Guerra di Trieste

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Guerra di Trieste
Data 1368 - 1370
Luogo Istria
Casus belli Assalto ad una galea veneziana.
Esito Vittoria veneziana
Modifiche territoriali Conquista veneziana di Trieste.
Schieramenti
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La guerra di Trieste fu un conflitto combattuto nel 1368-1370 tra la Serenissima Repubblica di Venezia e la città di Trieste, alleata dell'Arciducato d'Austria, conclusosi con la sottomissione della città alla Serenissima.

Preludio[modifica | modifica wikitesto]

Sin dai tempi del dogado di Enrico Dandolo e dell'assedio di Zara durante la Quarta Crociata, Trieste aveva mantenuto una condizione subalterna rispetto a Venezia, della quale era ora tributaria ora sottomessa, ma mai del tutto doma. La città tergestina era, alla vigilia del conflitto, retta da un governo episcopale.

Poco dopo l'elezione al dogado di Andrea Contarini, un episodio aveva dato il pretesto per il conflitto. L'arresto da parte di una galea veneziana in servizio di pattugliamento nel Golfo di un'imbarcazione carica di merci di contrabbando aveva spinto alcuni triestini a reagire prendendo nottetempo d'assalto la galea e massacrandone l'equipaggio.
Nonostante la città si fosse affrettata, il 3 settembre 1368, a porgere le proprie scuse a Venezia, promettendo atto di sottomissione e punizione dei colpevoli, giungendo perfino a promettere di innalzare il vessillo di San Marco, quando venne il momento di ottemperare ai patti, la popolazione si oppose.

Venezia, già ferita dalla perdita della Dalmazia a seguito della pace di Zara del 1358, non poté lasciare impunito un simile affronto, scegliendo di riaffermare la propria supremazia marittima sull'Adriatico con la guerra.

Il conflitto[modifica | modifica wikitesto]

Il comando navale venne affidato a Domenico Michiel, appoggiato da terra da contingenti mercenari: Trieste venne stretta d'assedio, ma la situazione sembrava non sbloccarsi. Nuove truppe vennero inviate dalla Serenissima, mentre i Triestini chiamavano in soccorso l'Arciduca d'Austria Leopoldo III d'Asburgo, cui giurarono sottomissione.

Nella primavera del 1369 le forze austriache degli arciduchi Leopoldo e Alberto scesero dunque in campo, spingendo Venezia a fortificare il Trevigiano e il territorio di Ceneda, mentre loro intessevano alleanze col Patriarca di Aquileia.
Gli Austriaci vennero però battuti sotto le mura di Trieste dalle forze veneziane, rinforzate dagli equipaggi della flotta di Taddeo Giustinian: il 28 novembre 1369 la città fu costretta a darsi a Venezia, in cambio della salvaguardia dal saccheggio e della preservazione dei propri ordinamenti.

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Nonostante la pace con Trieste, il conflitto con l'Austria rimase formalmente aperto fino al 20 ottobre 1370, quando a Lubiana i plenipotenziari austriaci firmarono un trattato di perpetua e totale rinuncia ad ogni interesse e rivendicazione sulle terre triestine.

La situazione non durò tuttavia a lungo e già nel 1382 Trieste si pose sotto la protezione dell'Austria, del quale divenne parte integrante sino alla fine della Prima guerra mondiale (1918).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. Storia di Venezia, Treccani, 12 Voll., 1990-2002
  • Diehl, Charles: La Repubblica di Venezia, Newton & Compton editori, Roma, 2004. ISBN 88-541-0022-6
  • Romanin, Samuele: Storia documentata di Venezia, Pietro Naratovich tipografo editore, Venezia, 1853.