Asterix e i Goti

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Asterix e i Goti
fumetto
Titolo originale Astérix chez les Gots
Testi René Goscinny
Disegni Albert Uderzo
Editore Dargaud
Albo unico
Editore it. Mondadori
Genere comico
Cronologia
  1. Asterix e il falcetto d'oro
  2. Asterix e i Goti
  3. Asterix gladiatore
Dargaud
Fumetto e animazione (uso del template)

Asterix e i Goti (Astérix chez les Gots) è la terza storia a fumetti della serie Asterix il gallico, creata dal duo franco-belga René Goscinny (sceneggiatura) e Albert Uderzo (disegni). La sua prima pubblicazione in lingua originale risale al 9 settembre 1961, all'interno della rivista Pilote in cui apparse serializzata dal numero 82 (18 maggio 1961) al 122 (22 febbraio 1962); in seguito è stata ristampata in albo brossurato nel 1963. In Italia è edita, come le altre avventure della serie, da Mondadori.

[modifica] Trama

Il druido Panoramix si reca ad una conferenza nella foresta dei Carnuti, nella quale viene eletto il miglior Druido dell'anno. Asterix e Obelix, preoccupati per la sua sicurezza, lo accompagnano. I loro timori sono fondati: Panoramix vince il concorso, ma viene rapito da una banda di Goti che, interessati alla sua pozione magica che dona una forza sovrumana, lo portano nel loro paese per estrargli il segreto della sua preparazione. Asterix e Obelix accorrono al salvataggio, riuscendo infine, dopo varie peripezie, a recuperare il loro druido dalle prigioni di Teleferico, capo dei Goti. Prima di andarsene, gli astuti Galli riescono anche a minare la stabilità del regno dei goti, distribuendo la bevanda magica a varie persone scontente del governo di Teleferico e fomentando la loro ribellione. Nel caos che ne segue i tre possono fare tranquillamente ritorno al loro villaggio, certi che i Goti saranno troppo occupati a sedare le rivolte per tentare nuovi colpi di mano.

[modifica] Elementi umoristici

Questa è la prima storia in cui Asterix e Obelix lasciano la Gallia, e pertanto costituisce il primo degli innumerevoli viaggi che i due affronteranno nel corso delle loro successive avventure. I Goti vengono rappresentati come una caricatura dei tedeschi, sebbene la loro caratteristica distintiva sia una selvaggia ferocia ed un esasperato militarismo che possono richiamare alla Germania della Prima e Seconda Guerra Mondiale piuttosto che a quella attuale. L'albo fu in effetti realizzato nel 1961, quando il ricordo dell'occupazione nazista in Francia era ancora piuttosto vivida: è stato infatti notato come i Goti siano probabilmente l'unico popolo presente nell'intera serie di Asterix ad essere rappresentato con una caratterizzazione espressamente negativa e malvagia; gli stessi Romani, antagonisti per antonomasia nel fumetto, sono comunque posti sotto una luce più ironica e "simpatica" che non i Goti. Lo stesso Uderzo espresse, in interviste successive[citazione necessaria], il suo dispiacere per questo fatto; in successive sporadiche apparizioni i Goti vennero rappresentati più bonariamente e sotto un profilo più umoristico, come ad esempio in Asterix e il duello dei capi.

Fra le gag ricorrenti dell'albo, vi è l'accorgimento grafico di rappresentare il linguaggio gotico -incomprensibile ai protagonisti- usando la grafia gotica. I nomi gotici inoltre finiscono tutti in -ic o in -ico, per similitudine con il nome del condottiero ostrogoto Teodorico il Grande, così come i nomi gallici terminano in -ix giocando sul nome latino di Vercingetorige (Vercingetorix). Per sottolineare il loro atteggiamento marziale, inoltre, tutti i goti portano un elmetto appuntito (Pickelhaube), come quelli in uso nella Prussia e nella Germania del XIX secolo.

Fra i molti voluti anacronismi comici presenti in questo come in altri albi, possono essere segnalate le patatine fritte che il druido Settantasix toglie dall'olio bollente senza sentire dolore, grazie a una pozione di sua invenzione: le patate erano ovviamente sconosciute in Europa prima del 1492 (le patate fritte vengono nominate anche nella storia Asterix e i Belgi).

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