Aero Trasporti Italiani

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ATI Aero Trasporti Italiani S.p.A.
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 16 dicembre 1963 a Napoli
Fondata da
Chiusura 29 ottobre 1994
Sede principale Palazzo ATI, Aeroporto di Napoli-Capodichino
Gruppo Alitalia
Persone chiave Direttore generale Gaetano Galia
Settore trasporti
Prodotti trasporti aerei
Dipendenti 2 900 (1994)
Aero Trasporti Italiani
IATA: BM –  ICAO: ATI
Descrizione
Hub Aeroporto di Napoli-Capodichino
Programma frequent flyer MilleMiglia
Flotta (nel 1994)
  • 6 ATR 42,
  • 13 McDonnell Douglas MD-82,
  • 15 DC-9-32

(storica)

Destinazioni Da Alghero a Genova, Pisa e Torino;
da Firenze a Napoli e Roma;
da Trapani a Pantelleria e Palermo;
da Pantelleria a Palermo,
da Genova a Napoli e Catania;
altri aeroporti: Bari, Cagliari, Catania, Comiso,[1] Genova, Milano, Napoli, Palermo, Pantelleria, Pisa, Trapani, Torino e Venezia.
Azienda
Sede Napoli-Capodichino
Gruppo Alitalia
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia
Un Fokker F27 con i colori dell'ATI nel 1964

Aero Trasporti Italiani (abbreviato ATI) è stata una compagnia aerea italiana fondata il 16 dicembre 1963 come filiale di Alitalia e di proprietà della stessa Alitalia (90%) e dell'IRI (10%), con lo scopo di intensificare i collegamenti con l'Italia meridionale.

Indice

Storia [modifica]

La sede ed hub principale dell'ATI era all'aeroporto di Napoli-Capodichino, il primo presidente della società è stato il generale Giovanni Buonamico e il direttore generale era il comandante M. Mainetti. A partire dal giugno 1964 ATI aveva assunto le rotte nazionali fino ad allora gestite da un'altra controllata Alitalia, la SAM - Società Aerea Mediterranea, utilizzando una flotta di tre Fokker F27 Friendship 200.[2]

Dal 15 giugno 1966 era diventato operativo un servizio di voli domestici in Libia, in accordo con la Kingdom of Libya Airlines (KLA), basando due Fokker F27 a Tripoli, che compivano anche collegamenti con Malta.[3]

Dall'agosto 1967 ATI aveva assunto anche la gestione della compagnia elicotteristica Elivie.[3]

Il 20 marzo 1981, dai resti della compagnia aerea privata Itavia, ATI (45%) ed Alitalia (55%) avevano costituito la società Aermediterranea, che era poi confluita interamente in ATI nel marzo 1985.

L'ATI è stata integrata in Alitalia il 30 ottobre 1994.[4]

Flotta [modifica]

L'ATI ha usato aeromobili dotati di motori turboelica come il Fokker F27 Friendship e l'ATR 42 Colibrì e bimotori turboventola come il Douglas DC-9-32 e McDonnell Douglas MD-82:[5]

  • 9 Fokker F27 Friendship 200
(I-ATIB, I-ATID, I-ATIF, I-ATIG, I-ATIL, I-ATIM, I-ATIP, I-ATIR, I-ATIS)
  • 2 Fokker F27 Friendship 400
(I-ATIT, PH-ARO)
  • 4 Fokker F27 Friendship 600
(I-ATIC, I-ATIN, I-ATIV, I-ATIZ)
  • 27 Douglas DC-9-32
(I-ATIA, I-ATIE, I-ATIH, I-ATIJ, I-ATIK, I-ATIO, I-ATIQ, I-ATIU, I-ATIX, I-ATIY, I-ATIW, I-ATJA, I-ATJB, I-ATJC, I-DIBO, I-DIBQ, I-DIBX, I-DIKM, I-DIKR, I-DIKT, I-DIKW, I-DIZB, I-DIZC, I-DIZE, I-DIZI, I-DIZO, I-DIZU)
  • 38 McDonnell Douglas MD-82
(I-DACM, I-DACN, I-DACP, I-DACU, I-DACV, I-DAND, I-DANF, I-DANG, I-DANH, I-DANM, I-DANQ, I-DANR, I-DANU, I-DATE, I-DATI, I-DAVA, I-DAVB, I-DAVC, I-DAVD, I-DAVF, I-DAVG, I-DAVH, I-DAVL, I-DAVN, I-DAVP, I-DAVR, I-DAVS, I-DAVT, I-DAVU, I-DAVV, I-DAVW, I-DAVX, I-DAVZ, I-DAWT, I-DAWV, I-DAWW, I-DAWY, I-DAWZ)
  • 10 ATR 42
(I-ATRB, I-ATRC, I-ATRD, I-ATRF, I-ATRG, I-ATRH, I-ATRJ, I-ATRK, I-ATRL, I-ATRM)

Incidenti [modifica]

Nella storia dell'ATI si registrano 5 incidenti ed 1 dirottamento con conseguenze gravi:[6]

Note [modifica]

  1. ^ (EN) World Airline Survey. Aero Trasporti Italiani SpA (ATI) (PDF), Flight International, Reed Business Publishing, 14 aprile 1966, p. 595. URL consultato in data 31 gennaio 2012.
  2. ^ (EN) World Airline Survey. Aero Trasporti Italiana—ATI (PDF), Flight International, Reed Business Publishing, 2 aprile 1964, p. 493. URL consultato in data 11 dicembre 2011.
  3. ^ a b (EN) World Airline Survey. Aero Trasporti Italiani SpA (ATI) (PDF), Flight International, Reed Business Publishing, 11 aprile 1968, p. 514. URL consultato in data 11 dicembre 2011.
  4. ^ ECONOMIA. Alitalia cancella l'ATI, La Repubblica (Milano), 30 ottobre 1994, p. 40. URL consultato in data 11 dicembre 2011.
  5. ^ Maurizio Vianello. Sito www.bravomike.it luogo di incontro di tutti coloro che hanno vissuto l'esperienza di lavoro nella compagnia aerea ATI. URL consultato in data 10 dicembre 2011.
  6. ^ (EN) Aviation Safety Network Aero Trasporti Italiani - ATI Accident & incidents:. Flight Safety Foundation. URL consultato in data 10 dicembre 2011.

Fonti [modifica]

Argomenti correlati [modifica]

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Collegamenti esterni [modifica]