1997: Fuga da New York

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1997: Fuga da New York
1997- fuga da New York.PNG
Jena Plissken (Kurt Russell)
Titolo originale Escape from New York
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito, USA
Anno 1981
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere azione, fantascienza
Regia John Carpenter
Soggetto John Carpenter, Nick Castle
Sceneggiatura John Carpenter, Nick Castle
Produttore Debra Hill, Larry J. Franco
Casa di produzione AVCO Embassy Pictures, City Film, Goldcrest Films International, International Film Investors
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Fotografia Dean Cundey
Montaggio Todd Ramsay
Effetti speciali Roy Arbogast
Musiche John Carpenter, Alan Howarth
Tema musicale Main Title
Scenografia Joe Alves
Costumi Stephen Loomis
Trucco Ken Chase
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

4 nomination al Saturn Award del 1982 per

1997: Fuga da New York (Escape from New York) è un film di fantascienza del 1981, diretto da John Carpenter, con Kurt Russell, Lee Van Cleef, Ernest Borgnine, Donald Pleasence, Isaac Hayes ed Harry Dean Stanton. È uno degli ultimi film con Lee Van Cleef, attore di culto delle pellicole western.

La pellicola introdusse un personaggio-icona del cinema: l'antieroe "Snake" Plissken, interpretato da Russell. Il soprannome del personaggio è probabilmente dovuto al vistoso tatuaggio a forma di serpente ("snake" in inglese) sul ventre, analogia che si è persa nella versione italiana, costretta, per motivi di labiale, a ribattezzarlo "Jena" Plissken.

Nel 1996, Carpenter ha girato il sequel, Fuga da Los Angeles.

Trama[modifica | modifica sorgente]

« 1988: l'indice di criminalità negli Stati Uniti raggiunge il 400%. Quella che un tempo fu la libera città di New York diventa il carcere di massima sicurezza per l'intero paese. Un muro di cinta di 15 metri viene eretto lungo la linea costiera di Jersey, attraverso il fiume Harlem, e giù lungo la linea costiera di Brooklyn. Circonda completamente l'isola di Manhattan, tutti i ponti e i canali sono minati. La forza di polizia statunitense, come un esercito, è accampata intorno all'isola. Non vi sono guardie dentro il carcere. Solo i prigionieri e i mondi che si sono creati. Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più »
(Voce narrante a inizio film)

1997: Jena Plissken è un prigioniero condannato alla pena capitale, e che sta per fare ingresso nel carcere di massima sicurezza di New York. Contemporaneamente l'aereo presidenziale viene dirottato da alcuni terroristi suicidi che intendono far schiantare il velivolo contro uno dei grattacieli di New York. Il Presidente può salvarsi con una capsula di salvataggio eiettandosi prima dell'impatto. L'esercito invia subito un gruppo di soldati a controllare la situazione, ma vengono tutti accolti da Romero (braccio destro del 'Duca di New York'), che li minaccia e ordina loro di andarsene immediatamente, pena la morte del presidente.

Il commissario di polizia Hauk decide allora di inviare Jena Plissken, in grado di cavarsela nelle situazioni più estreme. Plissken ha ventiquattr'ore di tempo per mettere in salvo il capo di stato e permettergli di partecipare ad un'importante vertice internazionale, pena l'esplosione di due micro bombe iniettate nel collo e spacciate per un vaccino polivalente.

Jena viene inviato su New York con un aliante e fatto atterrare sul tetto del World Trade Center. Appena in strada, Jena scampa all'arrivo dei "Pazzi", una tribù di cannibali che vivono nelle fogne ed escono una volta ogni mese per procurarsi sostentamento e durante la fuga incontra un tassista che lo accoglie sulla vettura e gli rivela il mandante del sequestro, ovvero il Duca, un perfido assassino ritenuto il «signore di New York». Il tassista, sotto la minaccia delle armi lo accompagna alla dimora di due membri fidati del Duca, 'Mente' (Brain) e sua moglie Maggie. La dimora è quella che un tempo era la biblioteca di New York. Mente conduce Jena, il tassista e Maggie alla dimora del Duca, dove scopre che il presidente viene torturato da Romero e dagli altri affiliati. Jena viene catturato dal Duca e costretto a prendere parte a dei giochi gladiatori su un ring di wrestling. Jena riesce ad abbattere il suo avversario, Slag, e a fuggire assieme al Presidente degli Stati Uniti, a Mente, a Maggie ed al tassista, verso uno dei ponti minati di New York, di cui conosce l'ubicazione grazie ad una mappa.

Il governo viene beffato dagli uomini del Duca, che consegnano la valigetta del Presidente senza nulla all'interno: il contenuto l'ha preso Jena, insieme al Presidente. Il Duca si mette all'inseguimento di Jena, a bordo della sua auto truccata, mentre Jena fugge attraverso il ponte a bordo di un taxi. Jena segue le indicazioni di 'Mente' per evitare le mine piazzate sul ponte ma, durante la traversata, per errore sterza nella direzione sbagliata e fa esplodere il taxi che si divide in due parti. Il tassista muore nell'esplosione. Jena scende dall'auto e si mette a camminare incurante delle mine; 'Mente' corre verso di lui per avvertirlo del pericolo, ma calpesta egli stesso una mina e la deflagrazione lo solleva da terra uccidendolo all'istante. Il corpo senza vita atterra sul cofano di una macchina davanti ai sopravvissuti. Maggie, per far continuare la traversata a Jena e sentendo di non aver più niente da perdere, si mette in mezzo alla strada e spara all'auto del Duca nel tentativo di ucciderlo, venendo però investita.

Rimangono in vita solo Jena ed il Presidente. I due corrono verso il muro per mettersi in salvo; il Presidente viene sollevato dalla polizia, grazie ad un verricello, dalla parte opposta del muro. Mentre Jena agguanta il cavo, arriva il Duca di corsa sparando. Jena a questo punto aggredisce il Duca e lo tramortisce, per poi tornare al cavo, che però viene bloccato dal Presidente che usa Jena come bersaglio per far uscire il Duca allo scoperto e ucciderlo, vendicandosi delle umiliazioni subite quando era suo prigioniero. Solo quando il Duca sarà morto, il Presidente sbloccherà il meccanismo del verricello.

Una volta lì giunto, Jena riesce finalmente a farsi inattivare le micro bombe dal medico e consegna a Hauk il nastro con la registrazione. Il Presidente, che mostra indifferenza per coloro che sono morti nel tentativo di soccorrerlo, si collega via satellite con la conferenza internazionale e inizia a trasmettere il nastro, solo per accorgersi, però, che riproduce in realtà il pezzo musicale jazz preferito dal tassista, che Jena aveva preso sul taxi e sostituito all'ultimo minuto. Jena distrugge il nastro autentico e se ne va.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

La sceneggiatura è basata su un soggetto originariamente scritto per Clint Eastwood negli anni sessanta-settanta. Carpenter la riadattò insieme a Nick Castle.[1] Inizialmente, la sceneggiatura conteneva delle piccole variazioni: ad esempio, all'inizio del film si doveva far vedere Jena che eseguiva una rapina a mano armata ad una banca,[1] cosa per altro testimoniata dalla presenza - nella colonna sonora - della traccia The Bank Robbery, composta da Carpenter e mai inclusa nella pellicola:[2] questa venne poi inclusa nell'edizione speciale statunitense del DVD. Nel finale, invece, Lee Van Cleef doveva svelare a Jena che le microcapsule non erano mai state iniettate nel corpo ed il tutto era solo un espediente per accelerare i tempi:[1] la soluzione fu poi adottata da Carpenter per Fuga da Los Angeles.

La presunta morte di Jena Plissken, tormentone ricorrente nel film, è un omaggio ad un amico di Carpenter di nome Plissken e da tutti soprannominato Snake (l'originale inglese di Jena), che era stato creduto morto.[1]

Visto il successo del film, venne poi girato nel 1996 un sequel, mentre in quasi tutto il mondo i produttori iniziarono a sfornare decine di remake più o meno scadenti.

Cast[modifica | modifica sorgente]

Il regista John Carpenter all'inizio nel ruolo di Jena Plissken voleva Clint Eastwood, ma questa sua scelta era frutto della sceneggiatura originale che lo stesso Carpenter aveva scritto anni prima, durante l'università. Poi, quando iniziarono le riprese, Carpenter si rese conto che Eastwood non era adatto al ruolo, e così ripiegò su Kurt Russell: aveva già collaborato con lui in Elvis, il re del rock e dunque avrebbe voluto continuare questa collaborazione (che sarebbe comunque proseguita con La cosa, Grosso guaio a Chinatown, Fuga da Los Angeles); i produttori Larry Franco e Debra Hill, invece, avrebbero voluto Tommy Lee Jones o Charles Bronson.[1] Il primo rifiutò il ruolo, mentre il secondo venne messo da parte da Carpenter, che lo riteneva troppo anziano. La parte venne allora assegnata a Russell. A posteriori gli stessi produttori riconobbero il ruolo cruciale che ebbe Russell nella costruzione del carismatico personaggio - con il tempo diventato una vera icona dell'antieroe - e quindi nel grande successo della pellicola.[1]

Nel cast è presente Donald Pleasence, che aveva già collaborato con Carpenter in Halloween, la notte delle streghe (1978) ed avrebbe continuato in Il signore del male (1987), oltreché in altri film che Carpenter produsse o sceneggiò, come Il giorno in cui le allodole voleranno o Halloween II: il signore della morte. Problema principale dell'attore era l'accento inglese,[1] per il personaggio del Presidente degli Stati Uniti, in contrasto con un requisito fondamentale per la candidatura, quello di essere americano di nascita. Carpenter chiese a Pleasence di fornire una versione plausibile da inserire nel film, come un'infanzia ed un'educazione in suolo britannico, ma la scena fu tagliata.[1]

Alla fine dei titoli di coda è accreditato Joe Unger nel ruolo di "Taylor" che è assente nel film in quanto appare nella scena della rapina, tagliata poi nel montaggio finale.[1]

Regia[modifica | modifica sorgente]

Molte scene vennero realizzate in grande economia: la città devastata venne ricostruita in un'ampia zona industriale fuori St. Louis, recentemente distrutta da un incendio di grandi proporzioni, un autentico colpo di fortuna per Carpenter.[1][3] L'unica scena ad essere stata girata realmente a New York è quella iniziale, in cui alcuni prigionieri cercano di fuggire a bordo di un canotto, passando vicino alla statua della Libertà, scena dell'arrivo del commissario Hauck.[1] Le scene in cui l'elicottero passa sopra Central Park vennero girate a San Fernando: sullo sfondo vennero montati alcuni modelli dell'agglomerato newyorkese cui provvide il regista James Cameron agli esordi.[1]

In alcune sequenze sembrano comparire degli effetti speciali di grafica computerizzata, che aggiungono un ulteriore tocco futuribile ed al contempo risultarono un ingegnoso escamotage tecnico, come per l'impatto dell'aereo presidenziale ed il sorvolo dei grattacieli di Manhattan degli elicotteri della Polizia. In realtà, dati gli enormi costi che sarebbe stato allora necessario sostenere per realizzare animazioni in wireframe, si è ricorsi all'animazione tradizionale e ad un ulteriore espediente quale una comune ripresa di un plastico di New York (utilizzato nella scena del sorvolo notturno dell'aliante), ai cui edifici sono stati apposti fili trattati con vernice fosforescente, conferendo l'aspetto di una credibile skyline.[1]

La scena di combattimento nel ring venne filmata nella sala grande della Union Station di St. Louis, un anno prima del restauro definitivo.[1]

Alcune trovate furono una novità assoluta: ad esempio, l'auto guidata dal Duca (Isaac Hayes) ornata con oggetti "casalinghi" ovvero lampadari. Non meno prosaiche le pistole per iniettare le microbombe nel collo di Jena, in vero degli arnesi a scatto da bigiotteria per forare i lobi auricolari onde impiantare orecchini.

Carpenter si divertì infine ad inserire omaggi ad alcuni registi che erano suoi amici: David Cronenberg, George A. Romero e Don Taylor. I loro cognomi sono infatti quelli dei personaggi interpretati da Frank Doubleday, John Strobel e Joe Unger.[1]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Michael Sopkiw in "2019 - Dopo la caduta di New York", con un look molto simile a quello di Jena

Il film uscì negli Stati Uniti il 10 luglio 1981[4] ed in Italia il 1º agosto dello stesso anno.[4] Il budget era di 6 milioni di dollari,[5] mentre il guadagno finale fu di $ 25.244.700.[5] Riscontrato il successo della pellicola, Carpenter mise da parte alcune idee, che servirono nel 1996 a realizzare Fuga da Los Angeles e potrebbero servire ad un altro sequel di cui Carpenter ha iniziato a parlare nell'estate 2007[6][7] e dovrebbe intitolarsi Escape from Earth.[6][7] Il regista Len Wiseman ha invece dichiarato di essersi interessato ad un possibile remake del film.[8]

Fuga da New York ha ispirato diversi epigoni sul genere futuribile apocalittico, anche in Italia. Sono stati realizzati ad esempio 2019 - Dopo la caduta di New York (1983), di Sergio Martino e 1990: i guerrieri del Bronx di Enzo G. Castellari, ambientato in una metropoli americana con aree dove il potere delle Autorità viene meno. 2019 - Dopo la caduta di New York ricalca in parte la trama di 1997: fuga da New York, ma il regista ha asserito che la sceneggiatura di 2019 venne scritta prima di 1997.[9]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Comparandolo a Trappola di cristallo, James Berardinelli scrisse che «il film non è una pellicola di fantascienza, ma un ottimo intrattenimento pieno di avventura ed azione»,[10] ponendosi alla fine un interrogativo riguardante l'esito finale del film: «un film di fantascienza fallito e trasformato in una commedia piena d'azione o un cult fantavventuroso?».[10]

L'italiano Marco Minniti, in una recensione del maggio 2003, scrisse invece che Fuga da New York è un film cult che ha creato un'icona e si colloca perfettamente nel cammino di Carpenter, riproponendo i "mostri" di Distretto 13 (lì erano i membri di una gang di criminali, qui i mostri invisibili ed indefiniti sono i Pazzi) e uscendo dai canoni del "blockbuster".[11]

Minniti lodò la fotografia di Fuga da New York e la colonna sonora del film, che erano in grado di conferire alla città di Manhattan ed alla scenografia un effetto di «notte perenne».[11]

Remake[modifica | modifica sorgente]

L'attore scozzese Gerard Butler ha dichiarato di essere stato contattato per interpretare il ruolo di Jena "Snake" Plissken (che nel film originale fu di Kurt Russell).[12][13] Al remake furono coinvolti Neal Moritz come produttore e Ken Nolan per scrivere la sceneggiatura; intervistato riguardo al rifacimento, Carpenter affermò che avrebbe preferito un prequel, per capire come si è arrivati ai fatti de 1997: fuga da New York.[14]

I diritti del film furono acquisiti dalla New Line Cinema, in collaborazione con StudioCanal; e Carpenter fu associato come produttore esecutivo.[15] Per un breve periodo, Len Wiseman fu coinvolto come regista, ma dovette abbandonare il progetto; al posto suo si è rumoreggiata l'assunzione di Brett Ratner.[16][17]

Ratner non ha mai chiarito la sua posizione al riguardo, ma è stato confermato che la New Line ha scritturato Jonathan Mostow per rimaneggiare la sceneggiatura, e in eventualità considerare un suo posto da regista.[18]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora del film venne composta da John Carpenter ed Alan Howarth: ad eseguirla fu Carpenter stesso. Nel 2005 è uscita la nuova versione, i cui spartiti sono composti da Carpenter e le musiche sono eseguite da Tommy Wallace.[2] Le tracce sono le seguenti:

  1. Main Title (3:54)
  2. The Bank Robbery (3:30) *
  3. Prison Introduction (0:20) **
  4. Over the Wall/Airforce One (2:23)
  5. He's Still Alive/Romero (2:12)
  6. Snake Plissken (1:41) **
  7. Orientation (1:47)
  8. Tell Him (1:46) **
  9. Engulfed Cathedral [Debussy] (3:33) *
  10. Accross the Roof (1:17)
  11. Descent into New York (3:37)
  12. Back to the Pod [Version #1] (1:34) *
  13. Everyone's Coming to New York (2:52)
  14. Don't Go Down There (0:19) **
  15. Back to the Pod/The Crazies Come Out [Version #2] (2:09) *
  16. I Heard You Were Dead (0:08) **
  17. Arrival at the Library (1:06)
  18. You Are the Duke of New York (0:17) **
  19. The Duke Arrives/Barricade (3:35)
  20. The President at the Train (2:53) *
  21. Who Are You (0:27) **
  22. Police Action (2:27)
  23. Romero and the President (1:43)
  24. The President is Gone (1:53)
  25. Chase Accross the 69th Street Bird (2:46) *
  26. Over the Wall (3:42)
  27. The Name is Plissken (0:25) **
  28. Snake Shake/End Credits (3:58) *
  29. Snake Shake/End Credits (Bonus Track) (4:12) *

* : traccia inedita
** : dialogo

Riferimenti in altre opere[modifica | modifica sorgente]

  • La scena in cui i Pazzi escono dalle fogne riporta direttamente a La notte dei morti viventi di George A. Romero (1968).
  • In Cyborg - La vendetta di Albert Pyun (1994), Alex (Olivier Gruner) non accetta la missione assegnatagli sino a quando non viene minacciato con due microcapsule.
  • In Kill Bill vol. 1 di Quentin Tarantino (2003), Elle Driver (Daryl Hannah) porta una benda sull'occhio e si fa chiamare California Mountain Snake, in omaggio allo Snake / Jena Plissken di Fuga da New York.
  • In La terra dei morti viventi di George A. Romero (2005), la città degli zombi è un'isola circondata da mura dalla quale non si può né entrare né uscire.
  • Nell'episodio La trappola del serial televisivo L'ispettore Coliandro dei Manetti Bros. (2006), Trombetti guarda in TV Fuga da New York.
  • La traccia Back to the Pod/The Crazies Come Out [Version #2] è stata inclusa nella colonna sonora di Planet Terror di Robert Rodríguez (2007).[19] Inoltre, in Planet Terror è visibile un elicottero con sopra inciso Black Flight: i Black Flight erano i membri di una flotta con cui combatté Jena Plissken.
  • Molte analogie sono riscontrabili tra la saga videoludica "Metal Gear Solid" e il film "Fuga da New York". Innanzitutto Il protagonista Solid Snake, porta lo stesso soprannome dell'eroe di Carpenter, ovvero "Snake". Nel primo capitolo, Snake ha nel sangue una malattia mortale che dovrebbe ucciderlo entro un lasso di tempo, al pari di "Jena", senza contare che entrambe le trame si concludono con una furiosa corsa su strada. Nel secondo capitolo Metal Gear Solid 2, al primo incontro con Raiden, Snake cela la sua vera identità nascondendosi sotto un travestimento militare, dicendo di chiamarsi "Iroquois Pliskin", un chiaro riferimento al film, considerando anche che il protagonista del film come quello della saga di videogiochi affronta una missione solitaria senza supporto, missione che ha lo scopo di soccorrere il Presidente degli Stati Uniti d'America. Inoltre, in Metal Gear Solid 3, con tanto di benda e capelli lunghi, Big Boss è identico a Kurt Russell nel film.
  • L'espansione "The Pitt" del videogioco della Bethesda "Fallout 3" è palesemente ispirata a "Fuga da New York", a partire dal personaggio che vi inizializzerà alla quest che è ispirato al personaggio di Jena
  • In un episodio de I Griffin Stewie dice a Brian che può chiamarlo "jena, jena Griffin", chiaro riferimento al protagonista del film.
  • Il videogioco Batman: Arkham City di Rocksteady Studios (2011) presenta delle similitudini con il film: Batman si trova ad Arkham City, ovvero una parte di Gotham City trasformata in un grosso penitenziario e viene avvelenato dal Joker, avendo così poche ore per trovare una cura.

Slogan promozionali[modifica | modifica sorgente]

  • «The world's greatest leader is a hostage in the most dangerous place on Earth. Now only the deadliest man alive can save him»
    «Il leader più importante del mondo è in ostaggio nel luogo più pericoloso della Terra. Ora l'unico a poterlo salvare è l'uomo più letale al mondo»;
  • «1997. New York City is now a maximum security prison. Breaking out is impossible. Breaking in is insane»
    «1997. New York City è una prigione di massima sicurezza. Uscirne è impossibile. Entrarvi è da folli»;
  • «New York City has Become the Only Maximum Security Prison for the Entire Country. Once You go In, You don't Come Out... Until Today»
    «New York City è diventata l'unica prigione di massima sicurezza per l'intera nazione. Una volta entrato, non potevi uscire...almeno, fino ad oggi».

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (EN) Curiosità su Escape from New York (1981), IMDB. URL consultato il 15-05-2010.
  2. ^ a b Escape from New York [SOUNDTRACK]: John Carpenter (composer), Tommy Lee Wallace (performer), pubblicata il 4 ottobre 2005 per "Silva America".
  3. ^ Contenuti speciali del DVD della Universal.
  4. ^ a b Date di uscita for Escape from New York (1981). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  5. ^ a b Box Office / Business for Escape from New York (1981). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  6. ^ a b Snake Plissken to 'Escape from Earth'?. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  7. ^ a b Is Snake Plissken Leaving This Planet with Carpenter?. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  8. ^ News for Escape from New York (1981). URL consultato il 10 gennaio 2008.
  9. ^ Fantascienza.com: 2019 - Dopo la caduta di New York. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  10. ^ a b James Berardinelli, Escape from New York. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  11. ^ a b Marco Minniti, La Grande Mela marcia. URL consultato il 10 gennaio 2008.
  12. ^ Michael Fleming, Butler has "Escape" plan, Variety Magazine, 13 marzo 2007.
  13. ^ Chris Nashawaty, Remake the Snake?, Entertainment Weekly, 20 marzo 2007.
  14. ^ Daniel Robert Epstein, John Carpenter, Suicide Girls, 20 marzo 2007.
  15. ^ Borys Kit, New Line cuffs "Escape" redo, Hollywood Reporter, 16 marzo 2007.
  16. ^ Dave McNary, Len Wiseman to direct New York, Variety Magazine, 14 agosto 2007.
  17. ^ Alex Billington, Brett Ratner is NOT Directing the "Escape from New York" Remake?!, First Showing, 29 ottobre 2007.
  18. ^ Michael Fleming, Butler escapes "New York" remake, Variety Magazine, 29 ottobre 2007.
  19. ^ Soundtracks for Grindhouse (2007). URL consultato il 10 gennaio 2008.

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