Livingston Energy Flight

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Livingston Energy Flight
Livingstonlogo.jpg
Livingston Energy Flight Airbus A321 Simon.jpg
Compagnia aerea charter
Codice IATA LM
Codice ICAO LVG
Fine operazioni di volo 14 ottobre 2010
Descrizione
Basi Milano-Malpensa Verona-Villafranca
Flotta 6
Destinazioni 39
Azienda
Fondazione 13 gennaio 2003
Stato Italia Italia
Sede Cardano al Campo (VA)
Sito web www.lauda.it
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Livingston Energy Flight (Livingston S.p.A.) era una compagnia aerea italiana con base di armamento presso l'aeroporto di Milano-Malpensa che operava servizi charter e di linea verso le principali mete turistiche nei Caraibi, in America Centrale e Meridionale, nell'Oceano Indiano, in Africa, nel Mediterraneo e in Medio Oriente.

Livingston cessò temporaneamente le operazioni l'8 ottobre 2010 ed infine l'ENAC revocò definitivamente il Certificato di Operatore Aereo il 14 ottobre 2010.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2003 la Livingston iniziò ad operare voli charter di corto/medio raggio con un solo velivolo, un Airbus A321-200 (I-LIVA, poi reimmatricolato EI-LVA). Poche settimane dopo giunse il secondo aeromobile (I-LIVB, poi EI-LVB), e, per la stagione estiva, utilizzò anche un terzo aeromobile (I-LIVC), sempre dello stesso tipo, servendosene quasi esclusivamente per operare tratte di linea per conto della compagnia di linea Air One.

A partire dalla primavera 2004 entrò in flotta una terza macchina (I-LIVD, poi EI-LVD), prestata durante l'inverno 2006/2007 alla compagnia Volareweb.

Livingston faceva parte, insieme a Lauda Air Italia, del Livingston Aviation Group, di proprietà del Gruppo Ventaglio. A settembre 2005 avvenne la fusione delle due compagnie e Livingston acquisì l'attività di lungo raggio e la flotta di Lauda Air Italia.

Nel febbraio 2009 Livingston venne ceduta dal Gruppo Ventaglio a 4 Fly spa, un nuovo soggetto sulla scena del trasporto aereo italiano[1].

Nei mesi successivi 4 Fly si fuse con Livingston e venne acquisita da FG Holding di proprietà di Massimo Ferrero[2].

A ottobre 2009, il fondo Meridie (società di investimento) rilevò il 25% del capitale sociale di Livingston S.p.A. attraverso la società veicolo FG Holding, che controllava il 100% del vettore.

L'8 ottobre 2010 l'Enac dispose la sospensione della Licenza di Trasporto Aereo alla Compagnia a partire dalle ore 24 del 14 ottobre 2010 a seguito dell’impossibilità espressamente dichiarata dal vettore di proseguire l’attività.[3].

Il Tribunale di Busto Arsizio, con sentenza n. 79/2010 del 3 novembre 2010 depositata in Cancelleria il 04.11.2010, dichiarò lo stato di insolvenza della società Livingston S.p.A., attivando la procedura di amministrazione straordinaria.[4].

Il 13 ottobre 2011, il comitato di sorveglianza per l'amministrazione straordinaria espresse parere favorevole alla cessione degli assett della compagnia aerea alla RT S.r.L di Riccardo Toto. Il 12 novembre 2011 il Ministero dello Sviluppo Economico diede il via libera all'operazione permettendo la creazione della nuova compagnia Livingston Compagnia Aerea (New Livingston S.p.A.).

Il 12 giugno 2014, il giudice per l'udienza preliminare con il rito del patteggiamento, condanna il presidente Massimo Ferrero a un anno e dieci mesi per il reato di bancarotta fraudolenta, oltre al pagamento di parte dei debiti dovuti al fallimento della compagnia aerea Livingston Energy Flight[5]. I capitali distratti dalla società di Ferrero, la FG Holding sono tra i 41 e i 44 milioni di euro[6][7].

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Livingston Airbus A321

Al 12 ottobre 2010 la flotta di Livingston era la seguente:[8]

La flotta di Livingston
Aeromobile Totale Passeggeri
C Y Totale
Airbus A321-231 3 0 210 210
Airbus A330-243 3 18 279 297

Destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le destinazioni raggiunte da Livingston Energy Flight (ad aprile 2009) erano le seguenti[9]:

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Americhe[modifica | modifica wikitesto]

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 2 dicembre 2007 un Airbus A321 della compagnia Livingston, decollato da Milano Malpensa e diretto a Sharm el-Sheikh, è costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza ad Il Cairo a causa di alcune crepe su un finestrino. Dei 110 passeggeri italiani a bordo, un uomo è rimasto ferito.[10]
  • Il 1º marzo 2008 un Airbus A321 della compagnia Livingston, decollato da Milano Malpensa, è costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza nella città egiziana di Marsa Alam, a 750 chilometri dal Cairo, a causa di un guasto tecnico (perdita di pressione al sistema idraulico).[11]
  • Il 19 settembre 2009 un Airbus A321 della compagnia Livingston, decollato da Rodi, e diretto a Verona, è costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza nella città di Atene, a causa di odore di bruciato in cabina.[12]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]