Paolo Zane

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Paolo Zane
vescovo della Chiesa cattolica
Coa rel ITA vesc zane.jpg
 
Incarichi ricopertiVescovo di Brescia
 
Nato1460
Consacrato vescovo19 dicembre 1480
Deceduto1531
 

Paolo Zane (Venezia, 1460Brescia, marzo 1531) è stato un vescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Membro della famiglia patrizia veneziana degli Zane, succedette appena ventenne allo zio Lorenzo quale vescovo di Brescia, occupando la sede episcopale per quasi cinquant'anni.

Durante i molti anni del suo episcopato, divenne noto per essere uno dei più importanti controriformisti della Serenissima: dimostrò particolare attenzione, ad esempio, all'operato dell'inquisizione, che contribuì a diffondere in Brescia e territorio, agendo soprattutto ad Edolo. Nel 1510 60 sospette streghe furono arse vive sul rogo per una sua condanna.

Eletto vescovo della diocesi di Brescia nel 1481, si rivelò attento alle esigenze spirituali della propria comunità. Nel 1505 fece realizzare una nuova urna in marmo per le reliquie di san Tiziano di Brescia, conservata all'interno della chiesa dei Santi Cosma e Damiano.

Nel 1531 donò alla comunità religiosa bresciana un frammento ligneo ritenuto proveniente dalla Vera Croce di Gesù. La cosiddetta "Croce del vescovo Zane" troverà definitiva collocazione nell'omonimo reliquiario solo nel 1841[1].

Morì nel 1531 e fu sepolto nella basilica di San Pietro de Dom.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

  • Troncato: d'azzurro e d'argento alla volpe saliente dell'uno nell'altro.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massa, p.91-93.
  2. ^ Monti Della Corte, p.261.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renata Massa, Orafi e argentieri bresciani nei secoli XVIII e XIX, Brescia, Apollonio, 1988.
  • Alessandro Augusto Monti Della Corte, Armerista bresciano, camuno, benacense e di Valsabbia, Brescia, Tipolitografia Geroldi, 1974.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN63418138 · ISNI (EN0000 0000 7871 4362 · LCCN (ENn2005060202 · WorldCat Identities (ENn2005-060202