Alberto di Hohenzollern

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Principato di Brandeburgo
Hohenzollern
COA family de Markgrafen von Brandenburg (1417).svg

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Alberto di Brandeburgo in un ritratto di Lucas Cranach il vecchio

Alberto di (Albrecht von) Hohenzollern o Brandeburgo (Cölln, 28 giugno 1490Aschaffenburg, 24 settembre 1545) è stato un cardinale tedesco. Già vescovo di Magdeburgo e Halberstadt, nel 1514 ottenne anche l'elezione ad arcivescovo elettore di Magonza: la vendita di indulgenze promossa per pagare alla Sede Apostolica i diritti dovuti, suscitò forte indignazione e causò la pubblicazione delle 95 tesi da parte di Martin Lutero.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Secondogenito del principe elettore Giovanni Cicerone di Brandeburgo, alla morte del padre (1499) ricevette il titolo di margravio ed affiancò il fratello maggiore Gioacchino I nel governo dei suoi stati: diede un contributo significativo alla fondazione dell'università Viadrina di Francoforte sull'Oder.

Nel 1506 prese la tonsura ed abbracciò la carriera ecclesiastica iniziando ad accumulare benefici e prebende (canonicati ai capitoli di Magonza, Magdeburgo e Treviri) che gli procurarono grandi ricchezze. Nel 1511 venne eletto coadiutore con diritto di successione del vescovo di Magdeburgo: nel 1513 divenne amministratore apostolico della diocesi e nel 1514, nonostante non avesse ancora raggiunto l'età canonica di 27 anni, ricevette la consacrazione episcopale. Intanto il capitolo cattedrale di Halberstadt l'aveva designato amministratore diocesano e papa Leone X, pur vigendo il divieto di accumulare cariche ecclesiastiche, approvò l'elezione.

La questione delle indulgenze[modifica | modifica sorgente]

Resasi vacante l'arcidiocesi di Magonza (1514), alla quale era anche collegata la prerogativa di principe elettore dell'Impero, Alberto avanzò la sua candidatura ed ottenne dai Fugger un prestito di 21.000 fiorini per l'acquisto della carica e per ottenere dal pontefice la dispensa dal divieto di cumulare vescovati: per rimborsare la somma, Roma gli concesse di trattenere la metà del denaro ricavato dalla vendita di indulgenze bandita da Leone X nel 1514 per finanziare la ricostruzione della basilica di San Pietro.

Nel 1516 l'arcivescovo affidò l'incarico di predicare l'indulgenza al domenicano Johann Tetzel, il quale coniò il motto "appena una moneta gettata nella cassetta delle elemosine tintinna, un'anima se ne vola via dal Purgatorio": le sue tesi, alquanto arbitrarie, suscitarono l'indignazione di molti teologi, tra i quali Martin Lutero, che inviò ad Alberto di Hohenzollern il testo delle sue 95 tesi, nelle quali negava l'efficacia di tutte le pratiche in suffragio delle anime dei defunti ed attaccava la ricchezza e la corruzione del clero.

Il cardinalato[modifica | modifica sorgente]

Fu elevato alla dignità cardinalizia nel concistoro del 24 marzo 1518: fu presbitero dei titoli di San Crisogono e San Pietro in Vincoli, ma non partecipò mai alle votazioni.

In occasione delle elezioni imperiali del 1519, sostenne la candidatura di Carlo d'Asburgo (dal quale ricavò la somma di 103.100 fiorini). Cercò di limitare la diffusione del protestantesimo sostenendo le leghe cattoliche di Dessau (1525) e Norimberga (1538) contro quella di Smalcalda; dopo l'incontro con Pierre Favre, aprì i suoi domini ai gesuiti ma, in cambio di una cospicua somma di denaro, concesse la libertà di culto agli abitanti di Magdeburgo. Fu amico degli umanisti Ulrich von Hutten ed Erasmo da Rotterdam.

Le amanti del cardinale[modifica | modifica sorgente]

Ebbe numerose amanti, con due delle quali convisse: Isabella Schütz e Agnes Strauß, vedova Pless, ed ebbe una lunga relazione con una certa Ursula Redinger.

Con la Schütz il cardinale ebbe la figlia Anna, che fece sposare con il suo segretario Joachim Kirchner, e un successivo figlio, Albert. Nominò l'altra concubina, Agnes Strauß, reggente del convento di Schöntal ad Aschaffenburg. Si dice che abbia avuto anche una relazione con una non precisata cantante italiana la quale lo avrebbe tradito con un suo collaboratore, Hans von Schönitz, il quale, per tale motivo, con un pretesto, fu fatto giustiziare.

Del resto il cardinale Albert non fece mai mistero della sua vita amorosa, tanto che le sue amanti fecero da modelle, per essere rappresentate come sante, dei pittori Lucas Cranach e Matthias Grünewald. Albert morì nel 1545 e fu sepolto nel duomo di Magonza.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Margravio di Brandeburgo Successore
Giovanni I 1499-1513 Gioacchino I
Predecessore Arcivescovo di Magdeburgo Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Ernesto di Sassonia 1513-1545 Giovanni Alberto di Brandeburgo
Predecessore Primate di Germania e Legatus natus a Magdeburgo Successore PrimateNonCardinal PioM.svg
Ernesto di Sassonia 1513-1545 Giovanni Alberto di Brandeburgo
Predecessore Vescovo di Halberstadt Successore BishopCoA PioM.svg
Ernesto II di Sassonia 1513-1545 Giovanni Alberto di Brandeburgo
Predecessore Arcivescovo di Magonza Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Uriel von Gemmingen 1514-1545 Sebastian von Heusenstamm
Predecessore Cardinale Presbitero di San Crisogono Successore CardinalCoA PioM.svg
Adriano de Castello 1518-1521 Eberhard von der Mark
Predecessore Cardinale Presbitero di San Pietro in Vincoli Successore CardinalCoA PioM.svg
Silvio Passerini 1521-1545 Jacopo Sadoleto

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