Aplogruppo I (Y-DNA)

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Distribuzione dell'Aplogruppo I del cromosoma Y.

In Genetica umana l'aplogruppo I (M170, M258, P19, U179) del cromosoma Y è un aplogruppo del cromosoma Y umano, ramo del macro aplogruppo IJK. Da notare che I indica per la lettera "i" e non il numero romano 1.

Albero filogenetico dell'aplogruppo I* (cromosoma Y)[modifica | modifica sorgente]

Y, il cosiddetto "'Adamo ancestrale'"

  • BT (SRY1532.1/SRY10831.1, M42, M94, M139, M299) (Questo gruppo è indicato anche come YxA.)
    • CF (M168, M294, P9.1)
      • C,F (P143)
        • F (M89, M213/P137, M235, P14, P133, P134, P135, P136, P138, P139, P140, P141, P142, P145, P146, P148, P149, P151, P157, P158, P159, P160, P161, P163, P166, P187)
          • IJK (L15/M523/S137, L16/M522S138, L69.1(=G)/S163.1)
            • IJ (M429/P125, P123, P124, P126, P127, P129, P130, S2, S22)
              • I (M170, M258, P19, P38, P212, U179)

Cenni preistorici ed ipotesi[senza fonte][modifica | modifica sorgente]

L'aplogruppo I è il più antico d'Europa ed è probabilmente l'unico che sia sorto in tale continente (a parte le subcladi degli altri aplogruppi), essendo esclusivo dell'Europa stessa. Si ritiene pertanto che forse sia stato originato in quest'area prima dell'ultima glaciazione e che probabilmente sia stato confinato nel rifugio balcanico durante la glaciazione e che poi si sia ridiffuso verso nord con il ritiro dei ghiacciai.

All'inizio del Paleolitico superiore gli umani moderni si diffusero per tutto il pianeta. Probabilmente circa 35.000 o più anni fa alcuni uomini appartenenti all'aplogruppo IJ (sorto fra i 35.000 ed i 40.000,00 anni fra il Medio Oriente e la penisola arabica), emigrarono dalle loro zone di origine, staccandosi dai loro omologhi IJ e si diressero nel continente europeo, probabilmente attraverso il Bosforo (oppure dalla zona Nord del Caucaso migrarono ad ovest passando a nord del Mar Nero).

Un loro ramo si stabilì quindi nella penisola balcanica dove da essi nacque l'aplogruppo I (fra i 24.000 ed i 32.000 anni fa ca.). Quindi si ritiene che l'Uomo di Cro-Magnon, molto probabilmente appartenesse (forse esclusivamente?) all'aplogruppo I, probabilmente nella variante maglemosiana (proto-nordici della varietà dalo-falica) in Scandinavia (che in Italia ha dato origine all'Uomo di Grimaldi, così detto dal paese presso Ventimiglia).

A questo ramo probabilmente appartennero anche quelle persone che ebbero mescolanze genetiche con i Neanderthal, come dimostrano recentissimi studi genetici. Furono questi apporti genetici a determinare caratteristiche particolari in questi umani che vissero in Medioriente e che si spinsero poi in Europa?

I discendenti di tale aplogruppo si diffusero poi verso nord ovest, nelle Alpi dinariche, nell'attuale Croazia e nell'Erzegovina e da lì verso l'Europa centrale, nell'attuale Bassa Sassonia in Germania e quindi nell'Europa settentrionale, nelle attuali zone del Nord Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia.

In questa migrazione, circa 20.000 anni fa, si ebbe la suddivisione fra gli antenati della linea pre-I1 (sorta poi ca. 19/20.000 anni fa) e la linea degli avi dell'aplogruppo I2, che sorse poi, nella zona delle alpi dinariche nell'attuale Croazia, circa 15.000 anni fa. Questa linea si divise in seguito in I2a2 (sorta al massimo 12.300 anni fa in Europa centrale, Bassa Sassonia) e I2a1 (sorta al massimo 8.800 anni fa nei Balcani nord occidentali, verso le Alpi dinariche).

Nel Mesolitico gli appartenenti a tale aplogruppo pre-1 fecero parte della cultura di Maglemosiano (in Scandinavia cultura di Kongemose). In seguito il mare del Nord raggiunse il livello attuale intorno al 6000 a.C., epoca quando vennero così sommersi alcuni dei territori originariamente sede di questa cultura e forse spingendo più a sud alcune di queste popolazioni.

Dalla linea pre-I1 derivò poi l'aplogruppo I1 (circa 5.000 anni fa, ma con un range fra 4/20.000 a.C) sorto fra la Germania del Nord e la Scandinavia meridionale (Danimarca, Svezia, Norvegia).

Durante il periodo Neolitico persone appartenenti all'aplogruppo pre-I1 e I1 fecero parte della cultura di Ertebolle (5300-3950 a.C.), e della Cultura del bicchiere imbutiforme (4000-2700 a.C.). Le strutture megalitiche (5000-1200 a.C.) dell'Europa, inoltre, sono state costruite da persone appartenenti a tale aplogruppo. Il 40% dei Sardi fa parte della subclade I2a1a ma è presente in Sardegna anche la subclade I2a2a, tutte e due facenti parte dell'aplogruppo I, essi infatti costruirono numerosissimi nuraghe, menhir, e dolmen.

Fuori dalla Scandinavia, da notare, la distribuzione dell'aplogruppo I1 è strettamente correlata con l'aplogruppo I2a1, segno che facevano parte di una stessa popolazione.

Il periodo della Cultura della ceramica cordata o "dell'ascia da combattimento" o "della sepoltura singola" (3200-1800 a.C.) segnò poi l'arrivo dei popoli Indoeuropei con aplogruppo R1a dalle steppe ucraine.

Siccome l'aplogruppo I1 è identificato da almeno 15 mutazioni uniche, ciò indica che questa linea è stata isolata per un lungo periodo di tempo, o ha subito un grave strozzatura della popolazione (ovvero quello che viene geneticamente chiamato effetto "collo di bottiglia").

Anche se la suddivisione fra la prima mutazione dell'aplogruppo I1 con gli antenati dell'aplogruppo I2 è probabilmente antica di cica 15.000 anni fa, le persone appartenenti all'aplogruppo I1 discendono tutte da un solo uomo che è vissuto meno di 5.000 anni fa.

Ovvero in corrispondenza dell'arrivo degli Indoeuropei forse per ipotesi una alta percentuale degli indigeni dell'aplogruppo I1 potrebbe essere stata massacrata dai nuovi arrivati, che in tale ipotesi agirono da invasori aggressivi, lasciando così superstite una piccola parte dei discendenti di I1.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

L'aplogruppo I rappresenta circa un quinto dei cromosomi Y europei.

Nonostante sia relativamente frequente negli Scandinavi, nella Germania del Nord, nei Sardi e nelle popolazioni delle alpi dinariche, questi popoli presentano subcladi differenti dell'aplogruppo I. Questo suggerisce che ognuna delle popolazioni ancestrali è oggi dominata da un particolare subclade che ha marcato una indipendente espansione della popolazione lungo diversi percorsi migratori durante e immediatamente dopo l'Era Glaciale.

Principali sub-cladi dell'aplogruppo I[modifica | modifica sorgente]

Le principali sub-cladi dell'aplogruppo I sono:

I1 (M253, M307, P30, P40) (ex I1a) con le più alte frequenze in Scandinavia, Germania del Nord, Islanda, e Europa nord-orientale. Nelle Isole britanniche la mutazione genetica I1-M253 è spesso usata come marcatore delle invasioni vichinghe o anglosassoni.

La diffusione dell'aplogruppo I1 è associato alle tribù nordiche paleolitiche (fra Germania settentrionale, Danimarca e Scandinavia meridionale), così come a tribù pre-germaniche e poi germaniche. In seguito la diffusione fu determinata dalle migrazioni germaniche, in Gran Bretagna (anglosassoni, vichinghi e normanni), Belgio (Franchi, Sassoni), Francia (Franchi, Visigoti e Burgundi), Germania meridionale (Franchi, Alamanni, Svevi, Marcomanni, Turingi e altri), Svizzera (Alamanni, Svevi, Burgundi), Spagna (Visigoti, Vandali e Svevi), Italia (Goti, Eruli, Longobardi, Normanni), Austria e Slovenia (Ostrogoti, Longobardi), Ucraina e Moldavia (Goti), Ungheria e Serbia settentrionale (Gepidi). La presenza di I1 tra i polacchi (6%), cechi (11%), slovacchi (6%) e ungheresi (8%) è probabilmente il risultato di secoli di influenza da loro vicini tedeschi e austriaci, ma potrebbe anche essere legata alla presenza, nei secoli, di germani orientali, come i Goti. Una presenza interessante è poi in Macedonia (10%), dove potrebbero essersi diffusi i discendenti dei Goti che si stabilirono in dell'Impero Romano d'Oriente nei secoli III e IV d.C..

Come accennato i vichinghi danesi e norvegesi hanno portato più esponenti I1 in Gran Bretagna, Irlanda, Isola di Man, in Normandia, le Fiandre, Iberia, Sicilia e Italia Meridionale. I vichinghi svedesi (Variaghi) crearono invece colonie in Russia e Ucraina ed avamposti nell'Impero Bizantino, il Caucaso e la Persia. La frequenza più alta di I1 nella Russia nordoccidentale (est del Mar Baltico), quindi, ricorda la forte presenza storica dei Variaghi, discesi dagli svedesi che fondarono il regno Rus' di Kiev.

I2 (S31) (ex I1b), che include I2a1 (P37.2) (ex I1b1 ed ex I1b) è la forma più comune nei Balcani nord occidentali l'attuale Croazia (alpi dinariche) e in Sardegna (dove rappresenta l'aplogruppo più cospicuo nella variante I2a1a (M26) 40% dei sardi) (ex I1b1b) e I2a2a (ex I2b1) che raggiunge discrete frequenze lungo le coste nord-occidentali dell'Europa continentale (Germania del Nord, Olanda) e in Sardegna. Dalla linea I2a2a (ex I2b1) è derivato I2a2a1 (M284) (ex I2b1a) in Europa nord-occidentale ed Isole Britanniche.

Filogenesi dei sub-cladi[modifica | modifica sorgente]

I L41, M170, M258, P19_1, P19_2, P19_3, P19_4, P19_5, P38, P212, U179 rappresenta il 18% del DNA della linea maschile in Europa

  • I* - (inosservato)
  • I1 L64, L75, L80, L81, L118, L121/S62, L123, L124/S64, L125/S65, L157.1, L186, L187, L840, M253, M307.2/P203.2, M450/S109, P30, P40, S63, S66, S107, S108, S110, S111 Il capostipite di questo gruppo si ritiene vissuto verso il 5.500 a.C. fra Germania settentrionale e Danimarca. È presente maggiormente in Nord Europa, con la più alta frequenza tra gli Scandinavi e tra i Sami. In Danimarca è del 30,5%, Finlandia 28%, Germania del Nord 18%, Islanda 33%, Olanda 18,5%, Norvegia 36%, Svezia 42%.
    • I1* -
    • I1a DF29/S438 Presente nel 35% dei cromosomi Y nel sud della Norvegia, Sud Ovest della Svezia ed in Danimarca, frequenze inferiori nelle aree di influenza germanica.
      • I1a*
      • I1a1 M227 (ex I1b, ex I1a1 ed ex I1a4). Presente in Polonia ed Europa orientale
        • I1a1* -
        • I1a1a M72 (ex I1b1, ex I1a3)
      • I1a2 L22/S142 (ex I1d). Il capostipite è vissuto verso il 3.400 a.C.; attualmente tale apl. è presente con il marcatore 617>3 in Danimarca ed Inghilterra; con il marcatore 617<=3 in Norvegia e Svezia.
        • I1a2* -
        • I1a2a P109 (ex I1d1) Il capostipite è vissuto verso il 2.500 a.C.; attualmente tale apl. è presente in Danimarca, Germania, Inghilterra, Scandinavia, Italia, Spagna, Romania
        • I1a2b L205 (ex I1d2)
        • I1a2c L287 (ex I1d3) Presente in in Finlandia
          • I1a2c* -
          • I1a2c1 L258/S335 (ex I1d3a). Il capostipite è vissuto verso il 3.500 a.C.; attualmente tale apl. è presente con il marcatore 458<=15 in Finlandia occidentale; con il marcatore 458>15 in Finlandia Orientale
        • I1a2d L300/S241 (ex I1d4) Presente in Svezia orientale ed in Finlandia occidentale
        • I1a2e L813
      • I1a3 S244/Z58 (ex I1f)
        • I1a3* -
        • I1a3a S246/Z59 (ex I1f1)
          • I1a3a* -
          • I1a3a1 S337/Z60, S439/Z61, Z62 (ex I1f1a)
            • I1a3a1* -
            • I1a3a1a Z140, Z141 (ex I1f1a1a)
              • I1a3a1a* -
              • I1a3a1a1 L338 (ex I1f1a1a1) Il capostipite è vissuto verso il 1.900 a.C.; attualmente tale apl. è presente in Olanda, Germania settentrionale, isole inglesi, Scozia ed Irlanda
            • I1a3a1b Z73 (ex I1f2a)
            • I1a3a1c L573
            • I1a3a1d L803
          • I1a3a2 Z382
        • I1a3b S296/Z138, Z139
        • I1a4 S243/Z63 (ex I1g)
    • I1b Z131
  • I2 L68/S329, M438/P215/S31 (ex I1b)
    • I2* -
    • I2a L460/S238
      • I2a* -
      • I2a1 P37.2; (ex I1b1 ed ex I1b); più frequente in Europa orientale e nei Balcani nord occidentali Croazia ed Erzegovina alpi dinariche (40-50%)
        • I2a1* -
        • I2a1a L158/S433, L159.1/S169.1, M26 (conosciuto come I1b2 fino al 2005, I1b1b nel 2006-7, e I2a1 nel 2008-2010); presente nel 40% dei Sardi, 9% dei Baschi, in forma minima: nelle isole Baleari, Castiglia, Pirenei francesi, Francia sud-occidentale,Svezia, Gran Bretagna, Irlanda. La presenza di I2a1 in alcune zone è dovuta al forte commercio di ossidiana con la Sardegna ricchissima di giacimeti di questo materiale"
          • I2a1a* -
          • I2a1a1 L160
            • I2a1a1* -
            • I2a1a1a M161 ex I1b1b1 ed ex I1b2a
        • I2a1b L178/S328, M423, tipico dei Balcani e dei Carpazi, associato alla cultura Cucuteni-Tripolye
          • I2a1b* -
          • I2a1b1 M359.2/P41.2 ex I1b1a ed ex I1b1
          • I2a1b2 L161.1
          • I2a1b3 L621
        • I2a1c L233
      • I2a2 L35/S150, L37/S153, L181, M436/P214/S33, P216/S30, P217/S23, P218/S32; conosciuto come I1c fino al 2005 e I2b fino al 2010; è associato con i pre-germanici; poco diffuso, rilevato in Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Inghilterra (esclusa Cornovaglia), estremità meridionali di Svezia e Norvegia, Francia nord-occidentale, piccolissima presenza anche in Italia centrale, Moldavia e altre aree dell'Europa orientale
        • I2a2* -
        • I2a2a L34/S151, L36/S152, L59, L368, L622, M223, P219/S24, P220/S119, P221/S120, P222/U250/S118, P223/S117; ex I1c ed "I2b1", comune in Germania, dove è presente in circa l'11% della popolazione maschile, è presente in percentuale minore anche in Sardegna
          • I2a2a* -
          • I2a2a1 M284 ex I1b2a1, ex I1c1 ed ex I2b1a
            • I2a2a1* -
            • I2a2a1a L126/S165, L137/S166
              • I2a2a1a* -
              • I2a2a1a1 L369
          • I2a2a2 M379
          • I2a2a3 P78
          • I2a2a4 P95
        • I2a2b L38/S154, L39/S155, L40/S156, L65.1/S159.1, L272.3
    • I2b L415, L416, L417, trovato in Germania, Italia e Scozia
    • I2c L596, L597, originario della zona renana

Personaggi famosi dell'aplogruppo I1[modifica | modifica sorgente]

Navigazione aplogruppi[modifica | modifica sorgente]

Aplogruppi del cromosoma Y umano

progenitore comune più recente
A
BT
 B CT
DE CF
 D E C F
 G H IJK
IJ K-M9
I J LT K-M526
L T  MS  P  NO
M S Q R N O
R1 R2
R1a R1b


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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