A 007, dalla Russia con amore (film)
A 007, dalla Russia con amore (From Russia with Love) è un film del 1963 per la regia Terence Young. È il secondo film della serie spionistica di James Bond, con Sean Connery nel ruolo dell'agente segreto protagonista. Tratto liberamente dall'omonimo romanzo di Ian Fleming, venne prodotto da Albert R. Broccoli e Harry Saltzman.
James Bond in questo film è inviato a Istanbul, dove la SPECTRE sta progettando di vendicare la morte del Dr. No, facendo innamorare Tatiana Romanova, agente dei servizi segreti russi, la quale è disposta a collaborare al furto del Lektor, macchina per decodificare crittogrammi.
Il film fu prodotto sulla scia del successo di Agente 007 - Licenza di uccidere e riscosse ancora maggiore successo di pubblico del precedente - con un incasso di gran lunga superiore - e di critica: «Il secondo - e probabilmente il migliore - della serie di James Bond [...] ricco di invenzioni, di brio, risvolti ironici».[1]
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Trama[modifica]
Immediatamente dopo la prima scena in cui un assassino, Donald Red Grant, uccide in un'esercitazione un uomo mascherato da James Bond, lo scacchista Kroonsteen organizza per la SPECTRE un piano per rubare all'Unione Sovietica il Lektor, macchina per decodificare crittogrammi, e uccidere Bond per vendicare la morte del Dr. No. Ernst Stavro Blofeld, numero uno della SPECTRE, affida gli aspetti tecnici a Rosa Klebb. Questa recluta Grant come assassino, e Tatiana Romanova, membro dei servizi segreti russi e inconsapevole pedina del gioco, la quale non sarà a conoscenza dei rapporti della Klebb con la SPECTRE.
Nel frattempo, a Londra, M riferisce a Bond che la Romanova è intenzionata a disertare e fornire il suo supporto per il furto del Lektor, strumento da molti anni desiderato da MI6 e CIA, ma che sarà disposta all'azione solo assieme a Bond, di cui aveva trovato una fotografia in un dossier sovietico. L'agente vola dunque a Istanbul dove incontra Alì Kerim Bey. Il giorno seguente, dopo che l'ufficio di Kerim viene fatto esplodere durante un attentato, i due, spiando all’interno del consolato russo, notano la presenza del rivale Krilencu. La sera stessa, recatisi in un accampamento zingaro, sono vittime di un attacco da parte degli uomini di Krilencu, i quali feriscono al braccio Kerim e per poco non uccidono anche Bond, che riesce a salvarsi grazie all’intervento di Grant, nascosto. Tuttavia, la notte successiva Kerim si vendica e uccide il nemico per mezzo del fucile di Bond che, dopo essere tornato in albergo, incontra nel suo letto la Romanova e, entrambi inconsapevoli di essere spiati da Grant e dalla Klebb, trascorrono una notte d’amore.
James Bond e Tatiana Romanova organizzano un piano: stabiliscono di incontrarsi il giorno seguente a Hagia Sophia per potersi scambiare la pianta dell’edificio del consolato russo, ma vengono intercettati. Si tratta dell’uomo che aveva già pedinato Bond il giorno del suo arrivo in Turchia e, ora, cerca di impedire lo scambio, ma improvvisamente – senza farsi vedere dai protagonisti – interviene Grant uccidendolo. Completato, dunque, lo scambio Bond e Kerim studiano l’edificio e organizzano il furto del Lektor. Terminata l’azione con successo, Bond, Kerim e la Romanova prendono l’Orient Express e si danno alla fuga sotto falsa identità in direzione di Trieste. Sul treno compare di nuovo Grant che uccide Kerim insieme all'ufficiale di sicurezza russo Benz (che era stato precedentemente catturato dal duo formato da Kerim e Bond, e tenuto prigioniero dallo stesso Kerim in uno scompartimento del treno), ed inscena un tranello: mistifica le loro morti riconducendole ad una accidentale colluttazione.
Quando il treno giunge a Zagabria, Grant avvicina Bond fingendo di essere il signor Nash, un agente britannico condotto sul treno per aiutarlo a superare la frontiera insieme al Lektor. Dopo che la Romanova viene narcotizzata nel corso della cena, Bond è messo alle strette; Grant spiega definitivamente come la SPECTRE sia riuscita a mettere gli uni contro gli altri russi e britannici, e ribadisce quanto la Romanova fosse all’oscuro del proprio ruolo: non poteva, infatti, essere cosciente di non lavorare più per la Russia ma, piuttosto, per la SPECTRE in modo del tutto inconsapevole. Infine, per mezzo del filmato della notte d’amore in suo possesso, minaccia di far morire Bond e la Romanova e di far apparire il tutto un caso di omicidio-suicidio tra due agenti segreti nemici. Ma Bond lo induce ad aprire la sua valigetta, facendo così esplodere una bomba fumogena contenuta al suo interno, fatto che consente a 007 di liberarsi; scoppia così una lotta violenta e convulsa: prima pugnalato ad un braccio e poi strangolato con una corda, Grant muore.
All’alba, prima di giungere al confine italiano, Bond e la Romanova scendono dal treno, fermato grazie ad un furgone di agenti nemici che, simulando un guasto, l'avevano parcheggiato sulle rotaie di un passaggio a livello, in modo da fornire supporto a terra a Grant. Insieme alla Romanova, Bond, dopo aver rubato il furgone ed aver percorso un tratto di strada sterrata, affronta e distrugge un elicottero che li inseguiva. Poco dopo, ritroviamo i due in fuga su di un motoscafo rubato, inseguiti da una piccola flotta di barche nemiche che vengono anch'esse distrutte. Infine, i due principali protagonisti giungono a Venezia.
Il numero uno della SPECTRE, insoddisfatto di come sono evoluti i fatti, convoca Kroonsteen e la Klebb e, dopo averli duramente rimproverati, fa uccidere lo scacchista da un sottoposto, usando un puntale avvelenato nascosto nella scarpa e concedendo alla Klebbe un’ultima opportunità di uccidere Bond con la stessa arma e di recuperare il decodificatore. Nel frattempo Bond e la Romanova si sono stabiliti in un albergo a Venezia e, ignari di essere in pericolo, si vedono aggredire dalla Klebb che, travestita da donna delle pulizie, cerca prima di rubare il Lektor e poi di uccidere Bond, ma non ci riuscirà poiché sarà a sua volta uccisa con un colpo di pistola dalla Romanova.
Produzione[modifica]
In seguito al successo commerciale di Licenza d'uccidere la United Artists accorda la produzione del secondo film della serie. Il budget viene raddoppiato fino alla cifra di 2 milioni di dollari, così come lo stipendio di Sean Connery, che passa da 54.000 a 100.000 dollari. È stato l’ultimo film visto da John F. Kennedy – che si era già espresso in giudizi molto positivi nei confronti dell’omonimo libro di Fleming, inserendolo nella lista dei dieci preferiti – prima di partire per Dallas il 20 novembre 1963. La maggior parte di coloro che presero parte al primo episodio, tornò anche per il secondo, eccetto Ken Adam - che lavorò nel Dottor Stranamore e venne rimpiazzato da Syd Cain - e Bob Simmons - indisponibile e sostituito da Peter Perkins. Inoltre, il film introdusse vari elementi che diventeranno un marchio di fabbrica della serie di James Bond: la scena prima dei titoli di inizio, il personaggio di Blofeld (chiamato qui "Numero uno"), le armi segrete di Bond, la scena con l'elicottero, una canzone con testo come colonna sonora.
Sceneggiatura[modifica]
Il romanzo di Ian Fleming è un thriller ambientato nel periodo della Guerra fredda, tuttavia i produttori decisero di riferire unicamente il nome della SPECTRE, omettendo quello dell'istituzione sovietica SMERSH (nel romanzo, infatti, sia la Klebb sia Grant sono al servizio dell'organizzazione russa), al fine di non incorrere in controversie di tipo politico, evitando di focalizzare la Russia come nemico. Il primo sceneggiatore fu Len Deighton, ma fu presto sostituito per l'inconsistenza del suo lavoro; vennero così assunti Johanna Harwood e Richard Maibaum, i quali apportano alcune modifiche, alcuni adattamenti rispetto al romanzo. Infatti, il personaggio di Grant viene inserito già all'inizio del film, prima che la scena si sposti definitivamente a Istanbul; inoltre, è proprio l'assassino della SPECTRE il fautore dell'omicidio nella basilica di Santa Sofia, quando nel romanzo era Bond. Infine, vengono aggiunte la scena dell'elicottero e quella del motoscafo, e viene spostata l'ambientazione dello scontro finale con Rosa Klebb da Parigi a Venezia.
Cast[modifica]
Nonostante nei titoli di coda il personaggio di Ernst Stavro Blofeld sia contrassegnato da un punto interrogativo, l'attore che interpretò il suo ruolo fu Anthony Dawson, colui che era il Professor Dent in Licenza d'uccidere; e venne doppiato dall'attore austriaco Eric Pohlmann. Peter Burton non era disponibile per il ruolo di Q e lo sostituì Desmond Llewelyn, molto appassionato alla serie. Tuttavia, il suo nome non comparve nei titoli a inizio film, ma solo in coda. Molte attrici, invece, vennero prese in considerazione per il ruolo di Tatiana; tra queste si ricordano: Sylva Koscina, Virna Lisi, Annette Vadim e Tania Mallet, ma si preferì Daniela Bianchi, giovane aspirante al titolo di Miss Universo nel 1960. La Bianchi cominciò a prendere lezioni di inglese per interpretare il ruolo, ma nonostante questo si decise per il doppiaggio della voce. Come provino venne usata la famosa scena in cui Bond trova la Bianchi nel suo letto d'albergo; scena che divenne tradizionale per selezionare i futuri James Bond e le future bond girl. Per il ruolo di Rosa Klebb venne considerata Katina Paxinou, ma non era disponibile. Così Terence Young scelse Lotte Lenya dopo aver ascoltato uno dei suoi dischi. Per il ruolo di Kroonsteen il regista cercava un attore riconoscibile per i suoi tratti somatici, in modo tale che il pubblico potesse ricordare anche i personaggi minori; e così venne scelto Vladek Sheybal. Per i ruoli di Vida e Zora (le due zingare gelose, in lotta per la conquista dello stesso uomo) furono fatti molti provini, e vennero scelte Aliza Gur e Martine Beswick, che impiegarono sei settimane, sotto l'ausilio di Peter Perkins, la scena del combattimento. Da parte di John Ford fu suggerito il nome di Pedro Armendáriz per il ruolo di Kerim, al quale, durante le riprese ad Istanbul, fu diagnosticato un cancro incurabile. Malgrado la visibile malattia, riuscì a portare a termine il lavoro in Turchia; continuò a lavorare il più possibile, ma fu costretto ugualmente a lasciare il set: Terence Young modificò la scaletta delle riprese e giunse addirittura a sostituirsi all'attore in alcune scene in cui quest'ultimo si vede di spalle. Armendáriz riuscì a recitare la sua parte grazie a massicce dosi di morfina e, una volta terminate le riprese, si tolse la vita in un ospedale di Los Angeles. Suo figlio, Pedro Armendáriz Jr., compare in un cameo in Vendetta privata (1989).
Originariamente, nel 1958, si pensò ad Alfred Hitchcock per girare il film, con Cary Grant nel ruolo di 007 e un eventuale ritorno di Grace Kelly sulle scene, come protagonista femminile; ma l'idea venne accantonata dopo il clamoroso insuccesso del film La donna che visse due volte.[2]
Regia[modifica]
Gran parte delle riprese si svolgono a Istanbul, in alcuni dei luoghi più significativi della capitale turca: la già nominata Hagia Sophia, la Cisterna Basilica e la Stazione di Sirkeci, quest'ultima usata anche per le stazioni di Belgrado e Zagabria. Invece, le scene ambientate all'ufficio della MI6 a Londra, alla SPECTRE, nell'albergo a Venezia, nell'Orient Express sono state girate ai Pinewood Studios; le scene della fuga sono ambientate tra Scozia e Svizzera, mentre la scena finale si svolge a Venezia: Bond assieme Tatiana Romanova percorre in motoscafo il bacino san Marco dopo essere sfuggiti all'ennesimo tentativo omicida ad opera della SPECTRE. La scena della colluttazione, ambientata in una camera d'albergo, considerato il panorama sull'isola di San Giorgio Maggiore che si scorge dalla finestra, è stata probabilmente girata all'interno dell'hotel Danieli Excelsior, costruito tra il 1947 e 1948 in riva degli Schiavoni su progetto dell'architetto Virgilio Vallot. Vi era inoltre l'intenzione di girare l'episodio del campo zingaro in un vero campo presso Palazzo Topkapı, ma si preferì riprodurlo negli studi della Pinewood. La scena con i topi (immediatamente successiva al furto del Lektor) è stata filmata in Spagna dal momento che la legislazione inglese non consentiva questo tipo di riprese.
Nella regia di Terence Young è evidente un forte realismo, che attraversa tutto il film; la partita a scacchi - una delle scene d'apertura - è la trasposizione cinematografica della vittoria di Boris Spassky su David Bronstein del 1960.
Gadget[modifica]
- Valigetta - si tratta del primo celebre gadget a fare apparizione in un film di 007 e contiene un fucile di precisione smontabile. Nascosti dentro la valigetta si trovano munizioni, un coltello e cinquanta sovrane (monete) d'oro. La serratura è dotata di un meccanismo di sicurezza che fa esplodere una cartuccia di gas in caso di apertura impropria.
- Automobile - la Bentley di James Bond è dotata di un telefono.
- Macchina Fotografica - nasconde un registratore al suo interno.
- Rivelacimici - un aggeggio che individua le cimici piazzate nei telefoni.
Note[modifica]
- ^ Laura, Luisa, Morando Morandini, ilMorandini 2008. Dizionario dei film, Bologna, Zanichelli, p. 146.
- ^ From Russia with Love - James Bond 007 Wiki
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su A 007, dalla Russia con amore
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Scheda su A 007, dalla Russia con amore dell'Internet Movie Database
- Scheda su A 007, dalla Russia con amore de Il mondo dei doppiatori
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