Asterix in Corsica

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« In generale si pensa alla Corsica come alla terra natia di un imperatore [...] Ma essa è stata anche la culla di un romantico cantante dalla lunga e gloriosa carriera [...] è anche il paese della vendetta, della siesta, dei formaggi piccanti, dei maiali selvatici, delle castagne, dei vecchi senza età che guardano scorrere la vita [...] è uno dei luoghi privilegiati dalla terra che godono di una loro tipicità che né i tempi né gli uomini riescono a intaccare [...] Ma perché questa premessa? - si chiederà qualcuno. Perché i corsi - individualisti, sicuri di sé, apatici, ospitali, leali, fedeli, chiacchieroni, coraggiosi - sono pure ben altro.
Sono permalosi. »
(Gli Autori)
Asterix in Corsica
fumetto
Titolo orig. Astérix en Corse
Lingua orig. francese
Paese Francia
Testi René Goscinny
Disegni Albert Uderzo
Editore Hachette Livre in precedenza Dargaud
Albo unico
Editore it. Arnoldo Mondadori Editore
Testi it. Luciana Marconcini
Genere comico
Cronologia
  1. Asterix e l'indovino
  2. Asterix in Corsica
  3. Asterix e il regalo di Cesare

Asterix in Corsica (Astérix en Corse) è la ventesima storia a fumetti della serie Asterix[1], creata dal duo francese René Goscinny (sceneggiatura) e Albert Uderzo (disegni). La sua prima pubblicazione in lingua originale risale al 1973[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anniversario della battaglia di Gergovia Asterix e i suoi compagni, insieme ad alcuni amici incontrati nelle passate avventure, organizzano una festa che include una sortita nell'accampamento romano di Babaorum. Qui, dopo la solita scazzottata con i Romani, incontrano Ocatarinetabelasciscix, un prigioniero corso deportato nel continente perché capo della resistenza nella sua Isola.

Asterix e Obelix decidono così di riportare l'esule in patria: dopo varie peripezie approdano in Corsica dove dovranno fare i conti sia con le rivalità fra i capi clan dell'isola che con il pretore di Aleria Suelburnus. Alla fine in una grandiosa battaglia i Romani vengono sconfitti e i due Galli possono tornare a casa, a banchettare sotto le stelle, arricchiti dalla nuova esperienza.

Personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

I personaggi presenti nella storia più rilevanti ai fini della trama sono:

  • Asterix: si incarica di riportare a casa Ocatarinetabelasciscix, e come al solito darà prova di ingegno e coraggio
  • Obelix: si guadagna senza volere il rispetto e l'ammirazione dell'esule corso dimostrando di essere come lui permaloso, fiero e incline all'ozio
  • Ocatarinetabelasciscix (Ocatarinetabellatchitchix)[3]: il prigioniero corso innamorato della sua terra, capo di uno degli innumerevoli clan dell'isola, incarna tutte le virtù dei suoi connazionali risultando fiero, indomito, pigro ed estremamente orgoglioso
  • Salamix (Salamix): guerriero corso arruolatosi nelle legioni a seguito di una botta in testa, che lo ha lasciato decisamente rimbambito. Grazie a una sberla di Asterix rinsavisce e torna a combattere i romani
  • Suelburnus (Suelburnus)[4]: pretore e governatore romano della Corsica, ha in Ocatarinetabelasciscix il suo peggiore incubo. Di fronte alla minaccia gallo-corsa tenta di fuggire, ma viene scoperto dai suoi soldati e costretto a rimanere fino alla fine (sebbene egli tenti di convincerli che "non potete costringere il vostro capo a marciare davanti!")

L'albo[modifica | modifica wikitesto]

Gag, citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

La Corsica di Asterix[modifica | modifica wikitesto]

La Corsica vista dall'alto

Come spesso nelle storie di Asterix, gran parte dell'umorismo deriva dalla ridicolizzazione bonaria degli usi e dei costumi dei popoli incontrati dal piccolo guerriero, in questo caso gli abitanti della Corsica. Da notare come l'albo si apra, sia nella versione originale che in quella italiana, con una premessa con la quale i due autori sembrano scusarsi in anticipo con gli isolani per l'ironia presente nella storia. Questo perché, stando a quanto da scritto da Goscinny e Uderzo, "i Corsi -che son ritenuti individualisti, tanto son sicuri di sé, apatici, ospitali, leali, fedeli agli amici, attaccati al paese natio, chiacchieroni e coraggiosi - sono pure ben altro. Sono permalosi"[5].

La Corsica viene infatti parodiata secondo quello che sono i più comuni stereotipi ad essa associati: una terra selvaggia coperta da un'impenetrabile macchia mediterranea[3], abitata da un popolo fiero e indipendente, da donne bellissime e silenziose vestite sempre di nero e guardate a vista da fratelli e mariti[2] e da "vecchi senza età che guardano scorrere la vita"[5]. Vi sono innumerevoli riferimenti alle interminabili e complesse faide interne[3] e alla vendetta intesa sia come emozione che come pugnale a serramanico, nonché alla (supposta) pigrizia estrema dei corsi, grandi amanti della siesta[3].

Secondo quanto affermato sul sito ufficiale, gli autori si prepararono alla realizzazione di questa avventura con un "viaggio di studio" sull'isola, per documentarsi in prima persona[3]. Sempre sul sito ufficiale si legge come questo sia stato, insieme con L'Odissea di Asterix, l'unico albo per la realizzazione del quale gli autori hanno beneficiato di un viaggio di documentazione[3].

Il nome di Ocatarinetabelasciscix è una citazione dalla canzone Tchi- tchi del cantante italo-francese, nato in Corsica, Tino Rossi[6][7]. Talvolta viene frainteso in "Omarinella", riferimento a un'altra celebre canzone del musicista, Marinella. Anche la strana "parola d'ordine" usata dai Galli per imbarcarsi di nascosto, "Vienivienivieni" (Tavola 15), richiama un'altra canzone dello stesso Rossi[7].

Infine, l'albo si apre con una cartina della Corsica, che rimpiazza quella usuale della Gallia nel 52 a.C. e presenta i nomi alquanto fantasiosi degli avamposti romani dislocati lungo la costa. Fra di essi, oltre a vari piuttosto improbabili come "Chewingum" o "Opossum", si notano "Tartopum", nominato da Giulio Cesare in Asterix in Iberia, che lo confonde con Babaorum, e Mariapacum, allusione all'attrice Maria Pacôme.

Riferimenti a Napoleone[modifica | modifica wikitesto]

L'"Imperatore corso" in un celeberrimo quadro di Jacques-Louis David

Sono presenti inoltre alcuni riferimenti a Napoleone Bonaparte: il primo, ovvio, quando Ocatarinetabelasciscix dichiara che "perché i corsi accettino un Imperatore, bisognerà che sia corso egli stesso"[8].

Un altro, presente solo nell'edizione originale perché intraducibile in italiano, sia ha nella tavola 34, allorché sempre Ocatarinetabelasciscix parla del pigro capoclan Osterlix (Sonniferix nell'adattamento italiano) affermando che "il sonno (sommeil) d'Osterlix" è ben noto presso di loro ("c'est qu'il est célèbre chez nous, le sommeil d'Osterlix"): la frase è un gioco di parole su Le soleil d'Austerlitz, in riferimento alla battaglia napoleonica[7]. Nella versione in lingua italiana, la battuta viene trasformata in "chi dorme, non piglia Romani"[9], perdendo così il riferimento.

Ancora, nella stessa tavola 34 Ocatarinetabelasciscix chiama i suoi guerrieri corsi "grognard", ovvero "grugnenti" ("ils sont tous là, mes grognards"), in riferimento al verso simile al grugnito dei cinghiali che questi utilizzano come grido di guerra. Grognard, tuttavia, è il nomignolo storicamente attribuito ai soldati della Guardia imperiale di Napolenone[7]. Anche questo gioco di parole non è presente nella versione italiana, essendo praticamente impossibile da adattare.

Caricature[modifica | modifica wikitesto]

Sul piano delle caricature, è da notare il personaggio del centurione di Babaorum Gazpachoandalus, che è una caricatura di Pierre Tchernia; l'attore e regista era un grande amico di Goscinny e Uderzo ed appare anche in altre avventure della serie, ad esempio Asterix e i Belgi.

Riferimenti ad altri albi[modifica | modifica wikitesto]

Nelle tavole iniziali appaiono diversi personaggi visti in avventure precedenti, che giungono al villaggio armoricano per partecipare alla commemorazione dell'anniversario di Gergovia[2]. Questi sono:

Probabilmente questa sorta di "rimpatriata" è dovuta al fatto che questa fu l'ultima storia pubblicata su Pilote, e rappresenta quindi un saluto alla rivista su cui erano apparse tutte le avventure precedenti.

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia la storia fu serializzata inizialmente all'interno della rivista Pilote in cui apparve a puntate dal numero 687 (4 gennaio 1973) al 708 (24 febbraio 1973)[10]; in seguito è stata ristampata in albo cartonato quello stesso anno[2] dall'editore Dargaud. È l'ultima storia di Asterix ad essere stata pre-pubblicata all'interno di Pilote[2][10].

Attualmente l'albo viene ristampato dalla casa editrice Hachette Livre, che nel dicembre 2008 acquisì da Uderzo e da Anna Goscinny (figlia dello scomparso René) tutti i diritti sulle pubblicazioni di Asterix[11][12].

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni Mondadori[modifica | modifica wikitesto]

In Italia l'albo è edito, come gli altri della serie, da Mondadori; la prima edizione italiana risale al maggio 1974[13][14] per la traduzione di Luciana Marconcini[15].

La Mondadori ha ristampato l'albo più volte nel corso degli anni; l'ultima edizione, condotta su quella francese di Hachette Livre, è della fine del 2011 e rispetto alle precedenti presenta, pur mantenendo invariata la traduzione, una copertina diversa, un nuovo lettering e una colorazione rinnovata[13]; è inoltre caratterizzata dall'avere la sagoma di Asterix stampata in rosso sulla costa.

Inoltre nell'ottobre 2009 la storia è apparsa all'interno di I viaggi di Asterix, volume a colori in formato tascabile della collana Mondadori "Oscar Best Sellers" comprendente anche le storie Asterix e Cleopatra e Asterix e i Britanni[16].

Altre edizioni[modifica | modifica wikitesto]

La storia è stata pubblicata a puntate anche all'interno della rivista Il Giornalino (Edizioni San Paolo), nella quale fece la sua prima apparizione nel 1979[14] venendovi poi ristampata periodicamente. Tale edizione è basata su quella Mondadori e presenta la stessa traduzione di Luciana Marconcini.

In altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo originale dell'albo, Astérix en Corse, è stato tradotto come segue in alcune delle principali lingue in cui il fumetto è edito[17]; vengono inoltre indicate la casa editrice e l'anno di prima pubblicazione[18]:

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nell'edizione in lingua greca dell'albo i personaggi corsi vengono fatti parlare in dialetto cretese; a quanto pare gli stereotipi riferiti a questo popolo sono simili a quelli popolarmente attribuiti in Grecia agli abitanti dell'isola egea. Nell'edizione in lingua serba i corsi parlano nel tipico dialetto del Montenegro, per simili motivi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli albi sul sito ufficiale. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  2. ^ a b c d e Scheda dell'albo sul sito ufficiale. URL consultato il 19 ottobre 2011.
  3. ^ a b c d e f Scheda sul personaggio di Ocatarinetabelasciscix in Asterix.com. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  4. ^ Scheda sul personaggio di Suelburnus in Asterix.com. URL consultato l'11 gennaio 2012.
  5. ^ a b Dall'introduzione al volume, pagina 4 dell'edizione Mondadori, traduzione italiana di Luciana Marconcini
  6. ^ Anthea Bell, Translating Astérix in Translation: Here and There, Now and Then, Intellect Books, 1996, p. 129.
  7. ^ a b c d Étude de l'album. URL consultato il 25 ottobre 2011.
  8. ^ Tavola 41
  9. ^ Tavola 34
  10. ^ a b Cronologia delle pubblicazioni di Asterix su Pilote in bdoubliees.com. URL consultato il 24 ottobre 2011.
  11. ^ Hachette Livre, nouveau propriétaire d'«Astérix» in Le Monde, 14 dicembre 2008.
  12. ^ Astérix passe sous le contrôle d'Hachette in Le Monde, 12 dicembre 2008.
  13. ^ a b Pubblicazioni italiane di Asterix in Asterix-obelix.nl (Asterix around the world).
  14. ^ a b Pubblicazioni italiane di Asterix in Dimensionedelta.net.
  15. ^ Dati sull'edizione italiana in iafol.org. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  16. ^ I viaggi di Asterix in librimondadori.it (sito ufficiale Mondadori).
  17. ^ Per questioni di leggibilità, ci si è limitati ad elencare le traduzioni mostrate nella Scheda dell'albo in Asterix.com; per una lista esaustiva si rimanda al sito Asterix around the world e alla pagina Bourse aux traductions sul sito ufficiale
  18. ^ Traduzioni dell'albo in Asterix-obelix.nl (Asterix around the world).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]