolve è un film del 1973, diretto da Enzo G. Castellari. Da alcuni critici è ritenuta la pellicola che sancisce la rinuncia a qualsiasi pretesa di denuncia civile da parte del poliziesco all'italiana, per lasciare il posto alla nascita del genere "poliziottesco" vero e proprio codificando definitivamente il personaggio del "commissario di ferro" giustiziere e violento protagonista di molti altri film successivi.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La lotta contro il traffico di droga nel centro storico di Genova insanguina la città. Il commissario Belli, un duro dai modi spicci, indaga sui loschi traffici della malavita tra Genova e Marsiglia, nei quali sono implicate due bande criminali contrapposte. Belli è sulle tracce di un uomo, detto "il libanese", che riesce ad arrestare dopo uno spericolato inseguimento, e che potrebbe rivelarsi prezioso per le indagini. Dei killer però lo uccidono, per impedirgli di parlare, in un attentato mafioso durante la sua traduzione in questura, al quale il commissario riesce a scampare per puro caso. A fare concorrenza al clan del vecchio boss Cafiero, che si dichiara ormai in pensione volendo farsi passare come un semplice giardiniere; è quello gestito dal potente e insospettabile industriale Franco Griva. Avendo intuito che questi è sicuramente coinvolto nella vicenda, Belli riesce a convincere il suo più anziano e prudente collega, il commissario-capo Scavino, che su tale individuo ha raccolto già un importante dossier, a consegnarlo alla magistratura. Ma prima di poter presentare gli elementi raccolti all'autorità giudiziaria, Scavino verrà ucciso nel corso di un agguato il giorno stesso in cui si stava recando dal magistrato. Il mandante dell'omicidio risulta essere il fratello libertino dell'industriale, Umberto Griva, che in seguito viene freddato anch'esso insieme all'amante.

Belli decide perciò di ricostruire il dossier sui Griva e di recarsi a Marsiglia per ottenere da Cafiero una soffiata sul traffico di droga internazionale. Per vendetta Griva fa aggredire la compagna del Belli e manda due killer ad uccidere brutalmente la figlioletta del commissario. Anche Cafiero verrà ucciso dai sicari di Griva, il vecchio boss, ormai lasciato solo dai suoi uomini, viene ucciso ma prima riesce a dare delle importanti informazioni a Belli. Il commissario riuscirà a stroncare il traffico di Griva imbastito col Libano, grazie anche all'aiuto della polizia francese, riuscendo infine ad incastrare il boss arrestando in flagranza di reato il suo avvocato di famiglia. Sulla spiaggia, solo, sconfortato e ricordando la sua defunta figlia, il commissario immagina la sua morte, pensando che prima o poi toccherà anche a lui.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora è composta da Guido e Maurizio De Angelis ed è famosa soprattutto per il tema Gangster Story utilizzato nelle scene di inseguimento automobilistico, successivamente ripreso nei film Roma violenta di Franco Martinelli, Napoli spara! di Mario Caiano e Grindhouse - A prova di morte di Quentin Tarantino. La colonna sonora è stata edita nel 1973 in formato LP dalla Beat Record. I brani sono i seguenti[2]:

  1. The Life of a Policeman
  2. Chicca
  3. To the Sea
  4. Casa di Moda
  5. Assassinio in fabbrica
  6. Festa a Genova
  7. Gangster Story
  8. La storia comincia
  9. Rock al porto
  10. La figlia di Belli
  11. Il Libanese
  12. Casa di moda

Nel 2006 è uscita un'edizione in CD edita sempre dalla Beat Records contenente un bonus audio con la voce di Enzo G. Castellari.

Particolarità[modifica | modifica wikitesto]

Il film è rimasto famoso anche per lo spettacolare inseguimento automobilistico in esso contenuto[3], il quale dura quasi otto minuti. L'inseguimento avviene in una soleggiata giornata invernale tra una Citroen DS in versione ambulanza, utilizzata dagli scagnozzi del fuggiasco delinquente, ed una Alfa Romeo Giulia Super della Polizia, nel classico colore verde oliva dell'epoca.

La lunga sequenza si snoda tra il Porto di Genova, la Sopraelevata, l'Autostrada A12 Genova-Livorno nel tratto tra Genova e Recco, Recco e Rapallo, concludendosi poi a Santa Margherita Ligure davanti al famoso locale "Covo di Nord Est".

L'inseguimento fu curato da Rémy Julienne, all'epoca lo stuntman maggiore esperto di inseguimenti per il cinema. La camera car da cui vennero fatte le riprese era guidata da sua moglie.

La stuntgirl Nella Gambini fu la controfigura di Stefania G. Castellari, che interpretò la figlia del commissario Belli, nella scena in cui fu travolta e uccisa dall'auto guidata da Massimo Vanni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Magni, Daniele. Giobbio, Silvio. Cinici, infami, e violenti, Bloodbuster snc, Milano, 2010, pag. 178, ISBN 978-88-902087-4-4
  2. ^ Scheda della colonna sonora su SoundtrackCollector
  3. ^ Intervista al regista Enzo G. Castellari

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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