Lucas Cranach il Vecchio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Lucas Cranach)
bussola Disambiguazione – "Lucas Cranach" rimanda qui. Se stai cercando il figlio, vedi Lucas Cranach il Giovane.

Lucas Cranach detto il Vecchio (Kronach, 1472Weimar, 16 ottobre 1553) è stato un pittore e incisore tedesco rinascimentale. Il "cognome" con cui è noto è un toponimico, che deriva cioè dalla città natale. Fu uno dei principali interpreti della scuola danubiana e della Riforma luterana nell'arte. Il suo stile è caratterizzato da una linea grafica ed elegante, che si allunga in forme quasi stilizzate andando a ripescare nel repertorio del tardo gotico, attualizzandolo e facendone qualcosa di nuovo.[1]

Spaziò dalla pittura all'incisione, dai temi sacri a quelli mitologici, dai nudi ideali alle allegorie morali, dalle scene di caccia alla propaganda luterana.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la sua carriera con un apprendistato presso la bottega del padre incisore, con il quale collaborò fino al 1498. Tra il 1501 e il 1504 viaggiò lungo la valle del Danubio fino a Vienna, dove frequentò gli ambienti umanisti. In quegli anni dipinse delle tavole di ispirazione religiosa (San Girolamo 1502, Crocifissione 1503, Riposo durante la fuga in Egitto 1504) e il ritratto di un umanista viennese, il dottor Cuspinian e sua moglie, nel 1504. Durante questo periodo il suo stile, vicino a quello di Albrecht Dürer, di Albrecht Altdorfer e della Scuola danubiana (di cui fu peraltro uno dei protagonisti),[1] si caratterizzò per la predominanza dei paesaggi movimentati, quasi surrealisti, per l'attenzione ai dettagli e ai simboli, per un lirismo esacerbato, dove la tensione psicologica è palpabile, con spazi nei quali si inseriscono con armonia dei personaggi enigmatici.

Si stabilì a Wittenberg nel 1505 diventando pittore dell'elettore di Sassonia Federico il Saggio, che lo rese nobile nel 1509.[1] A partire da questa data, la sua arte si orientò verso uno stile simile al manierismo: le forme si allungano, divengono più sottili, i personaggi acquistano importanza in rapporto al paesaggio diventato quasi una semplice decorazione e le loro differenti pose divengono più elaborate, con molta cura per l'abbigliamento raffinato. A Wittenberg, in quel periodo, fece la conoscenza di Martin Lutero, con il quale instaurò un legame di amicizia testimoniato da numerosi ritratti. Passato alle idee riformate, Cranach partecipò alla creazione dell'iconografia protestante, rappresentando temi cari alla Riforma, presi dall'Antico e dal Nuovo testamento. Dipinse anche numerosi ritratti e scene religiose che gli assicurarono la celebrità in tutta l'Europa e, a partire dal 1525, intensificò la sua produzione grazie all'aiuto dei figli Hans e Lucas, attivi nella bottega ben organizzata. Fu lui ad illustrare con incisioni l'edizione della Bibbia in tedesco, tradotta da Lutero.[1]

Proprietario di una farmacia e di una stamperia, fu eletto tre volte borgomastro di Wittenberg e conservò la sua carica pittorica anche sotto gli elettori Giovanni-Costante e Giovanni Federico I di Sassonia, per i quali dipinse dei nudi biblici e mitologici con un erotismo allusivo.

Essendo stato catturato il suo protettore Giovanni Federico dopo la Battaglia di Mühlberg, Cranach lo accompagnò in cattività dal 1550 al 1552, prima di ritornare a Weimar, nuova residenza elettorale, per morirvi l'anno seguente, dopo aver prodotto più di quattrocento opere. Il suo arco stilistico spaziò dall'espressionismo delle prime opere fino a un grafismo intellettuale ed elegante, quasi astratto, della fase più tarda.[1] La sua tomba si trova sulla parete esterna della Jakobskirche. Lucas Cranach il Giovane continuò l'attività del padre e del suo studio.

Ritrattista[modifica | modifica wikitesto]

Cranach, nel corso della sua carriera, rinnovò la tipologia del ritratto ufficiale, dandone prova già nel 1514 con i ritratti a figura intera del Duchi di Sassonia, Enrico il Pio e Caterina di Macklenburg, in cui predomina uno spiccato gusto per un linearismo fluido. Nel 1520 confermò tale tendenza col Ritratto di Gioacchino II di Brandeburgo, a mezzo busto, e da allora fu un proficuo divulgatore, grazie all'aiuto della bottega, delle immagini dei regnanti e dei protagonisti della riforma, dipingendo anche numerosi ritratti di Martin Lutero.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Zuffi, cit., pag. 282.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 49268177 LCCN: n50020861