Tesla (azienda)

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Tesla, Inc.
Logo
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Sede della Tesla a Palo Alto
StatoStati Uniti Stati Uniti
Forma societariaPublic company
Borse valori
ISINUS88160R1014
Fondazione1º luglio 2003 (con il nome Tesla Motors) a Delaware, Stati Uniti
Fondata da
Sede principalePalo Alto
FilialiSolarCity
Tesla Grohmann Automation
Persone chiave
SettoreIndustria automobilistica
Immagazzinamento dell'energia
ProdottiVeicoli elettrici
Tesla Energy
Fatturato11,76 miliardi $[1] (2017)
Utile netto-1,96 miliardi $[1] (2017)
Dipendenti37.543 (2017)
Sito web

Tesla, Inc. (precedentemente Tesla Motors) è un'azienda specializzata nella produzione di veicoli elettrici, pannelli fotovoltaici e sistemi di stoccaggio energetico.

L'obiettivo dell'azienda è la produzione di veicoli elettrici ad alte prestazioni orientati verso il mercato di massa. Fondata nel 2003 a San Carlos in California da Elon Musk e JB Straubel insieme a Martin Eberhard e Marc Tarpenning, la ditta è cresciuta in organico fino a comprendere molti esperti mondiali di informatica e sistemi di calcolo, nel campo elettrico e dell'ingegneria elettrica ed elettronica.

Il CEO Elon Musk ha detto che immagina Tesla come una società tecnologica e una casa automobilistica indipendente, il cui fine è quello di offrire auto elettriche a prezzi accessibili al consumatore medio.

L'azienda è chiamata così in onore del noto inventore Nikola Tesla. Il 24 agosto 2015, secondo una classifica di Forbes, Tesla è l'azienda più innovativa al mondo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La società è stata fondata il 1º luglio 2003 da Martin Eberhard e Marc Tarpenning, il nome originale dell'azienda era Tesla Motors. I fondatori decisero di avviare quest'attività dopo che GM aveva richiamato e distrutto le sue auto elettriche EV1 nel 2003.

Nel 2004 Elon Musk entra a far parte della società come investitore principale.

La prima auto prodotta dall'azienda fu la Tesla Roadster, un'auto completamente elettrica capace di percorrere 340 km con una sola ricarica.

La Tesla Roadster (2008) è stata la prima automobile di produzione ad utilizzare celle a batteria agli ioni di litio. Tra il 2008 e il marzo 2012, Tesla ha venduto più di 2.250 Roadster in 31 paesi. Tesla ha smesso di prendere ordini per la Roadster nel mercato statunitense nell'agosto 2011

Per il 5º anniversario dell'azienda Elon Musk fu nominato CEO dell'azienda. Sempre nel 2008 venne presentata la Model S, la prima berlina completamente elettrica.

Il 20 maggio 2010, Tesla e Toyota hanno annunciato una partnership per lavorare sullo sviluppo di veicoli elettrici, che includeva gli investimenti condizionali di Toyota per $ 50 milioni in Tesla e Tesla per 42 milioni di dollari di acquisto di una parte dell'ex fabbrica NUMMI.

Nel 2012 iniziarono le consegne della Model S, venne anche presentata la Model X, il primo suv a trazione elettrica e iniziò la costruzione in California della rete dei Supercharger.

Il 2013 fu un anno molto difficile per Tesla in quanto il bilancio era molto negativo, al punto tale che il CEO Elon Musk era intenzionato a vendere la sua azienda automobilistica a Google.

Nel 2014 con l'intenzione di abbassare il costo delle proprie batterie Tesla iniziò la costruzione della Gigafactory 1, uno stabilimento situato nel deserto del Nevada in cui vengono realizzate le batterie per le auto elettriche i Powerwall e i Powerpack.

Nel settembre 2015 iniziarono le consegne della Model X. Le vendite globali di Model S hanno raggiunto le 100.000 unità nel dicembre 2015.

La Model 3 è stata presentata nel marzo 2016. Tesla ha ricevuto nella settimana successiva alla presentazione 325.000 prenotazioni.

Nel 2017 supera per la prima volta Ford e General Motors in capitalizzazione azionaria diventando, in alcuni periodi, l'azienda automobilistica americana di maggior valore.

Produzione e vendite[modifica | modifica wikitesto]

Trimestri Produzione

totale

Vendite

Model S

Vendite

Model 3

Vendite

Model X

Vendite

totali[a]

In transito[b] Fonte
Q1 2015 11,160 10,045 10,045 [2]
Q2 2015 12,807 11,532 11,532 [3]
Q3 2015 13,091 11,597 6 11,603 [4]
Q4 2015 14,037 17,272 206 17,478 [5]
Q1 2016 15,510 12,420 2,400 14,820 2,615 [6]
Q2 2016 18,345 9,764 4,638 14,402 5,150 [7][8]
Q3 2016 25,185 16,047 8,774 24,821 5,065 [9]
Q4 2016[c] 24,882 12,700 9,500 22,254 6,450 [10][11]
Q1 2017 25,418 ~13,450 ~11,550 25,051 ~4,650 [12]
Q2 2017 25,708 ~12,000 ~10,000 22,026 ~3,500 [13][14]
Q3 2017 25,336 14,065 222 11,865 26,137 4,820 [15][16]
Q4 2017 24,565 ~15,200 1,542 ~13,120 29,967 3,380 [17][18]
Q1 2018 34,494 11,730 8,180 10,070 29,980 6,100 [19]
Q2 2018 53,339 10,930 18,440 11,370 40,740 15,058 [20]
Annotazioni
  1. ^ Le vendite vengono conteggiate come vendute solo se consegnate al cliente finale e tutti i documenti sono corretti
  2. ^ Le merci in transito sono prodotte ma non conteggiate come vendute fino alla consegna
  3. ^ Le vendite per modello non si sommano al totale, queste sono le cifre preliminari segnalate da Tesla. Solo le vendite totali sono il dato finale riportato da Tesla, in quanto la ripartizione per modello non è stata fornita nel report di aggiornamento del quarto trimestre e anno completo 2016.

Finanza[modifica | modifica wikitesto]

Sede della Tesla a Palo Alto, in California

Gli investimenti iniziali provennero dal cofondatore di PayPal Elon Musk, che divenne presidente di commissione della Tesla, guidando le prime sfide dell'azienda e guidando in seguito insieme a partner della VantagePoint Venture. In seguito si aggiunsero ulteriori finanziamenti da parte dei fondatori di Google Sergey Brin e Larry Page, e dall'ex-presidente di eBay Jeff Skoll.

Veicoli prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Tesla Roadster[modifica | modifica wikitesto]

Il primo veicolo prodotto dalla Tesla Motors, la Tesla Roadster, è una roadster basata sulla Lotus Elise. Con una produzione che si aggira attorno ai 2000 esemplari, questo modello ha permesso all'azienda di rivoluzionare il concetto di auto elettrica, prima concepita come qualche cosa di lento e poco applicabile all'industria automobilistica. L'auto ha un'autonomia di 340 km, accelera da 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e raggiunge i 201 km/h. I prototipi furono presentati al pubblico nel luglio 2006. La domanda è stata alta per le prime Signature One Hundred (prime cento a uscire dalla fabbrica), tanto che furono prenotate tutte in meno di tre settimane[21]. La produzione è stata avviata ufficialmente il 18 marzo 2008[22], ed è stata interrotta nel gennaio 2012.

Come descritto dal Masterplane One, la produzione di un modello roadster e dall'alto prezzo (100.000 dollari) era necessario per poter avviare lo sviluppo di una sedan maggiormente alla portata dell'utenza, la Model S.

Per la produzione della Roadster Tesla l'11 luglio 2005 firmò un contratto di produzione con il gruppo Lotus di "alianti" (vetture complete meno powertrain). La Roadster utilizzava un motore a corrente alternata discendente direttamente dal design originale del 1882 di Nikola Tesla.

Tra il 2008 e il marzo 2012, Tesla ha venduto più di 2.250 Roadster in 31 paesi.

Model S[modifica | modifica wikitesto]

Tesla Model X (a destra) e la Tesla Model S (sinistra)

Il secondo veicolo prodotto è una berlina, denominata Model S. Dopo numerosi ritardi nella progettazione e nella produzione la sua distribuzione ha inizio nel Nordamerica a partire dal 2012, mentre in Europa e Asia avvengono dal 2013.[23] Le vendite globali sorpassarono quota 100.000 nel dicembre 2015; la Model S aveva dunque eguagliato la Chevrolet Volt, che era anche più economica, e ciò fu motivo di vanto da parte di Elon Musk.

Model X[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 venne presentato il terzo veicolo sviluppato dall'azienda americana, il quale porta il nome di Model X, un SUV di grandi dimensioni, la cui caratteristica principale sono le porte posteriori denominate Falcon Wings che permettono di essere aperte con un ostacolo distante dalla vettura fino a 30 centimetri.

La Model X venne sviluppata sulla piattaforma della Model S.

È possibilie configurare la macchina con 5, 6 e 7 posti passeggeri.

La produzione è stata riprogrammata più volte, dal 2013 alla fine del 2014, al secondo trimestre del 2015, al terzo trimestre del 2015. Nell'agosto 2015, i gruppi di utenti stimavano circa 30.000 X pre-ordini, rispetto ai 12.000 per il S.

Le consegne della serie Model X Signature sono iniziate il 29 settembre 2015. Le vendite del Modello X sono state pari a 2.400 unità nel primo trimestre del 2016, salendo a 4.638 nel secondo trimestre del 2016. Le consegne globali sono state pari a 25.312 unità nel 2016. Gli Stati Uniti sono il mercato principale con 18.240 unità consegnate fino a dicembre 2016.

A settembre 2016, il modello X si è classificato come l'auto elettrica plug-in più venduta in Norvegia. [230] [231] In precedenza, la Model S era stata la nuova auto più venduta quattro volte.

Model 3[modifica | modifica wikitesto]

Una Tesla Model 3.

La Model 3 (originariamente stilizzata come "☰") è l'auto di terza generazione di Tesla. Originariamente la vettura doveva essere chiamata Model E, ma dopo una causa da parte di Ford che detiene il marchio "Model E", il 16 luglio 2014 Musk ha annunciato che l'auto si sarebbe chiamata "Model 3".

Il 31 marzo 2016, Tesla ha presentato l'auto interamente elettrica. I preordini della vettura sono iniziati il 31 marzo con un deposito rimborsabile di €1000. Decine di migliaia di persone hanno effettuato il preordine della vettura.

A partire dal 7 aprile 2016, una settimana dopo la presentazione, Tesla ha registrato oltre 325.000 prenotazioni, rappresentanti vendite stimate in oltre 14 miliardi di dollari. A partire da luglio 2017, Tesla ha registrato circa 500.000 prenotazioni.

La Model 3 è una delle prime auto moderne ad avere un cruscotto sterile, con l'eccezione di un display Touchscreen da 15” montato in orizzontale al centro.

La versione standard con batteria da 50 kWh offre un'autonomia di 220 miglia (350 km), mentre la versione con batteria da 75 kWh può percorrere 310 miglia (500 km).[24]

Le prime 30 unità sono state consegnate a un evento speciale il 28 luglio 2017.

Modelli in fase di sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Tesla Semi[modifica | modifica wikitesto]

Il Tesla Semi è un semirimorchio, menzionato per la prima volta nel piano Tesla Master 2016. La produzione è prevista per il 2019.

L'annuncio ufficiale del veicolo è stato fatto con una conferenza stampa il 16 novembre 2017. Musk ha confermato che la portata sarebbe di 500 miglia (800 km) e che il tempo da zero a 100 km/h sarebbe 5 secondi contro 15 secondi per un camion simile con un motore diesel. Il Semi sarà alimentato da quattro motori elettrici, gli stessi utilizzati per la Model 3 e includerà un ampio set di sensori hardware per consentirgli di rimanere nella propria corsia, a una distanza di sicurezza da altri veicoli, e più tardi quando software e le condizioni normative consentono, forniscono un funzionamento autonomo sulle autostrade. Musk ha inoltre annunciato che la società sarà coinvolta nell'installazione di una rete globale a energia solare dei dispositivi Tesla Megacharger per rendere la Semi più attraente per i potenziali clienti a lungo raggio. Una carica di 30 minuti fornirebbe 650 kilometri di autonomia.

Ad oggi i principali preordini del Tesla semi sono UPS, Pepsi, DHL, Walmart, Anheuser-Busch, Sysco, J.B. Hunt, JK Moving, Loblaw, Fercam

Roadster 2020[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso una rivelazione a sorpresa alla fine dell'evento che ha introdotto la Semi il 16 novembre 2017, Tesla ha presentato la Roadster 2020.

Musk ha detto che il nuovo modello avrà un'autonomia di 1000 kilometri grazie al pacco batterie da 200 kwh e raggiungerà 100 km/h in 2,1 secondi; la velocità massima sarà di oltre 400 km/h. Il veicolo avrà tre motori elettrici che consentiranno la trazione integrale e la coppia vettoriale durante la marcia in curva.

Model Y[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del 2018 sarà presentato il nuovo crossover o SUV compatto chiamato "Model Y". Il mezzo dovrebbe entrare in produzione nel marzo 2020.

Partner[modifica | modifica wikitesto]

La Tesla Motors ha relazioni significative con la Lotus. Un concorso di design fu tenuto per l'aspetto finale della Tesla Roadster, allora chiamata Dark Star, e fu vinto appunto dallo studio di progettazione della Lotus. Come risultato la Tesla Roadster è basata sul design della Lotus Elise, e ne include addirittura alcune componenti.

Tesla Motors possiede inoltre alcune tecnologie brevettate AC Propulsion, inclusa una trasmissione modificata. È stata inoltre coinvolta in una disputa legale con la Fisker Automotive per presunte violazioni in merito alla progettazione della nuova berlina[25].

Dal 2014, l'azienda ha applicato la filosofia Open Source ai suoi brevetti, rendendoli utilizzabili da chiunque, compresi i suoi concorrenti[26]. È stata la prima azienda ad aver adottato questa filosofia in ambito brevettuale applicato all'automobilismo. In seguito, altre aziende hanno adottato questa soluzione, come Toyota con i suoi brevetti sull'idrogeno[27]. L'obiettivo dichiarato da Tesla Motors con l'apertura dei brevetti è di spingere numerosi soggetti a proporre miglioramenti e innovazioni ulteriori sulla base dei brevetti resi disponibili, consentendo così di trovare nuovi partner per lo sviluppo tecnologico.

Sito di costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Per costruire ulteriori modelli - in primis la berlina Model S - Tesla Motors ha acquisito la ex fabbrica NUMMI a Fremont, in California, ove, fino all'aprile del 2010, Toyota produceva la Corolla e la Tacoma. Si tratta di uno dei più grandi, avanzati ed ecologici siti di produzione automobilistica al mondo, in grado di produrre oltre mezzo milione di veicoli all'anno, pari a circa l'1% della produzione automobilistica mondiale.[28]

A partire dal 2014 Tesla sta costruendo una fabbrica di batterie agli ioni di litio in Nevada, denominata Gigafactory, in cui prevede di produrre batterie per almeno 500.000 macchine all'anno. La fabbrica costerà 5 miliardi di dollari e sarà operativa a partire dal 2017.[29] Questa Gigafactory produrrà anche le famose batterie per la casa, chiamate Powerwall, che hanno raggiunto 38 mila prenotazioni in pochi giorni.

Tesla Supercharger e Destination Charger[modifica | modifica wikitesto]

I Tesla Supercharger sono dei punti di ricarica a pagamento (25 centesimi per kWh) per i possessori di auto Tesla che permettono di ricaricare le batterie dell'auto fino all'80% in 30 minuti, grazie alla potenza di carica fino a 120 kW. Allo scopo di premiare i primi acquirenti dei veicoli del marchio, la ricarica presso i Supercharger è gratuita e illimitata per tutti coloro che hanno acquistato una Model S o Model X fino a fine 2016. La gratuità è stata mantenuta ancora per tutto il 2017, mediante il programma referral. A febbraio 2015 la stessa casa automobilistica annuncia di aver raggiunto i 2.000 Supercharger installati nel mondo. A fine 2017 risultano attive 8.250 colonnine Supercharger in 1.120 siti sparsi per il mondo.

Molto diffusi negli Stati Uniti d'America, stanno rapidamente prendendo piede anche nel resto del mondo, compresa la Cina; una rete di distributori ogni 300 km dovrebbe essere operativa per il 2016. Per quanto riguarda il territorio italiano l'installazione degli stalli, le colonnine di ricarica a marchio Tesla, è incominciata nel 2014 presso l'Autogrill Dorno sulla A7 Milano-Genova ed è arrivata ad agosto 2016 a 118 unità in 16 ubicazioni differenti. A fine 2017 l'intero territorio peninsulare italiano è coperto da Supercharger, mancano solo Sicilia e Sardegna.

Il programma "Destination Charger" prevede invece l'installazione di colonnine di ricarica lenta presso alberghi e altre strutture commerciali, dove è ipotizzabile una sosta di durata maggiore. Soggiornando presso un albergo di questo tipo, l'utente Tesla può ripartire il giorno successivo con la batteria completamente carica.

La combinazione di Supercharger e Destination Charger consente dunque di effettuare qualunque tipo di spostamento, anche di lunga distanza, a costi sensibilmente inferiori rispetto a quelli che si sosterrebbero con un veicolo convenzionale.

Accumulatori di carica elettrica fissi[modifica | modifica wikitesto]

I risultati e le tecnologie impiegate per le vetture elettriche vengono utilizzati nelle Tesla GigaFactory[30] anche per produrre accumulatori di carica elettrica fissi (batterie), sia in ambito domestico (PowerWall[31]), sia in ambito di reti elettriche su aree estese (A Mira Loma nella California meridionale,[32] a Hornsdale nell'Australia Meridionale[33][34][35]), progettati per realizzare accumulo di energia nei periodi in cui la domanda è bassa (e quindi anche il prezzo) o la produzione è comunque superiore al fabbisogno, per poi restituire tale immagazzinamento quando il prelievo dalla rete di produzione sarebbe più costoso, o insufficiente (blackout da picco di consumi/guasto), o inevitabilmente assente (es.: energia solare, eolico, etc).

L'energia restituita dal sistema di batterie immobili può quindi essere direttamente utilizzata in loco - in alternativa a quella erogata dalle rete di produzione - nonché parzialmente o totalmente immessa indietro nella rete - vendendola, diventando così produttori a tempo (fino alla cessazione della domanda o all'esaurimento del sistema di batterie, che necessiterà a quel punto di energia esterna - o da sorgente rinnovabile affiancata - per essere ricaricato).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Tesla: bilancio in rosso nel 2017, su alvolante.it. URL consultato il 3 aprile 2018.
  2. ^ Tesla Motors, Tesla Motors – First Quarter 2015 Shareholder Letter (PDF), Tesla Motors, 6 maggio 2015. URL consultato il 4 agosto 2016. A total of 10,045 Model S cars were delivered globaly during the first quarter of 2015.
  3. ^ Tesla Motors, Tesla Motors – Second Quarter 2015 Shareholder Letter (PDF), Tesla Motors, 5 agosto 2015. URL consultato il 4 agosto 2016. A total of 11,532 Model S cars were delivered globally during the second quarter of 2015.
  4. ^ Tesla Motors, Tesla Motors – Third Quarter 2015 Shareholder Letter (PDF), Palo Alto, California, Tesla Motors, 4 agosto 2016. URL consultato il 3 novembre 2015. Tesla global electric car sales totaled 11,603 units during the third quarter of 2015, including six Tesla Model X units.
  5. ^ Tesla Fourth Quarter & Full Year 2015 Update (PDF), Tesla Motors, 10 febbraio 2016. URL consultato il 10 febbraio 2016.
  6. ^ Tesla Motors, Tesla shareholders letter:Tesla First Quarter 2016 Update (PDF), Tesla Motors, 4 maggio 2016. URL consultato il 4 agosto 2016.
  7. ^ Tesla Second Quarter 2016 Update (PDF), Palo Alto, Tesla Motors, 3 agosto 2016. URL consultato il 3 agosto 2016. During the second quarter of 2016 Tesla Motors delivered 14,402 new vehicles consisting of 9,764 Model S and 4,638 Model X. Production during 2Q 2016 totaled 18,345 vehicles.
  8. ^ Tesla Q2 2016 Vehicle Production and Deliveries, Palo Alto, Tesla Motors, 3 luglio 2016. URL consultato il 3 agosto 2016.
  9. ^ Tesla Third Quarter 2016 Update (PDF), in Tesla Motors, Palo Alto, 26 ottobre 2016. URL consultato il 27 ottobre 2016.
  10. ^ Tesla Q4 2016 Production and Deliveries, in Tesla Motors, Palo Alto, 3 gennaio 2017. URL consultato il 3 gennaio 2017.
  11. ^ Tesla Fourth Quarter & Full Year 2016 Update (PDF), in Tesla Inc., Palo Alto, 22 febbraio 2017. URL consultato il 22 febbraio 2017. Production totaled 24,882 vehicles in 4Q 2016 and vehicle deliveries totaled 22,252 units. No breakdown by model was provided.
  12. ^ Tesla Q1 2017 Vehicle Production and Deliveries, in Tesla Motors, Palo Alto, Market Wired, 2 aprile 2017. URL consultato il 4 aprile 2017.
    «Tesla (NASDAQ: TSLA) delivered just over 25,000 vehicles in Q1, of which approx 13,450 were Model S and approx 11,550 were Model X. ».
  13. ^ UPDATE - Tesla Q2 2017 Vehicle Production and Deliveries, Tesla, 7 luglio 2017. URL consultato il 10 luglio 2017.
  14. ^ Tesla Second Quarter 2017 Update (Letter to shareholders) (PDF), Tesla, 2 agosto 2017. URL consultato il 5 agosto 2017.
    «We delivered 22,026 Model S and Model X vehicles in Q2, for a total of 47,077 in the first half of the year.».
  15. ^ Tesla Q3 2017 Vehicle Deliveries and Production, Tesla, 2 ottobre 2017.
  16. ^ _Update_Letter_2017-3Q.pdf Tesla Third Quarter 2017 Update, Tesla, 1º novembre 2017. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  17. ^ Tesla Q4 2017 Vehicle Production and Deliveries, Tesla, 3 gennaio 2018.
  18. ^ Tesla Fourth Quarter & Full Year 2017 Update (PDF), in Tesla, Palo Alto, Tesla, 7 febbraio 2017. URL consultato il 7 febbraio 2018.
    «In Q4, we delivered 28,425 Model S and Model X vehicles and 1,542 Model 3 vehicles, totaling 29,967 deliveries.».
  19. ^ Tesla Q1 2018 Vehicle Production and Deliveries, Tesla, 3 aprile 2018.
  20. ^ (EN) Tesla releases Q2 2018 production numbers: 28,578 total Model 3, 5,031 in one week, su www.teslarati.com. URL consultato il 12 luglio 2018.
  21. ^ Articolo di megawattmotorworks, su megawattmotorworks.com (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2016).
  22. ^ Comunicazione ufficiale della casa produttrice, su teslamotors.com.
  23. ^ Tesla Motors inizia le consegne della Model S, la berlina elettrica Premium - Adnkronos Aziende Informano
  24. ^ (EN) Tesla Model 3 battery packs have capacities of ~50 kWh and ~75 kWh, says Elon Musk, in Electrek, 8 agosto 2017. URL consultato il 5 settembre 2018.
  25. ^ (EN) Articolo di Autoweek
  26. ^ Brevetti Tesla Motors Open Source, su ecoautomoto.com.
  27. ^ (EN) Brevetti Toyota Open Source
  28. ^ Tesla Motors Announces Factory in Northern California | Press Releases | Tesla Motors
  29. ^ Dettagli Gigafactory (PDF), su teslamotors.com.
  30. ^ Tesla GigaFactory https://www.tesla.com/it_IT/gigafactory
  31. ^ La batteria domestica di Tesla http://www.ilpost.it/2015/05/01/powerwall-tesla-energy/
  32. ^ Migliaia di case a Los Angeles sono alimentate a batteria http://www.ilpost.it/2017/02/07/tesla-centrale-batterie-case-los-angeles/
  33. ^ Sembra che la centrale a batterie di Tesla in Australia funzioni molto bene http://www.ilpost.it/2017/12/27/tesla-centrale-batterie-australia/
  34. ^ L'enorme batteria di Elon Musk ha generato 1 mln di Dollari di profitto in pochi giorni https://tech.everyeye.it/notizie/l-enorme-batteria-elon-musk-generato-1-mln-dollari-profitto-in-pochi-giorni-318843.html
  35. ^ (EN) Hornsdale Power Reserve https://hornsdalepowerreserve.com.au/

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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