Sacco di Brescia

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Sacco di Brescia
Duomo vecchio (brescia) esterno.jpg
Il Duomo vecchio di Brescia, uno dei luoghi teatro del massacro dei civili.
Data19 febbraio 1512
LuogoBrescia
Esitovittoria francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
12.000 uomini
Perdite
6000[2]
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Il sacco di Brescia ebbe luogo il 19 febbraio 1512 durante la guerra della Lega di Cambrai.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

La Strada del Soccorso che porta al Castello di Brescia

La città di Brescia, presidiata dalle truppe veneziane comandate da Andrea Gritti, si era ribellata da poco contro il dominio francese grazie ad una congiura orchestrata da Luigi Avogadro. Dopo una marcia fulminea dell'esercito francese verso Brescia, Gaston de Foix, nipote del re Luigi XII ed arrivato da poco a comandare gli eserciti francesi in Italia, nella notte del 17 attraverso la Strada del Soccorso riuscì ad introdurre 400 cavalieri appiedati e 3000 fanti nel castello di Brescia, che era rimasto in mano francese[3].

L'attacco[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 mattina il generale francese ordinò alla città di arrendersi e quando questa rifiutò la attaccò con circa 12.000 uomini nella mattina del 19. L'attacco francese ebbe luogo sotto una pioggia battente, in un campo di fango; Foix ordinò ai suoi uomini di togliersi le scarpe per una migliore trazione.[4] L'esercito francese, che aspettava all'esterno delle mura, riuscì a penetrare in città dalla porta di San Nazzaro mentre Luigi Avogadro tentava di darsi alla fuga. I difensori inflissero pesanti perdite ai francesi, i quali però riuscirono a prevalere, soffrendo 8.000 - 15.000 vittime.[5]

Il massacro dei civili[modifica | modifica wikitesto]

La fanteria di Guascogna e i lanzichenecchi provvederono a saccheggiare profondamente la città, massacrando migliaia di civili nel corso dei successivi cinque giorni. I soldati francesi non rispettarono neanche i luoghi di culto massacrando la popolazione civile che vi aveva cercato rifugio. Questo avvenne per esempio nel Duomo Vecchio. Tra i civili sopravvissuti al massacro ci fu il giovane Niccolò Fontana detto Tartaglia, che divenne successivamente un famoso matematico il quale durante il massacro all'interno del duomo riportò una ferita al palato che gli provocò una forte difficoltà ad articolare le parole, da cui il soprannome. Un altro luogo di culto violato fu la Chiesa di Santa Maria delle Consolazioni la quale, data la posizione strategica poco sotto il Castello e affacciata sull'unica strada che, al tempo, scendeva da esso, divenne più volte oggetto di rappresaglie e massacri da ambedue le parti, assedianti e assediati[6]. Altri luoghi di culto violati furono la Chiesa di San Desiderio e la Chiesa di Sant'Eufemia della Fonte.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Piazza della Loggia a Brescia dove Luigi Avogadro fu decapitato

Luigi Avogadro, nonostante la rivelazione di alcuni trattati tenuti dai veneziani, venne decapitato con uno colpo di stocco il 19 febbraio 1512 in piazza della Loggia. Il suo cadavere venne squartato ed i suoi arti furono appesi ad altrettanti patiboli (fra cui alla porta di San Nazzaro) . I figli Pietro e Francesco vennero condotti a Milano nel Castello Sforzesco e qui saranno a loro volta decapitati il 20 febbraio.[7] Il provveditore veneto Andrea Gritti venne fatto prigioniero. A seguito di questo tremendo saccheggio, la città di Bergamo pagò circa 60.000 ducati ai francesi per evitare un destino simile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Federico Contarini morì durante l'assedio e venne sepolto a Brescia nella chiesa di Santa Maria della Mansione
  2. ^ Ludovico Antonio Muratori,Annali d'Italia, volume IV, p. 293.
  3. ^ Ludovico Antonio Muratori,Annali d'Italia, volume IV, p. 292.
  4. ^ Baumgartner, Louis XII, 220.
  5. ^ Baumgartner, Louis XII, 220; Norwich, History of Venice, 421. Baumgartner dà come stima minima 8.000, mentre Norwich dà 15.000.
  6. ^ Si vedano, ad esempio, le testimonianze di Innocenzo Casari, al tempo abate di San Giovanni Evangelista, De exterminio Brixiane civitatis libellus, in Vittorio Faggi, Il sacco di Brescia, volume I, Grafo Edizioni, Brescia 1989
  7. ^ Dizionario Bibliografico Treccani, Volume 2, alla voce "Luigi Avogadro"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

BISANTI Enrico, Il sacco di Brescia nella narrazione di un trestimone oculare, F.C.B. Brescia 2012.

  • (EN) Baumgartner, Frederic J. Louis XII. New York: St. Martin's Press, 1994.
  • (EN) Norwich, John Julius. A History of Venice. New York: Vintage Books, 1989.
  • (IT) Muratori, Ludovico Antonio. Annali d'Italia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]