Marriott International

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Marriott International, Inc.
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GM headquarters in Detroit.JPG
Un hotel Marriott a Detroit
StatoStati Uniti Stati Uniti
Forma societariasocietà pubblica
Borse valoriNASDAQ: MAR
ISINUS5719032022
Fondazione1927 a Washington DC
Fondata daJohn Willard Marriott
Sede principaleBethesda, Maryland
Gruppofamiglia Marriott (25%)
Persone chiave
SettoreTuristico
ProdottiServizi alberghieri
Fatturato22,8 miliardi di $[1] (2017)
Utile netto1,3 miliardi di $[1] (2017)
Dipendenti177.000 (2017)
Sito web

La Marriott International è una multinazionale americana che gestisce e concede in franchising numerose strutture ricettive. Sede a Bethesda, Maryland, nell'area metropolitana di Washington DC, ha cambiato più volte nome: The Hot Shoppe (1927–1929), Hot Shoppes, Inc. (1929–1964), Marriott-Hot Shoppes, Inc. (1964–1967), Marriott Corporation (1967-1993). Ha più di 6.500 proprietà in 127 paesi e oltre 1,2 milioni di stanze.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927 John Willard Marriott e la moglie Alice Sheets si trasferiscono dallo Utah a Washington DC, aprendo un chiosco di generi alimentari e di birra sul marciapiede della Columbia Heights.[2] In seguito chiameranno lo stand gastronomico The Hot Shoppe,[3] aggiungendo cibo messicano al menu. Nel 1934 i Marriott ampliano l'attività arrivando anche a Baltimora, nel Maryland, e iniziando a gestire servizi alimentari. Durante la seconda guerra mondiale l'attività dei servizi alimentari è allargata anche agli edifici governativi, come il Tesoro degli Stati Uniti. Nel 1953 la società prende il nome di Hot Shoppes Inc.,[4] iniziando a fornire servizi di ristorazione alle scuole pubbliche e all'ospedale pediatrico, un contratto che manterrà per 35 anni.

La società apre nel 1957 il suo primo hotel(in realtà un motel), il Twin Bridges Marriott Motor Hotel, ad Arlington, in Virginia: sarà demolito nel 1990. Nel 1959 il secondo hotel, sempre ad Arlington, il Key Bridge Marriott nel quartiere Rosslyn: è il più lungo hotel di Marriott International e ha celebrato il suo 50º anniversario nel 2009. Nel 1964 Hot Shoppes Inc. è ribattezzato Marriott-Hot Shoppes, Inc. diventando poi nel 1967 Marriott Corporation.[5] In azienda c'è già il figlio, JW (Bill) Marriott Jr., che durante i suoi oltre 50 anni di carriera porterà la società a una robusta crescita mondiale. Nel marzo 2012, all'età di 80 anni, affiderà la responsabilità della guida del gruppo ad Arne Sorenson, pur mantenendo l'incarico di presidente esecutivo.

Nel 1967 Marriott acquisisce la catena di ristoranti per famiglie Big Boy da Bob Wian. Continuando con i servizi di ristorazione, è anche coinvolto con il servizio di cibo in volo di varie compagnie aerea . Questo segmento della loro impresa continua a essere una parte importante della loro attività, fornendo servizi di ristorazione a molte importanti compagnie aeree. Nel 1976 la società apre anche due parchi a tema:[5] One Marriott's Great America fuori Chicago e Marriott's Great America fuori San Francisco. Entrambe le proprietà saranno vendute nel 1984.

Nel 1982 la società rileva Host International per 120 milioni di dollari e poi anche Gino's Inc., proprietaria delle catene di ristoranti Gino's Hamburgers e Rustler Steak House per 48,6 milioni di dollari: 108 ristoranti della Rustler Steak House saranno poi venduti l'anno seguente. Nel 1984, acquisendo l'American Resorts Group, Marriott costituisce una divisione dedicata alle vacanze, ora denominata Marriott Vacation Club International. Nel 1985 acquista la catena di ristoranti Howard Johnson dall'Imperial Group PLC di Londra per 314 milioni di dollari con piani di conversione dei ristoranti acquisiti sotto il marchio Bob's Big Boy in modo da renderlo la più grande azienda di caffè nel paese. In seguito saranno mantenuti solo i ristoranti situati in California e in località selezionate sulla costa orientale. Nel 1988 acquista tutti i 91 ristoranti di Wag da Walgreens Corporation, sciogliendo la catena nel 1991.

Marriott International[modifica | modifica wikitesto]

Marriott International è costituita nel 1993 quando Marriott Corporation si divide in due società: Marriott International per la gestione del settore alberghiero e Host Marriott Corporation per la gestione dei servizi alimentari Marriott. Nel 1995 Marriott International è la prima società alberghiera a offrire la possibilità di prenotare online, tramite l'implementazione di un sistema di prenotazione automatica, MARSHA.

Nell'aprile 1995 Marriott International acquisisce una partecipazione del 49% in Ritz-Carlton Hotel Company LLC, una catena alberghiera in difficoltà, per circa 200 milioni di dollari in contanti oltre all'acquisizione dei debiti. Tre anni più tardi, nel 1998, rileva la maggioranza del The Ritz-Carlton. Oggi ci sono 81 proprietà Ritz-Carlton in tutto il mondo. Il 2 dicembre 1999 chiude l'ultimo ristorante Hot Shoppes, situato nel centro commerciale Marlow Heights.

Il Marriott World Trade Center è distrutto durante gli attacchi a New York dell'11 settembre 2001. Nel 2002 Marriott International avvia un'importante ristrutturazione con la cessione di varie Senior Living Services Communities (faranno poi parte di Sunrise Senior Living) e dei servizi di distribuzione Marriott, in modo da concentrarsi sulla gestione degli hotel.

Il 19 luglio 2006 Marriott annuncia che tutti gli alberghi gestiti negli Stati Uniti e in Canada diventeranno non fumatori a partire da settembre. L'iniziativa comprende tutte le camere, i ristoranti, le sale riunioni, lo spazio pubblico e le zone di lavoro dei dipendenti.

Il 13 dicembre 2011 JW Marriott, Jr. si dimette da amministratore delegato della società, assumendo il ruolo di presidente esecutivo. Il successore, Arne Sorenson, inizia nel marzo 2012. Nel settembre di quell'anno il candidato presidenziale repubblicano degli Stati Uniti, Mitt Romney, rimane coinvolto in una polemica per avere dichiarato nei suoi redditi del 2011 di avere incassato più di 260 mila dollari di onorari da Marriott International nonostante avesse annunciato nel gennaio 2011 di essere dimesso dal consiglio d'amministrazione della società proprio per candidarsi alla presidenza.

Nel dicembre 2012 Guinness World Records ha riconosciuto il cinque stelle al JW Marriott Marquis Hotel Dubai come l'hotel più alto del mondo.

Il 3 ottobre 2014 la Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti multa Marriott di 600.000 dollari per l'uso illegale di una funzione cosiddetta di "contenimento" di un sistema di monitoraggio wi-fi per interferire con le reti di proprietà dei clienti e interrompere il funzionamento degli hotspot di telefonia mobile nel Gaylord Opryland Resort & Centro congressi di Nashville.

Nel gennaio 2015 Marriott acquisisce la catena alberghiera Delta Hotels che gestisce 40 hotel in Canada. Nel novembre dello stesso anno annuncia l'intesa di rilevare Starwood Hotels and Resorts Worldwide per 13 miliardi di dollari e di fondere le due società. Ma nel marzo 2016 un consorzio guidato dal gruppo cinese Anbang Insurance Group rilancia l'offerta a 14 miliardi: Starwood interrompe allora l'accordo con Marriott che è così costretto ad aumentare la sua offerta a 13,6 miliardi. A quel punto Starwood lascia perdere Anbang Insurance Group e procede di nuovo nel piano di fusione con Marriott. Dopo tutte le necessarie approvazioni normative negli Stati Uniti e in tutto il mondo nel corso del 2016, Marriott chiude l'accordo di fusione con Starwood il 23 settembre 2016 (prevista una penale di 400 milioni di dollari in caso di rottura), creando la più grande società alberghiera del mondo con oltre 5700 proprietà, 1,1 milioni di camere, e un nuovo portafoglio di 30 marchi.[6]

L'acquisizione di Starwood offre a Marriott una maggiore presenza non solo nel territorio statunitense: circa il 75% dei ricavi di Starwood proviene infatti da mercati al di fuori dagli Stati Uniti. L'acquisizione è la più grande del suo genere dal 2007, quando Blackstone ha acquisito Hilton per 26 miliardi di dollari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Marriott International, Inc. 2017 Annual Report (Form 10-K), su sec.gov, U.S. Securities and Exchange Commission, febbraio 2018.
  2. ^ (EN) Remembrances of Mom - Marriott on the Move, su Blogs.marriott.com, 9 maggio 2007. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  3. ^ (EN) Root Beer Roots, su Washingtonpost.com. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  4. ^ (EN) Our Story, su marriott.com. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  5. ^ a b (EN) When did it Happen? Hotel Timeline 1900-1949, su whendidithappen.com. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  6. ^ Nasce ufficialmente il colosso degli alberghi: Starwood-Marriott insieme, su repubblica.it, 23 settembre 2016. URL consultato il 25 aprile 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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