Piazza della Loggia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Piazza della Loggia
Palazzo della Loggia e piazza Brescia.jpg
Veduta della piazza con in prima vista il palazzo della Loggia ed il Monte di Pietà nuovo sulla sinistra
Nomi precedenti
  • Piazza Grande o Nuova
  • Piazza Vecchia
  • Piazza del Comune
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàFlag of Brescia.svg Brescia
CircoscrizioneZona Centro
QuartiereBrescia Antica
Codice postale25121
Informazioni generali
Tipoarea pedonale
Collegamenti
TrasportiFeature suburban buses.svg autobus
Logo Metrobs.png metropolitana (stazione Vittoria a 230 m)
Mappa
Coordinate: 45°32′23″N 10°13′11″E / 45.539722°N 10.219722°E45.539722; 10.219722

Piazza della Loggia, o più semplicemente Piazza Loggia, conosciuta anche come Piazza Vecchia (Piazza ècia in dialetto bresciano),[1][2] è una delle principali piazze di Brescia, luogo simbolo del rinascimento bresciano e della dominazione veneta su Brescia.[3]

Progettata ed edificata a partire dal Quattrocento, presenta una forma nel complesso rettangolare, delimitata lungo il suo perimetro da una serie di edifici storici di un certo interesse artistico, tra cui il cinquecentesco palazzo della Loggia, sede della giunta comunale di Brescia, i due monti di Pietà vecchio e nuovo e, sul lato orientale della piazza, i portici rinascimentali e la torre con l'orologio astronomico cinquecentesco.

Nella sezione nord orientale della piazza, invece, degno di menzione è il monumento alla Bella Italia, donato alla città da Vittorio Emanuele II a ricordo delle Dieci giornate di Brescia, e porta Bruciata, porta difensiva appartenente alle cerchia muraria d'età romana.

Il 28 maggio 1974 la piazza, mentre era in corso una manifestazione antifascista di sindacati e lavoratori, è stata teatro di un attentato terroristico di matrice neofascista, che ha portato alla morte di otto persone e diverse centinaia di feriti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La creazione della Platea Magna[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del XV secolo Brescia si presentava, di fatto, come una città priva di una pubblica piazza, vista la mancanza di uno spazio funzionale alle adunanze pubbliche.[2][4] L'immagine che emergeva del capoluogo lombardo era dunque «deformata et inordinata»,[5] e l'inaugurazione di una nuova piazza «avrebbe dovuto costituire ad un tempo il luogo di rappresentanza del governo veneziano ed il nuovo centro urbano».[6]

Piazza della Loggia raffigurata in una tarsia lignea, conservata nel coro della chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano a Bergamo.

Un primo sviluppo di piazza della Loggia fu dunque promosso sulla base di queste premesse. I lavori, non a caso, furono incentivati dal podestà veneto Marco Foscari, fratello dell'allora doge Francesco.[3][4][7] Fu proprio grazie all'intervento del già citato Marco Foscari che, nel corso del 1433, il gran consiglio cittadino votò all'unanimità un provvedimento finalizzato alla demolizione di baracche e casupole, di proprietà del comune, che si trovavano in corrispondenza della moderna piazza: all'epoca, infatti, esisteva soltanto il piccolo spiazzo al di fuori di porta Bruciata, vicino alla chiesa di San Giuseppe, ritenuto troppo piccolo e, appunto, non idoneo per ospitare eventi di natura pubblica.[4][7]

La prima Loggia e gli edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver liberato lo spazio precedentemente occupato da viuzze e casupole, le autorità cittadine procedettero dotando la piazza con nuovi edifici,[8] tra i quali sarebbe stato primario per importanza una loggia, su modello di altre città italiane.[7] Una prima struttura loggiata fu eretta per l'appunto nel 1436, su disegno dell'architetto ducale Niccolò Lupo.[9][10] Questo primo palazzo era dotato di affreschi esterni raffiguranti i vescovi bresciani Filastrio ed Apollonio, realizzati dal pittore Alessandro d'Ardesio. La struttura, inoltre, era coronata da una statua raffigurante san Marco, evidente omaggio alla signoria della Serenissima.[9][10]

Terminata la porzione occidentale della piazza con l'erezione della già citata loggia, si procedette erigendo nel 1437, questa volta sul lato orientale, un prima torretta dotata di orologio.[9] Essa consisteva sempre in una struttura loggiata ideata dall'architetto Lodovico Beretta, progettata in modo che poggiasse direttamente sulle mura fortificate della Cittadella Nuova.[11] In seguito un primo orologio, posto sulla medesima torretta, fu ultimato nel 1447 e decorato, oltre che con le armi dei rettori e della città, anche da due statue scolpite da Andriolo Vigevano raffiguranti Maria e l'arcangelo Gabriele.[11] Lo stesso quadrante venne con ogni probabilità modificato in occasione della costruzione dei portici orientali della piazza, come viene testimoniato anche da una tarsia lignea nel coro della chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano a Bergamo, utile, se non altro, a ricostruire almeno parzialmente il nucleo quattrocentesco della piazza bresciana.[9]

Il lato meridionale della piazza e il primo museo lapidario italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il consiglio cittadino, dopo aver decorato i lati ovest ed est, decise dunque di erigere nel 1465 un muro di pietre lavorate nella porzione meridionale della piazza, in modo che fungesse da supporto per innalzarvi, in futuro, un eventuale palazzo.[9][12] Tuttavia, due eventi inaspettati spinsero le autorità municipali a mutare quanto progettato in precedenza: infatti, nel realizzare i lavori di demolizione delle case in quella porzione di piazza,[N 1] furono rinvenuti sottoterra «certi belli sassi et prede piccade antiquissime, con certi epitaphi et con scripture bellissime all’antiga»,[13] ossia marmi ed epigrafi d'età romana, come riportato dal cronista Iacopo Melga nella sua cronaca.[9][14] Altro fattore di una certa importanza fu l'incendio, in quella stessa zona, di alcune casupole e botteghe di legno. Esse infatti presero fuoco a seguito di alcuni festeggiamenti voluti da parte della popolazione per la pace di Bagnolo del 1484.[9][15]

Alla luce di questi eventi il consiglio generale del Comune di Brescia, coadiuvato dalla sovrintendenza dei deputati alle pubbliche fabbriche Marco Ducco e Tommaso Baiguera, deliberò affinché, tra il 1484 e il 1485, fossero appunto inserite tutte le epigrafi classiche, rinvenute in località carceri e porta Paganora, nell’edificio che si andava costruendo nella parte meridionale della piazza grande.[15][16] Fu così creato il cosiddetto Lapidarium, nonché primo museo lapidario in Italia.[17] In questo stesso edificio, poi, alcuni anni dopo si sarebbe insediato il Monte di Pietà vecchio.[18]

Queste disposizioni vanno intese non soltanto da un punto di vista pratico, ossia al fine di reimpiegare di materiali lapidei rinvenuti in loco, ma primariamente e soprattutto in virtù di una certa sensibilità umanistica, che al tempo si era appunto consolidata a Brescia: come ha avuto modo di osservare lo studioso Theodor Mommsen, infatti, questo museo lapidario fu fortemente voluto da una schiera di intellettuali ed umanisti bresciani, i quali avevano senza dubbio una spiccata sensibilità per l'età classica e il passato romano della città, tant'è vero che le iscrizioni ed epigrafi romane furono poste nei muri degli erigendi edifici, non casualmente ad altezza dell'osservatore.[19] Ulteriore testimonianza di questo clima culturale è il fatto che l'umanista Michele Ferrarino, nel 1486, definisca la piazza rinascimentale con il latinismo forum e l'edificio della Loggia come basilica.[20]

La nuova Loggia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Palazzo della Loggia.
Allegoria del fiume Garza con cornucopia, facente parte del gruppo scultoreo della fontana di torre della Pallata. Il vaso del fiume scorreva anticamente dove sono state poi erette le fondamenta del moderno palazzo della Loggia; ad onor del vero, il vaso è stato solo interrato e ancora vi scorre.

Già a partire dagli anni '60 del Quattrocento si era manifestata la necessità, per le autorità cittadine, di riunirsi in un ambiente sufficientemente grande e che fosse conforme, per decoro e sfarzo, alle cariche che avrebbe dovuto ospitare.[21] Per questo motivo, dunque, fu deliberato il 8 luglio 1467 affinché fosse costruita una sala sopra la preesistente loggia e sopra il corso del fiume Garza: questo ambiente, utilizzato dai vari Consigli del caso una volta riunitisi, ospitò appunto gli uffici della Cancelleria, della Ragionateria e della Masseria.[22] Furono poi cominciati i lavori che, sulla base dei progetti dell'allora ingegnere ducale e di altri tecnici ed architetti, avrebbero portato in seguito alla posa di alcune pietre sul letto del fiume Garza, in modo da potervi erigere, al di sopra, un'eventuale fabbrica molto più grande e stabilizzarla. il 15 dicembre 1477, a tal proposito, fu posta la prima pietra sul letto del fiume Garza;[23] lo stesso Baldassare Zamboni, tra l'altro, testimonia che:

«fosse posta nel vaso del Garza cinque braccia sotto al fondo del letto del medesimo Fiume, avendo assunto di far questo fondamento Mastro Perino di Caravaggio, e Mastro Simone da Borno sotto alla direzione di Giovanni Borella Ingegner Ducale;»

(Baldassare Zamboni, ibidem.)

In ogni caso, le pietre poste in questa occasione sarebbero servite solamente come supporto, come già chiarito precedentemente. Infatti, sempre basandosi sulla testimonianza fornita dallo Zamboni, così viene detto:

«ma v'ha ragionevol motivo di credere, che questa non fosse la prima pietra fondamentale del Palazzo, ma della Volta soltanto sopra al Garza, sul quale poscia è stato eretto il Palazzo»

(Baldassare Zamboni, ibidem.)
Palazzo della Loggia raffigurato in un quadro ottocentesco del vedutista e pittore Faustino Joli.

Sembra che, tuttavia, i lavori per la costruzione della volta sopra al Garza fossero interrotti da una grave epidemia di peste scoppiata nel 1478.[24] A seguito di questo rallentamento dei lavori, quindi, il Consiglio Generale era incerto circa le eventuali soluzioni da adottare per i cantieri del palazzo. È solo dal 1489 in poi che, appunto, fu ribadita la decisione già precedentemente adottata, ossia di costruire la fabbrica sul lato occidentale della piazza e al di sopra dello stesso Garza.[24] A questo punto, dunque, i deputati vollero accuratamente selezionare, tra i vari progetti presentati, il disegno che più fosse ritenuto idoneo per erigere il palazzo:[25]

La piazza divenne subito il cuore pulsante della città sia per la sua posizione, sia per la presenza della Loggia, iniziata nel 1489 sotto la direzione di Filippo Grassi e ultimata nel 1574[26], che diventerà sede della vita amministrativa cittadina negli anni.

Tutto intorno alla piazza si trovano edifici cinquecenteschi in chiaro stile veneziano, abbastanza modesti nello stile, ma di forte impatto visivo, mentre di fronte alla Loggia, nel lato orientale, troviamo i portici anch'essi in stile rinascimentale sormontati dalla "torretta dell'Orologio", denominata così per la presenza di un antico orologio del 1546[27].

Di particolare significato artistico, l'orologio presenta ai 4 angoli altrettanti angioletti in rame dorato a rappresentazione dei venti; e 2 statue maschili in bronzo chiamati in dialetto bresciano "i macc de le ure", che scandiscono le ore diurne battendo il martello sulla campana posta in cima all'orologio.

Nel lato meridionale della piazza troviamo l'edificio del Monte di Pietà vecchio, eretto tra il 1484 ed il 1489[27], che presenta nella parte inferiore una piccola loggia veneta divisa in due arcate, e la facciata principale adornata da numerose iscrizioni di epoca romana, derivanti da materiali archeologici riutilizzati per la sua costruzione[26]. Nella parte superiore invece si compone di una loggetta con 7 piccoli archi e un balcone (probabilmente usato come pulpito per le orazioni).

La diramazione nord orientale della piazza ospita il monumento alla Bella Italia, eretto per mano dello scultore Giovanni Battista Lombardi nel 1864 in sostituzione della colonna veneziana con il leone di san Marco in cima, abbattuta dai rivoluzionari già nel 1797.

L'attentato del 1974[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Strage di Piazza della Loggia.

La piazza oltre che per la bellezza architettonica e per il ruolo sicuramente centrale nella vita cittadina, è diventata tristemente famosa per la strage che il 28 maggio del 1974, durante una manifestazione antifascista, uccise 8 persone e ne ferì altre 102.

Le "statue parlanti"[modifica | modifica wikitesto]

La piazza ospita tre delle quattro "statue parlanti" di Brescia[N 2], un gruppo di sculture di varia epoca su cui i bresciani erano soliti in passato affiggere messaggi anonimi, contenenti critiche contro i governanti. In particolare, sotto il porticato del Palazzo della Loggia è collocata la Lodoiga, scultura risalente alla seconda metà del Cinquecento. Tale statua, posta a diretto contatto con la piazza, era considerata dai bresciani come "portavoce" delle lamentele del popolo, che esprimeva le proprie critiche attraverso biglietti e fogli incollati anonimamente sulla statua stessa o sul muro adiacente ad essa. A fare da contraltare alla Lodoiga vi erano i due "macc de le ure", chiamati Tone e Batista, posti sulla sommità della Torre dell'Orologio. Data la loro collocazione, sovrastante rispetto alla piazza, erano considerati patteggianti il governo cittadino, in aperto contrasto quindi con la Lodoiga[28].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Questa voce riguarda la zona di:
Piazza della Loggia
Visita il Portale di Brescia

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note al testo
  1. ^ I lavori in questione, tra l'altro, coinvolsero anche l'allora abitazione del grammatico Gabriele di Concoreggio, e avevano il fine ultimo di riporvi dei depositi di sale. Per approfondire, si veda in Zamboni, pp. 28-29.
  2. ^ la quarta statua, il Mostasù dèle Cosére, si trova in Corso Mameli
Fonti
  1. ^ Fè d'Ostiani, p. 333, 355.
  2. ^ a b Antonio Fappani (a cura di), LOGGIA PiazzaEnciclopedia bresciana
  3. ^ a b De Leonardis, p. 88.
  4. ^ a b c Zamboni, p. 23.
  5. ^ Lupo, pp. 56-58.
  6. ^ Lupo, p. 425.
  7. ^ a b c Fè d'Ostiani, p. 355.
  8. ^ Zamboni, p. 24.
  9. ^ a b c d e f g Fè d'Ostiani, p. 356.
  10. ^ a b Zamboni, p. 26.
  11. ^ a b Zamboni, p. 27.
  12. ^ Zamboni, p. 28.
  13. ^ Frati, Gianfranceschi, Robecchi, pp. 142-143.
  14. ^ Zamboni, p. 28-29.
  15. ^ a b Zamboni, p. 29.
  16. ^ Fè d'Ostiani, pp. 356-357.
  17. ^ Zamboni, p. 31.
  18. ^ Lupo, p. 439.
  19. ^ Frati, Gianfranceschi, Robecchi, p. 168.
  20. ^ Maria Teresa Fiorio, Valerio Terraroli (a cura di), Committenza pubblica, invenzioni architettonico-decorative nella Brescia del Rinascimento e l'emblematica figura di Gasparo Cairano da Milano, in Lombardia rinascimentale: arte e architettura, Milano, Skira, 2003, p. 290, SBN IT\ICCU\MIL\0623182.
  21. ^ Zamboni, pp. 40-41.
  22. ^ Zamboni, p. 41.
  23. ^ Zamboni, pp. 41-42.
  24. ^ a b Zamboni, p. 42.
  25. ^ Zamboni, p. 43.
  26. ^ a b Brescia: Piazza della Loggia, su docushare.it. URL consultato il 29 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2009).
  27. ^ a b Piazza della Loggia, su arifs.it. URL consultato il 29 settembre 2009.
  28. ^ Franco Robecchi, Lodoìga - La statua aliena di Piazza della Loggia a Brescia, Compagnia della Stampa, Roccafranca (BS) 2009

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche
Fonti moderne
  • G. Lupo, Platea magna Communis Brixiae (1433-1509), in Manfredo Tafuri (a cura di), La piazza, la chiesa, il parco. Saggi di storia dell'architettura (XV-XIX secolo), Milano, Electa, 1991, pp. 56-95, SBN IT\ICCU\VEA\0014697.
  • Antonio Fappani (a cura di), LOGGIA, piazza, in Enciclopedia bresciana, vol. 7, Brescia, La Voce del Popolo, 1987, OCLC 163181989, SBN IT\ICCU\MIL\0273000.
  • Davies Hemsoll, Le piazze di Brescia nel Medioevo e nel Rinascimento. Lo sviluppo di piazza della Loggia, in Annali di Architettura, IV-V, Milano, Electa, 1992-1993, pp. 168-177, ISBN 88-435-4414-4, SBN IT\ICCU\TO0\0552312.
  • Barbara Maria Savy e Elena Svalduz, Uno sguardo sulla città: Brescia dopo il "Sacco", in Filippo Piazza, Enrico Valseriati (a cura di), Brescia nel secondo Cinquecento, Architettura, arte e società, Annali di Storia Bresciana, schede a cura di Irene Giustina e Elisa Sala, Brescia, Morcelliana, 2016, pp. 127-143, ISBN 978-88-372-3015-9, SBN IT\ICCU\UBS\0007368.
  • (EN) David Hemsoll, Bramante and the Palazzo della Loggia in Brescia, in Arte Lombarda, no. 86-87 (3-4), Vita e Pensiero, 1995, pp. 167-179, ISSN 0004-3443 (WC · ACNP), JSTOR 43132687.
  • Vasco Frati, Ida Gianfranceschi, Franco Robecchi, La “monumentalizzazione” della piazza, in Dall'apertura della piazza alla posa della prima pietra del Palazzo della Loggia, 1433-1492, La Loggia di Brescia e la sua piazza. Evoluzione di un fulcro urbano nella storia di mezzo millennio, Brescia, Grafo, 1993, pp. 109-219, ISBN 88-7385-211-4, SBN IT\ICCU\CFI\0266044.
  • Luigi Francesco Fè d'Ostiani, La Piazza Vecchia e la Loggia, in Paolo Guerrini (a cura di), Storia, tradizione e arte nelle vie di Brescia, Brescia, Figli di Maria Immacolata, 1927, pp. 355-366, SBN IT\ICCU\VEA\1145856.
  • Francesco De Leonardis (a cura di), Guida di Brescia, La storia, l'arte, il volto della città, Brescia, Grafo, 2018, ISBN 9788873859918, OCLC 1124648622, SBN IT\ICCU\BVE\0818515.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN244715102 · WorldCat Identities (ENviaf-244715102